Nintendo Switch

Luigi’s Mansion 3 | Recensione


Luigi’s Mansion 3 – Nintendo Switch
Genere
Avventura
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Next Level Games
Editore
Nintendo
Data di Uscita
31 Ottobre 2019

Luigi’s Mansion 3 è il nuovo capitolo di  una delle scommesse più peculiari mai fatte da Nintendo. Non solamente perché il primo capitolo della saga fu uno dei titoli di lancio del celebre Game Cube, presentando un nuova console di Nintendo senza un gioco dedicato a Mario, ma, soprattutto, perché il titolo perpetrava la forte volontà di Hideki Honno di modellare il personaggio di Luigi, per scrollargli di dosso l’immeritata fama di mero “Player 2”. Prima di quel fatidico 2001, difatti, il fratello di Mario non aveva mai avuto la possibilità di mostrare la sua natura, escludendo ovviamente la terribile parentesi di Mario Is Missing, permettendo quindi a Nintendo di poter caratterizzare Luigi cercando di renderlo un personaggio analogo a un Paperino a caso… meno eroe e tanto umano. Un’icona nella quale i giocatori potessero immedesimarsi attraverso la naturalezza con cui si trovava ad affrontare situazioni che lo spavaldo Mario avrebbe superato senza problemi.

Luigi’s Mansion 3 non solo prosegue questo, quasi ventennale obiettivo, ma si pone come il capitolo atto a consacrare una formula macerata nei titoli precedenti e che, in questa nuova iterazione, assume finalmente una sua identità ben precisa. Vi anticipiamo subito che la nuova produzione di Next Level Games, è stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno in grado di incollarci alla Nintendo Switch per ore grazie alla sua bilanciata miscela di azione, esplorazione e risoluzione di enigmi, mostrandoci, fin dalle prime battute di gioco, come mai Nintendo lo abbia da subito considerato uno dei titoli di punta di questa affollatissima fine di un 2019 che ha visto arrivare sull’ibrida di Nintendo pesi massimi quali The Legend Of Zelda Link’s Awakening o gli imminenti Pokémon Spada e Scudo.

Soggiorno da incubo

Invitato a godere di un soggiorno esclusivo all’hotel Miramostri, Luigi e metà degli abitanti del Regno dei Funghi, finiscono in una trappola architettata dalla spietata Malberta Crisantemi. Durante la prima notte nell’albergo di lusso, infatti, Mario, Peach e i poveri Toad vengono catturati dalla malefica proprietaria dell’hotel, lasciando il povero Luigi solo, indifeso e in balia dei fantasmi che infestano le stanze dell’albergo. Senza anticiparvi ulteriori particolari della trama di Luigi’s Mansion 3, possiamo dirvi che la narrazione, nella sua semplicità, riesce a rivelarsi coerente e a giustificare l’inserimento di tutti i personaggi visti nei precedenti capitoli della saga.

 

L’escamotage di utilizzare un intero albergo infestato, inoltre, ha permesso agli sviluppatori di Luigi’s Mansion 3 di sbizzarrirsi, letteralmente, per quanto riguarda il level design, trasformando ognuno dei piani presenti nell’hotel, in un micro-mondo tematico caratterizzato in maniera ben definita. Che si tratti di un set cinematografico, di un museo ricolmo di fossili o di una piramide egizia (si avete capito bene), ognuno dei livelli in cui, idealmente, viene suddivisa la progressione del titolo offre soluzioni di level design intelligenti, sempre varie e ricche di personalità. La differenziazione dei vari piani dell’hotel Miramostri può essere, vagamente, paragonata ai vari mondi tipici delle produzioni “Mariesche”, con il canonico boss di fine area che custodirà l’oggetto chiave per proseguire nell’avventura. In egual misura, le varie stanze possono essere paragonate a microlivelli ricolmi di elementi interattivi che vi porteranno a sezionarle, o aspirarle, in ogni loro angolo alla ricerca dei vari collezionabili presenti nel gioco.

