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League of Legends PG Nationals: novità e obiettivi

Il campionato nazionale di League of Legends riparte il 22 gennaio. Tutti gli appassionati del MOBA di Riot Games possono cerchiare la data sul calendario perché questa potrebbe essere a tutti gli effetti l’edizione della maturità e di uno spettacolo di alto livello garantito dalle 8 squadre in gioco. Il PG Nationals Spring Split 2020 sarà plasmato sulla base di alcune novità importanti apportate da Riot agli EU Masters che Marco Soranno, League Operations Manager di PG Esports, ci ha presentato in occasione del Media Day organizzato proprio dal noto Tournament Organizer.

La presa in gestione di tutto l’apparato comunicativo dell’EU Masters da parte di Riot Games sta favorendo un approccio più dedicato e attento a quelle che sono le squadre locali che emergono dalle European Regional League. L’altra novità importante è rappresentata dal cambio di formato che garantirà all’Italia due slot agli European Masters, ciò significa che la squadra che si aggiudicherà i PG Nationals avrà la chance di competere direttamente nel Group Stage, mentre il secondo team classificato dovrà passare dai Play-In per strappare la possibilità di continuare la sua avventura nel massimo campionato europeo.

Le novità vanno a interessare anche i giorni di broadcast che passano al mercoledì e giovedì. L’idea, racconta Soranno, è di avere un’intera settimana dedicata a League of Legends a partire dal mercoledì fino alla domenica. Mercoledì e giovedì saranno protagonisti i PG Nationals, che con uno split un po’ più compresso spalmato su 6 settimane invece di 7, vedranno anche due “Super Week”: la seconda e l’ultima settimana saranno da 3 giorni di broadcast. Il venerdì e il sabato va in onda la LEC e sabato e domenica la LCS. Nel grande disegno di Riot si è aggiunto anche l’appuntamento del Monday Night per quanto riguarda la LCS che vedrà due incontri di cartello quando da noi però sarà notte fonda. PG Esports non trasmetterà quindi live gli incontri della Monday Night, ma sta ancora valutando come produrre eventualmente questo contenuto, se in differita o tramite highlights il martedì.

Appassionati di eSports e tifo

Lo scorso anno League of Legends è stato il videogioco più seguito sulla piattaforma streaming di Twitch superando, con una differenza di circa 56 milioni di ore, anche Fortnite che sembrava avere accentrato tutti gli sguardi su di sé. È ampio il pubblico che segue e gioca con i Campioni nella Landa degli Evocatori, ma il risultato è anche frutto di una scena competitiva attiva e ben organizzata che tramite streaming arriva ovunque. In Italia, ci racconta Soranno in un’intervista, la finale del Mondiale di League of Legends è stata vista da un picco di circa 25000 spettatori. Per quanto riguarda l’Italia invece, il campionato italiano prima di PG Nationals aveva 200-300 spettatori, adesso arriviamo a migliaia di spettatori. […] Siamo cresciuti ancora, ma c’è un gap con le altre nazioni che vogliamo colmare perché gli appassionati sono tanti, di più di quelli che in questo momento ci guardano.

A una domanda su un possibile approdo degli eSports e dei PG Nationals in TV, Soranno è convinto che si stia muovendo qualcosa e che non sarebbe certamente un male per la scena esportiva, ma non è la strada che direttamente intraprenderà PG Esports. Siamo contenti di essere su Twitch, di essere broadcaster ufficiali e di avere contratto in esclusiva con Twitch. Non bisogna andare in televisione escludendo il broadcast online. Gli eSports sono nati online e devono rimanere online fruibili per tutti, magari si troveranno nuovi metodi di monetizzazione per gli spettatori – come già fatto anche da Riot con i suoi Team Pass e Fan Pass dedicati ndr. [Essere] in TV non è escluso e credo avremo novità a breve con nuove trasmissioni che nasceranno e di cui magari PG Nationals e League of Legends faranno parte, con PG Esports coinvolto in qualche modo.

L’unico modo per coinvolgere e far affezionare le persone ai PG Nationals è costruire tifoserie. In Italia non si sente ancora tanto questa appartenenza come è presente invece negli sport tradizionali. Uno degli obiettivi per il 2020 è iniziare un processo che metta al centro le squadre e i giocatori per far sì che i tifosi abbiano dei punti di riferimento e possano veder crescere la loro partecipazione nei confronti della vita delle squadre.  La difficoltà più grande oggi è questa. È una digital transformation per la quale noi organizzatori, le squadre in primis, devono evolversi da “semplici” squadre che mirano a vincere il campionato a veri e propri brand che creano una fan base. Per roster, broadcast e organizzazione siamo vicini ai top tier country europei che sono partiti prima di noi.

