Giochi PC

King’s Bounty 2 | Recensione, tra tradizione e innovazione

Mi sono innamorato di King’s Bounty 2. Non capita spesso, se non quasi mai, di iniziare una recensione con una frase del genere, ma questa volta non ho potuto fare a meno di lanciare fin da subito il mio grido d’amore per l’opera di 1C Entertainment. Attenzione, non stiamo parlando di un gioco perfetto o inattaccabile sotto ogni punto di vista, bensì di uno strategico a turni con elementi da gioco di ruolo con diversi difetti.  King’s Bounty 2 è però un gioco contraddistinto da innegabili qualità e assolutamente assuefacente, che ha saputo ghermirmi dall’inizio alla fine e da cui ho veramente fatto fatica a staccarmi. Un titolo di cui, dopo centinaia e centinaia di battaglie, decine di quest e innumerevoli chilometri fatti, sono finalmente pronto a parlarvi.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:

King’s Bounty 2: un seguito coi fiocchi

King’s Bounty 2 non è un semplice seguito della celebre saga tanto cara agli amanti degli strategici a turni, ma un vero e proprio reboot che la stravolge in maniera assolutamente positiva. “King’s Bounty 2 è per King’s Bounty quello che XCOM: Enemy Unknown è stato per UFO: Enemy Unknown/X-COM: UFO Defense del 1994”: con queste parole ci è stato presentato il titolo poco prima della recensione. Un paragone per molti magari anche azzardato, soprattutto considerando la sublime qualità dell’opera di Firaxis Games, ma che alla prova dei fatti si è rivelato più che fondato. King’s Bounty 2 è difatti una piacevolissima rivoluzione, un concentrato di tradizione e innovazione, un piccolo grande dono a tutti gli amanti del genere e non solo.

King's Bounty 2

Con questo secondo capitolo, nonostante la saga di King’s Bounty sia costellata da ben più che da un paio di titoli, 1C Entertainment ha infatti deciso di puntare in alto e di osare, uscendo dalla propria comfort zone e abbracciando il mondo dei giochi di ruolo open world. Non più solo uno strategico a turni quindi, bensì un vero e proprio GDR, con tanto di un mondo squisitamente fantasy da esplorare, decine di quest da completare, alberi delle abilità e tutti i vari crismi del caso. Un’evoluzione netta, dirompente ma ben studiata, in grado di aggiungere molto alla struttura complessiva del titolo senza scendere a compromessi. King’s Bounty 2 è, volendo, il seguito per antonomasia, un ottimo esempio di come andrebbe sviluppato un secondo episodio. Non un mero more of the same, ma un prodotto differente, che si basa sui punti forti del predecessore espandendoli e prendendosi anche dei rischi.

Purtroppo, come accennato a inizio recensione, non stiamo parlando di un’opera perfetta né tantomeno di un nec plus ultra del genere. Le problematiche presenti in King’s Bounty 2 sono infatti diverse, e spaziano da un eccessivo backtracking a un finale annacquato, passando per altri piccoli difettini, che ne impediscono l’entrata nel gotha degli strategici a turni. Mancanze o imprecisioni che non vanno però a intaccare eccessivamente le innegabili qualità di un’opera tanto coraggiosa quanto valida.

Terreni di scontro

L’anima principale di King’s Bounty 2 è indubbiamente quella da strategico a turni, con l’opera di 1C Entertainment che non si distacca troppo dai capisaldi del genere. I vari campi di battaglia del gioco sono infatti contraddistinti dalle ormai celebri caselle esagonali, con i vari scontri che si sviluppano un fendente alla volta. In King’s Bounty 2 i turni sono scanditi non dall’avvicendarsi tra uno schieramento e l’altro, ma da un sistema di priorità, in cui a ogni turno l’unità più veloce agisce per prima rispetto a quelle più lente. Non una sorta di partita a scacchi quindi, ma una meccanica più fluida e dinamica, che intervalla più e più volte i vari eserciti in gioco e che viene modificata sia dalle caratteristiche delle varie unità che da altri aspetti.

