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MotoGP: Milestone punta su Anna, l’IA neurale che cambierà i videogame

Milestone, creatori di molti videogame simulativi come quelli dedicati alla MotoGP, sta lavorando a quella che sembra già ora una rivoluzione per il mondo dei videogame: Anna (Artificial Neural Network Agent). Il team italiano ha collaborato con un’altra realtà del Bel Paese, Orobix. Lo studio di sviluppo sta cambiando il metodo di approccio alla creazione degli avversari in-game passando da una IA classica a una neurale.

La differenza va trovata nelle regole imposte alle diverse IA. I designer, normalmente, impostano una intelligenza artificiale decidendo qual è il comportamento migliore da seguire (nel caso di MotoGP, il percorso corretto su una pista). Con le IA neurali, invece, i programmatori non impongono una struttura predefinita, ma insegnano all’IA quali sono gli obbiettivi da raggiungere e quali sono le azioni che daranno esiti positivi e quali negativi: l’IA troverà poi il modo per completare nel modo corretto il compito. Il risultato, dopo una necessaria fase di apprendimento, sarà una IA più realistica e simile a giocatore umano.

In pratica, la IA si muove in due fasi: durante la prima, compie una serie di azioni per capire cosa succede in-game e, successivamente, cerca di usare quanto ha appreso per ottenere un risultato positivo. I programmatori revisionano i risultati e danno un punteggio alto o basso a seconda di quanto bene abbia fatto la IA.

I designer danno inoltre delle priorità, sempre legate alle ricompense sotto forma di punteggio. Ad esempio, non si deve uscire dalla pista, ma è più importante non colpire gli avversari (come nella realtà), quindi la IA sa a cosa deve stare più attenta. Inoltre, l’allenamento avviene non solo su delle piste predefinite, ma su percorsi creati proceduralmente, con molteplici tipi di starting point, così da creare innumerevoli contesti e situazioni diversi.

La IA neurale, così come è stato creata da Milestone, è in grado di vedere cosa accade in pista e di avere delle “sensazioni”, ma sopratutto è in grado di ricordare cosa è accaduto dopo aver eseguito una certa azione. L’apprendimento è inoltre rapido, poiché è in grado di simulare migliaia di giri di pista in poco tempo: Milestone parla di “200.000 esperienze in una sola giornata di lavoro”.

Tutto è nato due anni fa, come un progetto di ricerca, e non si aveva la certezza di quanto tempo sarebbe stato necessario prima di ottenere dei risultati. La collaborazione tra Milestone e Orobix sta dando però i suoi frutti. Le AI neurali riescono a dare risultati, all’interno di MotoGP, migliori anche di due-tre secondi rispetto alle AI classiche, avvicinandosi ai tempi reali di piloti professionisti.

L’obbiettivo è di generare comportamenti simili a quelli umani, ovvero IA in grado di adattarsi alla situazione corrente e rendere più profonda l’interazione tra giocatore e videogame. Diteci, cosa ne pensate di quanto realizzato fino a questo momento da Milestone e Orobix?

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