Nintendo Switch

Paper Mario The Origami King | Recensione


Paper Mario The Origami King – Nintendo Switch
Genere
Action / RPG
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Intelligent Systems
Editore
Nintendo
Data di Uscita
17 Luglio 2020

Seppur l’annuncio di Paper Mario The Origami King sia stato una doccia fredda per gli appassionati, al punto da far pensare a un progetto minore a seguito di un reveal trailer rilasciato senza preavvisi e senza un Direct di corredo, la nuova esclusiva per Nintendo Switch si pone tre importanti obiettivi: ricoprire il ruolo da esclusiva di spessore per il periodo estivo della console ibrida di Nintendo, riportare questa celebre serie di spin-off allo splendore delle prime iterazione e omaggiare, degnamente, il ventennale di questa saga, nonché cominciare le celebrazioni per i 35 anni dalla nascita dell’iconico idraulico baffuto. Vi anticipiamo subito che, al netto di un paio di scivoloni figli di una forte volontà da parte degli sviluppatori nel non voler modificare alcune meccaniche di gioco già viste in passato, Paper Mario The Origami King, si è rivelato una vera sorpresa che, specialmente se gli si offre la giusta fiducia, è in grado di ribaltare qualsivoglia prima impressione e trasformarla in amore profondo.

Una festa a base di carta piegata.

Anticipare troppi aspetti del comparto narrativo di Paper Mario The Origami King sarebbe letteralmente un crimine. Non perché ci si trovi davanti a una scrittura particolarmente impegnata, o ricca di stratificazioni narrative ma, al contrario, perché la delicatezza riposta dai ragazzi di Intelligent Systems nel raccontare la storia di questo nuovo capitolo, ci ha piacevolmente sorpreso. Il canovaccio non si discosta eccessivamente dai vari capitoli del franchise dell’idraulico e vedrà Olly, il temibile, e misterioso, re degli origami, intento a sferrare un invasione al cartaceo mondo dei funghi, durante l’annuale festival degli origami. Dopo aver trasformato la maggior parte degli abitanti, compresa la Principessa Peach, in temibili, e aggressivi, origami tridimensionali, il re sradicherà dalle fondamenta l’iconico castello e lo sigillerà con dei nastri magici. Toccherà a Mario e a Olivia, l’ingenua e logorroica sorella di Olly, raggiungere le estremità più remote del regno per sciogliere tutti i nastri, fermare il temibile re degli origami e riportare a una pace bidimensionale il tranquillo Borgo Toad. 

Come da tradizione per la serie, Paper Mario The Origami King abbandona le tematiche disimpegnate ed edulcorate, tipiche della serie principale dedicata all’idraulico, per lasciarsi andare a una intelligente, e costante, demenzialità. La trama, infatti, specialmente nelle prime ore di gioco, si abbandona completamente a una serie prolissa di siparietti assurdi e situazioni che lasceranno il giocatore con le stesse sensazioni di quando si ascolta una freddura di pessima qualità. Non bisogna, però, lasciarsi ingannare dalle apparenze in quanto ogni tassello che compone la storia di Paper Mario The Origami King è posizionato al posto giusto e solo con il progredire dell’avventura si può comprendere quella delicatezza di cui vi abbiamo accennato poc’anzi. I ragazzi di Intelligent Systems, difatti, sono stati in grado di mischiare l’assurdità tipica del brand a una serie di accadimenti che andranno a toccare tematiche più mature e che, posizionate in punti ben precisi del tessuto narrativo, riescono a offrire la giusta dinamicità alla storia, andando via via a ribaltare le impressioni iniziali e a lasciare sbigottito il giocatore quando si imbatterà in quegli sporadici momenti completamente deliranti ma dannatamente ispirati. 

