Realtà virtuale

Medal of Honor: Above and Beyond | Recensione


Medal of Honor: Above and Beyond
Genere
FPS
Piattaforma
VR
Sviluppatore
Respawn Entertainment
Editore
EA
Data di Uscita
11/12/2020

È indubbio come il mondo della realtà virtuale abbia fatto dei passi da gigante nell’ultimo anno. Da una parte abbiamo infatti il fragoroso successo di Half Life Alyx, un capolavoro indiscusso che nelle nostre pagine non abbiamo potuto fare a meno di premiare con un rotondo 10, mentre dall’altra Oculus è riuscita con il Quest 2 ad abbassare drasticamente le barriere all’ingresso, soprattutto economiche, di questa nuova tecnologia. Un percorso in netta crescita, la cui ciliegina sulla torta sembrava essere Medal of Honor: Above and Beyond, con lo storico franchise che ha fatto il suo esordio nella realtà virtuale lo scorso 11 dicembre. Un titolo con tutte le caratteristiche del caso per imporsi come kolossal e con alle spalle nientepopodimeno che Respawn, la software dietro alcuni dei più brillanti shooter della generazione. Da amanti degli fps era insomma impossibile rimanere impassibili dinnanzi a questa nuova incarnazione della saga.

Medal of Honor Above and Beyond

Medal of Honor: Above and Beyond è un’esperienza non solo esclusiva per VR, ma che necessita alle proprie spalle anche della potenza computazionale di un PC. Il che sta a significare che l’ultima fatica di Respawn Entertainment non è disponibile per la modalità stand alone di Oculus Quest 2, probabilmente il visore attualmente più diffuso sul mercato. Per usufruire del titolo sull’ultimo prodotto della società facente parte di Facebook dovrete quindi tassativamente ricorrere o a Oculus Link o, alternativamente, a Virtual Desktop. Bando però ora alle ciance e immergiamoci in questa tanto attesa esperienza bellica.

Guerra in realtà virtuale

Medal of Honor: Above and Beyond è sicuramente un’esperienza pregevole e di tutto rispetto, nonché un’opera di primissimo piano del mondo VR, ma non è di sicuro un titolo perfetto. La campagna di gioco, dalla notevole durata di circa una decina d’ore di gioco, è infatti un continuo saliscendi, un serrato intervallarsi tra sezioni altamente adrenaliniche e cinematografiche e altre meno riuscite, che sembrano essere state inserite solo come collante.

Tale sensazione salta alla ribalta soprattutto nelle fasi narrative della campagna di gioco, che talvolta paiono essere un mero riempitivo di cui si sarebbe potuto fare tranquillamente a meno. Molto intriganti, invece, le riunioni al tavolo di guerra, dove ci verrà di tanto in tanto illustrato il briefing di qualche missione e dove sarà possibile sentirsi come mai prima d’ora parte attiva di un team.

Medal of Honor Above and Beyond

Tornando ora al lato più prettamente ludico del titolo, Medal of Honor Above and Beyond declina le classiche meccaniche da FPS piò o meno su binari adattandole alle dinamiche da realtà virtuale. Sulle nostre spalle troveremo le due armi principali, mentre sul lato sinistra la pistola, o comunque un’arma più leggera, e su quello destro le munizioni per il nostro arsenale. Sul petto spazio a granate ed eventuali item, come ad esempio candelotti di dinamite o accendini, mentre, infine, sulla manica sinistra troveremo i medikit, qua sotto forma di lunghe siringhe. A tutto ciò si uniscono poi una lunga serie di oggetti che costellano le varie zone di gioco, come padelle, vasi e quant’altro, che potremo usare per attaccare corpo a corpo le forze naziste.

Interazione con gli oggetti e le varie armi che è decisamente riuscita e rende parecchio bene. Nel titolo di Respawn ogni bocca da fuoco ha un rinculo differente e un diverso modo di essere tenuta in mano, utilizzata e ricaricata. In Above and Beyond il giocatore è infatti chiamato ad agire direttamente per ricaricare i vari strumenti di offesa. Tutta una serie di piccole azioni, come a esempio il far scorrere all’indietro l’astina di un fucile a pompa per attivarne il meccanismo di riarmo, che gli appassionati di FPS conosceranno a menadito e che si ritroveranno ora a dover compiere in prima persona, concorrendo anche in questo caso ad aumentare l’immersività del gioco.

