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Nintendo Switch, il 2021 è partito fortissimo, e potrebbe finire ancora meglio

Non che ce ne fosse ulteriormente bisogno, vista l’inesorabile progressione fatta registrare negli anni dei numeri a essi relativi, ma i più recenti dati di vendita di Nintendo Switch e del software a esso abbinato testimoniano come la console ibrida sia uno dei più grandi successi nella storia della compagnia giapponese. Al 31 dicembre scorso erano 80 milioni le console vendute, 532 milioni i giochi, e questo nonostante il 2020 non sia stato sicuramente l’anno più denso dal punto di vista delle uscite, soprattutto first party.

La parte del leone, in un anno sciagurato, nel quale il lockdown ha condizionato le vite di tutti, l’ha fatta un gioco che di vita ne propone un’altra, estremamente più morbida, rilassata, gioiosa di quella reale, ovvero Animal Crossing: New Horizons. Le 31 milioni di copie vendute ne certificano un successo pazzesco, ma sono anche quanto descrive quasi totalmente il 2020 di Nintendo Switch. È vero, Paper Mario: The Origami King è una produzione di tutto rispetto, ma mostra almeno dal punto di vista ludico che la serie inizia ad avere un po’ il fiato corto; Hyrule Warriors: L’era della calamità offre un interessante approfondimento sulle vicende precedenti a quelle di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, ma chiaramente non ha la portata di un capitolo regolare della serie.

Non si può poi non sottolineare come per esempio Nintendo Switch sia la piattaforma migliore sulla quale giocare una delle sorprese dell’anno passato, Hades, o quanto sia eccellente il porting di Ori and the Will of the Wisps, ma è pur vero che generalmente l’appassionato Nintendo vuole soprattutto i titoli first party, e questi un po’ hanno latitato.

Animal Crossing: New Horizons

Periodi di magra sono del tutto normali e si verificano nel corso del ciclo vitale di qualunque console, è persino superfluo sottolinearlo, ma su Nintendo Switch si notano di più, venendo spesso a mancare i grandi titoli multipiattaforma, da un Call of Duty a un Assassin’s Creed, o arrivando questi in ritardo rispetto alle altre macchine (DOOM e relativo seguito, DOOM Eternal). Possiamo tranquillamente affermare, senza timore di urtare la sensibilità di qualcuno, che Nintendo ha spesso disatteso le parole frequentemente pronunciate dai suoi rappresentati riguardo l’intenzione di mantenere il momentum, attraverso uscite di peso ben cadenzate. È vero però anche un altro fatto, che la compagnia di Kyoto ha una precisa idea riguardo la qualità e la appetibilità sul lungo termine dei propri titoli.

Un gioco di due, tre, quattro anni fa per Nintendo è sempre e comunque un traino per le sua console, e non perde valore nel tempo. Lo testimoniano due fatti: il primo, che i million seller su console Nintendo hanno una coda lunghissima, segno che sono sempre cercati dai giocatori. Il secondo, banalmente, è che se un God of War, uno dei titoli di punta di PlayStation 4, anno Domini 2018, è facilmente acquistabile a meno di 20€, non troverete mai Super Mario Odyssey, uscito sei mesi prima, a quel prezzo. Raramente lo troverete scontato, e sempre di poco.

Anche al netto di quanto appena descritto però Nintendo Switch ha comunque bisogno quest’anno di una consistente infornata di nuove produzioni, per i suoi avidi giocatori in primo luogo, ma anche per fronteggiare il lentissimo ma inesorabile incedere delle console di nuova generazione, per ora ostacolato dalla scarsità di unità ma pronto a esplodere nella seconda metà dell’anno. E un 2021 già con un mese alle spalle ma che per la console ibrida partirà a brevissimo potrebbe diventare uno dei suoi migliori anni di sempre, se si dovessero concretizzare un paio di colpi.

Super Mario 3D World + Bowser's Fury

In realtà una produzione di assoluto rilievo l’ha già accolta lo scorso gennaio, quell’Hitman III Cloud Version che ha tutte le caratteristiche della versione per le altre piattaforme e che rappresenta la summa dell’esperienza di gioco della serie che ha come protagonista l’Agente 47. E chissà che proprio il cloud non possa essere sfruttato maggiormente dai team di sviluppo, anche alla luce dell’ottima versione di Control: la compagnia responsabile, Ubitus, ha affermato di essere al lavoro su altri progetti simili. Sempre gennaio è stato anche il mese dell’apprezzato Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy, forse il miglior capitolo di sempre della serie sviluppata da Gust.

