PlayStation

Marvel’s Spider-Man: Miles Morales | Recensione


Marvel’s Spider-Man: Miles Morales – PS5
Genere
Azione - Avventura
Piattaforma
PS4, PS5
Sviluppatore
Insomniac Games
Editore
PlayStation Studios
Data di Uscita
12/11/2020

Marvel’s Spider-Man è stata l’esclusiva PS4 più venduta in assoluto, soprattutto negli Stati Uniti dove il suo successo è stato tale da spingere, definitivamente, SONY ad acquisire Insomniac Games per poter lavorare a pieno regime al futuro del franchise. Parte di questo futuro arriva in concomitanza con il lancio di PS5 e si chiama Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, un’esperienza stand alone che introduce una nuova storia, approfondisce la figura dell’iconico “Uomo Ragno afro-americano” di Bendis e Pichelli e stabilizza, attraverso alcune modifiche estetiche, quel Gamer-verse che Marvel e Insomniac decisero di realizzare con il primo titolo della serie.

Miles Morales negli ultimi anni ha acquisito sempre più importanza all’interno dell’opera fumettistica Marvel, in particolar modo nella serie Ultimate, dove Miles è ormai divenuto il nuovo e autentico Spider-Man.

Con l’arrivo della nuova generazione, abbiamo avuto l’occasione di giocare al titolo su PS5, testando le varie modalità grafiche, godendoci le potenzialità offerte dal Dualsense e constatando quanto il nuovo, portentoso, SSD possa fare la differenza in termini di immersione. Pur mantenendo le criticità dell’originale, Spider-Man: Miles Morales ci ha saputo regalare diverse ore di intrattenimento, attraverso una storia altamente cinematografica che si presenta come un’importante base per il futuro del franchise stesso.

Un nuovo amichevole Spider-Man di quartiere

Che Miles Morales abbia acquisito negli ultimi anni sempre più importanza all’interno dell’universo Marvel, non è un segreto. Nato sulle pagine della serie Ultimate, per sostituire un Peter Parker deceduto in tragiche circostanze, l’Uomo Ragno Afro-americano, ideato da Michael Bendis e disegnato dall’immensa Sara Pichelli, fu una delle scommesse più ardite dell’universo del “tessi-ragnatele”. Primo Spider-Man di colore, e quarto personaggio a indossare l’iconico costume, Miles Morales, grazie al suo background realistico e drammatico, è riuscito in pochissimo tempo a entrare nel cuore dei lettori, conquistandosi un posto d’onore fra gli eroi più celebri dell’iconica Casa Delle Idee. Un successo che lo ha portato a figurare in numerosi progetti importanti, quali un film a lui dedicato (Spider-Man: Un Nuovo Universo) e, ovviamente, il videogioco del 2018: Marvel’s Spider-Man.

Miles Morales è ancora visto come uno Spider-Man di poco conto, il numero due a tutti gli effetti e soprattutto non merito di attenzioni da parte della comunità di Harlem e di Manhattan. A inizio gioco, una carovana di automezzi della polizia ed elicotteri è impegnata nel trasportare al Raft tutti i criminali fuggiti durante le vicende del primo capitolo. Ad accompagnare la carovana ci sono i due Spider-man ma, a causa di un incidente provocato da Miles Morales, uno degli elicotteri cade e rilascia nientemeno che Rhino. Parte uno scontro funesto, dove alla fine Miles Morales ha la meglio, anche grazie ai suoi nuovi poteri elettrici Venom, scoperti per puro caso durante lo scontro.

Questo incipit narrativo porta Peter Parker ad affidare a Miles Morales la protezione della città fino al suo ritorno, donandogli anche un costume. Il nostro eroe, infatti, dovrà assentarsi per un viaggio di lavoro in Europa con MJ e non potrà certamente badare alla problematiche della città. Miles accetta di gran grado e condivide la sua gioia con il suo amico Ganke.

