Editoriale

Nintendo cara, non sarà arrivato il momento di sistemare l’eShop di Nintendo Switch?

Qualche giorno fa, a corollario della trasmissione dell’Indie World, evento nel quale Nintendo presenta le produzioni indipendenti più interessanti tra quelle in arrivo su Nintendo Switch, sull’eShop della console ibrida sono stati aperti i saldi dedicati a tale categoria (e non solo). Per vari motivi la piattaforma di gioco made in Kyoto ha un rapporto speciale con gli indie, vuoi per la sua portabilità, vuoi anche per una certa alchemica e quasi inspiegabile affinità: Nintendo Switch, con il suo spirito leggero e giocoso, è per molti la console di elezione sulla quale fruire di questi titoli spesso così particolari, colorati e divertenti.

Anche io rientro tra questi molti, e a parità di prezzo (o a poca differenza) preferisco acquistare un indie sull’eShop piuttosto che su Steam o su PlayStation Store. Sarò strano io, ma un titolo dall’estetica retrò, 8 o 16 bit che sia, mi sembra abbia un che di innaturale su PlayStation 4, mentre mi pare sia proprio a casa sua su Nintendo Switch.

Aperto l’eShop, sono stato accolto dalla consueta vetrina del negozio digitale, che oltre a dare notizia dell’offerta in corso mostrava in primo piano le produzioni più prestigiose tra quelle scontate. C’erano Hades, che prima o poi mi deciderò a prendere, il già spolpato The Messenger, il noioso Haven, l’intrigante Katana Zero (al quale però giocherò tramite Xbox Game Pass), il delicato GRIS, nel backlog da una vita, e qualche altro titolo ancora. Quasi tutti bei giochi, tutti protagonisti di offerte molto allettanti. È però da qualche mese, e lo dico con un certo orgoglio, che ho raggiunto una certa solidità mentale, che mi impedisce di cadere nella trappola delle offerte.

Per ogni Hades ci sono almeno dieci robette oscene. E non va bene.

Ho sempre qualcosa al quale giocare e il backlog è ancora lungo, quindi perché acquistare roba nuova? Com’è scontata oggi lo sarà anche tra qualche mese, di certo, salvo rarissime eccezioni (tipo Paper Mario: The Origami King a 35€, preso al volo, dato che i first party Nintendo raramente li si trova ad offerte così vantaggiose). Non ero alla reale ricerca di qualcosa da comprare, stavo guardando in giro, più che altro, e quando quel guardare in giro si è tradotto nell’andare oltre la pagina principale, cercando di scandagliare il catalogo delle offerte, sono iniziati i problemi.

Lo dicono, da tempo, persone che in capitolo hanno voce ben più autorevole della mia, ovvero gli sviluppatori, quelli che delle vendite delle produzioni da loro realizzate ci campano: l’eShop è un casino, e se le cose non cambieranno di qui a breve diventerà una sorta di App Store, talmente invaso da contenuti di bassissima qualità da sommergere quelli più meritevoli. Impossibile dar loro torto. Scorrere la lunghissima lista mi ha fatto imbattere in una pletora di giochini buoni nemmeno per mobile, appartenenti a quella molto poco nobile categoria degli shovelware. Molti, troppi.

Con i pochissimi filtri che lo store mette a disposizione ho ristretto il mio campo d’azione, scoprendo che dei circa 1000 (!) giochi in sconto una percentuale bulgara, circa dell’80%, era composta da titoli sotto i 5€. Di questi, ancora, la stragrande maggioranza era situata nella fascia di prezzo tra 0,99 e 1,99€. Forse (ma ne dubito fortemente) in questo enorme cumulo di roba c’erano anche una manciata di titoli noti e decenti, magari in offerta speciale, ma io non ne ho trovati, e probabilmente mai ci sarei riuscito, vista la mole di immondizia tra la quale rovistare.

L'imprescindibile Yellow Fins.

Che si tratti di una questione estremamente grave è evidente: per gli sviluppatori, perché se i grandi titoli il loro spazio ce l’hanno sempre e comunque tutto quello che è meno di un tripla A veramente fa fatica a trovare una vetrina decente; per i giocatori, che talmente sommersi da robetta da quattro soldi potrebbero erroneamente sviluppare la convinzione che quello sia il livello del catalogo di Nintendo Switch (e questo, chiaramente, è anche un problema per Nintendo stessa). Non tutti, ricordiamolo, hanno familiarità con i siti di informazione videoludica o il tempo di consultarli. È chiaro che il rischio da parte di un giocatore poco informato di acquistare un titolo poco meritevole esiste sempre, ma sull’eShop è molto più alto che altrove, fosse anche solo per una questione di numeri. E il prezzo non è sempre una scusante, perché è vero che un titolo da meno di 3€ “puzza”, ma lo è altrettanto che scorrendo una lista si fa notare proprio per quel prezzo.

La necessità di iniziare a contingentare gli ingressi in un negozio online sempre più stipato di roba, robetta e robaccia è quindi ormai evidente (e andrebbe anche fatta una ripulita di quanto già ci sia al suo interno): è la prima, quella impellente, ma non l’unica. Non è possibile che siano così pochi e così generici i filtri attraverso i quali affinare le proprie ricerche, e non sono poi nemmeno troppo precisi, visto che spesso sono indicati essere di un certo genere titoli di tutt’altro gameplay. Dal suo debutto, l’eShop di Nintendo Switch non è praticamente mai cambiato, ma lo ho fatto, enormemente, la sua offerta: allo stato attuale non è più in grado di ben proporla, gestirla e organizzarla.

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