La tecnologia può certamente aiutare ad accorciare le distanze e creare maggiore engagement. I fan di League of Legends hanno già avuto modo di misurarsi con la Realtà Aumentata nel 2017 quando un drago volò nel Beijing’s National Stadium e nel 2018 con una performance musicale accompagnata da degli avatar in AR per promuovere nuove skin. Il 2019 è stato l’anno del 3D Holonet per la proiezione di ologrammi ed effetti sorprendenti. Io credo che la tecnologia può sicuramente aiutare. Ci risponde Soranno. La parola chiave degli eSports è entertainment più che sport. Dallo sport deve prendere alcuni elementi per professionalizzarsi, però l’eSport è molto più avanti e all’avanguardia in termini di entertainment rispetto allo sport e anzi, il broadcast sportivo guarda alle tecnologie dell’eSports per evolversi perché il broadcast sportivo è rimasto invariato e senza innovazione per tantissimi anni. […] L’esports non nascendo come senso di appartenenza deve offrire dell’entertainment, deve dare modi per interagire allo spettatore.

Un ecosistema che cresce insieme

L’idea dei PG Nationals è nata alla fine del 2017 dal desiderio di creare una scena stabile semiprofessionistica non fine a sé stessa e ha affondato le sue radici proprio con League of Legends prima di aprirsi anche a Rainbow Six Siege nel 2019. Il PG Nationals è nato con dei valori e ogni gioco scelto per il campionato deve rispettarli, motivo per cui prima di accogliere un potenziale terzo gioco nelle sue fila ci sono molte considerazioni da fare. Il primo di questi valori è incarnato da standard elevati nel broadcast e nella produzione, il secondo corrisponde a ciò che Soranno chiama “una competizione aspirazionale”, cioè un torneo dove esiste la possibilità di passare a una competizione maggiore. Il terzo valore risponde a un’esigenza di ufficialità, ossia che il publisher appoggi e supporti l’organizzazione del torneo.

Rispetto allo scorso anno la qualità media dei roster è aumentata di molto. I movimenti di mercato hanno portato alla formazione di team di tutto rispetto, non c’è più il grande abisso che poteva riscontrarsi tra le cenerentole del campionato e le teste di serie. La sfida viene costantemente alimentata e le squadre stanno provando ad attrezzarsi per competere anche al di fuori dei confini nazionali. La crescita dei team e dei PG Nationals è in un certo senso legata a doppio filo. Se parliamo di 4 anni fa in Italia c’era un solo team, forse un paio, a contendersi le finali. Con il nostro arrivo sul mercato e la creazione di PG Nationals e di un monte incentivi sempre in crescita, le squadre possono permettersi investimenti maggiori e quindi abbiamo visto nuove squadre sorgere.

L’Obiettivo per il 2020 è elevare l’ecosistema. È inutile che PG Esports continui a crescere se non porta con sé anche le squadre. Se facciamo dei passi in avanti ma le squadre non riescono ad aumentare la loro sostenibilità, è sostanzialmente inutile. […] Abbiamo aumentato il monte incentivi di più del 30%. Ogni volta che firmiamo con uno sponsor cerchiamo di proporre attività con le squadre e fare del positioning. Le squadre saranno premiate, secondo un ordine di merito, in base anche al loro andamento in diverse categorie: lo streaming, i social media e la performance sportiva. Questo nuovo sistema è stato accolto favorevolmente dai team che da parte loro dovranno aprirsi molto di più alla creazione interna di contenuti per fidelizzare il proprio pubblico, come ampiamente già fatto da alcune organizzazioni come i Qlash.

L’impegno continua dal vivo con gli occhi tutti puntati sulla finale, anche se PG Esports ha in mente di realizzare qualcosa di speciale anche per le semifinali che rivelerà più avanti nel tempo. La community di League of Legends e appassionati di eSports sta crescendo tantissimo e con essa cresce anche la domanda di nuovi spazi e forme di spettacolo. Chi sarà quindi ad accedere alle fasi finali tra Qlash Forge, Outplayed, Samsung Morning Stars, MOBA ROG, YDN Games, Cyberground Gaming, Racoon e Campus Party Sparks? Lo sapremo a partire dal 22 gennaio sul canale Twitch di PG Esports.

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