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Kingdom Hearts 3, dove eravamo rimasti con la trama

Kigdom Hearts III porterà a conclusione molti dei grovigli creati nella trama nei sedici anni della saga: Sora e Xehanort si affronteranno per portare a compimento le storie di tutti i protagonisti di una vicenda enorme.

Oramai l’abbiamo capito tutti: mancano pochi giorni a Kingdom Hearts III e l’attesa è durata praticamente 12 anni. Intanto, però, la saga è andata avanti per sedici anni, conditi da diversi capitoli, spin-off, sequel, prequel e così via, andando a costruire un groviglio di vicende che persino dopo l’uscita di Kingdom Hearts III avranno bisogno di altri dettagli, soprattutto quelli legati agli ultimi update di Kingdom Hearts X.

Quel groviglio ci ha condotto fino a ora, all’ultima avventura di Sora, probabilmente, fino all’ultima battaglia contro Xehanort, il che è abbastanza certo. Di guerre ne sono state combattute poche, di battaglie tantissime, di guerrieri ne abbiamo conosciuti altrettanti, tutti impegnati per fare in modo che la Luce potesse avere la meglio sull’Oscurità, da un lato: ovviamente le intenzioni sono completamente opposte dall’altro lato, con Xehanort e l’Organizzazione XIII lanciati verso l’unico grande obiettivo degli antagonisti. C’è tanto da ricostruire, ma siamo pronti per farlo.

Un eroe in cerca di cuore

Il primo punto che dovrà essere sicuramente risolto da Kingdom Hearts III è legato al destino di Sora: l’eroe del Keyblade nel corso dell’intera saga si è dimostrato molto più fragile di quanto potessimo credere, fino ad arrivare a comprendere che non era l’unico capace di brandire l’arma in grado di chiudere le serrature dell’oscurità e che all’interno del suo cuore si nascondeva quello di Ventus, uno dei primissimi detentori del Keyblade. Di peripezie Sora ne ha vissute tante, fino ad aver creato il proprio Nessuno (un essere incompleto nato dal momento in cui si perde il proprio cuore) chiamato Roxas, protagonista a metà di Kingdom Hearts II.

I ricordi e il cuore di Ventus spingono Sora in quella che è la sua missione, che però al termine di Dream Drop Distance si dimostra terribilmente fallace: il suo viaggio riparte là dove si era interrotto, al punto in cui l’eroe deve andare a recuperare le proprie forze e riscoprire la vera vena di un eroe. Per questo servirà il ritorno al Monte Olimpo, per parlare con Hercules, l’unico che dopo essere caduto è stato in grado di rialzarsi nelle sconfitte, pronto a fare da mentore a Sora, che dovrà dal suo canto ritrovare la luce che brilla all’interno del suo animo per poter trionfare nell’eterna battaglia tra Luce e Oscurità.

Riku, l’eroe dell’oscurità

Con maggior forza d’animo, nonostante nel primo capitolo della saga avesse mostrato ben più problematiche di quanto ci si potesse aspettare, Riku ha compiuto un viaggio molto più intenso di Sora. Dopo aver supportato Topolino e aver attraversato un percorso di redenzione, accettando l’Oscurità per farla diventare una propria forza, l’amico storico di Sora diventa uno dei personaggi più misteriosi e affascinanti dell’intera saga. Insieme con DiZ, che poi si scoprirà essere il vero Ansem il Saggio, Riku si ritroverà a monitorare il letargo di Sora al Castello dell’Oblio, per poi incontrare Xion, una copia di Roxas creata dai ricordi dell’amico addormentato, e convincerla a riunirsi proprio all’eroe di Kingdom Hearts.

Riku, dopo aver sconfitto Xemnas nel Mondo che Non Esiste a insaputa di Sora, riesce ad arrivare a sostenere l’esame di Maestro di Keyblade, ma ancor prima attraversa un viaggio molto poco tradizionale nel cuore dell’amico Sora, per cercare di salvarlo da un nuovo sonno, all’interno del quale cade alla fine di Dream Drop Distance. A lui toccherà il medesimo compito dell’amico col quale era partito sin dai tempi delle Isole del Destino: brandire il Keyblade e risvegliare i tre eroi perduti, Aqua, Terra e Ventus, per affrontare la battaglia contro Xehanort.

La principessa di Radiant Garden

Il trittico di partenza si chiude proprio con Kairi, altro personaggio che se inizialmente sembrava ricoprisse il ruolo di principessa da salvare e in pericolo, si rivela essere molto più profondo e importante della vicenda. L’intreccio narrativo all’interno del quale si infila la ragazza dal vestito rosa la porta a incontrare Aqua quando era ancora piccola, a Radiant Garden, il luogo noto come Fortezza Oscura: ricevuto un incantesimo di protezione, Kairi si ritrova, alla caduta del castello, alle Isole del Destino, insieme con Sora e Riku.