Ci teniamo a ribadire che non siamo davanti a una storia impegnata, stratificata o dal taglio registico mozzafiato ma semplicemente di fronte a un comparto narrativo ben confezionato, o meglio, bilanciato se proprio vogliamo trovare un termine corretto. Una storia che intrattiene grazie alla sua vena costantemente ironica, riuscendo allo stesso tempo a tenere ben salde le redini narrative in tutti quei frangenti in cui è necessario un piglio maggiormente adulto, strappando copiosi sorrisi grazie a momenti davvero ispirati e qualche dialogo pungente che subentrerà, all’improvviso, nel mezzo delle numerose linee di testo. Un ottimo passo in avanti rispetto alla disimpegnata demenzialità, fine a se stessa, dei capitoli precedenti e che è in grado di consolidare un’identità propria alla serie, in vista dei capitoli futuri del brand.

 

Piccolo mondo di carta

L’esplorazione in Paper Mario The Origami King è, indubbiamente, il punto più alto raggiunto dall’intera produzione di Intelligent Systems. Le motivazioni non sono da ritrovarsi solamente in una mappa vasta, varia e ricca di cose da fare ma, soprattutto, nella capacità degli sviluppatori di creare un’ottima sinergia fra la progressione di gioco e le numerose ambientazioni presenti nel gioco, riuscendo a rendere sempre stimolante un pattern ludico che, apparentemente, potrebbe risultare eccessivamente basilare e ridondante. Il titolo, difatti, si sorregge su una progressione che si basa sulla rotazione fra esplorazione, scontro con un primo boss, seconda parte dedicata all’esplorazione e ovvio scontro con il boss di fine area. Il tutto abbellito dal canonico corredo di: puzzle ambientali, tesori da collezionare, blocchi “?” da trovare e una miriade di Toad, mimetizzati nelle varie aree di gioco. Questa struttura ludica viene, però, reinventata costantemente dall’ottimo level design del mondo in cui si svolgono le vicende di Paper Mario The Origami King. Come vi accennavamo in apertura, le prime ore spese assieme al nuovo titolo di Intelligent Systems servono, nella migliore delle tradizioni JRPG, a gettare le basi della storia, introducendo il giocatore alle varie meccaniche di gioco e mantenendo un ritmo volutamente lento e rilassato. Una volta, però, che si giungerà alla fine dello scontro con il primo, vero, boss di fine area, Paper Mario The Origami King inizia a mostrare il suo potenziale attraverso a una mondo di gioco vasto, con tutte le aree interconnesse da scorciatoie più, o meno, nascoste, ricco di segreti, minigiochi e adornato da un backtracking ragionato e mai tedioso. 

La qualità migliore del titolo, infatti, è proprio la capacità di proporre lo stesso ciclo di avvenimenti per ogni area, riuscendo ad adornarlo in maniera intelligente con il progredire della trama. Se le prima zone, infatti, potrebbero mostrare una struttura fin troppo piatta e lineare, una volta che si arriverà alle fasi intermedie dell’avventura ci si troverà di fronte ad aree vastissime, ricche di segreti, alleati che andranno ad aumentare le azioni eseguibili da Mario, quest secondarie e idee che trascineranno il giocatore nel voler esplorare gli ambienti, facendo sparire, con una puntualità disarmante, ogni sentore di tedio ogni qualvolta l’azione di gioco inizierà a sembrare ristagnante. É sorprendente come ogni elemento venga introdotto al momento giusto, andando a estendere la mappa in maniera sempre bilanciata e stimolante, senza mai eccedere nei contenuti offerti o presentare situazioni eccessivamente ripetitive. Attenzione, però, per quanto le varie aree rimangano liberamente esplorabili durante tutto il corso dell’avventura, non si tratta di un titolo open world ma siamo di fronte a una, più semplice, mappa in divenire che richiederà una progressione ben precisa prima di poterla girovagare liberamente nella sua totalità.