King's Bounty 2

Nell’ultima fatica di 1C Entertainment prendono ad esempio grande spazio anche le magie, ossia delle abilità che possono essere lanciate una volta per turno dai comandanti degli eserciti e in grado, se usata con la giusta attenzione, anche di ribaltare l’esito di uno scontro. Tali abilità speciali, che possono essere apprese da pergamene disseminate nel mondo di gioco con il giusto livello di conoscenza arcana, vanno infatti a toccare vari ambiti, passando dal danno diretto a qualche truppa avversaria fino ad arrivare ai classici buff e debuff. Una variante, quella di utilizzare il comandante come una forza esterna mera esecutrice di incantesimi, che riesce a rivelarsi una piacevole aggiunta, perfettamente in linea con i classici attacchi e abilità speciali delle singole unità.

King's Bounty 2

Per il resto a giocare un ruolo importante nell’economia delle varie battaglie di King’s Bounty 2 è la conformazione dei terreni, con i rilievi e altri ostacoli naturali o meno che possono facilitare o inibire le diverse tipologie di attacco. Avere il cosiddetto high ground renderà ad esempio qualche unità dalla distanza ancor più temibile, mentre posizionare qualche truppa più fragile nelle retrovie dietro un masso ci consentirà di tenerla in vita più a lungo. Una serie di meccaniche tutto sommato tradizionali ma tra loro ben coese, che riescono a dare il massimo nelle piccole ma mai claustrofobiche mappe di gioco. Dei campi di battaglia quindi non troppo estesi a livello spaziale ma tatticamente convincenti, che riducono i tempi morti iniziali ed esaltano maggiormente gli scontri, aumentandone ritmo e intensità.

Paladini dell’ordini o eroi anarchici?

Spostandoci ora su quella che è l’anima da gioco di ruolo di King’s Bounty 2, essa è tanto tradizionale quanto funzionale e consente di fare un bel salto nel passato. Complice anche un’estetica squisitamente fantasy di cui parleremo più approfonditamente in seguito, il feedback lasciato dall’opera porta infatti indietro nei ricordi di diversi lustri, a quei tanti gdr dallo stampo occidentale dell’epoca.

Nell’epopea fantasy di 1C Entertainment troviamo tutti i classici aspetti che ci potremo aspettare da un qualsivoglia gioco di ruolo, come degli skill tree per potenziare le proprie statistiche e abilità, dell’equipaggiamento da scegliere, delle quest da completare e un mondo da esplorare. Non manca insomma nessuna delle meccaniche tradizionali del genere, tutte proposte in maniera non troppo approfondita o estesa, ma a un livello più che sufficiente per non risultare fini a sé stesse. Non aspettatevi quindi interminabili alberi delle abilità o decine e decine di chilometri quadrati di mappa, ma un gioco di ruolo semplice ma completo, in grado di supportare alla grande l’anima da strategico a turni di King’s Bounty 2, senza né sfigurare né passare in secondo piano.

King's Bounty 2

Molto intrigante è soprattutto il sistema a quattro ideali imbastito da 1C Entertainment, che assegna al giocatore determinati punti per un dato ideale in base al suo comportamento e che si snida sotto differenti aspetti di gioco. Assicurare un malfattore alla giustizia, ad esempio, assicura dei punti ordine e una ricompensa monetaria, mentre lasciarlo libero consente al giocatore di mettere le mani su un particolare tipo di truppe e di accrescere i propri punti anarchia. Punti ideale che, oltre a descrivere sommariamente le nostre attitudini in King’s Bounty 2, hanno poi anche un fine decisamente più pratico, visto che è in base a essi che potremo decidere su quale skill tree proseguire e che abilità fare nostre.

Decisamente meno riusciti sono invece i puzzle ambientali, inseriti all’interno del gioco in diversi punti, sia durante la campagna principale che nelle missioni secondari. Gli enigmi in King’s Bounty 2 sono infatti banali, oltre che contraddistinti sempre dal medesimo modus operandi, ossia il premere una serie di pulsanti o simili nell’ordine corretto. Un mero riempitivo, che stanca presto e non riesce a mantenersi ai livelli delle altre sezioni di gioco.

