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Iron Harvest | Anteprima: irresistibile distopia

Se siete degli amanti degli strategici in tempo reale negli ultimi anni avrete sicuramente sentito parlare più e più volte di Iron Harvest 1920, ossia di quello che ora come ora è molto probabilmente il titolo più atteso del genere. Dall’incredibile successo di Kickstarter di qualche anno fa ad oggi il gioco ha infatti raccolto presso sé sempre più seguaci, attratti soprattutto da un’ambientazione distopica a dir poco irresistibile basata sulle opere di Jakub Rozalsk, autore di una serie di bellissime illustrazioni su un alternativo passato post Prima Guerra Mondiale colme di fascino e, soprattutto, di mech.

Iron Harvest 1920

Se per quanto riguarda il lato artistico le perplessità sul titolo sono quindi veramente poche è sull’aspetto più prettamente ludico che si concentrano i maggiori dubbi. Sarà infatti capace Iron Harvest di trasporre con veemenza la forza delle opere di Rozalsk o il periodo post-bellico immaginato dall’artista polacco non riuscirà a trovare nel lavoro di King Art Games la propria incarnazione perfetta? Per provare a rispondere a questa e altre domande, oltre che per capire cosa ci aspetterà il prossimo primo settembre 2020, data di uscita del titolo, ci siamo quindi immersi negli ultimi giorni in una ricca beta dell’opera, colmi di speranze e, soprattutto, di tanta, tanta curiosità.

Una beta, tante speranze

Lo diciamo subito: Iron Harvest fin da ora sembra essere un titolo spettacolare e, lo ammettiamo, erano anni che non ci divertivamo così tanto in un’opera del genere. Il lavoro di King Art Games pare infatti avere tutte le carte in regola per quello che sarà un grandissimo titolo: un setting ammaliante, una buona profondità di gioco e un impianto tecnico assolutamente notevole. Certo, si tratta pur sempre di una beta e di lavoro da fare ce n’è ancora molto, ma quanto visto ci ha lasciati decisamente soddisfatti e, soprattutto, vogliosi di mettere le mani sulla versione completa dell’opera. Settembre non è mai stato purtroppo così lontano.

Iron Harvest 1920

Andiamo però con ordine: la beta di Iron Harvest su cui abbiamo potuto mettere le mani comprendeva al suo interno le prime 5 missioni di una delle tre campagne di gioco, la modalità schermaglia con una manciata di mappe, una sorta di modalità orda e, infine, un accenno di quella che sarà la modalità multigiocatore del titolo. Una panoramica quindi, per quanto ovviamente non esaustiva, decisamente ricca e che ci ha permesso di mettere anzitempo le mani su diverse caratteristiche di quella che sarà la versione definitiva del titolo di King Art Games.

La prima cosa che balza all’occhio una volta in gioco è che Iron Harvest è uno strategico in tempo reale basato molto di più sulle battaglie e sugli scontri tra le varie unità che sulla parte più gestionale e sulla costruzione della propria base. Sebbene siano infatti disponibili gli iconici edifici onnipresenti in qualsivoglia esponente del genere, è infatti chiaro come il focus del distopico diesel-punk sia da ricercare altrove, seppur la fase gestionale riesca a rivelarsi un comunque piacevole e riuscito complemento dell’aspetto core di Iron Harvest.

Iron Harvest: uno spettacolo per gli occhi e non solo

Iron Harvest, oltre a prendere molto dalla filosofia alla base ad esempio dei Company of Heroes, presenta anche diverse idee per nulla male. Eliminando le varie truppe nemiche o aprendo varie casse sparse in giro per la mappa è infatti possibile recuperare dell’equipaggiamento e cambiare connotati e caratteristiche alle nostre unità. I nostri poliformi soldati potranno quindi all’evenienza, sempre se il relativo oggetto sarà nei dintorni, dotarsi ad esempio di armi pesanti per contrattaccare qualche vettura nemica o, perché no, diventare in quattro e quattr’otto dei provetti ingegneri per disseminare il campo di battaglia di mine antiuomo. Il titolo di King Art Games abbraccia poi anche la strada degli eroi, con diversi caratteristici personaggi che ci permetteranno di stravolgere le sorti delle battaglie a nostro vantaggio, oltre che farci ovviamente compagnia nelle diverse campagne di gioco. Che dire poi dei mech, vero fulcro semovente dell’opera, che, oltre ad essere incredibilmente fascinosi, riescono con le loro svariate capacità a iniettare nel titolo un’ulteriore ed apprezzata vena strategica.

