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Le migliori rivelazioni tenute nascoste nei videogiochi

Con la diffusione di internet è diventato via via sempre più difficile mantenere segrete certe rivelazioni importanti dei videogiochi. Vuoi per un leak, vuoi per la facilità di diffondere in rete certe informazioni prima del previsto, vuoi per la reazione stessa dei fan che hanno adesso più contatti diretti con i publisher per armarsi di forconi e farsi sentire, ed ecco che solitamente si evita di rischiare come in passato. Con questo articolo vogliamo quindi racchiudere alcune tra le migliori rivelazioni tenute nascoste e segrete nei videogiochi, quelle che i videogiocatori solitamente hanno scoperto solo a prodotto ormai immesso sul mercato o al massimo nelle recensioni dell’epoca.

Oggi sarebbe forse impensabile mantenere segrete certe rivelazioni o meglio è proprio difficile pensare che un gioco possa essere creato con dei criteri specifici, specie nel marasma che è allo stato attuale internet e l’informazione videoludica. Questa è l’epoca dove il videogiocatore vuole sapere vita, morte e miracoli di una produzione, tant’è vero che chiede sempre di più; vuole vedere tutti i trailer e i video di gameplay che vengono rilasciati, quasi come se avesse una fame insaziabile, non accontentandosi di venire a conoscenza delle cose come accadeva in passato.

Quando internet non c’era o comunque nel periodo in cui il servizio era ancora acerbo e per pochi eletti ‒ che per navigare a 56k spendevano fior di quattrini per ogni ora in giro per la rete ‒ di certo non avevamo accesso alle novità come oggi. Se adesso basta un click per beccarsi pure l’ultimo spoiler di turno come quello sul finale di The Last of Us Part II che deve ancora uscire, all’epoca il massimo a cui potevamo ambire erano le immagini del retro-custodia e la cover. Da quelle prendevano vita i sogni dei bambini quali eravamo un tempo e tanto bastava per decidere o meno l’acquisto (corrompendo i nostri genitori).

Sebbene ci fossero le riviste con tanto di articoli, recensioni e notizie, uscivano comunque una volta al mese e di certo non tutti le acquistavano. Anzi, diciamoci la verità, le compravano perlopiù gli appassionati, non di certo chi giocava giusto per ammazzare il tempo. Digressione nostalgica a parte, non ci resta che andare a vedere nel dettaglio alcune delle migliori rivelazioni tenute nascoste nel panorama videoludico. Diamo il via alle danze.

Samus Aran in Metroid (1986)

Sì tratta sicuramente di una delle rivelazioni nascoste più belle ed affascinanti che Nintendo ha saputo tener segreta, proteggendola in stile samurai. È anche vero però che era l’ormai lontanissimo 1986, un’epoca in cui trovate del genere risultavano molto più fattibili. Tuttavia la sorpresa del finale perfetto del primo capitolo di Metroid resta un colpo da maestro che nessuno a quei tempi poteva mai aspettarsi. E non perché una donna non possa essere l’eroina del momento (e Samus è sicuramente tra le più forti, anche di tanti protagonisti maschili), ma perché nessuno avrebbe mai pensato che dietro a quella tecnologica armatura ci fosse il viso docile di una bellissima ragazza (almeno per come la conosciamo ora; ai tempi era un semplice sprite).

Metroid

Potrei quasi azzardare che molti abbiano saputo del sesso di Samus Aran direttamente coi capitoli successivi della serie piuttosto che scoprirlo nella primissima trasposizione videoludica di Metroid. Dopo il capitolo d’esordio, infatti, il volto di Samus compariva tranquillamente negli artwork o comunque nelle cutscene dei giochi. Addirittura in Zero Mission c’è una sezione giocabile con la cosiddetta Samus Tuta Zero. In fondo la sorpresa vale solo per una volta e nel 1986 sono stati sicuramente in pochissimi a scoprirla portando al termine il gioco al 100%, essendo già difficilissimo di suo da completare in maniera standard. Altri tempi.

Super Mario Bros. 2 – Yume Koujou: Doki Doki Panic (1987/1988)

Premesso che possa risultare un po’ strana questa scelta, in realtà ha un senso logico. A fine anni ’80 pochissimi eletti sapevano della differenza tra Super Mario Bros. 2 originale, rimasto ancorato in patria nipponica, e quello arrivato in Occidente. Per molti di noi il vero Super Mario Bros. 2 è ancora oggi quello che abbiamo giocato all’epoca; non sapevamo si trattasse di un altro titolo sotto mentite spoglie. Per chi ancora non lo sapesse, il nostro Super Mario Bros. 2 altro non è che Yume Koujou: Doki Doki Panic e Nintendo ebbe la brillante idea di commercializzarlo nel resto del mondo sfruttando il nome dell’idraulico baffuto più famoso di tutti i tempi.

