Game Division

I migliori giochi del 2019 per PC, Xbox, PS4 e Mobile

Un’altra annata incredibile. Questo è il modo più spontaneo e genuino per descrivere gli ultimi dodici mesi videoludici appena trascorsi. 365 giorni di grandi uscite, grandi sorprese e piacevoli conferme. Abbiamo deciso dunque di riunire tutte le produzioni degne di nota all’interno di un unico articolo, con lo scopo di creare la guida definitiva ai migliori giochi del 2019. Al contempo ci siamo impegnati per creare una lista omogenea, tentando di non escludere davvero nulla. Leggendo i titoli che abbiamo raccolto scoprirete se ce l’abbiamo fatta o meno.

I migliori giochi del 2019, la lista definitiva

Attenzione, prima di continuare sono necessarie due premesse: quella che segue non è una classifica, ma bensì una vera e propria lista ordina secondo l’uscita dei giochi. In secondo luogo, vi ricordiamo che potete trovare tutti gli articoli dedicati alle varie categorie dei migliori giochi del 2019 (e non solo), nella nostra pagina dedicata.

Vista la miriade di analisi possibili, abbiamo optato per la creazione di un hub dedicato all’evento, così tutti quanti possono orientarsi e recuperare ciò che ritengono più interessante. Gli argomenti trattati sono molteplici, e siamo certi che fra questi troverete anche quello che vi stuzzica maggiormente.

Terminati i preamboli, lanciamoci alla scoperta dei migliori giochi del 2019!

Resident Evil 2 – PlayStation 4, Xbox One, PC

Dopo l’ottimo settimo capitolo, Capcom torna sul mercato con il remake di quello che forse potremmo definire il più iconico capitolo della serie.

Resident Evil 2, che racconta le avventure di Leon e Claire, è un mix perfetto di azione, horror e dinamiche survival che vi lasceranno veramente senza fiato.

Inoltre, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, questo nuovo Resident Evil 2 non è un remake pigro; al contrario, rappresenta un ottimo esempio per tutti quegli studi di sviluppo che cercano lo formula ottimale per riproporre in chiave moderna produzioni cult.

Dal comparto grafico al gameplay, Capcom ha voluto modificare e migliorare quasi tutti gli aspetti della produzione, con lo scopo di rendere il prodotto più contemporaneo, senza però dimenticare le sue storiche origini.

Per farvi un’idea della qualità del titolo, vi consigliamo di leggere la nostra recensione, dalla quale abbiamo estrapolato quella che secondo noi è la frase che meglio spiega l’anima di Resident Evil 2.

Resident Evil 2 è la migliore operazione nostalgia e il più azzeccato rilancio di un franchise che stava iniziando a ristagnare prima dello sperimentale settimo capitolo. Dimostrando di aver compreso la sua dualità, fatta dell’eco che parla ai giocatori degli anni ’90 e di quella più moderna dall’animo action, Capcom dà nuova vita a Raccoon City. Chi ha giocato l’originale troverà note familiari ma sarà ugualmente spaesato come un novellino alle prime armi, vittima di quell’orrore alimentato dalla paura che, a sua volta, nasce dal fattore chiave dell’intera serie: l’imprevedibilità. Resident Evil 2 è un survival horror nella sua accezione più pura, arricchito da meccaniche fresche e un sound design impareggiabile, un’operazione il cui successo risente solo in minima parte della ripetitività dovuta al doppio scenario. Il ritorno a Raccoon City non è mai stato così terrificante.

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Apex Legends – PlayStation 4, Xbox One, PC

Con la serie Titanfall, Respawn Enterteinment ha sicuramente dimostrato di essere molto competente quando si parla di creare titoli sparattutto in prima persona di grande qualità.

Purtroppo però, il secondo capitolo del franchise non ha raccolto i risultati sperati, finendo per diventare quasi una vittima sacrificale nell’ultimo trimestre dell’anno che come da tradizione vede l’uscita sul mercato dei grandi blockbuster Call of Duty e Battlefield.

In gran silenzio, però, la software house ha lavorato a quello che potremmo tranquillamente definire il miglior battle royale attualmente sul mercato.

Apex Legends, appunto, che mischia sapientemente elementi tipici del genere a dinamiche invece molto familiari per chi ama i titoli Respawn.

Punti di forza del gioco sono sicuramente il gameplay, immediato, frenetico e divertente, il sistema di eroi e classi molto bilanciato e l’infrastruttura dei server che non ha praticamente mai causato problemi degni di nota.

Menzione di demerito invece per il sistema di loot che premia poco se non a fronte di tanti acquisti nello shop – si parla comunque di ricompense estetiche – e anche per il primo pass stagionale, un po’ fiacco nella proposta. Anche in questo caso, vi lasciamo con un estratto della nostra recensione.

Sarebbe poco corretto non premiare meritatamente un progetto come Apex Legends. Evitando faziose campagne pre-lancio e sorreggendosi solamente sui meriti del suo team di sviluppo, il nuovo Battle Royale di Respawn Entertainment si mostra al pubblico come un prodotto solido, ben confezionato e con un’identità personale e ben definita. La decisione degli sviluppatori di offrire un’alternativa differente dalla concorrenza, un gunplay già noto agli amanti del genere e un gameplay sapientemente stratificato, hanno permesso ad Apex Legends di ottenere i giusti riconoscimenti di pubblico e critica. Il futuro della nuova creatura di Respawn è ora in mano al team di sviluppo che dovrà sapientemente gestire questo immediato, e meritato successo.

The Division 2 – PlayStation 4, Xbox One, PC

Il mercato dei looter shooter negli ultimi anni ha sicuramente visto incrementarsi i prodotti di riferimento, basti pensare a Destiny (1 e 2), il primo The Division e il recente Anthem. Tutte questi giochi, nel bene o nel male, hanno vissuto di alti e bassi; nessuno di questi peraltro è riuscito a mettere d’accordo tutti sin dal giorno dell’uscita, scenario alquanto curioso se pensiamo al fatto che dopo la case history degli ultimi anni i vari publisher avevano materiale di riferimento sul quale lavorare.

Quest’anno però è arrivato The Division 2, forse troppo simile al suo predecessore per quanto riguarda look e gameplay, ma profondamente migliorato e perfezionato nelle dinamiche e per questo meritevole di essere considerato uno de i migliori giochi del 2019.

Sulle pagine di Game Division ve lo abbiamo descritto come il miglior looter shooter disponibile al momento, e anche in questa sede confermiamo questa nostra idea. Completo, profondo, ben appagante e stratificato, il titolo Massive gode di tutte le caratteristiche fondamentali per convincere critica e pubblica, forte anche di un supporto post lancio gratuito e ben congegnato. In attesa di Borderlands 3, The Division 2 insomma è il miglior titolo di questo genere che possiate giocare. Vi consigliamo di leggere la nostra recensione, della quale potete trovare un estratto qui di seguito.

