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La spada…

Pagina 2: La spada…


La spada….

Già dai primi livelli la grafica di Otogi è impressionante.
Meravigliosa, oscura e misteriosa. Raiko è oscuro come ci si aspetterebbe,
e si capisce velocemente come utilizzarlo (nonostante alcune inquadrature oblique).
L’azione di base è davvero semplice: all’inizio di ogni livello c’è
una breve spiegazione su quello che bisogna fare, normalmente la stessa cosa:
massacrare demoni, liberare anime e strappare l’ectoplasma al grande immortale
che comanda i demoni minori. Per farlo si ha hanno a disposizione le proprie
abilità da guerriero e le armi, più o meo reali. Qui è
dove entra in gioco l’aspetto RPG. Non avrebbe senso finire un livello in fretta
seguendo la via più breve verso la fine per poi essere massacrati nel
successivo perché non si è progredito a sufficienza.

The saber you wield...


La schermate di Otogi sono piene
di dettagli. Gli sviluppatori hanno sfruttato al massimo le capacità
grafiche di Xbox per disegnare un mondo ricco e affascinante.

Quello che si chiede al giocatore è quindi di esplorare
a fondo ogni livello, liberando il maggior numero di anime, così da guadagnare
esperienza, oro, e qualche volta trovare nuovi equipaggiamenti utili per liberarsi
della Bestia. Alla fine di ogni livello si accede a una schermata speciale che
ospita il menù di sviluppo: qui si può controllare quanto si sta
progredendo (in termini di punti vita, magia, forza…), ma è utile soprattutto
per comprare nuove armi tra le 33 disponibili e sciegliere uno dei 12 incantesimi
presenti nel gioco, per creare una tattica di gioco personalizzata.

The saber you wield...


Gli effetti visivi nei combattimenti
meritano un encomio.

Ogni arma (o incantesimo) ha un suo colpo

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