Articolo di opinione

“Miglior gioco di sempre”, che assurdità

Il mondo dei videogiochi è piuttosto vasto, questo lo sappiamo bene tutti. Quante volte ci è capitato di rimanere indignati dinanzi a delle premiazioni piuttosto assurde? Non per altro proprio la scorsa settimana mi sono esposto nei confronti dei The Games Award e nel fatto che alcuni generi non vengano opportunamente considerati.

Quello che è successo nelle ultime ore, però, è ai limiti dell’assurdo. Durante le annuali premiazioni dei Golden Joystick Awards (una delle “manifestazioni” più attese per quanto riguarda la valorizzazione dei videogiochi) sono stati affidati una serie di riconoscimenti ai giochi dell’anno (e non solo). Non voglio certamente commentare i vincitori di ogni singola categoria, però voglio soffermarmi su un premio in particolare “Miglior gioco di sempre”.

Il vincitore di questo strampalato riconoscimento è andato a Dark Souls, il popolare Action-RPG di From Software che ha fatto sognare (e imprecare) milioni di appassionati in tutto il mondo. Un titolo con qualità evidenti e sicuramente uno dei più importanti videogiochi appartenenti al suo genere. Un autentico capolavoro, con dei chiari difetti, ma pur sempre un’opera piuttosto meritevole d’attenzione.

Sul gioco, quindi, non c’è assolutamente nulla da dire: si tratta di un prodotto che può piacere, come non può piacere. Ma decisamente di livello. Tuttavia, vorrei soffermarmi proprio sulla categoria del premio, completamente assurda e senza nessun tipo di valore logico e meritocratico.

Come si fa anche solo a pensare che possa esistere il “Miglior videogioco di sempre”? In base a cosa? Al genere? Al gameplay? Alla storia? Le esperienze videoludiche sono indipendenti e ognuna di esse mette in mostra pregi e difetti, magari esaltandosi in determinati punti. Giusto per farvi un esempio, è chiaro che in Skyrim si esalti la sua esplorazione e si critiche l’impatto visivo, oppure con The Witcher 3: ottima storia e grafica, ma un gameplay rivedibile.

Al netto di ciò non può e non potrà mai esistere il “Miglior gioco di sempre”, non dal punto di vista oggettivo. Io posso raccontarvi che Zelda: Ocarina of Time è stato il miglior gioco di sempre, per me. Ma non posso sottolineare che lo sia in maniera obbiettiva per tutti. Sarebbe sbagliato sotto tutti i punti di vista.

Da quando il “videogioco” è nato, ci ha permesso di entrare in contatto con svariate esperienze, alcune di queste hanno rivoluzionato il mondo dei videogiochi, divenendo pietre miliari. Nonostante ciò, nessuna di esse può essere definita come la “Migliore di sempre”.

Ora però resta da capire perché queste categorie assurde sbucano fuori improvvisamente dal nulla. Ha sicuramente più senso la classica top 100 rinnovata di anno in anno, piuttosto che un unico premio assegnato a un grandissimo gioco, ma che comunque fa parte di un pesciolino nell’oceano. Vi scriverò di più, forse ha persino più senso ciò che ha fatto IGN qualche mese fa, con una “battaglia social” a sondaggio, rimanendo una scelta soggettiva e non basata su una… giuria.

Resta da capire ora il metro di valutazione, cosa si è valutato per assegnare qualcosa di così importante? Se lo sapessi, ve lo direi, ma sinceramente rimango piuttosto perplesso. Questa “valutazione” non può che far ritornare in auge un vecchio discorso che feci in diretta su una live e che ho ripreso nel precedente articolo dedicato ai TGA: questo tipo di premiazioni devono certamente cambiare, divenuti dei veri e proprio specchi del marketing, completamente in contraddizione con i videogiocatori e di ciò che rappresenta “il videogioco”.

Rendere oggettivo, qualcosa che non è (e non per demeriti eh, attenzione) non va bene e non può che dare vita a un modello di valorizzazione che non può certamente funzionare. Se ogni anno, si desse un premio per un gioco che ha rivoluzionato i videogiochi, avrebbe senso e sarebbe completamente contestualizzato e in linea con il pensiero degli appassionati: un premio che fino a qualche anno fa i TGA davano ai vecchi sviluppatori e Publisher come Westwood Studios e Sierra.

Insomma, la categoria “Miglior videogioco di sempre”, poteva benissimo non esistere e il premio conferito piuttosto inutile, almeno dal punto di vista del valore collettivo. Sono molto felice per Hidetaka Miyazaki, è un grandissimo Director e penso veramente che Dark Souls sia un’opera eccezionale. Ma mi deve perdonare se ritengo che il riconoscimento conferito sia soltanto uno specchietto per le allodole, come tanti di questi tempi.