La trama resta una delle note leggermente sottotono, ma viene compensata dal carisma e dalla cura nei dettagli dell’ambientazione che favoriscono un’immedesimazione maggiore rispetto a quanto non facciano filmati e personaggi. Il gameplay incoraggia strategie più tattiche elevando i combattimenti a scontri più ragionati in cui la sinergia tra i componenti del gruppo fa la differenza. L’ottima profondità di personalizzazione del proprio equipaggiamento incoraggia la prova di diversi stili di gioco a cui in fase di endgame si uniscono le Specializzazioni che contribuiscono a nuovi e ulteriori approcci di gioco. The Division 2 è il migliore lancio di uno shooter a mondo condiviso fortemente incentrato sul loot: è massiccio, appagante, completo e da qui può solo migliorare con nuovi contenuti.

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Sekiro: Shadows Die Twice – PlayStation 4, Xbox One, PC

Tra i migliori giochi del 2019 non poteva assolutamente mancare Sekiro, il nuovo action di From Software che dopo la serie Souls e in seguito a Bloodborne si cimenta con il Giappone Feudale, raccontando l’epopea di uno Shinobi intento a ritrovare e salvare il suo padrone.

Il gioco è diventato famoso per la sua estrema difficoltà, unita all’innegabile qualità del gameplay, della trama e del combat system. Tra gli argomenti più discussi, impossibile non menzionare la discussione relativa ai boss, da molti ritenuti troppo difficili; per aiutarvi a risolvere questo problema, vi consigliamo la nostra guida dedicata.

Le qualità di Sekiro è da ricercarsi nel valore che ha questa difficoltà all’interno del suo ecosistema ludico: imparare a padroneggiare il sistema di combattimento viaggi di pari passo con la crescita del giocatore, che proprio come lo Shinobi protagonista dell’avventura maturerà con il passare del tempo, fino a diventare una vera e propria macchina da guerra. Per avere il quadro completo, il suggerimento è di recuperare la nostra recensione, dalla quale abbiamo estrapolato un paragrafo secondo noi molto significativo.

Sekiro: Shadows Die Twice è molto più di un videogioco: è una filosofia da conoscere, assimilare e fare propria se lo si vuole scoprire nella sua interezza. Un percorso di vita in cui la crescita del personaggio va di pari passo con quella del giocatore e dove gli errori non vengono perdonati facilmente: questo lo rende il gioco più difficile e punitivo che From Software ci abbia proposto finora. Dimenticate l’esperienza accumulata con Dark Souls perché la formula ideata da Miyazaki questa volta, pur non rinnegando la difficoltà sopra le righe che ha contraddistinto gli ultimi giochi ma anzi amplificandola a tratti persino oltre il necessario, verte sul genere action e lo interpreta affidandosi a quella stessa filosofia che da anni troviamo nelle sue opere. Il ciclo di morte e rinascita, la consapevolezza del sé e dei propri limiti da sfidare e superare, l’idea che si possa sconfiggere la morte e trascendere, è tutto parte di un’esperienza che il giocatore deve riconoscere e dalla quale lasciarsi assorbire per capire fino in fondo le meccaniche che regolano il gioco. Sekiro: Shadows Die Twice è un gioco estremamente punitivo e complesso, una soglia che fa da discrimine fra chi non teme la sfida e chi invece preferisce un’esperienza sì impegnativa ma dove non perderci la testa. Perché questa è una cosa da mettere in chiaro: non siamo di fronte a un gioco per tutti e From Software non ha timore ad ammetterlo, facendosi mosca bianca in un periodo dove il videogioco è visto come un prodotto inclusivo di ogni genere di pubblico. Se volete avvicinarvi a Sekiro: Shadows Die Twice fatelo soprattutto con questa consapevolezza, o rischiereste di rovinarvi l’esperienza. Forte di un sistema di combattimento molto tecnico e stratificato, che ben si accompagna a scenari mozzafiato che fanno da cornice a una storia più lineare rispetto a quanto siamo stati abituati finora ma non per questo banale o scontata, il gioco pecca proprio nell’eccessiva difficoltà con cui si propone – figlia di un bilanciamento che avrebbe meritato qualche accortezza in più proprio in assenza di quella progressione da gioco di ruolo vista nei vari Souls e fino a Bloodborne. Al netto di questo aspetto e di una meccanica di resurrezione che avrebbe beneficiato anche qui di una gestione più dedicata, Sekiro: Shadows Die Twice esce a testa alta come l’ennesima ottima produzione di From Software. Lascia un segno nel panorama videoludico proprio in virtù di tutte quelle sensazioni che si susseguono e mescolano nel giocatore a ogni nuovo scontro, permettendogli di scoprire che la crescita dipende proprio dagli errori. Restare nel proprio amnio sicuro non porta alcun progresso mentre osare potrà sì essere punitivo ma estremamente soddisfacente quando se ne raccolgono i frutti. E di questo, di una maturazione interiore, il gioco non sarà mai avaro.

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Devil May Cry 5 – PlayStation 4, Xbox One, PC

Capcom è ancora protagonista della nostra lista de i migliori videogiochi del 2019, questa volta con Devil May Cry 5, nuovo capitolo della serie che finalmente ha regalato ai fan l’action violento e irriverente che tutti quanti stavano aspettando. Dal carisma del protagonista alla qualità dell’adrenalinico gameplay, DMC5 è veramente imperdibile se amate il genere, la saga ma anche un po’ di sano divertimento tutto a tema demoniaco.

Non sappiamo se questo quinto capitolo potrà rappresentare un nuovo punto di partenza, magari pensando appunto a nuovi giochi legati al brand in arrivo nei prossimi anni. Certamente, però, relativamente al primo trimestre dell’anno Devil May Cry 5 è assolutamente un gioco da non lasciarsi sfuggire. Vi lasciamo come al solito con la nostra recensione e un estratto tratto dalla stessa.

Devil May Cry 5 è chiaramente un gioco sviluppato per la fanbase, rivelatosi nel complesso un buon lavoro ma nato principalmente per far dimenticare uno spin-off ingiustamente criticato. Ed è proprio questo il suo maggior difetto: ci sono gli elementi per accontentare lo zoccolo duro degli appassionati (Trish, Lady e le tante strizzate d’occhio ai vecchi titoli), un gameplay sì profondamente stratificato ma al contempo semplice per attirare anche i nuovi giocatori e una rivalità ormai storica che è alla base delle avventure di Dante fin dal lontano 2001. Al di là di questo andiamo però a sbattere contro un art design rinunciatario, dal bestiario poco ispirato se non qualche rara eccezione, e un level design che avrebbe potuto essere più espanso ma soprattutto meno ripetitivo di quanto alla fine si è dimostrato: è un continuo riciclo di ambientazioni che già da poco dopo la metà del gioco iniziano a pesare sull’esperienza complessiva, venendo a noia. Devil May Cry 5 sembra voler fare ammenda per un supposto errore passato (ci riferiamo sempre a DMC), concentrando in un unico capitolo tutto ciò che potrebbe fare la felicità dei fan eppure sfruttando solamente a metà l’occasione di un eccellente rilancio della serie: la storia è piuttosto prevedibile ma l’intreccio delle trame è la fiamma che ravviva la curiosità, mentre l’introduzione di V è l’elemento più di spicco grazie a una componente strategica che mai si era vista prima nella serie. Che Nero sia destinato a diventare il successore di Dante era chiaro da tempo ma il gioco si tiene piuttosto indietro su questo aspetto, fra un detto e non detto che non sembra affatto voler chiudere il ciclo dei figli di Sparda. Devil May Cry 5 è un gioco che guarda al passato tenendo anche un occhio sul futuro, resta però l’amaro in bocca nel constatare che si sarebbe potuto fare di più.

