10 0 7 Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk
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Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk Recensione


Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk
Genere
JRPG
Piattaforma
PS4, Switch, PC
Sviluppatore
Nippon Ichi Software
Editore
NIS America
Data di Uscita
18/09/2018
Nippon Ichi Software, abbreviato NIS, è una garanzia per i fan dei JRPG. Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk è l’ultimo dungeon crawler sviluppato dagli stessi che ci narra le avventure della strega Dronya e la sua piccola apprendista Luca. La cittadina di Refrain sembra un luogo apparentemente tranquillo ma uno strano miasma fuoriesce dal sottosuolo. È […]

Nippon Ichi Software, abbreviato NIS, è una garanzia per i fan dei JRPG. Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk è l’ultimo dungeon crawler sviluppato dagli stessi che ci narra le avventure della strega Dronya e la sua piccola apprendista Luca. La cittadina di Refrain sembra un luogo apparentemente tranquillo ma uno strano miasma fuoriesce dal sottosuolo. È l’incipit narrativo che ci spinge le nostre protagoniste a rispondere alla chiamata del governatore e a indagare su un misterioso pozzo comparso dal nulla. Questo altro non è che l’ingresso di un esteso labirinto che penetra sempre più in profondità, dove si cela una grande magia.

L’esplorazione di questo luogo è però resa impossibile dal veleno che permea l’aria e per questo Dronya deve affidare il compito al Tractatus de Monstrum: il libro scritto dall’unica persona che abbia mai superato l’intero labirinto. Questo manufatto ha infatti assorbito un’anima ed è quindi diventato senziente. In cambio della libertà del proprio spirito si mette al servizio della strega e, consecutivamente, del nostro controller.

Esplorazione sotterranea

I livelli attraverso i quali ci muoviamo sono tridimensionali, anche se non sono particolarmente elaborati o dalla grande complessità poligonale. Su PlayStation 4 è sufficiente usare i tasti direzionali per spostarsi di una casella alla volta. Ci sono porte da aprire, casse da saccheggiare, interruttori da attivare, ostacoli da superare e, naturalmente, nemici da combattere. Man mano che esploriamo, avanziamo anche con la rispettiva trama e otteniamo nuove abilità molto utili. Labyrinth of Refrain richiede svariate ore di gioco prima che tutte le capacità del nostro libro alter ego e le attività di supporto siano sbloccate.

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Inizialmente i mostri che popolano il sottosuolo sono invisibili, mentre successivamente è possibile osservare la loro icona che pattuglia l’area. Dopo le prime fasi si impara inoltre a rompere i muri del labirinto o a ritornare al campo base in ogni momento. Per utilizzare questi poteri è necessario spendere i punti rinforzo, uno dei tanti “numeri” da tenere sott’occhio. Quando esploriamo, oltre a fare attenzione ai punti vita e azione, dobbiamo raccogliere quanto più mana possibile. Questo si ottiene raggiungendo particolari icone nella mappa e al termine di ogni combattimento, momento in cui si guadagna anche la canonica esperienza.

Un piccolo esercito

Quando si inizia la partita si è sommersi dalle troppe informazioni, spiegate da un tutorial testuale. Tuttavia basta poco per comprendere le meccaniche di Labyrinth of Refrain e farle proprie. Uno degli elementi che ci è piaciuto maggiormente è la composizione della propria squadra. Il Tractatus de Monstrum è sempre accompagnato dai Puppet, delle marionette dotate anche loro di energia vitale che si animano una volta all’interno del pozzo. Quando ci troviamo nel campo base possiamo costruirle noi stessi a patto di avere un’anima adatta allo scopo. Per quanto ci siano solo sei classi, di cui possiamo decidere anche il sesso e l’aspetto fra quelli disponibili, la personalizzazione è alta. Possiamo decidere in che modo devono aumentare le statistiche, l’abilità speciale e se devono puntare sull’attacco o sulla difesa. In pratica, le combinazioni possibili consentono di creare bambole molto diverse fra loro.

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Un volta che abbiamo il nostro gruppo di sottoposti combattenti è tempo di organizzare la formazione. La brigata ha cinque slot liberi e in ognuno va inserito un patto o Coven. Potremmo definirle come delle classi che aggiungono attacchi speciali – chiamati Donum – attivabili con i punti azione dei Puppet. La particolarità è che alcuni patti consentono di formare squadre interne alla formazione con più marionette. Ecco quindi che, nonostante i soli cinque slot, è possibile formare un mini esercito con una dozzina di bambole animate.