 

Il focus, quindi, ritorna imponente sull’esplorazione ma, a differenza del primo titolo della serie, ogni piano che andremo a sbloccare durante l’avventura rimarrà liberamente visitabile in ogni momento dell’avventura, permettendo un backtracking che, seppur non sempre riuscitissimo in termini di puro intrattenimento, vi permetterà di girovagare all’interno dell’hotel Miramostri per scoprirne i molteplici segreti. Per quanto riguarda gli scontri con i fantasmi, invece, sono stati rivisti completamente in maniera tale da distaccarsi dall’effetto “battlegrounds” del precedente capitolo, rendendo ogni battaglia maggiormente ragionata, posizionata in momenti ben specifici e meno confusionaria, e caotica, rispetto al passato. Questo non vuol dire che ci siano pochi momenti votati all’azione, sia chiaro, ma semplicemente che Luigi’s Mansion 3 riesce a raggiungere un equilibrio fra le varie meccaniche di gioco che lo rendono il capitolo maggiormente bilanciato e vario della saga. Anche gli scontri con i boss sono stati completamente rivisti, sia in termini di quantità che a livello qualitativo, offrendo scontri votati allo studio dei pattern nemici, alla rapidità d’azione e alla conoscenza dell’ambiente circostante nella ricerca di una maniera per infrangere le difese nemiche.

 

Venimmo, vedemmo… e lo aspirammo 

Luigi’s Mansion 3 offre un numero consistente di meccaniche di gioco inedite, tutte inserite in maniera talmente naturale da sembrare parte di un gameplay oramai consolidato negli anni. Oltre alle classiche manovre di aspirazione e spostamento d’aria, il nuovo Poltergust G-0M dispone di una ventosa in grado di aderire alle pareti lisce per poter lanciare oggetti di piccole, e medie, dimensioni, rimuovere gli scudi che proteggono gli avversari dai fasci di luce e interagire con gli ambienti in maniere intelligenti e stimolanti. L’aspirapolvere del Dottor Strambic può anche sparare un flusso d’aria concentrato verso il basso permettendo a Luigi di saltare sul posto, permettendogli di evitare determinati attacchi nemici o raggiungere zone altrimenti inaccessibili. 

Rimangono invariate le capacita della torcia in dotazione con il Poltergust G-0M con l’unica differenza che il “Raggio Arcobaleno”, atto a mostrare elementi invisibili all’occhio umano, non dispone più di una barra di utilizzo, permettendone un uso infinito durante le fasi esplorative. Viene, invece, aggiunta la possibilità di sbattere al suolo i fantasmi, una volta indeboliti, durante la fase di cattura. Utilizzando i sensori di movimento dei Joy-Con, o la levetta analogica destra, si può indirizzare dove scagliare lo spettro permettendo di colpire i fantasmi adiacenti, rompendone le difese o danneggiandoli pesantemente. Tutte queste implementazioni al sistema di controllo vengono, inoltre, ampiamente sfruttate per la risoluzione degli enigmi durante le fasi esplorative, permettendo al giocatore di sbizzarrirsi nel provare meccaniche di gioco diverse, guidate dall’ingegno e non vincolandolo mai a una “soluzione univoca”. Per farvi un esempio pratico, un collezionabile posizionato in posizione elevata può essere ottenuto demolendo la struttura che lo sorregge, sfruttando l’ambiente per raggiungerlo o scagliandoli contro un’altro oggetto per farlo cadere; questo è solo uno delle centinaia di esempi che vi potremmo fare di come il gameplay di Luigi’s Mansion 3 si metta al servizio dell’arguzia del giocatore invece di proporre meccaniche ben definite e limitanti.

Io, Me & Gooigi

Di tutte le novità implementate in Luigi’s Mansion 3 quella che spicca maggiormente è Gooigi, il clone di Luigi composto da Slime che si rivela la vera star della produzione di Next Level Games. Premendo la levetta analogica destra, difatti, si farà fuoriuscire dal Poltergust il melmoso clone dell’idraulico, la cui struttura semisolida gli permetterà di passare attraverso a grate, condotti di ventilazione, pavimenti ricolmi di aculei e ogni parte dell’albergo altrimenti inaccessibile a Luigi. Questo ingegnosa meccanica permette, quindi, di esplorare le varie ambientazioni in maniera completamente differente, offrendo un ulteriore ventaglio di soluzioni di gameplay basate sull’alternare Gooigi e Luigi negli scenari di gioco, in maniera tale da risolvere tutte quelle situazioni nelle quali una sola aspirapolvere potrebbe non bastare.