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Kingdom Hearts 3 – PlayStation 4, Xbox One

Impossibile non inserire Kingdom Hearts 3 nella lista de i migliori giochi del 2019, soprattutto in virtù del fatto che parliamo di uno dei titoli più attesi dell’ultima decade e che gode di un fandom fedele, appassionato e soprattutto  entusiasta. Partorito dalla geniale mente di Testuya Nomura, il terzo capitolo dell’avventura di Sora, Pippo e Paperino è un misto di colori, gameplay travolgente e trama che finalmente chiudo un cerchio che iniziò ormai diversi anni fa.

Nonostante il suo innegabile valore, KH3 ha l’unico limite di essere strettamente legato alla narrazione per essere godibile, e visto il grande tessuto narrativo di cui è composto, alcuni giocatori potrebbero sentirsi scoraggiati. In realtà basta investire qualche ora del proprio tempo per arrivare preparati a questo capitolo finale dell’epopea di Square Enix, e qualora vogliate un aiuto, vi lasciamo un nostro articolo assolutamente dettagliato. Come al solito, infine, ecco un estratto della nostra recensione.

Kingdom Hearts 3 è l’esatta conclusione di una saga durata sedici anni. Una storia che porta a compimento l’eterna lotta tra Luce e Oscurità, e lo fa nel migliore dei modi. Dopo averci raccontato una vicenda puerile e partita da un atollo in mezzo al mare, con tre ragazzi protagonisti, il tutto si è chiuso con una vicenda molto più grande, che ha implicato attori e protagonisti molto più coinvolti di quanto potessimo aspettarci. Il gameplay è una delle parti migliori dell’intera avventura: dinamico, immediato, rapido, capace di tenerci impegnati per tutta la durata, che si attesta intorno alle 30 ore totali, orfane di grandi momenti di stanca. Sebbene il ritmo, quindi, vada un po’ a smorzare l’aspetto registico della vicenda e dimostri qualche lacuna dal punto di vista della direzione da parte di Tetsuya Nomura, non c’è molto da rimproverare a Kingdom Hearts 3. In attesa di un maggior approfondimento dell’endgame, che ci condurrà alle canoniche battaglie segrete e a intrattenerci con minigiochi e avventure in mezzo ai Caraibi, possiamo premiare lo sforzo compiuto da Square-Enix, che al netto di qualche imperfezione nel confezionare l’intero pacchetto ha saputo metterci tra le mani un’avventura degna della saga vissuta fino a oggi. In attesa anche dell’epilogo che arriverà il 30 gennaio prossimo.

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Metro Exodus – PlayStation 4, Xbox One, PC

Ancora un capitolo conclusivo, ancora una volta di una trilogia, in questo caso però parliamo ovviamente della serie Metro. Tratta dagli omonimi romanzi, racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti che in seguito a un disastro nucleare tenta di trovare un nuovo posto abitabile dove provare a ricostruirsi una vita, lontano da mostri deformati e gruppi criminali di sciacalli pronti ad approfittare della terribile situazione in cui si trova quella che una volta era la società moderna. Rispetto ai capitoli precedenti, Exodus “si apre”, proponendo un gameplay sempre incentrato sulla sopravvivenza, questa volta però all’interno di un mondo open world diviso in quattro macro aree che rappresentano ognuna una singola stagione.

Nonostante questo cambio di rotta, Metro Exodus conserva le peculiarità della serie e propone anche ottimi momenti di trama, da sempre focus molto importante della produzione. Anche dal punto di vista tecnico il titolo non delude, soprattutto su PC, dove regala scorci veramente memorabili e ricchi di fascino. Se avete dunque amato le due precedenti iterazioni, Exodus è assolutamente imperdibile e per questo meritevole di far parte della lista de i migliori giochi del 2019. Ecco un estratto della nostra recensione.

Metro Exodus è un ottimo esempio di come sia possibile integrare elementi nuovi pur preservando e dando maggior spicco ai tratti più caratteristici di una serie. La novità delle sezioni liberamente esplorabili ha aggiunto quantità e varietà all’offerta, permettendo agli sviluppatori di studiare le parti più lineari dell’avventura senza compromessi in termini di intensità. Il viaggio di Artyom e dei suoi compagni a bordo dell’Aurora resta dunque fedele ai tratti somatici che abbiamo conosciuto nei giochi precedenti, arricchito nella sua formula base da elementi completamente inediti e da un comparto tecnico di alto profilo; insomma, dopo tanta metropolitana un po’ d’aria fresca era quello che ci voleva.

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Yoshi’s Crafted World – Nintendo Switch

Se siete fan dei platform, nello specifico quelli 2D, allora l’esclusiva per Switch è il gioco che stavate cercando. La prima produzione per Nintendo a finire nella lista de i migliori giochi del 2019 è Yoshi’s Crafted World, titolo dell’anima sicuramente scanzonata ma non per questo poco incisiva. Al contrario, il level design unito all’estetica del mondo di gioco contribuiscono a creare un quadro sicuramente degno di nota, finendo per incantare e regalare ore di gameplay molto divertenti, senza però dimenticare il giusto grado di difficoltà.

Nintendo negli ultimi anni ha sfornato grandi esclusive per Switch, e questa nuova avventura di Yoshi si unisce ai vari Mario, Zelda e il potenziale nuovo capitolo Pokémon che promette faville. Se cercate dunque divertimento di qualità correlato ad un grande gioco platform, Yoshi’s Crafted World deve essere nella vostra libreria di videogiochi. Vi lasciamo con un breve estratto della nostra recensione.

Yoshi’s Crafted World è una vera e propria carezza, un soave gesto d’amore che Good-Feel ha riservato ai fan di Yoshi e agli amanti del platform 2D. Un titolo semplice, leggero e mai banale; il videogioco perfetto per rilassarsi e per svagarsi senza troppe frustrazioni, anche grazie a uno stile davvero fuori dal comune che regala un aspetto estetico unico e affascinante, peccato solo per una colonna sonora un po’ ripetitiva sul lungo periodo. La sua varietà e la possibilità di giocare in due l’avventura, completano un quadro di assoluta qualità che indirizzano il titolo Good-Feel nella classifica dei migliori platform 2D degli ultimi anni che non può fare a meno di farci riscoprire la spensieratezza e la semplicità di quello che definiamo comunemente “videogioco” e che, al giorno d’oggi, spesso dimentichiamo.