Tra truppe e piccole imperfezioni

Nelle battaglie di King’s Bounty 2 è possibile schierare fino a 5 differenti tipologie di unità, selezionabili tra un largo ventaglio di scelta e appartenenti ai 4 ideali di cui poco sopra. Ideali che, in base all’orientamento del nostro eroe e delle altre truppe, andranno a influire direttamente sul morale e sulle performance delle diverse unità. Tutte queste truppe possono essere acquisite nei più svariati modi, come tramite gli immancabili mercanti o completando delle quest specifiche. Un sistema semplice ma riuscito, sebbene non proprio perfetto. Il fatto che certe unità siano acquistabili, almeno nei primi due terzi di gioco, solo da precisi mercanti posizionati in determinate location rende infatti tedioso il reclutarle nuovamente, nel caso in cui ad esempio le perdessimo in qualche scontro.

Proprio da tale aspetto si dipana poi uno dei principali punti deboli di King’s Bounty 2, ossia un sistema di movimento contraddistinto da un’eccessiva lentezza. Il nostro personaggio ha infatti un passo fin troppo lento, con il cavallo che va solo a ridurre parzialmente il problema. Nelle grandi città del gioco, come nella capitale o nella torre dei maghi, la nostra cavalcatura diventerà infatti inutile, visto che rallenterà notevolmente, obbligandoci a percorrere centinaia di metri a piedi a velocità di crociera con il nostro eroe.

Una situazione resa ancor più fastidiosa dall’assenza di steli di teletrasporto all’interno di questi agglomerati urbani e da un eccessivo backtracking che contraddistingue buona parte delle oltre trenta ore di gioco di King’s Bounty 2. Un vero e proprio peccato, che rende più pesante il gioco in maniera del tutto gratuita, ma che può fortunatamente in futuro in parte essere risolto con semplici correzioni, come un aumento della velocità del personaggio, l’eliminazione del rallentamento del cavallo in determinati centri urbani o, ancora, nell’introduzione di ulteriori steli del teletrasporto.

Apologia dell’immaginario fantasy

Esplorare Nostria, il regno che fa da setting a King’s Bounty 2, è però per il resto una vera e propria gioia, una boccata di fantasy a pieni polmoni. Nel gioco è infatti possibile trovare ogni singola location che ci si aspetterebbe di trovare in fantasy occidentale, a partire dai paesaggi rurali fino ad arrivare alle sontuose torri dei maghi, dall’imponente capitale all’oscura cripta. Certo, nulla di nuovo o di rivoluzionario, ma l’effetto finale è veramente piacevole e, come accennato qualche paragrafo fa, riesce a far fare al giocatore un piacevolissimo salto nel passato.

Qualcosa in più si poteva però decisamente fare sul design dei vari npc, con il 90% della popolazione di Nostria che pare avere lo stesso viso, rendendo spesso difficile riconoscere qualche personaggio che si ripresenta di tanto in tanto. Decisamente più riuscita, invece, la soundtrack, che riesce a rivelarsi di livello e supportare degnamente il titolo nella sua interezza, regalando anche qualche passaggio niente male sul piano sonoro.

King's Bounty 2

Molto tradizionale, infine, anche quella che è la trama alla base del gioco, contraddistinta dal classico racconto fantasy in cui una sorta di misteriosa e letale corruzione arriva ad annidarsi all’interno di una volta pacifico regno. Una sinossi semplice, ma raccontata tutto sommato bene e in grado di accendere almeno in parte l’interesse del giocatore, nonostante un inizio un po’ lento e, soprattutto, un finale oltremodo annacquato.

8.3

King’s Bounty 2 – PC


King’s Bounty 2 è un titolo completo sotto ogni punto di vista, in grado di non deludere né come gioco di ruolo né tanto meno come strategico a turni. Assuefacente, profondo e anche bello da vedere: peccato solo per qualche piccolo passo falso, ma per il resto l’ultima fatica di 1C Entertainment è un qualcosa di imprescindibile tanto per i fan della saga che per ogni amante dell’immaginario fantasy.

Pro

  • Ottima commistione tra strategico a turni e gdr
  • Assolutamente assuefacente
  • Fantasy allo stato puro

Contro

  • Backtracking un po' eccessivo
  • I volti sono tutti uguali
  • Qualche problema minore
8.3