I fuochi d’artificio arriveranno però nel corso di questo mese e del prossimo. È vero, Super Mario 3D World + Bowser’s Fury è l’ennesimo porting da Wii U, ma la risoluzione aumentata a 1080p, la maggior velocità dei personaggi, il contenuto aggiuntivo tutto da scoprire e il fatto che comunque si tratta di un platform clamoroso per inventiva e qualità lo rendono quasi irrinunciabile (e va rimarcato quanto faccia bene la riproposizione della libreria Wii U, vista la scarsissima diffusione della console). Dal 12 febbraio si farà subito ad arrivare al 26, ed ecco un’altra esclusiva, Bravely Default II. Per il suo debutto su home console la serie promette un’esperienza JRPG classicissima, ma resa stimolante e dinamica da quell’ingegnoso job system che ne rappresenta il marchio di fabbrica. Nel mezzo, il 20, quel Persona 5 Strikers che non è un’esclusiva, ma comunque promette tanto divertimento di stampo musou, continuando nel mentre a sperare che arrivi anche il porting del capolavoro dal quale è tratto.

Il titolo che i possessori di Nintendo Switch attendono di più però (nonché forse quello più invidiato da coloro che la console non ancora la possiedono) è forse Monster Hunter Rise. Monster Hunter World ha avuto l’innegabile pregio di svecchiare alcune delle meccaniche più vetuste della serie, senza dover per forza di cose scendere a compromessi con la sua natura. In qualcosa però, come nella realizzazione delle ambientazioni e nella leggibilità dell’azione, ha invece complicato le cose. Ecco, il nuovo capitolo sembrerebbe, l’abbiamo visto dalla demo, riequilibrare l’esperienza di caccia generale, ritornando a un feeling più tradizionale ma mantenendo tutte quelle migliorìe che ormai sono irrinunciabili.

Monster Hunter Rise

E poi? Qui viene il bello, o almeno ce lo auguriamo. Siamo sicuri che arriveranno indie di qualità a profusione, ormai Nintendo Switch è la loro casa, e che rimarremo stupiti da qualche annuncio a sorpresa, da Nintendo così come da terze parti, ma sono tre i titoli sui quali maggiormente punta la lascivìa dei giocatori: Metroid Prime 4, Bayonetta 3 e il seguito di Breath of the Wild. Paradossalmente sembrerebbe quello annunciato più di recente, ovvero il prossimo The Legend of Zelda, quello nello stato di sviluppo più avanzato, non perché ne sia stato mostrato chissà cosa, ma perché degli altri due si è visto veramente niente. Se poi Hideki Kamiya si è più volte espresso sullo stato dei lavori riguardo Bayonetta 3, affermando che stanno procedendo bene (ma anche chiedendo ai giocatori di non aspettarlo frementi), Metroid Prime 4 viene già da un azzeramento totale dello sviluppo.

È facilissimo costruire una dipendenza diretta tra l’effettiva pubblicazione di questi tre titoli nel corso dell’anno e lo stato d’animo prodotto nei giocatori: nessuno, sconfinata tristezza; uno, gioiosa soddisfazione; due, godimento assoluto; tre, orgasmico impazzimento. Quale di questi scenari si verificherà? È veramente difficilissimo dirlo, e se non ci fosse stata (e purtroppo ci sia ancora) di mezzo la pandemia di COVID-19 saremmo molto più ottimisti. Temiamo il primo, perché un nuovo Zelda è sempre qualcosa di enorme e troppo indietro sembrano essere gli altri due, ma vogliamo farci portatori della speranza che almeno uno di loro ce la faccia. Si tratterebbe di una sorpresa, non lo nascondiamo, ma proprio questo renderebbe una eventuale uscita ancora più entusiasmante.

Anche nel peggiore degli scenari, comunque, il 2021 promette bene, perché partirà fortissimo, e questo è un fatto, perché molti giochi usciranno (più o meno sicuramente) nei prossimi mesi, da New Pokémon Snap a Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin, da No More Heroes 3 a Shin Megami Tensei V, e perché il coniglio dal cappello Nintendo lo estrae quasi sempre, magari annunciando una nuovo first party a pochissimi mesi dall’uscita. Se poi dovesse arrivare anche uno, o più, dei tre titoli più attesi, ci sarà solo che da festeggiare, giocando, e godendo, tantissimo.

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