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Tetris 99 – Nintendo Switch

Tetris 99, nonostante la semplicità insita nel classico puzzle Nintendo, è sicuramente uno de i migliori giochi del 2019. Il videogioco coinvolge ben 99 sfidanti online i quali, attraverso una classica partita con i tetramini, dovranno cercare di eliminare gli altri concorrenti per arrivare all’ambito primo posto. Un “battle royale” in piena regola, che segue i dettami classici del celebre videogame, inserendo una piccola ma fondamentale variante: la possibilità di attaccare gli avversari (a nostra scelta, casualmente o in base alla posizione) con il completamento delle file di blocchi.

Maggiori le combo, maggiori i danni al concorrente, che si esplicano nella formazione, nel quadrante della vittima, di blocchi grigi inamovibili. La bellezza del gioco è evidente: un classico degli arcade, reso accattivante da dinamiche competitive tangibili, immediate e soddisfacenti, il tutto senza sacrificare tempo, ma anzi con i pregi della portabilità di Switch. Un must have, tra l’altro garantito a tutti gli abbonati al Nintendo Online.

Baba is You – Nintendo Switch, PC

Il pluripremiato Baba Is You è uscito su Nintendo Switch, trovando nell’ibrida console della casa di Kyoto una dimensione ideale per esprimersi al meglio. L’opera prodotta dal finlandese “Hempuli” basa il suo successo su delle meccaniche di gameplay tanto assurde quanto geniali in grado di demolire ogni nostra capacità deduttiva portandoci a giocare con le parole, e i loro significati, in una maniera del tutto inaspettata. La dove Typoman riusciva a miscelare meccaniche da platform-game a enigmi legati al corretto uso delle parole, Baba Is You basa il suo gameplay su una letterale tridimensionalità della sintassi dove le parole presenti a schermo hanno la stessa valenza degli oggetti e viceversa, avvolgendo il giocatore in un incantevole, e stratificato, impianto di gioco in grado di spremere al massimo ogni capacità di deduzione e pensiero convergente per arrivare alla soluzione degli enigmi più complessi. Per questi motivi, ma non solo, Baba is You merito un posto nella lista de i migliori giochi del 2019.

La Pixel Art essenziale, l’onirica colonna sonora e il tenero Baba si rivelano dei semplici pretesti per attirare il giocatore in un esperienza davvero difficile da esprimere con delle semplici parole per quanto, proprio su di esse faccia vertere l’intero concept del titolo, portando il giocatore a manipolare costantemente la struttura stessa dei livelli alla ricerca di una soluzione per risolvere gli enigmi proposti. Baba Is You è chiaramente uno di quei rari esempi in cui l’ottima realizzazione di un idea originale, e innovativa, riesca a sopperire alla mancanza di un budget da produzione mainstream a sorreggerne le fondamenta conquistando il giocatore con l’essenza più pura del media videoludico

Blood & Truth – PSVR

Il mondo della realtà virtuale è in continuo aggiornamento: parliamo, in fin dei conti, di una tecnologia ad oggi sperimentale, sia dal punto di vista hardware che software. Fra i vari dispositivi ad oggi disponibili, anche il panorama console ha il suo rappresentante. Parliamo ovviamente di PlayStation VR, compatibile con PS4 e PS4 Pro. Negli ultimi anni, pochi giochi sono stati in grado di rappresentare una vera killer application per l’hardware – un esempio può essere Resident Evil 7 – ma nel 2019, London Studio, pubblica in esclusiva per PSVR Blood & Truth, un action in prima persona che ha lo scopo di metterci nei panni di un classico eroe dei blockbuster d’azione americani.

Il risultato è strabiliante, e potrebbe elevarsi addirittura e benchmark per qualsiasi altra produzione futura, in attesa magari di una versione aggiornata del VR per PlayStation 5.

In buona sostanza, Blood & Truth è il perfetto esempio di come un videogioco sviluppato per una specifica piattaforma dovrebbe essere: cucito sulla pelle di quest’ultima, con uno scopo ben preciso e capace di scegliere un preciso target di riferimento. Nel caso in cui vogliate approfondire, qui potete trovare la nostra recensione. Di seguito invece un piccolo estratto della stessa.

Blood & Truth è un prodotto solido, che gode del lavoro di un team di sviluppo conscio delle potenzialità dell’hardware e con un obbiettivo ben chiaro: realizzare un’esperienza PSVR d’impatto e rifinita. Il risultato finale è un action vario, completo e impreziosito da un livello tecnico e di scrittura che immergono il giocatore in un contesto di qualità, reso ancor più travolgente da un gameplay dinamico e molto divertente. Il futuro di PSVR insomma passa anche da produzioni di questo livello: se siete in possesso della periferica per PS4, Blood & Truth è uno di quei titoli che non potete assolutamente perdere.

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A Plague Tale Innocence – PS4, Xbox One, PC

Nel 2019, Asobo Studio e Focus Home Interactive arrivano finalmente sul mercato con A Plague Tale Innocence, titolo indipendente ambientato nella prima metà del 1300 che racconta la storia di due fratelli, Amicia e Hugo, in fuga dalla tirannia dell’Inquisizione la quale, involontariamente, porterà proprio i due protagonisti su un percorso fatto di crescita e rivelazioni.

I grandi pregi di questa coraggiosa produzioni sono sicuramente la cura per il dettaglio, la grande caratterizzazione dell’ambiente e del contesto storico, il gameplay per certi versi innovativo e la trama, ficcante e capace di toccare le giuste corde emotive.

Se vogliamo, possiamo definire A Plague Tale Innocence una vera sorpresa e un colpo di fulmine; per questo motivo secondo noi è meritevole di rientrare nella lista de i migliori giochi del 2019.

Un gioco che ha molto da raccontare e che v’invitiamo a provare: potete scoprirne ogni dettaglio nella nostra esaustiva recensione, della quale trovate un estratto qui di seguito.

