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Kingdom Hearts 3, i mondi Disney e quello che ci aspetta

Mancano pochissimi giorni all’arrivo di Kingdom Hearts 3, uno dei titoli più attesi dell’anno, soprattutto per la sua lunghissima gestazione. Square-Enix è oramai esperta in sviluppi prolungati, come d’altronde accaduto con Final Fantasy XV nel 2016: ora tocca alla sinergia messa in campo con Disney, che non ha potuto e saputo sottrarsi alle classiche critiche di contenuti dubbiosi o comunque poco certi. Tra queste quella dello scarso numero dei mondi Disney a disposizione di quella che dovrebbe essere l’avventura conclusiva della saga di Xehanort, un numero che si attesta intorno agli otto, ritenuto troppo basso dai fan della saga.

Eppure c’è una verità che non è venuta a galla in maniera prorompente, complice anche la memoria abbastanza corta dei videogiocatori e la volontà prettamente critica della community: il numero dei mondi Disney è il medesimo dei capitoli precedenti, che accanto a quelle che erano le avventure firmate dalla casa di Burbank aveva inserito anche alcuni universi inediti e legati prettamente al mondo di Kingdom Hearts. Quest’oggi andiamo alla scoperta delle storie che ci ritroveremo a vivere all’interno di tutti questi mondi, dai quali passerà il riscatto finale di Sora, destinato a diventare un Maestro di Keyblade.

Dal Rinascimento a oggi

Il Monte Olimpo, i Caraibi, Arendelle, Corona, Mostropoli, La Scatola dei Giocattoli, San Fransokyo e Il Bosco dei Cento Acri: questi sono gli otto mondi a disposizione di Kingdom Hearts 3, che corrispondono a Hercules, Pirati dei Caraibi, Frozen, Rapunzel, Monster & Co., Toy Story, Big Hero Six e Winnie the Pooh. Le vere novità sono rappresentate dalle vicende di Anna ed Elsa, quelle della principessa dalla lunga chioma bionda, dai due capolavori Pixar che ci porteranno a contatto diretto con Mike Wasowski e Woody & Buzz Lightyear, e infine la città futuristica dei robot e del tenerissimo Baymax. Insomma, una buona rosa di nuove proposte, alla quale potremmo aggiungere anche il Monte Olimpo, che diversamente da quella vena arcade dei primi capitoli di Kingdom Hearts stavolta sembra destinato ad avere un ruolo molto più importante.

Facendo mente locale su quello che era uno degli ultimi messaggi lasciati a Sora, ossia quello di andare a recuperare un eroe che ha toccato il fondo e poi è risorto nel suo splendore, è chiaro che lo stesso Hercules avrà un ruolo fondamentale nel riscatto del giovane partito dalle Isole del Destino: per questo le vicende ambientate ad Atene, verosimilmente contro i temuti Titano di Ghiaccio e Titano della Roccia, già affrontati nelle coppe segrete dei tornei organizzati da Filottete, andranno ad assumere una connotazione molto più imponente. Nel frattempo, però, c’è da tener presente la vena molto più votata alle Principesse moderne presa dalla saga, su chiara spinta di Disney.

La principessa non va salvata

L’evoluzione dello storytelling della casa di produzione cinematografica durante la gestione produttiva di John Lasseter ci ha portato in una dimensione molto diversa da quella che conoscevamo prima: non c’è più la principessa da salvare, la donzella in pericolo, quella che poteva essere Aurora o la stessa Cenerentola. Adesso è il momento di Elsa, che con Frozen rappresenta un franchise che non poteva mancare in Kingdom Hearts: ci troviamo dinanzi al Classico che ha avuto il più grande successo degli ultimi dieci anni, ragionevolmente o meno non è la sede per valutarlo, e che ha prodotto un merchandising talmente forte da non potersi sottrarre a quello che sarà il prodotto videoludico più importante per Disney. Non sappiamo di preciso cosa racconterà stavolta Arendelle e quale temibile avversario dovranno affrontare Sora, Paperino e Pippo, ma sicuramente non mancheranno i momenti con Olaf e Kristoff nel regno di ghiaccio.