Ed ecco così che vennero cambiati gli sprite dei quattro personaggi principali e alcune piccolezze per rendere il contesto similare a quello del Regno dei Funghi. Il Super Mario Bros. 2 “fake” era servito. Questa faccenda è stata scoperta poi nel corso degli anni, soprattutto con l’avvento di internet. Assai probabile che qualche rivista del settore ne abbia parlato anche a suo tempo, ma rimane una di quelle rivelazioni rimaste segrete davvero a lungo.

Super Mario Bros. 2

Anche quando uscì la raccolta Super Mario All Stars (Super Mario Collection in Giappone) il gioco rimase tale e il vero Bros. 2 venne riportato come Super Mario Bros.: The Lost Levels. Vedendo le similitudini con il primo leggendario capitolo, nessuno avrebbe mai immaginato che quello fosse nientepopodimeno che l’originale Super Mario Bros. 2.

Un gioco (o meglio tre) che ha creato tantissima confusione, anche perché il falso Super Mario Bros. 2 ha comunque introdotto tantissimi elementi che fanno ormai parte prepotentemente dell’iconografia dell’universo “Mariesco”. Un esempio potrebbero essere le bob-ombe, ma c’è molto altro che è stato poi ripreso a piene mani da quel capitolo che, in fin dei conti, non è un vero Super Mario. Ed è bello constatare che un avvenimento del genere non resterebbe di certo all’oscuro, oggi. A prescindere che sia anche impensabile proprio come operazione commerciale a priori.

Tir McDohl reclutabile in Suikoden II (1998)

Suikoden II è sicuramente tra i J-RPG più belli che siano mai stati realizzati. Una delle chicche della serie riguarda la possibilità di poter reclutare tra le proprie fila la bellezza di 108 personaggi, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità, sia in battaglia che non. Nel secondo capitolo della saga era possibile addirittura arruolare Tir McDohl, protagonista indiscusso del predecessore. Per farlo era però necessario avere un salvataggio prima della battaglia finale e se il giocatore aveva arruolato anche tutte e 108 stelle del destino si portava a casa pure un oggetto speciale da parte di Gremio.

Suikoden

Oggi sicuramente sarebbero state rilasciate diverse notizie e mini guide sul “come arruolare Tir McDohl in Suikoden II”. Non che all’epoca non ci siano state, ma purtroppo chi vi scrive non ha modo di verificare. Cosa sicura è che gli sviluppatori stessi lo avrebbero annunciato con le abitudini odierne, mentre all’epoca il titolo ti chiedeva semplicemente se volevi caricare i dati di salvataggio del primo Suikoden, senza manco svelarti il motivo per cui lo facevi. Nemmeno sul manuale di istruzioni veniva riportato (quantomeno nelle versioni occidentali).

Per assurdo chi trovava il buon McDohl durante l’avventura non è detto che capisse fin da subito che ciò fosse per merito del file di salvataggio del primo episodio. Quindi la cosa veniva scoperta principalmente un po’ per passaparola e un po’ attraverso qualche soluzione specifica riportata in alcune riviste che volevano dedicare all’IP Konami spazio in tal senso. Sarebbe impensabile farlo ora… Anzi, diciamo pure le cose come stanno: altro che salvataggio e cose del genere, Tir McDohl sarebbe stato senza dubbio reso disponibile come personaggio acquistabile tramite DLC. Ad ogni epoca i pro e contro del caso.

Sheik e Tetra sono Zelda in Ocarina of Time (1998) e The Wind Waker (2002)

Questa è sicuramente la rivelazione segreta tenuta nascosta meno influente tra quelle riportate in questo articolo, però valeva comunque la pena aggiungerla all’elenco. Ormai tutti sanno che il personaggio di Sheik altri non è che la principessa Zelda in persona, ma all’epoca lo abbiamo tutti scoperto nelle fasi finali di Ocarina of Time (e molti nemmeno del tutto, non capendo l’inglese). Il misterioso personaggio che appariva negli artwork ufficiali e nei poster delle riviste era Zelda, ma nessuno lo sapeva, tant’è vero che eravamo convinti fosse un uomo e non una donna.