A Plague Tale: Innocence segna il punto di svolta per Asobo Studio, fino adesso impegnata con progetti tie-in Disney e Microsoft, e apre le porte a una produzione molto matura, consapevole, che non mostra il fianco a nulla. La narrazione e le atmosfere sono il suo punto di forza, accompagnandosi a un gameplay semplice nella struttura (fatto di stealth, azione, puzzle solving) ma funzionale e profondamente interconnesso in tutte le sue parti. Non è un gioco di per sé complesso, come del resto non lo è nessuno che punti alla storia come elemento principale, tuttavia la bravura degli sviluppatori è proprio quella di prendere un’esperienza semplice e trasformarla in qualcosa di memorabile, capace di superare persino le aspettative più rosee nonché i limiti stessi di una produzione piccola solo all’apparenza. Non si scade mai nella ripetizione o nella noia perché, proprio come Amicia e Hugo, si cresce passo passo imparando ad affrontare i pericoli che la Francia medievale – vittima tanto della guerra quanto della peste – comporta per due bambini sperduti. Nelle quindici ore circa di gioco scopriremo sempre qualcosa di nuovo, facendo nostre le regole di un mondo spietato e capendo come ripagarlo con la stessa moneta senza tuttavia scadere in una violenza gratuita che il contesto giustificherebbe. Al contrario verremo avvolti dalla sua atmosfera a tratti cupa, misteriosa ma al tempo stesso affascinante, complice un comparto audiovisivo di indubbia qualità. Non abbiate paura di approcciare A Plague Tale: Innocence, se siete in cerca di un gioco che sappia soddisfarvi dal punto di vista narrativo e tenere viva la vostra attenzione con un gameplay in continua evoluzione: corrisponde esattamente a questo profilo.

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Crash Team Racing Nitro-Fueled – PS4, Xbox One, Switch

Dopo i due fantastici esperimenti – Crash e Spyro – di Activision, lo stesso publisher commissiona a Beenox il remake di Crash Team Racing, storico capitolo del brand che emozionò e fece innamorare letteralmente milioni di fan. Quest’operazione è stata una delle più richieste da parte del pubblico e della community, che dopo aver visto i due remake di cui parlavamo poco fa, ha iniziato ad accarezzare l’idea di poter rimettere le mani anche su uno dei racing game più amati di sempre.

Il risultato, anche in questo caso, è estremamente apprezzabile, sia per quanto riguarda il rifacimento grafico che per quanto concerne invece qualche piccola aggiunta al gameplay.

Se avete dunque apprezzato la storica prima versione, questo remake vi renderà felici sotto tutti i punti di vista. Il feeling, pad alla mano, vi sembrerà lo stesso, ma al contempo avrete la sensazione di giocare a qualcosa di nuovo ed estremamente accattivante. Insomma, una produzione ottima, imperdibile per i fan del genere e non. Come al solito, qui trovate la nostra recensione, mentre di seguito un estratto della stessa.

Il saggio incrocio tra rispetto per l’originale e nuovi contenuti rende Crash Team Racing Nitro-Fueled un titolo perfetto non solo per chi vuole cedere ai ricordi dell’infanzia, ma anche per chi è in cerca di un valido passatempo da (ri)scoprire, sia in solitaria, grazie all’alto grado di sfida e alla personalizzazione del proprio stile, sia in compagnia, per la varietà di contenuti in termini di prove, personaggi e tracciati. Un titolo in grado di coinvolgere i giocatori di diverse generazioni, tra nuove accortezze (estetiche e contenutistiche) ed elementi tradizionali.

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Control – PlayStation 4, Xbox One, PC

Quando Remedy mette mano su un nuovo gioco, quest’ultimo deve per forza di cose diventare un capolavoro (almeno, per la maggior parte di essi). Control è una forza della natura. In quest’opera impersoneremo Jesse Faden, una ragazza semplice, almeno fino a quando il destino non l’ha portata, insieme a suo fratello Dylan, a visitare per gioco una discarica in una cittadina chiamata Ordinary. I due di certo non si sarebbero aspettati di entrare in contatto con un avvenimento paranormale di dimensioni enormi, così grande da attirare l’attenzione dell’FBC, il Federal Bureau of Control, un’organizzazione segreta nata per esplorare e studiare tutti gli effetti paranormali del mondo.

Jesse riesce a fuggire, mentre Dylan viene rapito dalla stessa FBC. Cresciuta ed ormai divenuta una donna, Jesse cerca in tutti i modi di risalire a questa organizzazione per rintracciare il fratello perduto e scoprire cosa si cela dietro agli esperimenti ed alle sparizioni dell’organizzazione. Per maggiori informazioni sul titolo o semplicemente leggere un parere tecnico ed approfondito, ecco la nostra esaustiva recensione.

Control è senza dubbio il videogioco più ambizioso mai realizzato da Remedy. La software house finlandese non ha voluto dare vita a una storia fine a se stessa, ma a un universo che possa col tempo crescere, maturare e divenire qualcosa di importante nel panorama videoludico. Proprio in questo, Sam Lake e compagni sono riusciti nel loro intento, impreziosendo l’avventura con una lore impressionante e curata, costruita in modo tale da infarinare i giocatori al mondo di gioco e di tutto ciò che potrebbe offrire in futuro. Il tutto nonostante un’ambientazione meravigliosamente brutalista, ma che sul lungo andare risulta abbastanza ripetitiva . Al di là di questo, il gameplay solido e l’ottimo comparto tecnico non fanno altro che confermare la bontà di un titolo che non solo getta potenzialmente le basi per una saga importante, ma da vita a una nuova papabile icona femminile. Control è un’opera dall’altissimo valore artistico che riporta in vita il genere dei metroidvania in 3D , lo fa in grande spolvero, con coraggio, puntando su un tema non semplice da trattare e raccontare, per questo motivo la nuova proprietà intellettuale di Remedy e 505 Games va sicuramente elogiata e incoraggiata a proseguire. Il viaggio di Jesse Faden è appena cominciato e noi non vediamo l’ora di vedere dove tutto questo la porterà.

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Gears 5 – Xbox One, PC

Lo si sentiva nell’aria, Gears 5 sarebbe stato un capolavoro e così è stato. Catapultati nel mondo realizzato da The Coalition, ci ritroveremo questa volta a vestire i panni di Kait Diaz, una COG che si ritrova a dover disubbidire a degli ordini diretti per cercare di bloccare una minaccia e scoprire il mistero che lega i suoi incubi allo Sciame. Con un comparto tecnico da urlo ed un multiplayer senza eguali, Gears 5 non è un acquisto consigliamo ma obbligato, per qualsiasi giocatore o appassionato videoludico.

Essendo un seguito diretto del capitolo precedente, nel gioco rivedremo anche Marcus Fenix, JD Fenix e Delmont Walker. Gears 5 rientra con forza nei titoli di punta Microsoft, forte di un marchio ed una storia iniziata nel lontano 2006 con il primo capitolo della serie. Se volete saperne di più, la nostra recensione non farebbe altro che aiutarvi ad approfondire il fantastico mondo di Gears 5.

