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Metamorphosis | Recensione, tra le orme di Kafka


Metamorphosis – PC
Genere
Avventura
Piattaforma
PC - PlayStation 4 - Xbox One - Nintendo Switch
Sviluppatore
Ovid Works
Editore
All In! Games
Data di Uscita
12/08/2020

La Metamorfosi di Franz Kafka è uno di quei libri che sicuramente avrete letto anche più di una volta. Io l’ho fatto, ad esempio: prima con l’obbligo scolastico e poi per piacere personale una volta “adulto”, in modo da percepire le chiavi di lettura che Kafka aveva inserito nel testo, quali l’ecosistema della famiglia e l’alienazione dell’individuo. Argomenti fuori dalla vita quotidiana di un liceale, ma la bizzarria di un uomo che si trasforma in un insetto gigante ha sempre il piglio giusto per riuscire a inculcare una o due allegorie nella testa di un adolescente medio. La Metamorfosi è poi uno degli scritti più significativi per comprendere la vita dell’autore e il rapporto con i legami a lui prossimi, specialmente se poi si aveva l’accortezza di confrontarlo con una condizione moderna ancora persistente.

Tralasciando la lezione di letteratura del programma ministeriale, quando ho sentito che La Metamorfosi di Kafka sarebbe diventata un videogioco ho subito pensato che fosse un’eccellente idea ora come ora, quando spesso le esperienze indipendenti affrontano temi squisitamente politici, sociali e – in generale – molto umani. Metamorphosis di Ovid Works è quindi dichiaratamente un gioco che si basa sull’omonimo libro e l’amore per esso, seppur premetta di essere ben lontano da una riproposizione parola per parola. Non c’è la famiglia, non c’è una forte componente riflessiva e bene o male ciò che resta dell’idea di Kafka è l’immagine dell’insetto e l’ombra sociale, qui tradotta in una società di piccoli insetti.

Gregor Samsa è un uomo con tanti desideri e valori, paradossalmente comune e abbastanza sfortunato da finire mutato in un piccolo insetto mentre alloggiava da un caro amico di famiglia, tale Joseph. Come sia finito in quella condizione e perché è un mistero che il giocatore dovrà risolvere per conto suo, mentre sullo sfondo dei giganti umani raccontano strani accadimenti inaudibili il più delle volte. E non è un modo di dire: i dialoghi degli umani non sono sottotitolati e spesso sono così difficili da sentire che finirete per non seguire la trama parallela della “realtà”, se così vogliamo chiamarla.

Del resto Metamorphosis non è di certo un racconto sugli uomini, fin troppo incatenati da costruzioni astratte che rispondono al nome di leggi, affetti o status. Gli insetti sono di tutt’altra pasta e quasi quasi non sembra male vivere di avanzi nello scompartimento marcio di una scrivania in disuso. Quello però è solo uno strato, il più superficiale; in realtà il glorioso mondo in miniatura è ricco di costruzioni, scorci, lavoratori e opportunità, ben descritto dalla surreale estetica escogitata dal team di sviluppo che, senza mezzi termini, rappresenta la qualità più evidente e incantevole di Metamorphosis.

Il reame degli insetti, dicevamo, è un marasma opulento fatto di carta pesta e melma, ma che tutto sommato assume la dignità che l’umano ha perso da tempo e di cui Gregor fa tesoro nella sua esperienza, riprendendo quindi in parte l’obiettivo delle allegorie kafkiane. Un luogo simile diventa il perfetto parco giochi per sbizzarrirsi con il level design, cosa che al team è riuscita più che bene, addirittura stupendo in particolari occasioni.

Come insetto, tutto quello che si deve fare è saltare da una parte all’altra per proseguire nella propria esistenza e scoprire la trama del gioco attraverso una serie di enigmi ambientali più o meno ostici. Niente che possa definirsi difficile o hardcore, anzi Metamorphosis è dichiaratamente incline a non voler far bloccare il giocatore, fornendogli diverse soluzioni per ogni situazione. Potersi arrampicare sui muri e ottenere una visione più ampia della mappa sono buoni indicatori di un’esperienza rilassata, per non dire mirata al puro apprezzamento della sola parte estetica, considerando anche la sua durata esigua.

È in questa particolare tendenza che Metamorphosis perde tanti punti, adagiandosi fin troppo sul primo impatto visivo e non andando a indirizzare elementi come trama e gameplay, del tutto superficiali in svariate situazioni. Gli altri compagni insetti, ad esempio, spesso sono solo NPC che vi daranno una fetch quest senza arte né parte, gli umani al contrario non avranno una grande influenza tematica e perfino la navigazione con la nuova forma corporea diventerà ripetitiva dopo le prime sezioni, proprio perché è solo l’idea concettuale a reggere un’esecuzione approssimativa. Alti e bassi a un ritmo identico a quello dei salti di Gregor, che bene o male però riescono comunque a convincere di quanto amore ci sia dietro il progetto.

Seppur, come premesso, non sia l’esatta replica in chiave ludica di La Metamorfosi, il lavoro di Ovid Works è comunque un’esperienza unica che tenta di traslare la letteratura in una forma diversa e, perchè no, anche originale sotto tanti punti di vista. Ne prende i concetti, i temi e le caratteristiche base per dare forma a un mondo familiare per il conoscitore dell’autore, nonché intrigante per chi non ha mai letto Kafka e cerca esperienze surrealistiche.

E la testimonianza nell’impegno in questa creazione ci arriva da più elementi evidenti, come un’artisticità ispirata, un doppiaggio ben più che convincente, cutscene dal sentimento onirico e tanti altri elementi su cui si vede che il team abbia voluto puntare un po’ di più al costo di sacrificare risorse in altri ambiti. Per tale ragione, si può considerare Metamorphosis un buon punto di partenza per il futuro dello studio, più che d’arrivo. Le idee ci sono e l’esecuzione anche, almeno in parte, ma è quella spinta in più a mancare a Metamorphosis, racchiuso in un limbo di buone idee rimaste fuori dalle 3 ore che servono per completare la sua corsa.

Metamorphosis – PC

Metamorphosis di Ovid Works e All In! Games è un walking simulator ispirato a “La Metamorfosi” di Franz Kafka. Il protagonista è perciò un uomo che si trasforma suo malgrado in un insetto, costretto a navigare in un nuovo mondo surreale per ritrovare la propria identità perduta.

7.5
7.5

Verdetto

Metamorphosis di Ovid Works è una lettera a Kafka, scritta con rispetto e voglia di innovare. Nelle tre ore che compongono il titolo, il giocatore vive lo scenario immaginato da la Metamorfi attraverso una creativa visione surreale dove gli insetti hanno costruito un loro reame al limite del paradosso. Mancano un po' i temi che contraddistinguevano il testo di riferimento, ma come videogioco Metamorphosis tenta di portare qualcosa di nuovo nell'esperienze narrative basate su grandi autori, riuscendoci solamente in parte. Un frutto indubbiamente gustoso sotto tanti aspetti, ma maturo solo a metà, ancora intento a cercare la propria identità come il protagonista che dipinge.

Pro

- Estetica curata
- Doppiaggio ben realizzato
- Storia vicina all'opera originale ma, allo stesso tempo, inedita quanto basta
- Level design creativo

Contro

- Veramente tanto corto
- Dell'opera originale riprende solamente alcune tematiche minori
- Eccetto Gregor, gli altri personaggi perdono di caratterizzazione
- I dialoghi tra umani sono difficili da ascoltare