Iron Harvest 1920

Alla prova dei fatti il tutto funziona decisamente bene e, sebbene Iron Harvest sembri non possedere tutta la profondità di titoli analoghi a causa forse del fatto che il gioco uscirà anche su Xbox One e PlayStation 4, oltre che ovviamente su PC, è innegabile come l’esperienza complessiva riesca a rivelarsi assolutamente valida e di valore. Certo, c’è pur sempre qualcosa da sistemare, come ad esempio i soldati che faticano spesso e volentieri a posizionarsi dietro la copertura selezionata o che tendono più del dovuto a scegliere qualche infelice percorso, ma l’impressione è che la strada imboccata da King Art Games sia quella giusta. L’unico dubbio che ci sentiamo di porre, dovuto più che altro all’attuale impossibilità di provare tutte le fazioni e le truppe del titolo, è quella relativa al bilanciamento delle varie unità, con alcuni mech che ci sono ad esempio sembrati fin troppo semplici da produrre e fin troppo potenti sul campo di battaglia. Per il resto le perplessità sono davvero poche e Iron Harvest, oltre che sul piano del gameplay, ha veramente molto da dire anche per quanto riguarda il comparto tecnico.

Quando si scende sui campi di battaglia il titolo di Kig Art Games travolge infatti subito il giocatore con la sua incredibile fisicità, con una potenza scenica impressionante e tanti piccoli dettagli che ammaliano l’utente fin dal primo incontro. Impossibile, del resto, non rimanere estasiati di fronte ai mech che possenti demoliscono ogni ostacolo sul proprio cammino edifici compresi, assolutamente non considerabile la possibilità di non farsi trainare dal ritmo degli scontri, il non farsi affascinare dall’erba scossa dal passaggio delle truppe. Il comparto scenico architettato dalla software house per Iron Harvest è infatti assolutamente notevole, con i paesaggi che reagiscono direttamente alle azioni in gioco, con ogni colpo che ha un suo effetto, con ogni singolo passo di un mech nemico che incute timore. Assolutamente notevole, infine, anche la colonna sonora, incalzante al punto giusto e, soprattutto, decisamente in linea con tematiche e ritmo di gioco.

Considerazioni finali

Ovviamente la nostra esperienza con questo primo assaggio di Iron Harvest non è stata tutta rose e fiori e, del resto, essendo una beta c’era da aspettarselo. Il codice, ad esempio, necessita ancora di essere ripulito, con tanto di lunghe pause tra le scene di gioco e le cutscenes e di qualche rallentamento più significativo del dovuto durante gli auto-salvataggi. Durante la nostra esperienza ci siamo poi imbattuti anche in qualche bug, con ad esempio gli ingegneri che talvolta si sono messi a lavorare a vuoto senza effettivamente riparare i nostri mech o, ancora, con un filmato che si bloccava sistematicamente al medesimo punto precludendoci di proseguire la missione.

Iron Harvest 1920

Si tratta comunque di tutta una serie di problematiche assolutamente fisiologiche per un titolo che uscirà tra quasi sei mesi, con la beta che ci ha quindi alla fine dei conti decisamente convinto. Se amate gli strategici in tempo reale e non l’avete ancora fatto, segnatevi questa data: il prossimo 1 settembre 2020 Iron Harvest è pronto a trascinarvi nei suoi fragorosi campi di battaglia e sarà dannatamente difficile resistergli.

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