Ricevuta un’arma per proteggersi da Riku in Kingdom Hearts II, Kairi diventa anche una dei Custodi del Keyblade, ma ancor più importanza ha il suo Nessuno, creato alla perdita del suo cuore: si tratta di Naminé, un nessuno speciale che Sora ha modo di incontrare al Castello dell’Oblio in Chains of Memories, fondamentale nel suo percorso di recupero dei ricordi e di letargo, insieme con Paperino e Pippo, nell’attesa della riunione con Roxas e Xion. Kairi è inoltre una delle Principesse del Cuore, insieme con Aurora, Biancaneve, Cenerentola, Alice, Jasmine e Belle, ma il suo doppio ruolo la costringerà a un compito molto più attivo nella Guerra del Keyblade: per questo Kairi inizia ad allenarsi insieme con Lea (il completo di Axel) per padroneggiare l’arma definitiva ed entrare così nei Sette Guardiani della Luce, sotto l’occhio vigile di Merlino.

I protettori della Luce

Ma chi sono i Guardiani della Luce? Si tratta, per l’appunto, dei sette guerrieri che difendono l’universo dai 13 cuori di Oscurità, ossia la Seconda Organizzazione XIII del Maestro Xehanort. Ovviamente il gruppo di difesa non è completo ed è ancora in costruzione, sotto il saggio occhio di Yen Sid, il maestro di Topolino. Proprio quest’ultimo si candida a essere il leader indiscusso del gruppo, essendo il Re dell’universo Disney e l’eroe che prima di tutti ha ricevuto l’istruzione da parte di Yen Sid a padroneggiare un Keyblade. Insieme con lui toccherà a Riku, Sora e Kairi affiancarlo, per poi arrivare al più che sicuro Lea, che ha scacciato il suo ruolo di membro nell’Organizzazione XIII, e quasi sicuramente Ventus, che andrà risvegliato dal suo lungo sonno. Il settimo posto dovrà essere occupato da uno tra Aqua e Terra, con l’aggravante che la prima è bloccata nel Regno dell’Oscurità. Luogo dal quale è difficile uscire una volta entrati: Topolino ce l’ha fatta, Riku potrà farcela grazie a dei magici vestiti create dalle tre fate, ma ora tocca a Sora imparare.

Dal lato dell’Oscurità

Dall’altro lato inevitabilmente non può non esserci Xehanort. La sua identità è tra le più complesse dell’intera saga, soprattutto a causa dei numerosi volti e maschere indossate nel corso dell’intera vicenda, a partire dalle sue identità di Xemnas, Ansem il Saggio, e le sue versioni giovanili. Tutta la sua storia parte, così come Rosa, Riku e Kairi, dalle Isole del Destino, da dove decide di fuggire per scoprire il mondo. Il desiderio di conoscenza è il medesimo che investe Sora e Riku, con la differenza che Xehanort aveva ben altri obiettivi e convinzioni: lo studio del Keyblade lo aveva portato a credere che l’Oscurità fosse più importante della Luce, per questo i suoi studi a Scala ad Caelum lo avevano portato allo scontro con Eraqus, che aveva sempre considerato un amico fraterno.

In uno dei primissimi trailer distribuiti per Kingdom Hearts III lo si vede giocare a scacchi, in età molto giovane, proprio con Eraqus, dal quale si divide in età adulta, durante l’esame da Maestri di Keyblade di Aqua, Terra e Ventus. L’aver scoperto l’esistenza dell’X-Blade lo aveva spinto a usare Ventus per i suoi scopi, creando Vanitas, la parte oscura del ragazzo, con l’unico scopo di forgiare il Keyblade definitivo, che lo avrebbe reso invincibile. La nascita di Sora e l’arrivo del cuore di Ventus in quello del ragazzo delle Isole del Destino, contrasta i piani di Xehanort, che inizia un’epopea fatta di numerosi volti, alla ricerca del recipiente giusto per creare l’arma tanto ambita.

Dopo aver fallito con la prima Organizzazione XIII, creata insieme con altri adepti dello scienziato Ansem, del quale prende anche le sembianze e il nome in Kingdom Hearts, Xehanort inizia a viaggiare attraverso i Reami addormentati per radunare altre dodici versioni differenti di se stesso, così da creare una nuova Organizzazione XIII, per dare vita ai 13 Cuori di Oscurità, pronti a contrastare i Sette Guardiani della Luce. La battaglia ripartirà proprio da qui, da queste vicende che faranno da palcoscenico a Kingdom Hearts III, l’ultima battaglia contro Xehanort e contro l’Oscurità tutta.