Nel frattempo, durante la cena di Natale, una sua vecchia amica, Phin Mason, torna a trovarlo. Si tratta di una amica molto speciale per Miles Morales, visto che insieme vinsero un premio durante un concorso scientifico diversi anni prima. Tra il ritorno di Phin e il cercare nuovamente di legare con suo zio Aaron, Miles Morales è diviso tra i suoi impegni personali e la sua vita da eroe.

Nel frattempo, un’azienda di nome Roxxon sta sperimentando un nuovo elemento chiamato Nuform, che garantirebbe energia pulita per tutti i cittadini di Harlem e in futuro di New York e del mondo. La Roxxon, tuttavia, continua a subire attacchi dagli Underground, una fazione di criminali armati di armi altamente tecnologiche, che cercano disperatamente di rubare proprio il Nuform senza un motivo chiaro. Gli underground sono capitanati da Tinkerer, un misterioso personaggio che crea proprio queste armi tramite una materia mutaforma.

La storia, pur essendo più densa rispetto al primo Spider-Man, regala momento esaltanti e anche qualche colpo di scena parecchio interessante. C’è ritmo e sostanza e anche tanto fan service per gli appassionati di Spider-Man, in particolar modo per i fan dei film di Raimi. Miles Morales è un personaggio ben costruito, che promette grandi cose per il futuro e che cerca disperatamente di trovare il suo posto come Spider-Man.

Venom… ma, non quello che pensate

Nelle sue origini cartacee, Miles Morales, veniva punto da un ragno che gli donava poteri lievemente differenti rispetto a quelli più volte paventati da Peter Parker. Il giovane, infatti, oltre alle abilità psicofisiche similari a quelle degli aracnidi, otteneva il peculiare “Venom Strike” che, a differenza dell’iconico nome, non era associato in alcun modo al veleno, quanto più alla capacità di scaricare attraverso le mani una parte della bio-elettricità caricata nel suo corpo, paralizzando temporaneamente gli avversari. Oltre ai poteri elettrici derivati dal Venom Strike, il giovane, otteneva anche la capacità di mimetizzarsi con l’ambiente circostanze, rendendosi praticamente invisibile e potendo riflettere questo potere anche agli indumenti indossati.

Queste due importanti variazioni rispetto a Peter Parker sono state, ovviamente, sfruttate da Insomniac per modificare sensibilmente il combat system proposto con il titolo originale, offrendo un convincente ibrido fra “evoluzione e more of the same”. Il combat system di Spider-Man: Miles Morales si erge sulle stesse fondamenta del predecessore, proponendo un flow fortemente ispirato dalla serie Arkham realizzata da Rocksteady e garantendo combattimenti sempre scenografici, frenetici e divertenti. A cambiare, però, le dinamiche viste in passato subentrano i poteri elettrici Venom univoci di Miles Morales, oltre a una serie di gadget inediti atti a rendere meno sbilanciati gli equilibri di gioco.

Fra i nuovi gadget più significativi, inseriti in Spider-Man: Miles Morales, troviamo uno strumento in grado di generare ologrammi che si adopereranno a combattere i nemici, una bomba gravità che una volta lanciata attrarrà tutti gli avversari verso di lei e una mina elettrica che, oltre a stordire i nemici che la calpesteranno, potrà essere applicata sui quadri della corrente offrendo la possibilità di piazzare delle vere e proprie trappole ambientali per chi preferisca un gameplay maggiormente votato allo stealth. Per quanto riguarda i poteri univoci di Miles Morales abbiamo apprezzato l’inserimento di un cooldown che impedisca di abusare dell’invisibilità e una gestione oculata delle scariche elettriche per evitare di utilizzare eccessivamente gli strumenti più potenti nelle prime fasi di gioco.

Il Dualsense, pur non offrendo un’esperienza analoga a quella sperimentata con Astrobot, ci ha restituito delle sensazioni piacevoli grazie al feedback aptico, in grado di restituire sapientemente l’effetto della corrente che passa attraverso le mani di Miles, e i grilletti adattivi che producono resistenze variabili durante le oscillazioni con la tela. In linea di massima, però, non ci si discosta molto dal risultato proposto con Marvel’s Spider-Man e, per quanto gli equilibri siano molto più bilanciati nelle prime fasi di gioco, una volta che avremmo potenziato a sufficienza Miles la curva della difficoltà si abbasserà notevolmente, offrendo un’esperienza poco punitiva seppur molto piacevole e dinamica.