Medal of Honor Above and Beyond

Molto interessante è poi la presenza di una lunga serie di variabili per permettere a tutti di fruire al meglio del titolo in VR. Possibilità di modificare la modalità di movimento, il feedback dei colpi ricevuti, la presenza di scene particolarmente dinamiche e molto altro ancora: su questo aspetto Respawn ha fatto un buon lavoro e ottimo è anche il modo in cui è riuscita a integrare in modo organico la selezione di queste opzioni all’interno del gioco. Essa avverrà infatti in una visita medica in cui il nostro protagonista si imbatterà dopo uno scontro avvenuto nei primissimi istanti di gioco. Peccato solo, per quanto riguarda le meccaniche da VR, per qualche ricorrente imprecisione del tracking, che ci farà perdere secondi preziosi durante la ricarica o l’impugnatura di qualche arma.

Medal of Honor: Above and Beyond, un’opera completa

Se l’integrazione delle meccaniche VR è quindi ben riuscita, a non convincere pienamente è invece la gestione dei livelli, che, soprattutto all’inizio, sono fin troppo brevi e spezzettati. Con il passare delle ore, e delle missioni, la situazione fortunatamente migliora, senza però mai neanche lambire l’ampiezza di opere analoghe su sistemi di controllo classici. Un plauso va invece sicuramente fatto alla varietà delle varie missioni, visto che Medal of Honor Above and Beyond ci catapulterà in prima persona in una più che notevole pletora di differenti situazioni e di luoghi diversi, partendo dalle classiche missioni a piedi fino ad arrivare agli scontri nei cieli, senza ovviamente dimenticarsi di tank e navi.

Nel titolo di Respawn non manca poi una modalità multiplayer che, sebbene non sviluppata come altre, riesce comunque a divertire e rivelarsi un ottimo passatempo per svariate ore. Tra le classiche Deathmatch e Dominio e altre modalità più innovative dove dovremo detonare ordigni o eliminare avversari in determinate zone, i modi per divertirsi sono quindi presenti. Improntato sulla fruibilità e sulla leggerezza d’uso, il multiplayer del titolo è sorprendentemente valido e divertente, anche se sulla lunga potrebbe stancare.

Cura per i dettagli

Dove Respawn non ha poi certo lesinato in quanto a cura è sicuramente nella riproposizione delle varie bocche da fuoco e dei diversi armamenti. Ogni arma, così come anche i numerosi oggetti storici che troveremo nel corso del gioco, è infatti stata ricreata con una grande dedizione e lo studio dietro ognuna di esse è evidente e di valore. Considerando come la natura stessa della realtà virtuale permetta di osservare da più vicino e da svariate angolature il tutto, è evidente come si tratti di un qualcosa di sicuramente degno di nota e in grado di rilevarsi un quid non indifferente per l’immedesimazione globale.

Medal of Honor Above and Beyond

Bellissimi poi i filmati inseriti come corredo da Respawn nel titolo, che ci illustrano tramite l’occhio dei veterani le vere dinamiche della Seconda guerra mondiale. Delle esperienze dal taglio documentaristico particolarmente toccanti, nonché un contenuto di tutto valore per meglio comprendere il periodo storico e l’atrocità della guerra.

Aspetto tecnico

Medal of Honor: Above and Beyond è un titolo dannatamente pesante sul piano tecnico e non solo per quanto riguardo lo spazio di archiviazione richiesto, che supera i 170 GB, ma anche su quello prestazionale. Intel i7 9700k, 16GB di RAM e una Nvidia RTX 2080: questi sono gli incredibili requisiti hardware di un titolo che riesce si a offrire degli scorci straordinari, ma anche qualche scivolone di troppo. Non è infatti raro imbattersi in texture ampiamente rivedibili, dettagli poco rifiniti e altre bruttezze varie che non ci si aspetterebbe di trovare da un’opera di tale caratura. Cosa che non succede a esempio nel già citato e strabiliante Half Life Alyx, che richiede anche un PC decisamente meno performante e costoso di quello necessario per l’ultima fatica dei creatori di Titanfall e Apex Legends.

7.7

Medal of Honor: Above and Beyond


Medal of Honor: Above and Beyond non è quel capolavoro che ci saremo aspettati, ma è comunque un'opera di grande rilievo, nonché uno dei titoli più impressionanti per gli amanti della realtà virtuale. A fronte di una realizzazione tecnica non sempre perfetta e una campagna un po' altalenante, il nuovo episodio della saga di Electronic Arts è infatti una piccola cornucopia di contenuti, in grado di fare la gioia di tutti coloro che fossero alla ricerca di un FPS valido per la VR.

Pro

  • Completo e longevo
  • Certe sezioni lasciano a bocca aperta
  • Meccaniche VR ben integrata

Contro

  • Campagna talvolta sottotono
  • Tecnicamente ha dei scivoloni innaspettati
  • Eccessivamente pesante lato hardware
7.7