Premendo la levetta analogica destra, difatti, si potrà pasasre istantaneamente da Luigi a Gooigi, permettendo al personaggio che non controlleremo di mantenere l’azione che stava compiendo in precedenza. Che sia il tenere in tensione una catena atta ad aprire un cancello, posizionare entrambi i personaggi su due bilance per aprire una porta o, letteralmente, dividere l’azione di gioco su due piani differenti, gli utilizzi di Gooigi si rivelano ben presto numerosi e ben architettati, soprattutto in virtù del fatto di essere dotato degli stessi pattern di movimento, e attacco, di Luigi. Anche il level design delle vare aree si mostra realizzato attorno al dualismo offerto da Gooigi, presentando, in egual maniera, delle aree nelle quali uno solo dei due idraulici potrà spostarsi senza impedimenti. L’ottimo level design, unito alla possibilità di adottare soluzioni differenti per ottenere lo stesso risultato, riescono nell’arduo compito di bilanciare perfettamente la maniera in cui l’utilizzo di Gooigi si riveli davvero necessario. Bisogna, indubbiamente, tessere le lodi a Next Level Games che è stata in grado di non abusare eccessivamente di questa nuova meccanica, inserita in Luigi’s Mansion 3, non facendola mai venire a noia per l’eccessiva ridondanza.

Gli utilizzi di Gooigi, però, non si fermano solo alle fasi esplorative. Il possedere un quantitativo minore di punti vita rispetto a Luigi, unito all’impossibilità di incappare in spiacevoli Game Over in caso di morte, gli permettono di venire utilizzato in maniera similare a un’esca, o a un “ariete da sfondamento” se preferite. Gooigi, difatti, può essere sfruttato per andare in avanscoperta durante le porzioni di mappa ricolme di trappole, permettendo a Luigi di preservare la propria salute e al giocatore di studiare al meglio l’ambiente di gioco. Alla stessa maniera può essere usato per affrontare i fantasmi, lasciando Luigi in una posizione di copertura, o aiutare quest’ultimo nelle situazioni più affollate attirando a se parte degli attacchi che gli spettri concentrerebbero verso il povero Luigi. 

Gooigi, infine, si rivela il punto focale della modalità cooperativa presente in Luigi’s Mansion 3. Dopo averlo ottenuto, difatti, si potrà giocare assieme a un amico facendogli prendere il controllo del melmoso clone e permettendo di affrontare la modalità storia in compagnia, seppur sottostando a qualche limitazione. Gooigi, difatti, non potrà interagire con alcuni oggetti, ne potrà lasciare una stanza in maniera indipendente, lasciando sempre al giocatore principale il totale controllo sulla progressione dell’avventura e ricoprendo un ruolo maggiormente di supporto. Resta indubbio, però, che affrontare in  due le insidie dell’hotel Miramostri, offre un’esperienza completamente diversa, in grado di amalgamare un’ottima modalità cooperativa alle follie tipiche dei party game.

Quanto Dura La Mia Vacanza?

Addentrandoci nel delicato argomento della longevità, possiamo indubbiamente sostenere  che Luigi’s Mansion 3 non delude le aspettative. Oltre ai 17 piani disponibili, i quali vi richiederanno alcune visite supplementari per motivi puramente narrativi, vi sono 16 Boo da catturare all’interno dell’albergo e 102 gemme nascoste nelle varie stanze dell’hotel. Per quanto sia possibile terminare la storia ignorando completamente il ritrovamento di questi collezionabili, vi consigliamo di dedicarvi nella loro ricerca prima di affrontare l’ultima parte della storia. Le ricompense che vi verranno assegnate al termine di questa complessa ricerca, infatti, potrebbero non risultare eccessivamente soddisfacenti se ottenute a posteriori del completamento della modalità storia. 

Per quantificare, con un mero numero, la durata complessiva della modalità single player di Luigi’s Mansion 3 possiamo dirvi che siamo arrivati alla parte finale dell’avventura, raccogliendo ogni gemma disponibile e catturando ogni Boo supplementare, in una ventina di ore, seppur il livello di sfida offerto dal titolo non ci abbia mai, realmente, messo di fronte a una sfida particolarmente ardua. Considerate, inoltre, che tale tempistica é stata ottenuta utilizzando alcuni dei gadget, acquistabili dal Dottor Strambic, che vi permetteranno di scoprire l’ubicazione approssimativa delle varie gemme e dei vari Boo, in modo da circoscrivere maggiormente le vostre operazioni di ricerca. Senza l’utilizzo di questi accessori potreste necessitare di un paio di ore aggiuntive per ottenere tutti i collezionabili presenti nel gioco. 