Gears 5 è un prodotto solido, completo e che propone un’ottima varietà di contenuti. La campagna, più coraggiosa e profonda rispetto al passato della serie, presenta una nuova protagonista ricca di sfaccettature, che proietta la storia verso approcci più maturi ed emotivi. In aggiunta, le fasi open world, seppur strutturalmente basiche, funzionano alla grande e arricchiscono l’universo di gioco con dettagli e storie inediti. In generale, le storiche e perfette fasi di shooting fanno da ponte verso un sistema multiplayer variegato e stratificato, che promette ore e ore di gioco. A fare da sfondo troviamo un comparto tecnico da urlo, in particolare su PC e Xbox One X. Come dice il titolo, dopo un periodo d’incertezza il Re è tornato: Gears torna a rappresentare con forza e orgoglio la categoria degli shooter in terza persona, guardando ora al futuro con ambizione e determinazione.

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Standard – Amazon

Call of Duty Modern Warfare – PC, PS4, Xbox One

Estremamente atteso, l’ultimo capitolo della serie di sparatutto di Activision non ha deluso le aspettative. Call of Duty Modern Warfare è un gioco di alta qualità che propone un’interessante modalità giocatore singolo ma sopratutto un’incredibile modalità multigiocatore. È proprio nell’online che l’opera di Infinity Ward riesce ad eccellere. Il gunplay è solido, le mappe dotate di un ottimo level design e la personalizzazione massima. Gli sviluppatori hanno creato un opera meno frenetica rispetto al passato e più concentrata sulla verticalità: l’attenzione e l’esperienza sono utili tanto quanto i riflessi rapidi.

A colpire è anche il comparto sonoro: la qualità e la cura rendono il feedback uditivo un’importante elemento da tenere in cosiderazione quando si gioca online per capire come agire e da quale direzione sta per arrivare la prossima miniccia. Ovviamente il punto di forza è anche l’alta qualità visiva, il gran numero di modalità e playlist online e la promessa di proporre ogni componente ludica in formato gratuito. Potete scoprire ogni dettaglio nella nostra esaustiva recensione.

A Infinity Ward serviva una ripartenza e l’occasione migliore non poteva che essere Modern Warfare. Sbagliare approccio prendendo in prestito il nome di un gioco che fu essenziale per gli sparatutto moderni non è mai stata un’opzione. Forse questo nuovo Modern Warfare non avrà la portata rivoluzionaria che ebbe ai tempi il suo progenitore, ma è un chiaro segnale che lo studio californiano ha nuova ambizione per dire la sua anche in futuro. Quest’anno CoD mantiene a tratti un’esperienza classica in modalità multigiocatore, rifinita però nei ritmi e nei movimenti, e si dota anche di alcune playlist che portano un po’ di freschezza come Scontro e Guerra Terrestre. Non tutte le mappe sono piacevoli da giocare, ma il lavoro di design svolto per evitare un’eccessiva semplificazione è da apprezzare e suggerisce un’attenzione particolare rivolta anche al gioco competitivo. A trionfare però sono soprattutto le armi, il loro ritrovato feeling più vicino al comportamento reale e l’ampia personalizzazione dei pezzi da assemblare. Dopo un anno di assenza torna anche la campagna a giocatore singolo e lo fa nel miglior modo possibile: intensa, ritmata e variegata che non perde occasione per inscenare suggestivi momenti difficili da dimenticare, messi in atto in modo più maturo rispetto a “No Russo”. Va presa sempre come opera di finzione, in cui certe immagini richiedono la sospensione dell’incredulità per essere accettate. Se c’è qualcosa che scricchiola è da ricercare nelle Operazioni Speciali che appaiono più slegate e meno consistenti di quanto fatto intendere in fase di promozione. Aggiornamenti futuri potrebbero portare però nuove mappe e una migliore distribuzione degli obiettivi. A questo proposito va premiata l’intenzione di eliminare le casse premio, offrire contenuti gratuiti e supporto costante, aggiungendo nel mix il cross play, sperando che diventi lo standard per i nuovi Call of Duty che arriveranno.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di acquistare la vostra copia di Call of Duty Modern Warfare. La potete acquistare a questo indirizzo:

Standard PS4 – Amazon

Standard Xbox One – Amazon

Disco Elysium – PC

Grandi giochi richiedono grandi team di sviluppo, normalmente, ma alle volte anche una software house al proprio primo lavoro è in grado di realizzare uno dei migliori giochi del 2019. Se i vari premi vinti ai The Game Awards 2019 non fossero una prova sufficiente, anche noi di Game Division vogliamo consigliarvi di non perdervi l’opera di ZA/UM: parliamo ovviamente di Disco Elysium. In quest’opera prendiamo il controllo di un detective ubriaco e drogato che dovrà vedersela con mafie, sindacati criminiali e dipattiti filofici e morali. Non manca ovviamente un omicidio efferato che rischia di portare ad altre morti.

Uno dei punti di forza del gioco è certamente la qualità grafica: Disco Elysium è per certo uno dei giochi dalla componente estetica più ispirata del 2019. Longevo, interessante, profondo senza essere “accademico: l’opera di ZA/UM non copie grandi errori, come potete leggere nella nostra recensione.

Disco Elysium porta la rivoluzione degli RPG promessa, e di questo potete starne certi. La narrazione è stratificata, complessa e divisa in due macro livelli che analizzano la storia, la società dell’ambientazione e la delicata psicologia di una mente distrutta, lasciando inoltre al giocatore il compito di costruire l’interiorità dell’alter-ego nel modo in cui più preferisce. Tutto questo è inserito all’interno di una crime story profonda e per niente scontata, legata a stretto filo con i cambiamenti civili di un quartiere degradato e l’ideologia di un mondo futuristico appena uscito da una rivoluzione politica molto forte. Basterebbe questo per rendere l’opera di ZA/UM estremamente diversa da qualsiasi altro esponente del genere, ma il team ha osato di più e ha creato un complesso sistema di statistiche, dadi e personalizzazione che farebbe invidia anche al più complesso dei giochi da tavolo. A patto di superare la barriera linguistica abbastanza alta e di chiudere un occhio su qualche bug e una linearità occasionale, Disco Elysium si dimostra essere una delle pietre che costituiranno le fondamenta dei nuovi RPG isometrici.

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Standard PC – Steam

Death Stranding – PlayStation 4

Il ritorno di Kojima, padre della Metal Gear Saga, era destinato a dividere i giocatori di tutto il mondo: così è infatti stato. Gli elogi e le critiche a Death Stranding sono spuntate in ogni dove, ma a conti fatti i lati positivi hanno prevalso ed è innegabile che si tratti di uno dei migliori giochi dell’anno. Kojima ha creato un nuovo genere, uno strand game, che vuole creare legami nel mondo. Discutere di Death Stranding non è un compito semplice poiché si tratta di un’opera che si apre lentamente e di certo potrebbe scoraggiare molti: per quanto abusata, la definizione “non è un gioco per tutti” calza a pennello per questa opera.