Ogni area presente in Paper Mario The Origami King offrirà al suo interno una serie di collezionabili, contenutisticamente sempre uguali, e una pletora di nemici di diverse tipologie. In ogni angolo della mappa, difatti, al giocatore verrà richiesto di: riparare, attraverso l’utilizzo di coriandoli di carta, degli strappi nella struttura cartacea che compone le varie aree, risolvere enigmi ambientali per rinvenire i vari tesori da collezione, o i Toad ripiegati e nascosti dai malefici origami di Olly, e individuare i numerosi blocchi “?” nascosti all’interno delle varie zone.

Per perpetrare questo obbiettivo secondario Mario dovrà saltare, e martellare, ogni angolo della mappa alla ricerca dei vari elementi dell’ambiente interattivi disseminati qua e la. A rendere meno tediosa questo ventaglio di attività secondarie, sopraggiungono tutta una serie di piccole quest secondarie, interconnesse fra loro e collegate ai vari abitanti delle differenti zone. Queste spaziano dal ricercare oggetti che servano a sbloccare determinate aree di gioco, fino a una serie di minigiochi sempre differenti, e stimolanti, che si adopereranno a variare sapientemente, e costantemente l’azione di gioco. Per quanto riguarda i nemici, invece, durante le nostre fasi esplorative potremmo imbatterci nei guerrieri origami e nei temibili mostri cartapestiferiI primi altro non sono che i nemici che popoleranno le varie aree e che, se ingaggiati, daranno il via ai vari scontri a turni. Potremmo colpire i guerrieri origami già nelle fasi esplorative, per poterli indebolire o, in alcune occasioni, eliminare direttamente evitando quindi di entrare in battaglia, o potremmo semplicemente toccarli per cominciare uno scontro. I mostri cartapestiferi, invece, ricopriranno il ruolo di midboss e andranno sempre affrontati direttamente nelle aree di gioco. Ognuno di questi mostri avrà dei pattern unici e andrà indebolito, prima di poterlo annientare, dando il via a degli scontri maggiormente serrati che ben movimentano l’azione di gioco.

Venendo alla novità mostrata più volte nei trailer, ovvero le braccia allungabili a forma di origami, si tratta semplicemente di una sorta di “evocazione” che, dopo essere attivata in determinati punti specifici nel mondo di gioco, permetterà ad Olivia di utilizzare i suoi poteri per permettere a Mario di risolvere determinati enigmi ambientali. Questa meccanica, che supponiamo rimarrà confinata alle meccaniche di gioco del solo Paper Mario The Origami King, viene sviluppata molto bene all’interno del titolo, andando a riproporsi durante le battaglie in una forma analoga a quelle delle evocazioni viste in numerosissimi JRPG. Dovendo essere del tutto onesti, però, per quanto l’abbiamo trovata perfettamente bilanciata, e in grado di non risultare mai eccessivamente un vantaggio in termini di mera “progressione del gioco”, avremmo preferito fosse meno guidata, specialmente quando la piccola Olivia si ritroverà con un ventaglio di poteri ben differenziati. Con guidata intendiamo che ogni mattonella che attiverà questi poteri, specialmente nella prima metà abbondante dell’avventura, indicherà esattamente quale trasformazione andrà a usare la tenera sorella del re degli origami. Sarebbe bastato lasciare la scelta, e la conseguente possibilità di sbagliare fin dalle fasi iniziali dell’avventura, al giocatore per rendere meno direzionate le situazioni ludiche collegate ai poteri degli origami. 