Midquel o More Of The Same?

Escludendo la storia principale di Spider-Man: Miles Morales, tutte le attività secondarie offerte dal titolo ripropongono in maniera similare, o migliorata, quanto proposto dal suo predecessore. Non c’è più Yuriko Watanabe, che comunicava in tempo reale a Peter Parker cosa succedesse a New York, sostituita da un’app per smartphone progettata da Ganke Lee, il miglior amico di Miles. Quest’applicazione sarà consultabile in ogni momento dell’avventura e si premunirà di tenere traccia delle missioni secondarie e di tutti i movimenti criminali nella Grande Mela.

Pur cambiando nella forma, però, l’esperienza di gioco finale, offerta da Spider-Man: Miles Morales, non varia molto dall’originale. Gli zaini visti nel precedente capitolo vengono sostituiti da degli oggetti atti a smuovere ricordi del passato del giovane, mentre i crimini non si dividono più nei quartieri ma diventano un’attività che si ripete ciclicamente, monitorabile dall’applicazione di Ganke e non più suddivisa nei vari quartieri. Le missioni secondarie, come per il predecessore, ricalcano le meccaniche di gioco principali, seppur una minor presenza di attività collaterali rende maggiormente godibile l’esperienza complessiva per chi vorrà completare al 100% il gioco.

Come da copione, permangono tutta una serie di costumi ispirati all’universo di Miles Morales, o allo Spider-verse in generale, che faranno la gioia dei fan più sfegatati del franchise, alcuni dei quali davvero sorprendenti per realizzazione e ispirazione. Alla stessa maniera ritroviamo le risorse atte a potenziare i vari gadget e a sbloccare i vari costumi a disposizione di Miles Morales.

Le luci di Harlem

Spider-Man: Miles Morales è uno dei primi titoli esclusivi di SONY pensati per sfruttare il potenziale di PS5. Nonostante si tratti di un gioco cross-gen, infatti, appare evidente il lavoro svolto dagli sviluppatori per cercare di proporre un titolo comunque importante da un punto di vista prettamente visivo. Un risultato ottenuto non solamente grazie al ray tracing ma anche, e soprattutto, tramite un certosino utilizzo dell’illuminazione, delle animazioni e degli incredibili effetti particellari a schermo.

I poteri elettrici Venom esaltano, come mai prima d’ora, un comparto visivo senz’altro impressionante, soprattutto se si considera di trovarsi di fronte a un open world. Ogni colpo rilascia una quantità di effettistica a schermo impressionante e in grado di offrire un’importante base di partenza per quello che ci potrebbe regalare la nuova generazione di console nel corso dei prossimi anni.

Il ray tracing, presente nella sola modalità alta qualità, viene applicato ai riflessi e ci ha, indubbiamente, sorpreso. Se nelle pozzanghere, e nelle strade bagnate, non si percepisce particolarmente la sua presenza, la situazione cambia radicalmente quando ci si trova aggrappati sulle vetrate dei grattacieli o si calcano le pavimentazioni lucide di alcuni degli interni di New York. In questi casi la pletora di riflessi, e la loro naturalezza, riesce a convincere pienamente seppur, come accennato poc’anzi, il suo utilizzo risulta ancora timido, forse proprio in virtù della natura cross-gen della produzione.

Però, per quanto la modalità a dettagli grafici superiori rimanga la più bella da vedere, nulla può convincerci a non godere di Spider-Man: Miles Morales a 60 fps granitici. Scegliendo, difatti, la modalità di gioco dedicata alle performance il ray tracing viene disattivato, la risoluzione passa a 4K dinamici ma l’intera produzione diventa maggiormente godibile grazie a un frame rate ancora a 60 fotogrammi per secondo. I comandi ne giovano, grazie a input più rapidi e precisi, e l’azione di gioco ne guadagna in fluidità e dinamicità delle situazioni offerte dal titolo.