La verità, però, è che si tratta di un gioco indimenticabile che segnerà l’industria e condizionerà molti altri sviluppatori. Le qualità sono comunque evidenti agli occhi di tutti, iniziando da un comparto tecnico di alto livello (potenziato da un versione adattata del Decima Engine di SIE Guerrilla Games) e arrivando alla prova degli attori che hanno saputo mettere in scena personaggi incredibili; non a caso, Mads Mikkelsen ha vinto ai The Game Awards 2019 il premio per la Miglior Performance. Se volete scoprire ogni dettaglio di quel che pensiamo del gioco, potete leggere la nostra recensione.

Death Stranding è un gioco che lascia il segno. Hideo Kojima riserva nella storia e nel gameplay tutto il suo genio creativo, che dimostra di essere molto più audace di quanto, forse, si pensasse. La struttura di gioco, elementare e banale a una prima, superficiale occhiata, nasconde sotto di essa un sandbox efficace, vario, fantasticamente orchestrato; un game design letteralmente nuovo, inedito. Le inquietanti fasi stealth contro le CA, il multiplayer asincrono e le fasi esplorative sono pennellate di un’artista che tratteggiano un quadro che lascia poco spazio all’interpretazione: il risultato è da riconoscere ed esaltare, senza riserve. In più, il racconto, che parte in sordina e con coraggio, ci mette diverse ore ad entrare nel vivo, per poi esplodere in emozioni e sequenze memorabili, impreziosite da un cast efficace come non mai. Le attese, dunque, diventano certezze: al netto del gusto personale, e di qualche difetto ampiamente trascurabile, Death Stranding è quello che doveva essere. Un gioco unico, un gioco indimenticabile.

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Standard PS4 – Amazon

Call of Duty Mobile – iOS, Android

Si parla di nuovo di Call of Duty, ma questa volta nella sua versione mobile. L’arrivo dell’amata serie di sparatutto di Activision su iOS e Android non sarebbe potuta andare meglio: il gioco, co-sviluppato da Tencent, ha avuto il secondo miglior mese di lancio di sempre, rimanendo dietro al solo Pokémon GO. Il merito degli sviluppatori è aver saputo ricreare le sensazioni della serie adattandole effiaciemente al formato mobile, inserendo mappe 5 vs 5, la modalità Battle Royale (orami un obbligo) e anche la Sopravvienza Zombie.

Uno dei punto di forza è anche l’alta personalizzazione dei comandi touch, oltre al curato supporto del pad. Certo, è necessario abituarsi alle dimensioni ridotte dello schermo, ma appena ci si è riusciti si riesce a giocare al miglior FPS mobile del 2019. Non dimentichiamoci inoltre che si tratta di un free to play che permette quindi di lanciarsi nella guerra di Activision senza spendere nemmeno un centesimo. Potete trovare tutti i dettagli nella nostra recensione.

Call of Duty Mobile è un titolo estremamente solido, che riesce fedelmente a portare su smartphone e tablet la formula alla base della leggendaria saga. Nonostante allo stato attuale non sia stata ancora rilasciata la modalità zombie, difficilmente ci siamo trovati di fronte ad un prodotto del genere talmente valido dal punto di vista contenutistico e del gameplay. Una saggia e versatile mappatura dei comandi riesce inoltre a mitigare i congeniti difetti dei comandi touch, regalando ai propri giocatori un sistema decisamente valido e funzionale. Peccato solo per il mancato supporto ai controller e delle meccaniche che sfociano leggermente nel pay-to-win; per il resto nulla da dire: ad oggi una delle migliori esperienze disponibili su mobile.

Potete trovare Call of Duty Mobile sull’App Store e su Google Play ai seguenti indirizzo:

Free to Play – iOS

Free to Play – Android

Sky: Children of the Light – iOS, Android

Dopo aver incantato il mondo con Flow, Flower e Journey su console, Thatgamecompany si lancia nel mondo mobile con Sky: Children of the Light, un altro titolo che denota una sensibilità artistica incredibile. Il gioco ci indica un obbiettivo lontano, una stella, e un percorso denso di pericoli da superare con il supporto degli altri giocatori che come noi si sono divenuti “figlio della luce”.

Sky: Children of the Light non cerca “banalmente” di farci giocare, ma vuole prima di tutto creare una connessione tra i videogiocatori. L’esperienza migliore, infatti, non deriva tanto dal raggiungere il proprio obbiettivo ludico quando da ritrovarsi, con un semplice gesto, a connettersi con gli altri giocatori, volando in formazioni nel magico mondo immaginato da Thatgamecompany.

Sky assomiglia tanto a quella visione di Chen immaginata nel 2005 con Cloud. Il senso di libertà di essere lì tra le nuvole, senza pensieri, rilassandosi. Sky è un gioco che si fonda tantissimo sulla fiducia, quella che nella vita di tutti i giorni è sempre più difficile riporre nelle persone. Qui è un valore essenziale, rappresentato da un gesto candido come tenere la mano di un altro giocatore o pregnante come cedere il dono più prezioso del gioco per stringere un’amicizia. Questa esperienza così strabordante di senso però è un po’ sacrificata nel piccolo contenitore rappresentato dallo smartphone, che a fatica a volte ci mette nelle condizioni migliori per immergerci totalmente.

Potete scaricare il gioco su iOS oppure preregistrarvi in versione Android:

Gratis – iOS

Pre-registrazione – Android

Luigi’s Mansion 3 – Nintendo Switch

Dopo moltissimi anni, il sempreverder “giocatore 2” torna ad affrontare le proprie paure su Nintendo Switch: parliamo ovviamente di Luigi’s Mansion 3, uno dei migliori giochi dell’anno per la console ibrida Nintendo. Categorizzare l’opera non è semplice, ma una cosa possiamo dirla: il premio di “Miglior gioco per famiglie” ottenuto ai The Game Awards 2019 è certamente meritato.

I punti di forza di quest’opera sono senza ombra di dubbio l’unicità delle meccaniche, un level design di altissima qualità, un gameplay diretto e semplicemente divertente e, ovviamente, una qualità visiva (sia stilistica che tecnica) di livello eccelso. Considerando anche che è longevo e pieno zeppo di contenuti da esplorare, è impossibile non consigliarlo; per tutti i dettagli potete leggere la nostra recensione.