Tagliente come un foglio di carta

Addentrandoci nell’analisi di quell’elemento che, nelle ultime iterazioni della serie, si è mostrato come l’elemento a tratti più debole e chiacchierato, possiamo dire che il sistema di combattimento di Paper Mario The Origami King, si discosta nettamente dai suoi predecessori più recenti, offrendo un sistema a turni che mischia puzzle game, velate meccaniche ritmiche ed elementi strategici, in una mescola che, seppur scricchiolando ancora nella sua introduzione all’interno dell’economia di gioco, si presenta molto più stratificata e gratificante rispetto al passato. Innanzitutto ogni battaglia si svolgerà all’interno di un’arena circolare, divisa in tre anelli rotanti, con gli “onnipresenti” Toad, a ricoprire il ruolo di pubblico sugli spalti, pronti ad aiutare Mario in caso di necessità. Nelle prime fasi di ogni scontro si potranno prendere tre decisioni: chiedere aiuto ai Toad, pagando un Obolo in monete, scappare, con una meccanica a tempo definita da una percentuale casuale di successo, o iniziare a muovere i vari anelli per disporre in maniera strategica i vari nemici. All’inizio di ogni scontro, difatti, i vari avversari saranno disposti in maniera disordinata e starà al giocatore riuscire a rimetterli in riga permettendo a Mario di poterli attaccare in gruppo, riducendo drasticamente le tempistiche delle varie battaglia. 

Un numero ben definito di mosse a disposizione, per spostare gli anelli orizzontalmente o verticalmente, e un timer che potrà essere esteso compiendo un’offerta in monete, imporranno al giocatore di ragionare in maniera serrata per trovare la soluzione a ogni rompicapo in brevissimo tempo. Il fallimento comporterà l’impossibilità di risolvere lo scontro, vittoriosamente, in un solo turno mentre se il giocatore riuscirà a raggruppare, o allineare, correttamente i nemici, otterrà un bonus sui danni che Mario andrà ad infliggergli. Questo bonus, inoltre, permetterà al giocatore di poter colpire tutti i nemici presenti nell’arena con il numero contato di attacchi a disposizione del baffuto idraulico. Riuscire a portare a termine vittoriosamente uno scontro in un turno garantirà, inoltre, numerosi bonus in monete, le quali ricoprono il simbolico ruolo dei punti esperienza. Paper Mario The Origami King, difatti, non propone un canonico sistema di crescita del personaggio, inserendo ogni singolo potenziamento presente per il baffuto idraulico, all’interno di una serie di oggetti rinvenibili durante le fasi esplorative, o acquistabili dai numerosi mercanti presenti nelle varie zone. 

In Paper Mario The Origami King, difatti, si potranno trovare numerosi oggetti atti a: aumentare il timer nelle fasi di allineamento, suggerire quali anelli andranno spostati per riuscire a risolvere le fasi preliminari dello scontro, aumentare gli HP, e i valori di difesa e attacco, di Mario e così via. Il fatto che la quasi totalità di questi ultimi risulta solamente acquistabile attraverso i mercanti, pone apparentemente le monete in un ruolo primario, così come il loro ottenimento durante i vari scontri che si presenteranno costantemente nelle varie aree di gioco. Il vero problema di questo sistema, però, risiede nel fatto che l’ ammontare di monete e coriandoli che verrà elargito al termine di ogni battaglia, seppur copioso e importante per l’economia del gioco non si rivela indispensabile alla progressione, in quanto entrambe le risorse sono ottenibili tranquillamente durante le fasi esplorative seppur in quantitativo minore. Questa particolare scelta, unita al fatto che con i potenziamenti che Mario otterrà sarà possibile eliminare i nemici più deboli direttamente sulla mappa di gioco, rende la copiosità con cui vengono proposti i combattimenti più basilari, poco stimolante in termini di mera progressione portando il giocatore a evitarli specialmente nelle fasi più concitate dell’avventura.

Nelle battaglie presenti in Paper Mario The Origami King, inoltre, le fasi di attacco riprendono le meccaniche già viste nei titoli precedenti della serie, richiedendo al giocatore di utilizzare salti, martellate e power-up presi di peso dall’universo Mariesco per infliggere danno ai vari nemici. Ogni attacco sarà anticipato da un’animazione che richiederà la pressione di un tasto con un tempismo perfetto per poter massimizzare i danni che verranno inflitti agli avversari. In maniera analoga, durante il turno riservato alle offensive dei nemici, al giocatore sarà richiesto di premere, con il giusto tempismo, un tasto dedicato alla difesa per ridurre i danni che Mario subirà dagli attacchi degli avversari. A offrire il giusto bilanciamento fra varietà e strategia, interviene l’ottimo level design dei vari nemici che, con le loro resistenze e debolezze, andranno a stratificare sapientemente ogni scontro presente in Paper Mario The Origami King.