Lo scotto da pagare per fruire dei 60fps, inoltre, non è assolutamente proibitivo, considerando che l’ottima gestione delle luci, realizzata dai ragazzi di Insomniac, fa sì che a valorizzare l’intera esperienza, qualunque sia la vostra scelta, ci pensi l’ambientazione natalizia di Manhattan, piena di luci, tempeste di neve e piacevoli decorazioni, che immergono il giocatore in uno dei migliori periodi annuali, in assoluto, per vivere, ed esplorare, New York. Siamo comunque consci che si tratti si un’opinione puramente soggettiva e che molti di voi preferiranno immergersi in Spider-Man: Miles Morales, con i migliori settaggi grafici disponibili, volteggiando sulla Grande Mela a 30 fotogrammi per secondo.

Spider-Man: Miles Morales su PS5

Indubbiamente, la maggiore potenza computazionale offerta da PS5 si mostra prepotentemente nel momento in cui si fa un rapido confronto fra Spider-Man: Miles Morales e il primo capitolo della serie. La strade di New York, finalmente, si mostrano vive anche quando si esplora liberamente la Grande Mela; l’ottimo sistema di illuminazione, analizzato nel paragrafo precedente, rende la città vibrante e viva e il numero di dettagli presenti su schermo risulta esponenzialmente maggiore rispetto al predecessore, qualunque sia il settaggio grafico che deciderete di utilizzare. La velocità del SSD si fa notare fin dai primi momenti di gioco, con caricamenti inesistenti durante tutta l’esperienza e una New York che viene caricata in un’istante ad ogni nuovo avvio del titolo.

Artisticamente parlando, infine, utilizzare il suggestivo periodo natalizio dona una veste tutta nuova alla Grande Mela che, nel suo tripudio di luci e riflessi, ci ha smosso una curiosità ancora maggiore nei confronti della Remastered del primo capitolo per vedere se anche un periodo dell’anno meno vibrante, in termini cromatici, possa risaltare in egual maniera grazie alla, mera, forza bruta di PS5. La localizzazione è di ottima fattura come nel predecessore, con un doppiaggio convincente e ben recitato. In definitiva, pur trovandoci di fronte a un titolo che offre un’esperienza più concentrata, Spider-Man: Miles Morales presenta un buon inizio di generazione che, oltre a perpetrare la volontà di SONY nello sviluppare in esclusiva un universo “ragnesco” convincente, riesce a divertire e a mostrare le prime parvenze di quello che potranno essere le future esclusive di PS5.

8.5

Marvel’s Spider-Man: Miles Morales – PS5


Marvel's Spider-Man: Miles Morales non è un'espansione, né tantomeno una storia di contorno, ma si tratta di un vero e proprio gioco stand alone che vi terrà impegnati per una decina di ore e vi regalerà una storia cinematografica di alto livello, a sprazzi superiore addirittura all'originale del 2018. Non si tratta certamente della prima vera dimostrazione next-gen di PS5, ma rimarrete comunque piacevolmente soddisfatti dall'implementazione del ray tracing e della modalità 60 FPS, che esalta l'esperienza e il gameplay generale, che rimane solido e ulteriormente impreziosito da alcune nuove meccaniche. Marvel's Spider-Man: Miles Morales è un'esperienza di livello, capace di sorprendervi, ma anche di portarsi dietro una serie di difetti legati all'open world e alla ripetitività generale. Nonostante questo, siamo sicuri che imparerete ad amare Miles, forse anche più di quanto abbiate fatto con Peter Parker, nell'attesa di un proseguo che certamente non tarderà ad arrivare.

Pro

  • Storia appassionante e ricca di momenti esaltanti
  • Gameplay solido
  • A 60 FPS è una vera goduria
  • Ray tracing ben implementato su PS5
  • Caricamenti praticamente inesistenti

Contro

  • Open world piuttosto ripetitivo
  • Dura meno dell'originale
  • Poche novità significative
8.5