Action? Puzzle-game? Aspiratutto? É davvero difficile catalogare una produzione del calibro di Luigi’s Mansion 3 ma sicuramente possiamo definirlo bilanciato in ogni sua parte. L’ultimo capitolo della serie, difatti, riesce a prendere il meglio delle due produzioni precedenti e a incanalarlo in un titolo magistralmente confezionato e che riesce, finalmente, a dare un’identità ben precisa al brand e a donare a Luigi la caratterizzazione che Hideki Konno ideò nel lontano 2001. Delle meccaniche di gioco difficili da trovare in altre produzioni, un Level design sopraffino, un gameplay immediato e divertente, un comparto artistico e tecnico di prim’ordine e una cura dei dettagli che può solo che venire elogiata, scagliano Luigi’s Mansion 3 sul podio delle produzioni imprescindibili per i possessori di Nintendo Switch, nonché lo fanno entrare di peso nella serie di titoli che, noi di Tom’s Hardware, vi consigliamo caldamente di provare, anche se non siete particolarmente amanti del genere.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di acquistare la vostra copia di Luigi’s Mansion 3. La potete acquistare a questo indirizzo:

Standard Nintendo Switch – Amazon

Asgard’s Wrath – Oculus Rift

Il mercato dei giochi per Realtà Virtuale è ancora giovane e non sono molte le opere in grado di rivaleggiare con le produzioni AAA “classiche”, ma Asgard’s Wrath è una di queste. Si tratta infatti non di un’esperienza VR, ma di un vero gioco completo da trenta ore. Parliamo infatti di un gioco di ruolo in stile Skyrim, con però un maggiore focus sull’azione e meno sui dialoghi. L’ambientazione è mitologica e nel corso del gioco dovremo raccogliere oggetti, impugnare armi, usare poteri e risolvere indovinelli.

Asgard’s Wrath propone un sistema di movimento libero, un obbligo per il tipo di opera, ma che rende difficile sopportare le lunghe sessioni per tutti coloro che soffrono di chinetosi/motion sickness in modo marcato. Se andate oltre questo problema, però, vi troverete tra le mani un’opera divertente con un gameplay che vi permetterà di variare l’azione, andando oltre il semplice “picchia come un fabbro ogni nemico a portata”. Per tutti i dettagli in merito, potete leggere la nostra recensione.

Asgard’s Wrath è probabilmente il primo gioco sviluppato per la VR a potersi fregiare del titolo di “vero gioco”. Tutti i titoli visti fino ad ora, pur divertenti che siano, sono difficili da confrontare con i titoli AAA di console e PC. Si tratta di esperienze limitate e dinamiche di gioco ripetitive (seppur alcune super divertenti), mentre titoli come Skyrim VR sono invece un adattamento. Asgard’s Wrath è il primo titolo AAA per VR, che un appassionato di realtà virtuale deve assolutamente giocare. L’ambientazione e il gameplay non sono nulla di nuovo, ma tutto ciò non sminuisce per niente l’esperienza ludica che potrete avere. L’unico neo è che il movimento libero all’interno dell’ambiente non permette di avere un elevato livello di comfort, se soffrite di motion sickness, purtroppo, non possiamo consigliarlo facilmente. Per tutti gli altri, buon divertimento.

Se volete lanciarvi subito nel mondo mitologico di Asgard’s Wrath, non dovete far altro se non comprare il gioco a questo indirizzo:

Standard – Oculus Store

The Outer Worlds – PC, PlayStation 4, Xbox One

Obsidian ritorna nel mondo che più gli appartiene, quello dei giochi di ruolo. Anche se ormai è parte degli Xbox Game Studios, il team californiano doveva chiudere la propria carriera multipiattaforma con The Outer Wilds, distribuito da Private Division. Si tratta di un GDR che non può non ricordare l’apprezzato Fallout New Vegas; in questo caso, però, non siamo in un mondo post-apocalittico ma in un mondo sci-fi dominato da megacorporazioni che controllano interi pianeti. Come sempre, dovremo tracciare la nostra storia con scelte e azioni.

The Outer Worlds è un gioco di ruolo d’azione, basato principalmente sul combattimento in prima persona. Una delle peculiarità più interessanti è il sistema di fobie del nostro personaggio: in seguito a una serie di eventi determinati dal nostro modo di giocare (ad esempio, essere spesso uccisi da un tipo preciso di nemico) possiamo subire un malus permanente in cambio di un vantaggio alle nostre abilità. Parliamo inoltre di un gioco artisticamente molto ispirato, divertente e rigiocabile. Potete trovare tutte le informazioni su The Outer Worlds nella nostra recensione.

The Outer Worlds è un gioco di ruolo che riprende a tutti gli effetti l’eredità di Fallout New Vegas, lo fa in formato più piccolo, ma sempre con gli stessi pregi e, in parte, gli stessi difetti. La scrittura di storia, personaggi, dialoghi e situazioni che si creano nella colonia di Alcione è sempre di altissimo livello, così come il comparto artistico e sonoro. La produzione soffre di qualche limite dal punto di vista tecnico e di gameplay, ma in generale il lavoro di Obsidian su tutto l’apparato ludico è pregevole, garantendo a The Outer Worlds la nomina come una delle migliori produzioni ruolistiche dell’anno, nonché uno dei migliori giochi fantascientifici della generazione, capace di intrattenere attraverso un universo di gioco originale e dallo stile space-western talmente ben fatto da risultare imperdibile.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di acquistare la vostra copia di The Outer Worlds. La potete acquistare a questo indirizzo:

Standard – PlayStation 4

Standard – Xbox One

Star Wars Jedi Fallen Order – PC, PlayStation 4, Xbox One

Il mondo sci-fi creato da George Lucas è stato più volte al centro di un videogioco, ma negli ultimi anni mancava una grande opera in grado di rivaleggiare con gli altri prodotti di Star Wars. Respawn Entertainment è quindi scesa in campo e ha realizzato Star Wars Jedi Fallen Order, un capitolo story-driven completamente canon con il mondo narrativo della saga. Parliamo di un gioco d’azione nel quale prendiamo il controllo di Cal Kestis, un padawan sopravvissuto all’Ordine 66 e da quel momento sempre in fuga dall’Impero.

Star Wars Jedi Fallen Order, non crediamo ci sia bisogno di dirlo, è un incredibile mix di combattimenti a base di spada laser, poteri della Forza ed esplorazione ambientale con tanto di fasi platform/parkour (già note ai fan di Respawn grazie a Titanfall). Il sistema di combattimento, divertente e soddisfacente, ricorda quanto già visto in Sekiro, sopratutto impostando le difficoltà più alte. Potete trovare tutti i dettagli in merito nella nostra recensione.

Star Wars Jedi: Fallen Order è stata una piacevolissima sorpresa, un action appagante per quanto riguarda il gameplay, capace di tenere incollato allo schermo per ore senza patire alcuna fatica. Da lodare in particolare il combat system, che a difficoltà elevata mette alla prova senza mai diventare però tedioso e costringere a rinunciare. Peccato per la trama e il lato tecnico, entrambi elementi che non riescono ad eccellere; forse, con qualche rischio e un pizzico di ambizione in più, il risultato sarebbe stato migliore. Sono pochi gli elementi mancanti che avrebbero permesso alla produzione EA e Respawn di puntare all’eccellenza, ma il titolo rimane più che buono. Indubbiamente Star Wars Jedi: Fallen Order ha ribadito, in modo piuttosto evidente, che la strada da percorrere per i videogiochi tratti dall’universo di Star Wars deve essere questa.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di acquistare la vostra copia di The Outer Worlds. La potete acquistare a questo indirizzo:

Standard – PlayStation 4

Standard – Xbox One

Standard – PC (Origin)