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Mortal Kombat 11: Aftermath | Recensione


Mortal Kombat 11: Aftermath
Genere
Picchiaduro
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC e Nintendo Switch
Sviluppatore
NetherRealm Studios
Editore
Warner Bros. Interactive Entertainment
Data di Uscita
26/05/2020

Mortal Kombat 11 ha seguito il format inaugurato col precedente decimo capitolo, con una serie di aggiunte che valorizzano al massimo l’esperienza di gioco, grazie all’introduzione di nuovi personaggi e continuità delle season. Iniziamo subito a dirvi che con Mortal Kombat 11 – Aftermath è stato fatto qualcosa di completamente inedito nel genere dei picchiaduro.

Potevamo benissimo aspettarci un Mortal Kombat 12, ma il team capitanato da Ed Boon ha preferito ampliare ancora di più l’undicesimo capitolo introducendo nel roster RoboCop il cyborg di Detroit che ha fatto sognare la generazione degli anni ‘80 con il film diretto da Paul Verhoeven del 1987, il ritorno di Sheeva e Fujin, ma soprattutto una “Seconda Parte” della storia.

Aftermath, dunque, è un’espansione che si candida ad essere riconosciuta non come semplice DLC, ma come autentico sequel, disponibile dal 26 maggio per PS4, Xbox One, PC (Steam), Nintendo Switch e Google Stadia.

Mortal Kombat

L’avvento di questa nuova espansione porta anche un aggiornamento gratuito per tutti i possessori della versione originale, che include il ritorno delle tanto amate Friendship, (un’esilarante alternativa alle Fatality assenti dalla saga dall’ormai lontanissimo Mortal Kombat Trilogy del 1996!) e altri graditi ritorni relativamente ad alcuni scenari di combattimento classici.

Nuovi personaggi a parte, che meritano di essere provati e approfonditi da ogni appassionato che si rispetti, uno degli aspetti più interessanti di questa espansione resta la nuova parte narrativa, con delle aspettative piuttosto alte, vista la qualità cinematografica offerta dal team negli ultimi anni.

Riavvolgiamo quindi la linea del tempo e vediamo dov’eravamo rimasti…

Aftermath: Il nuovo Signore del Tempo

Rimandandovi alla nostra recensione di Mortal Kombat 11, a distanza di un anno, molte cose sono cambiate, con miglioramenti, aggiunte al roster e un punto di arrivo – ormai noto a tutti – della modalità storia che vedeva la disfatta di Kronika.

Infatti, se vi ricordate, Kronika, la titanide guardiana del tempo, non è riuscita a dare luogo alla sua Nuova Era, restando cristallizzata e distrutta in mille pezzi ad opera di Liu Kang, che è arrivato all’Alba dei Tempi. Raiden, ormai ex dio del tuono divenuto mortale, lo riconosce al suo posto come nuovo protettore della Terra e governatore delle sabbie del tempo della clessidra. Da questo punto in poi, la modalità Storia continua con la nuova Seconda Parte introdotta da questa nuova espansione.

Nella scena iniziale si vedono Liu Kang e Raiden intenti a riscrivere le linee temporali manipolando le sabbie del tempo, ma da un portale giungono Shang Tsung, Nightwolf e Fujin. I nuovi arrivati raccontano di essere stati confinati nel Vuoto da Kronika e di essersi liberati dalla dimensione solo grazie alla sua morte, ma le brutte notizie devono ancora arrivare: secondo quanto spiegato da Shang Tsung, Liu Kang non riuscirà mai a governare le sabbie del tempo, per dare inizio a una Nuova Era, senza la corona di Kronika, quella stessa corona che è andata distrutta nel corso dello scontro tra i due.

Mortal Kombat

Così Liu Kang si trova quasi costretto a spedire indietro nel tempo l’improbabile team composto dallo stregone, il Nightwolf del passato e Fujin all’inizio della storia vista nella prima parte per recuperare la corona di Kronika ancora esistente, più precisamente durante l’invasione di Shao Kahn nel Regno Esterno, quando Kotal Kahn stava per giustiziare Kollector per tradimento nel Colosseo.

Non si tratta di una storia tanto longeva come i 12 capitoli apparsi nel gioco originale, ma i cinque capitoli introdotti con Aftermath riescono ad articolare un proseguo della narrazione davvero notevole, se vogliamo quasi più interessante della prima parte. Senza scendere in inutili spoiler, vengono valorizzate le aggiunte di Fujin e di Sheeva (con un coinvolgimento quasi scontato di Sindel n.d.r.), mentre purtroppo (o per fortuna) non vi è traccia di RoboCop nella storia di Aftermath.

Mortal Kombat

Questa seconda parte della storia, sembra concludere definitivamente la questione delle linee temporali (ma nulla vieterebbe agli sviluppatori di inventarsi nuovi “innesti temporali” n.d.r.) portandoci via circa 3 ore di gioco. Non male per un’espansione, ma le novità introdotte con Aftermath non si fermano qui.

RoboCop vs Sheeva vs Fujin

Quella di Mortal Kombat possiamo ormai definirla una “famiglia allargata”, con la partecipazione straordinaria di personaggi che provengono soprattutto da celebri pellicole cinematografiche. È il caso di Alien, Predator, Leatherface, Jason Voorhees, Freddy Krueger, ma solo con Mortal Kombat 11 si mette da parte il trend horror per passare a quello puramente action.

L’aggiunta del T-800 di Terminator ha da subito solleticato la fantasia di molti giocatori che ricordano ancora l’opera a fumetti di Frank Miller o il videogioco RoboCop Versus The Terminator del 1993.