Per quanto riguarda l’armamentario a disposizione di Mario, invece, ci troviamo di fronte a un’altra scelta da parte degli sviluppatori che non ci ha convinto del tutto. Se la presenza di power-up consumabili, quali fiori di fuoco e ghiaccio, code di procione, blocchi POW e funghi per recuperare gli HP persi, ci è parsa come una soluzione ispirata e in grado di ribaltare le sorti di uno scontro, la scelta di rendere le armi, nella fattispecie martelli e scarpe per saltare sulla testa dei nemici, degradabili con l’utilizzo, ci è sembrata una soluzione poco intrigante e introdotta in maniera fin troppo superficiale. Durante l’avventura, difatti, Mario potrà trovare, e conseguentemente acquistare dai vari mercanti, scarpe e martelli di potenza sempre più elevata che permetteranno di infliggere ingenti danni agli avversari permettendo di risolvere gli scontri in pochi turni. L’utilizzo ridotto di queste armi, unito al costo in monete abbastanza importante se si volesse riacquistarli, porta il giocatore a ragionare in maniera conservativa, tendendo a non utilizzare queste armi in vista di scontri più difficili che, però, tendono a non arrivare mai in quanto le battaglie con i boss andranno a offrire una struttura completamente differente da tutti gli altri scontri che si affrontano all’interno di Paper Mario The Origami King.

Queste battaglie uniche, difatti, ribalteranno le regole descritte fino a ora ponendo il boss al centro dell’arena e Mario all’esterno di quest’ultima. La meccanica dello spostamento degli anelli servirà, in questo caso, a costruire un percorso che permetta all’idraulico di avvicinarsi al boss per poterlo attaccare. Il tutto però si svolgerà attraverso delle icone che, se calpestate, garantiranno a Mario la possibilità di compiere una delle varie azioni a disposizione: spostarsi in una direzione specifica, attaccare con le armi a disposizione, utilizzare i poteri di Olivia per effettuare offensive ben precise e così via. All’interno dell’arena saranno ripartite anche delle lettere, che permetteranno al giocatore di capire quale sia la strategia migliore per vincere, dei cuori, per recuperare i punti vita, e delle casse, che sparpaglieranno monete, bonus o azioni specifiche per poter proseguire nella battaglia, per tutta l’arena. Viene da sé che con una struttura pensata per seguire una strategia offensiva ben precisa, le armi citate poc’anzi risultino poco impattanti nell’economia dello scontro, facendole scivolare in un limbo che non ci ha pienamente pienamente convinto. Le battaglie con i boss, invece, sono indubbiamente le fasi di combattimento più ispirate di tutta la produzione dove ragionamento, strategia e rapidità d’azione riescono a esprimere il meglio della peculiare meccanica ad anelli ideata dagli sviluppatori.

Dietro le pagine di Paper Mario The Origami King

Concludiamo questa lunga analisi addentrandoci nel comparto tecnico, e artistico, di Paper Mario The Origami King. In termini prettamente tecnici, ci troviamo di fronte alla classica esclusiva per Nintendo Switch realizzata dal Colosso di Kyoto. Il titolo gira perfettamente sia in handheld che con la console collegata al dock, con un fps sempre stabile e che mostra il fianco solo in rarissime occasioni in cui ci troviamo con troppi coriandoli a schermo, i quali fanno perdere un paio di frame all’azione di gioco. Un rallentamento praticamente impercettibile agli occhi meno attenti. Il comparto artistico del titolo, invece, è pura magia. Un tripudio di colori, scelte ispirate, cura dei dettagli e citazioni di altre opere di Nintendo, o riferimenti alla cultura pop in generale, sempre presentate attraverso il tono ironico e disimpegnato con cui viene narrata l’intera opera.