Durante l’esplorazione ci capita anche di trovare svariati oggetti. I consumabili permettono di curare l’energia e rimuovere gli effetti di stato subiti – ad esempio, l’avvelenamento.  Ma è posibile anche raccogliere equipaggiamento e migliorare le statistiche dei Puppet con nuove armi e armature.

Ora si fa sul serio

Quando incrociamo un nemico, se siamo abbastanza rapidi e riusciamo a raggiungerlo alle spalle otteniamo un bonus nel combattimento. La battaglia è una semplice schermata in cui compaiono le immagini degli avversari. I disegni sono fatti molto bene e hanno uno stile tra il serio e il faceto. Alcuni nemici sono infatti più mostruosi di altri, soprattutto i boss. Purtroppo la varietà non è moltissima e, nel complesso, si incontrano sempre gli stessi mostri.

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In ogni caso, per quanto appaia semplice, le possibilità offerte dal gioco sono molte. Abbiamo il normalissimo attacco, che tuttavia dipende dalla posizione della marionetta in battaglia. Alcune classi possono occupare l’avanguardia, mentre altre è meglio lasciarle indietro affinché siano più efficaci. Abbiamo anche il moltiplicatore del danno quando i nostri sottoposti riescono a colpire più volte di seguito. Possiamo usare i punti rinforzo per migliorare la difesa o l’attacco di qualcuno. Ci sono gli attacchi speciali che utilizzano punti azione e a volte richiedono un turno o più per caricarsi. Gli arti dei Puppet possono essere rotti rendendoli meno efficaci. Insomma, c’è molta “carne al fuoco” e con certi avversari bisogna ragionare e usare la tattica giusta per evitare il fallimento.

Doveri e piaceri

Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk fa sua un trama interessante che fa suoi tutti gli stilemi dell’animazione nipponica. Quando abbiamo completato gli obiettivi richiesti da Dronya è infatti necessario tornare al campo base e dal menù attivare la voce che fa proseguire la storia. I disegni della scena d’intermezzo sono abbastanza statici e dai colori vivi e accesi ma dall’ottimo tratto. Il doppiaggio, in sola lingua inglese, è anch’esso di altissimo livello. Non solo le voci sono azzeccate, ma riescono a trasmettere il giusto pathos in ogni situazione. Per chi si chiede se il gioco è quantomeno sottotitolato nella nostra lingua, la risposta è purtroppo no.

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Oltre all’interagire con i protagonisti, la base è anche il luogo dove poter costruire e riparare i Puppet, accedere al mercato e spendere il mana guadagnato. Quest’ultimo è molto importante perché si usa per migliorare le abilità del libro magico che impersoniamo e alcune sono molto utili. Ad esempio, si può scappare con più facilità dal combattimento, far recuperare vita ai Puppet alla fine della battaglia e tanto altro.

Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk

Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk è un dungeon crawler sviluppato da Nippon Ichi Software in cui la fredda e distaccata strega Dronya e la sua giovane e ingenua apprendista Luca esplorano, con l’aiuto di un libro molto magico, un intricato labirinto sotterraneo che nasconde incredibili segreti ma anche tanti pericoli.

7
7

Verdetto

Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk è un dungeon crawler di tutto rispetto. Per gli amanti del genere è una novità da giocare assolutamente ma anche chi è meno avvezzo a questa tipologia di giochi potrebbe apprezzarlo. Ci sono però dei difetti di fondo legati alla ripetitività intrinseca del titolo. Alla fine, compiamo meccanicamente quelle azioni che si fanno fin dall'inizio della partita e questo potrebbe annoiare. La mancata localizzazione, per quanto poco inaspettata, è un altro dettaglio di cui tener conto. In generale, però, Labyrinth of Refrain diverte è questo è probabilmente ciò che conta di più. I battibecchi fra Dronya e Luca strappano un sorriso e il gameplay vero e proprio, oltre a offrire una storia longeva, ha una buona profondità grazie a meccaniche che funzionano.

Pro

Storia apprezzabile, abbastanza longevo, buona gestione del party, disegni di qualità

Contro

Il gioco soffre di una generale ripetitività, assenza della lingua italiana, grafica 3D ridotta ai minimi termini.