Se il passaggio di Link da bambino ad adulto venne svelato stesso da Nintendo con trailer e immagini ufficiali, il segreto su Sheik è rimasto tale, così come le vere origini del protagonista: Link è infatti un hylian e non un kokiri come credevamo fino a prima che uscisse il gioco, nel quale veniva sempre presentato come abitante dell’omonima foresta. Molto probabilmente il colpo di scena oggi sarebbe in qualche modo emerso tramite leak o altro materiale di diffusione o forse no, chissà… considerando che in Nintendo sanno mantenere comunque piuttosto bene i loro segreti.

Lo stesso è successo con il bellissimo The Legend of Zelda: The Wind Waker qualche anno dopo. Anche in quel caso una delle rivelazioni importanti del titolo è rimasta segreta e infatti nessuno sapeva che Tetra fosse Zelda, nonostante apparisse sin dalle prime battute di gioco, anche se i geni dell’adattamento italiano avrebbero potuto rendere più facile il compito adattando il nome in Dazel per motivi a noi incomprensibili. Come dicevamo, dunque, di sicuro la rivelazione tenuta nascosta meno importante, ma pur sempre interessante da segnalare.

Chris Redfield in Resident Evil: Code Veronica (2000)

Sebbene il buon Chris comparisse addirittura sulla copertina del gioco, nelle presentazioni di Code Veronica veniva mostrato difficilmente come personaggio giocabile. Le immagini, gli screenshot e tutto ponevano al centro dell’attenzione sua sorella, Claire, e in parte un altro personaggio emerso proprio in questo episodio, ovvero Steve Burnside. I trailer li facevano anche all’epoca, ma di certo non erano accessibili a tutti come oggi.

Resident Evil Code Veronica

Uno dei pochi mostrava addirittura Chris e Wesker, faccia a faccia, ma nessuno poteva immaginare che il fratellone di Claire sarebbe stato poi un personaggio giocabile. In generale fu proprio una sorpresa la presenza di Chris Redfield nelle fasi finali del gioco e Capcom fu volutamente un po’ vaga nella diffusione delle informazioni proprio per lasciare questa rivelazione piuttosto nascosta, dando così ai videogiocatori il gusto della scoperta.

Solid Snake non protagonista in Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (2001)

Ed eccoci qua! Diciamo pure che si tratta del motivo principale che ha dato vita a questo articolo. In redazione si discuteva proprio su quali fossero le migliori rivelazioni nascoste tenute segrete e all’oscuro dell’utenza e Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty è stato ovviamente protagonista indiscusso. In fondo nessuno si è mai spinto così oltre nel presentare un’opera e prendersi gioco del pubblico oltre a Hideo Kojima. Sì, perché quel mattacchione non solo ha tenuto nascosta la figura di Raiden (e fin qui ci sta), ma ha fatto di tutto per farci credere che in Metal Gear Solid 2 il protagonista sarebbe stato il tanto amato Solid Snake.

Dopo il successo del capitolo PlayStation (terzo in ordine di uscita), Snake era entrato nel cuore di tutti coloro che avevano vissuto le sue incredibili gesta; la sua epopea. A titolo concluso si capisce che la serie avrebbe continuato il suo corso e tutti non vedevamo l’ora di mettere le mani sul sequel. Un sequel che arrivò ben tre anni dopo e sulla generazione successiva, in esclusiva PlayStation 2. Prima del lancio, Hideo Kojima aveva sempre messo Solid Snake sotto la luce dei riflettori e mai Raiden, non mostrato manco per sbaglio. Tutti ci aspettavamo il seguito di Shadow Moses e non vedevamo l’ora di rivestire i panni di Snake.

Metal Gear Solid

Quando Sons of Liberty approdò sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo nessuno sapeva di Raiden, a parte chi aveva letto qualche recensione (e non è detto che tutti avessero rivelato il colpo di scena). Chi andava a comprare il prodotto a scatola chiusa (merce più unica che rara, ormai) si ritrovava tra le mani un gioco che addirittura sulla copertina raffigurava l’amato eroe di Shadow Moses. Dopo averlo fatto partire avesse selezionato Tanker-Plant avrebbe iniziato proprio con Solid Snake per poi ritrovarsi dopo nemmeno due-tre ore nei panni di Raiden come protagonista principale.

