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La notizia è falsa? BBC insegna il fact checking ai ragazzi

Come insegnare ai bambini di oggi, che saranno i cittadini elettori di domani, a difendersi dall'ondata di fake news che sta investendo l'intero mondo della comunicazione, dai giornali ai social? La risposta è formazione, sensibilizzazione e stimolo dello sviluppo di un adeguato senso critico. In pratica una montagna da scalare, che però non deve spaventare soprattutto se si ha la fortuna di avere un "preparatore" come la BBC.

L'istituzione giornalistica fra le più autorevoli al mondo all'interno del suo programma BBC School Report News Day ha reso disponibile un gioco online gratuito chiamato "BBC iReporter", che potrebbe essere adottato dalle scuole come vero e proprio strumento educativo. In verità qualche sessione di gioco farebbe bene anche agli adulti, compresi gli studenti delle scuole di giornalismo e i blogger. Perché sembra che i meccanismi che si nascondono dietro al mondo dell'informazione siano davvero diffusamente poco chiari.

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La prima presunta notizia: il down di un servizio chat

BBC iReporter è una sorta di avventura testuale che consente di indossare i panni del cronista 2.0, che ormai non può più prescindere dal Web e dai social per la diffusione delle notizie. E così con una serie di "prove" si scopre quali dovrebbero essere considerate fonti affidabili, dove cercare i fatti, come individuare ciò che è legittimamente notiziabile, etc. Al termine di ogni sessione si ottiene una valutazione in relazione a tre parametri: accuratezza, impatto e velocità.

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Controlli i problemi emersi sulla piattaforma o sui siti di news?

È pur sempre un gioco ma un occhio adulto non può che cogliere in questa operazione un pregevole tentativo della BBC di sensibilizzare i suoi lettori di domani. Decidere se sfruttare come fonte l'articolo di un blog invece che chiamare direttamente gli interessati è uno dei passaggi fondamentali che stimola la riflessione.

Il mondo dell'informazione di qualità ha le sue regole, e queste nel tempo non sono state stravolte neanche dalla rivoluzione digitale. O meglio, sono rimaste tali, ma molti preferiscono mettere i paraocchi.

prima prova

Forse non sempre è possibile rispettare tutti i dettami del buon giornalismo, ma c'è una bella differenza tra non sapere quali siano e averne invece coscienza. Un po' come un ragazzetto discolo che sbaglia senza sapere di farlo e quindi non può prescindere dalla guida di una figura responsabile. Altrimenti tana libera tutti: gli asini volano e fanno pure notizia.