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Minecraft, il gioco immortale a 11 anni dal rilascio

Era il 17 maggio del 2009, il mondo dei videogiochi era ancora capitanato da PlayStation 3, Xbox 360 e Wii. In un internet ancora non dominato completamente dai social, una giovane azienda di videogiochi svedese di nome Mojang era intenta a pubblicare l’Alpha del suo primo titolo: Minecraft. Un progetto interamente sviluppato in Java; particolare nella sua realizzazione e unico nella sua rappresentazione.

Un mondo a cubetti, enorme, infinito. Una di quelle esperienze dove l’obiettivo numero uno era quello di sopravvivere costruendosi un propria fortezza, sfruttando la propria creatività per realizzare sistemi automatici e opere artistiche mastodontiche. La sua semplicità, il suo essere così accessibile per un pubblico così vasto, apprezzato da grandi e piccini, lo hanno portato a divenire il gioco dell’anno nel 2011, momento in cui la versione ufficiale e completa venne rilasciata per tutti i giocatori. Un momento storico fortemente criticato da una grossa fetta di giocatori che vedeva il prodotto come un qualcosa di “estremamente infantile” e ben lontano dai gusti popolari. È evidente che tali gusti siano cambiati nel corso degli anni, perché Minecraft a oggi è il videogioco più venduto di sempre con ben 200 milioni di copie piazzate, un numero destinato ad aumentare con la next-gen.

Tutto questo successo è dovuto al genio di Markus “Notch” Persson e di Mojang, i quali hanno portato il brand anche verso altre direzioni. Merchandising, fiere, libri, album, Lego, giocattoli e chi più ne ha più ne metta; parliamo di un mercato da centinaia di milioni di dollari ogni anno, un fatturato che Microsoft nel 2014 ha annusato per bene, acquisendo la società e i diritti sul videogioco per 2,5 miliardi di dollari, a oggi l’acquisizione più costosa della storia dei videogiochi per quanto concerne uno studio first party. Un acquisto fortemente criticato da community e, in parte, dalla critica specializzata, spingendo Markus a lasciare la compagnia e a trasferirsi in una bella villa a Beverly Hills. C’era infatti dello scetticismo sui soldi spesi e sulla possibilità di recuperarli, soprattutto per un gioco come Minecraft che era visto come “alla fine del suo ciclo vitale”. Un pensiero che all’epoca poteva essere accettato, ma che è inevitabilmente naufragato con l’avanzare del tempo. Mojang è cresciuta molto di più, è tornata più attiva, ribaltando il titolo e aggiornandolo con il supporto della community. Il risultato? Decine e decine di milioni di copie vendute in più, su tutte le piattaforme e senza nessuna restrizione di sorta.

Il gioco di Mojang è cresciuto esponenzialmente e non accenna ad arrestarsi nemmeno ora nel 2020. Pensate che da aprile il numero dei giocatori è aumentato del 25%, arrivando a toccare lo spaventoso numero di 126 milioni di utenti attivi. Un fenomeno inarrestabile e in continuo aggiornamento che da semplice videogioco è divenuto un importante mezzo per l’educazione con “Minecraft Education” e destinato ad apparire sul grande e piccolo schermo nel corso dei prossimi anni.

L’arrivo della next-gen potrà essere un’ulteriore spinta per un gioco sostanzialmente immortale. Con l’introduzione del ray-tracing che cambia il gioco nella sua totalità e il continuo supporto della community con le mod e di Mojang per l’introduzione di nuove opzioni per lo sviluppo, tutta l’esperienza è destinata a durare per almeno altri 10 anni. Ad aiutare la longevità e la portata del brand, sono stati una serie di videogiochi di genere diverso come Minecraft: Story Mode e Minecraft Dungeons, quest’ultimo uscito proprio quest’oggi sulle principali piattaforme da gioco e anche in questo caso orientato a un supporto duraturo.

Chi lo avrebbe mai detto, insomma, che un titolo così “semplice” nell’aspetto potesse diventare così popolare tanto da divenire un vero e proprio fenomeno culturale, nonché uno dei videogiochi più influenti della storia? A 11 dal rilascio ci sentiamo di dire che ciò che ha realizzato Mojang – ormai divenuta Mojang Studios con Xbox Game Studios – ha permesso al mondo dei videogiochi indipendenti di osservare la realtà sotto un aspetto diverso, decisamente più speranzoso e maggiormente orientato a esperienze sperimentali e uniche nel loro genere. Minecraft deve molto al mondo dei videogiochi, ma il mondo dei videogiochi moderno deve sicuramente molto a Minecraft.

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