Se questi contenuti non bastassero, una lunga lista di obiettivi opzionali é presente all’interno del Virtual Boo. Fra scovare segreti dislocati all’interno dei vari piani dell’hotel Miramostri, catturare un determinate numero di fantasmi di una data tipologia o effettuare alcuni azioni specifiche, usando le vari mosse a disposizione dell’idraulico fifone, la pletora di “achievement”proposti da Luigi’s Mansion 3 offre un valido, seppur poco consistente, motivo per continuare a esplorare l’immenso albergo, anche dopo aver portato a termine la vostra avventura.

In Gita In Compagnia

Se la longevità offerta dall’avventura in solitaria di Luigi’s Mansion 3 non dovesse bastarvi, Next Level Games ha pensato bene di inserire nel terzo capitolo della saga un ricco comparto multiplayer che sposta l’esperienza di gioco verso la soglia del party game più sfrenato. I tre mini-giochi pensati per giocare in Locale assieme a degli amici, infatti, sono degli ottimi rovina amicizie, che vanno a riprendere alcune delle meccaniche di gioco affrontate durante l’avventura principale, trasformandole in piccoli divertissement con cui passare tranquillamente le ore in compagnia. Fluttuamonete ci vedrà impegnati a gonfiare la classica “paperella salvagente” per tuffarci in acqua e, usando la spinta d’aria offerta dal Poltergust, raccogliere più monete dei nostri avversari. Cannonate ci farà sparare con un cannone a dei bersagli mobili, con poche munizioni e la possibilità di rubarle ai nostri avversari durante la sfida. Cacciamostri, infine, riprende la meccanica base della caccia ai fantasmi ma la ripropone in un’area di dimensioni davvero ridotte, generando partite caotiche e divertenti, seppur sia il mini-gioco meno riuscito del terzetto.

Il multiplayer competitivo di Luigi’s Mansion 3 è affidato, nuovamente, alla Torre del Caos già vista nel precedente capitolo. Fino a 4 giocatori potranno addentrarsi all’interno di una magione, suddivisa in cinque o dieci piani, con l’intento di ripulirla da ogni entità soprannaturale presente al suo interno. Ovviamente le regole sono semplici: vince chi riesce a catturare il maggior numero di fantasmi una volta che, collaborando con gli altri giocatori, si sia riuscito a ripulire ogni piano prima dello scadere del tempo. Seppur la formula proposta sembri molto basilare, la generazione casuale delle stanze, e dei piani, a ogni nuova partita, unita a una serie di situazioni al limite della “tregua fra nemici” per perseguire un obiettivo comune, rendono ogni partita un vero e proprio delirio in grado di divertire se giocato assieme a degli amici, così come di rappresentare un’ardua sfida se si decide di giocarla in solitaria.

I Tecnicismi di Luigi’s Mansion 3

Luigi’s Mansion 3 entra di prepotenza in quella schiera di titoli per Nintendo Switch realizzati in maniera certosina, sia in termini prettamente tecnici che per quanto riguarda il comparto artistico e la cura per i dettagli. Tecnicamente siamo di fronte a un titolo graficamente ineccepibile, dal framerate solido e in grado di dimostrare cosa sia in grado di offrire Nintendo Switch, sul versante meramente tecnico, quando una produzione viene sviluppata appositamente per la console del colosso di Kyoto. I modelli poligonali sono tutti realizzati con estrema cura per i dettagli e le animazioni. La moltitudine di espressioni facciali che Luigi, e i vari fantasmi, saranno in grado di assumere durante le varie situazioni presenti nel titolo, riesce costantemente a generare un “effetto wow” nel giocatore. Proprio la varietà delle animazioni, presenti in Luigi’s Mansion 3, riesce a far sopperire alla ridotta varietà di spettri (solo cinque tipi, escludendo i vari boss) che saranno in grado di esibire usi e costumi allineati con le varie tematiche offerte dai differenti piani dell’albergo Miramostri, restituendo una sensazione di novità ogniqualvolta ci ritroveremo impegnati ad acchiappare l’ennesimo fantasma blu.