Mortal Kombat

Chi avrebbe la meglio in un ipotetico e titanico scontro tra le due celebrità della cultura cinematografica pop degli anni ’80? Oggi potremmo farci un’idea, dato che l’ex agente di polizia Alex Murphy, alias RoboCop si è aggiunto al roster dei personaggi di Mortal Kombat con questa nuova espansione. I fan del personaggio, nella buona e nella cattiva sorte, lo ameranno, ma i puristi di questo picchiaduro avranno diverse ragioni per snobbarlo.

Aldilà della scarsissima attitudine al combattimento corpo-a-corpo del futuro della legge di Detroit, RoboCop è quello che in gergo viene identificato come “zoner”, e non poteva essere altrimenti.

Le mosse tutte a base di armi da fuoco, con la sua super-beretta modificata e i suoi fucili d’assalto, gli permettono di tenere a debita distanza l’avversario che, altrimenti, lo bersaglierebbe facilmente in un combattimento corto raggio. In base a quest’ultima prospettiva, potremmo dire, senza alcun indugio, che il T-800 ne uscirebbe assolutamente vincitore.

Un hurrà per i sostenitori di Arnold.

Sheeva, fedele servitrice e guardia del corpo di Sindel, ritorna in questo undicesimo capitolo come personaggio giocabile, che avrà anche un ruolo fondamentale nella nuova seconda parte della storia. La guerriera Shokan si rivela abbastanza semplice da padroneggiare, grazie a mosse a lungo raggio come la dragon fire ball o il jump stomp (difficile da evitare), ma anche con colpi rapidissimi in un combattimento più ravvicinato. È il tipico personaggio che quasi tutti riusciranno a padroneggiare grazie alla sua versatilità.

Fujin, dio del vento e fratello di Raiden, anch’egli ricopre il ruolo di co-protagonista di questa seconda parte della storia, rappresentando anche l’aggiunta meglio riuscita in assoluto al roster. Grazie a un incredibile controllo aereo, si rivela particolarmente letale, soprattutto nella sua variante Cyclone. Le mosse speciali entreranno subito, anche se molte di queste non si prestano per lunghe combo: Fujin risulta veloce, ma quasi tutte le sue mosse si “spezzano” e non riescono a concatenarsi bene, necessitando di parecchia pratica, prima di mettere all’angolo l’avversario con una lunga combo. A prima vista semplice da utilizzare, ma si rivela un’autentica sfida per i giocatori più tecnici.

Le due vecchie conoscenze della saga di Mortal Kombat si rivelano delle ottime aggiunte che, ad oggi, potremmo dire le migliori di tutti i personaggi aggiuntivi.

Finish it!

Aftermath è un’espansione che dovrebbe essere giocata da tutti coloro che hanno amato l’undicesimo capitolo, come sua naturale prosecuzione, ma soprattutto perché in termini narrativi supera la versione originale, seppur con un minor arco narrativo. La possibilità di scoprire alcuni dettagli inediti – come accade per Sindel – e rivedere in azione alcuni dei personaggi indimenticati della saga, lo rendono già un acquisto obbligato.

Il ritorno delle Friendship, (con tanto di moonwalk fatto da un RoboCop che improvvisa le movenze di Michael Jackson n.d.r.) e di alcuni stage classici con fatality annesse, sono la prova che il team di sviluppo tiene particolarmente allo zoccolo duro dei fan storici.

E se non avete ancora giocato all’edizione originale, l’acquisto più sensato (e più vantaggioso nel complesso) risulta essere la Mortal Kombat 11: Aftermath Kollection (solo in versione digitale, la versione retail è attualmente un’esclusiva del mercato americano) che include il gioco base, il Kombat Pack, l’espansione Afthermath e tutti gli altri contenuti rilasciati fino al 26 maggio 2020.

Siete pronti a dominare le linee del tempo?

Mortal Kombat 11 è disponibile su Amazon al prezzo più basso di sempre per PS4, Xbox One e Nintendo Switch 

Mortal Kombat 11: Aftermath

La prima grande espansione dell’intera serie di Mortal Kombat. Aftermath presenta la seconda parte della storia principale, incentrata su fiducia e tradimenti. Il Dio del fuoco Liu Kang, nuovo custode del tempo e protettore del Regno della Terra, cerca di realizzare il futuro da lui immaginato. Per far questo è obbligato a ricorrere all’aiuto di improbabili alleati e vecchi nemici. Decidi di chi fidarti e chi annientare mentre è in gioco il destino della Terra. Forgia una nuova storia.

8
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Verdetto

Mortal Kombat 11 – Aftermath è molto più di un semplice DLC, riportando alcuni gloriosi elementi che hanno fatto la storia della saga ideata da Ed Boon, come le friendship e il ritorno di personaggi storici come Sheeva e Fujin. L’aggiunta di RoboCop farà felici i fan della pellicola, ma si tratta di un personaggio piuttosto dimenticabile nell’universo di Mortal Kombat, che difficilmente verrà gradito dai puristi del kombattimento. Skin e nuove sorprese a parte da sbloccare, la sorpresa più grande resta, ancora una volta, la narrazione della “Seconda Parte” della storia aggiunta in questa espansione. Nonostante non sia particolarmente longeva (stiamo parlando pur sempre dello story mode di un picchiaduro), risulta quasi più piacevole ed avvincente della prima parte, raggiungendo le ormai consolidate vette cinematografiche. Se siete fan del picchiaduro di NetherRealm Studios, si tratta di un acquisto praticamente obbligato.

Pro

- Seconda Parte della storia ottimamente realizzata;
- Sheeva e Fujin sono le migliori aggiunte del roster;
- Sono tornate le Friendship!

Contro

- RoboCop si colloca veramente male in Mortal Kombat;
- La sola espansione costa circa 40 euro. Non proprio economica.