Immaginate ora l’esclamazione di incredulità di chi ha vissuto all’epoca un colpo di scena (misto a trollata) del genere. Avevo dieci anni, ma lo ricordo come fosse ieri. Figuriamoci poi chi selezionava direttamente Plant, iniziando il gioco direttamente con Raiden. La delusione fu enorme, tant’è vero che Sons of Liberty è stato per anni uno dei giochi più sottovalutati di sempre. Questo dimostra però due cose in particolare: in primis genio e follia di Hideo Kojima e in secundis che oggi sarebbe quasi impossibile non far trapelare una rivelazione del genere. Genialità a parte, il personaggio di Raiden non solo era comunque ottimo, ma permetteva al giocatore di guardare Solid Snake da un’altra prospettiva che non fosse quella diretta e personale. Ai tempi però non eravamo forse ancora pronti per una roba del genere.

Desmond Miles protagonista in Assassin’s Creed (2007)

Similmente a quanto fatto da Kojima nel 2001, anche Ubisoft riuscì a mantenere il segreto sulla figura di uno dei personaggi più importanti della saga Assassin’s Creed (perlomeno fino al terzo episodio). Quando venne annunciato il primo capitolo ciò che veniva mostrato maggiormente era il contesto storico e le possibilità offerte dal gameplay, ma molto vagamente i collegamenti con il presente, tant’è vero che Desmond Miles non era mai apparso fino a prima dell’uscita.

Assassin's Creed Altair Pure Arts

Non sarà potente quanto Raiden in Metal Gear Solid 2, ma resta comunque una rivelazione che la compagnia francese ha saputo tener nascosta fino al lancio del suo prodotto, lasciando in parte molti videogiocatori sorpresi dinanzi all’escamotage narrativo adottato per collegare passato e presente: l’animus. Per quei pochi che non lo sapessero, Desmond, grazie a questo macchinario, riesce a rivivere le gesta dei suoi avi attraverso i loro ricordi.

Nel caso del primo Assassin’s Creed si ritroverà a ripercorrere la vita di Altair Ibn-La’Ahad (il migliore tra gli assassini della serie – NdR) è all’epoca nessuno sapeva di questa peculiarità, scoprendolo o direttamente nel gioco oppure leggendo le recensioni (in un periodo con accessibilità di gran lunga maggiore rispetto ai tempi delle riviste). Internet era senz’altro più diffuso, ma certe cose erano ancora realizzabili e di sicuro quella di Desmond Miles resta tra quelle più riuscite.

Lame del Caos in God of War (2018)

Arriviamo alle battute finali con una delle rivelazioni tenute nascoste più strane, ma che a nostro avviso merita la segnalazione, facendo anche capire la diversità tra passato e presente. Se negli anni ’80 veniva addirittura rilasciato un videogioco sotto mentite spoglie senza che nessuno lo sapesse, ai giorni nostri è complicato pure mantenere il segreto su un’arma. Tuttavia Santa Monica Studio ci è riuscita e infatti in God of War i giocatori hanno saputo della presenza delle Lame del Caos solo a gioco immesso sul mercato. Persino nelle condizioni dell’embargo era richiesto di non far luce sulla presenza di altre armi al di fuori dell’ascia e bisogna dire che la stampa si comportò bene a tal proposito.

God of War

Chiaro che tutti si aspettassero la loro introduzione o comunque che l’ascia non sarebbe stata l’unica arma selezionabile, però l’informazione non trapelò; perlomeno non tanto facilmente. Quella delle Lame del Caos dimostra quanto sia difficile mantenere segrete certe caratteristiche di un prodotto e che quindi sia più opportuno farlo con elementi “meno importanti” come potrebbe essere un’arma, poiché oggi potrebbe essere follia provare a nascondere addirittura un protagonista senza farlo presente mesi e mesi prima della release. Un po’ come se in The Last of Us Part II dopo aver puntato tutti i riflettori su Ellie si scoprisse che in realtà sarà nuovamente Joel il personaggio principale maggiormente giocabile. Tanto di cappello qualora Naughty Dog lo abbia fatto davvero, ma un po’ ne dubitiamo.

Termina dunque qui questo nostro articolo sulle migliori rivelazioni tenute nascoste dei videogiochi. Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate delle scelte e contribuite alla causa riportandone altre nei commenti, con la speranza che un giorno si possa tornare a rischiare qualcosina in più come un tempo, proprio come fece Kojima con Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty. Magari sarà proprio lui a cambiare ancora una volta le carte in tavola. Chi lo sa…

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