La distruttibilità degli ambienti è stata decisamente ampliata rispetto al passato, rendendo maggiormente divertenti e spensierate le lunghe fasi esplorative che andremo ad affrontare. Escludendo alcuni elementi fissi, ogni stanza presente in Luigi’s Mansion 3, vi permetterà di aspirare, distruggere, segare o interagire con la quasi totalità degli elementi presenti al suo interno. Meno riuscita, purtroppo, la fisica degli oggetti che, come per i capitoli precedenti, mostra ancora il fianco a banconote che fluttuano nell’aere senza una ragione apparente e a oggetti che rimbalzano in maniera innaturale e completamente priva di controllo o legge fisica. Niente di grave, ma rimane comunque una piccola sbavatura tecnica che, di fronte alla cura riposta nel titolo, stona lievemente. Un discorso analogo va fatto per il sistema di mira, e puntamento, del Poltergust G-0M. Per quanto siano disponibili diverse configurazioni, atte a venire incontro ai vari stili di gioco, indirizzare il fascio aspiratore non si rivela sempre confortevole e immediato, richiedendo di affrontare una curva di apprendimento non immediata e che rischia di rivelarsi leggermente frustrante nelle fasi iniziali di gioco. Ci troviamo, comunque, di fronte a un netto miglioramento rispetto al passato seppur, indubbiamente, ci siano ancora ampi margini di miglioramento.

In termini puramente artistici non si può che elogiare il lavoro svolto dai ragazzi di Next Level Games nel restituire la giusta varietà ai piani presenti nell’hotel Miramostri e infarcendo l’intero Luigi’s Mansion 3, di piccole citazioni e dettagli in grado di strappare un sorriso nostalgico a ogni fan Nintendo di vecchia data. Partendo dalla riuscitissima ironica autocritica verso il Virtual Boy, qui ribattezzato Virtual Boo, passando per il delicato sfondamento della quarta parete ogniqualvolta Luigi comincerà a canticchiare i motivetti presenti nel gioco, fino a una pletora di auto-citazioni che richiamano l’universo “Nintendiano”, cercare di notare tutti questi piccoli dettagli, rischia di farvi restare a fissare lo schermo per interi minuti, sorridendo a ogni “guizzo di genio” che il gioco vi regalerà.

La colonna sonora di Luigi’s Mansion 3, infine, si compone di un insieme di brani ben realizzati, immediati e difficili da levarsi dalla testa. Ben amalgamati con le situazioni presentate nel gioco e ricche, anche in questa occasione, di un fan service travestito da brevi riarrangiamenti di celebri armonie del passato. Non manca, ovviamente, l’oramai iconico “Ma-ma-ma-maaaarioooo”, così come la localizzazione dell’intero titolo in Italiano, seppur con la classica traduzione edulcorata e che strizza l’occhio ai più piccini.

Luigi’s Mansion 3 – Nintendo Switch

Aiuta il “temerario”  Luigi a salvare Mario, e amici, in un’avventura da brividi: Luigi’s Mansion 3 per Nintendo Switch.

Tu e un amico potrete esplorare insieme gli strambi piani di un hotel infestato in cooperativa locale, affrontando dispettosi spettri e risolvendo, insieme, numerosi enigmi paranormali insieme.

9.3
9.3

Verdetto

Action? Puzzle-game? Aspiratutto? É davvero difficile catalogare una produzione del calibro di Luigi’s Mansion 3 ma sicuramente possiamo definirlo bilanciato in ogni sua parte. L’ultimo capitolo della serie, difatti, riesce a prendere il meglio delle due produzioni precedenti e a incanalarlo in un titolo magistralmente confezionato e che riesce, finalmente, a dare un’identità ben precisa al brand e a donare a Luigi la caratterizzazione che Hideki Konno ideò nel lontano 2001. Delle meccaniche di gioco difficili da trovare in altre produzioni, un Level design sopraffino, un gameplay immediato e divertente, un comparto artistico e tecnico di prim’ordine e una cura dei dettagli che può solo che venire elogiata, scagliano Luigi’s Mansion 3 sul podio delle produzioni imprescindibili per i possessori di Nintendo Switch, nonché lo fanno entrare di peso nella serie di titoli che, noi di Tom’s Hardware, vi consigliamo caldamente di provare, anche se non siete particolarmente amanti del genere.

Pro

- Comparto artistico di prim’ordine.
- Meccaniche di gioco intelligenti e stimolanti.
- Gameplay immediato e divertente.
- Longevo e pieno di contenuti.
- Tecnicamente ben confezionato.

Contro

- Controlli di mira lievemente macchinosi.
- Backtracking non sempre riuscitissimo.
- Qualche sbavatura nella fisica degli elementi a schermo.