Niente di nuovo dovrebbe arrivare da Winnie the Pooh, che resta una delle costanti della saga Square-Enix: quello che è il libro per ragazzi più venduto di sempre, che negli ultimi anni ha avuto ben due apparizioni al cinema (Goodbye Christopher Robin e Ritorno al Bosco dei 100 Acri), sebbene non stia smuovendo il cuore dei più giovani, è un altro universo dal quale Kingdom Hearts non può prescindere. I forti colori del mondo popolato dallo scanzonato Tigro, dall’irriverente Tappo e dal malinconico Ih-Oh, dovrebbero essere riproposti tramite il solito espediente del libro che racconta la favola scritta per suo figlio da A. A. Milne.

Lasseter alla riscossa

L’aspetto più affascinante è sicuramente lo sbarco di Pixar in Kingdom Hearts. Nell’anno dell’arrivo a cinema del quarto capitolo di Toy Story non potevano mancare le avventure di Woody & Buzz, ma non siamo ancora sicuri su chi sarà l’antagonista della vicenda. Sarebbe indubbiamente affascinante poterci ritrovare a combattere contro l’Imperatore Zurg, l’acerrimo nemico dello space ranger inviato dal commando stellare per salvare la Terra, o in alternativa contro una versione rabbrividente di Lotso, il rosa orso di peluche che tanto ha fatto tremare il cuore degli appassionati della saga creata da John Lasseter in persona. Le alternative non mancano e sicuramente altrettanto sarà in Monster & Co.

Dalla sala di smistamento delle porte che conducono nelle stanze dei bambini da spaventare potrebbe arrivare il momento anche di Randall Boggs, che con il suo fare camaleontico si candida a essere uno dei più grandi sostenitori della scuola Heartless, pronto a servire il Maestro Xehanort o chiunque voglia schierarsi dal lato dell’antagonismo. Entrambi i titoli Pixar ci permetteranno di osservare delle versioni particolari di Sora, Paperino e Pippo, così come accadeva nel mondo de La Sirenetta e di Tron, due universi che per quest’ultimo capitolo di Kingdom Hearts non verranno riproposte. Ciò che invece ci si aspetta tra le riproposizioni dei precedenti capitoli sono il Castello Disney, Crepuscopoli, la torre di Yen Sid, Radiant Garden e il Mondo che non Esiste, che sicuramente riceveranno un grande restyling, figlio di quella che è la summa di tutto il lavoro compiuto in questi anni da Tetsuya Nomura.

Fogelman illumina la chioma dell’alta torre

La chiusura del cerchio arriva con Corona, il regno più mostrato attraverso i vari trailer di lancio di Kingdom Hearts e che vede come protagonista Rapunzel, la principessa che è andata a creare una nuova versione della fiaba tedesca raccontata dai fratelli Grimm. L’importanza dal punto del 50esimo Classico Disney è troppo spesso oscurata da una storia ritenuta troppo scontata e dai più nota proprio per quella che è la tradizione raccontata dai Grimm: eppure Rapunzel a oggi è il sesto classico dei Walt Disney Animation Studios per incassi (quasi 600 milioni di dollari), il più costoso della storia (200 milioni di budget, molti dei quali per un software dedicato ai capelli della principessa) e si fregia di una storia per niente banale. Oltre ad avere una sceneggiatura firmata da Dan Fogelman (This Is Us vi dice qualcosa? Galavant? Crazy, Stupid, Love?), Rapunzel stravolge per la prima volta il rapporto tra la principessa e il proprio cavaliere, spingendo la protagonista a un ruolo più forte e vivace, rompendo completamente il filone con la donzella in pericolo che abbiamo citato poc’anzi.

E infine ci sarà Jack Sparrow, con Johnny Depp che comparirà per l’ultima volta nel franchise che lo ha consegnato nelle braccia della Disney: il feticcio di Tim Burton ha definitivamente abbandonato la sfilata di Jerry Bruckheimer, ma per Kingdom Hearts 3 non poteva non esserci, pronto a rinnovare la propria battaglia con Davy Jones, l’antagonista più noto della saga nonché il più iconico, antagonista principale del secondo e del terzo film di quella che in origine era una trilogia. Probabilmente tornare ai Caraibi non sarà emozionante come accaduto nei primi capitoli della saga, là dove Sparrow era effettivamente sulla cresta dell’onda, ma vivere il mondo dei pirati sarà sicuramente un modo diverso di vivere l’esperienza totale di Kingdom Hearts 3. In chiusura ci aspettiamo di poter tornare al Regno dell’Oscurità, ma soprattutto alle Isole del Destino, per chiudere un cerchio, là dove tutto è iniziato, quasi vent’anni fa. Senza dimenticarci l’annuncio di Xehanort: Scala ad Caelum.

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