I modelli poligonali degli origami e dei mostri di cartapesta sono ben dettagliati, ricchi di animazioni ottimamente realizzate e confezionati con una cura certosina verso il materiale d’origine. I mondi di gioco offrono scorci cartacei davvero mozzafiato con una riproduzione degli ambienti che richiama costantemente le sculture in cartapesta. Onde, sbuffi di fumo, filamenti erbosi, tutto in Paper Mario The Origami King è realizzato in maniera davvero credibile, andando a sorprendere costantemente il giocatore per come gli sviluppatori siano stati in grado di render così reale un mondo di cartone e fil di ferro. Ineccepibile, come da tradizione, anche la colonna sonora del titolo, che si compone di sinfonie sempre in linea con le ambientazioni, capaci di mutare in termini d’intensità, o di arrangiamento vero e proprio, in base alle situazioni presentate a schermo e, soprattutto, capaci di annidarsi nelle nostre orecchie, portandoci a fischiettarle anche quando siamo lontani dalla Switch.

Esaminando, infine, in quella che viene chiamata quality of life, ovvero l’insieme composto da menu di gioco, interfaccia utente e funzioni dedicate alla personalizzazione di queste ultime, abbiamo notato un paio di dettagli non propriamente confortevoli e che stonano leggermente in una produzione in uscita nel 2020. Cominciamo con il dire che Paper Mario The Origami King è completamente localizzato in Italiano e che, non avendo alcuna linea di dialogo doppiata, il giocatore si troverà di fronte centinaia di righe di testo da leggere. Niente di particolarmente strano, considerando il genere a cui si ispira, ma l’assenza della possibilità di accelerare lo scorrere dei testi, sia manualmente che che in maniera automatica, potrebbe tediare sulla lunga distanza, specialmente a causa delle molteplici ripetizioni di alcuni dialoghi, specialmente per quanto riguarda Olivia e i suoi aiuti, e di una azione di gioco che in sparuti casi necessiterebbe di uno sprint maggiore. 

Alla stessa maniera abbiamo notato la totale assenza di qualsivoglia opzione atta a configurare i comandi di gioco. Che sia una semplice riconfigurazione dei pulsanti o una totale mappatura di ogni singolo controllo, il non poter personalizzare i comandi, specialmente quando con un singolo pulsante si possono compiere diverse azioni diverse, si rivela poco pratico in alcune situazioni in cui invece che saltare Mario si metterà a dialogare con un NPC vicino. Anche il menù dedicato agli aiuti di gioco, potenzialmente utile per gli utenti più giovani, ci è sembrato realizzato frettolosamente e meno curato rispetto a tutto il resto dell’opera. Infine abbiamo trovato decisamente anacronistici i comandi monodirezionali degli anelli presenti nelle arene degli scontri. Una scelta precisa degli sviluppatori, anche perché non crediamo si siano dimenticati di abilitare le altre direzioni, ma risulta un piccolo dettaglio di cui non comprendiamo le motivazioni. Si tratta comunque di semplici sbavature in una produzione che, a parte alcuni scricchiolii volontari, si è rivelata in grado di farci re-innamorare dell’idraulico di carta come in quel lontano Agosto di vent’anni fa.

Paper Mario The Origami King – Nintendo Switch

Unisciti a Mario e alla sua nuova compagna, Olivia, in Paper Mario: The Origami King per Nintendo Switch, una spassosa avventura che ti porterà negli angoli più remoti di un mondo tutto di carta!

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Verdetto

Per definire Paper Mario The Origami King basterebbe una sola parola: bilanciato. Un semplice termine che nasconde dentro di se uno dei risultati più complessi da ottenere in una produzione odierna. L’ultima opera di Intelligent Systems riesce nella difficile impresa di rendere costantemente interessante il più basilare degli impianti ludici, attraverso una narrazione disimpegnata ma sapientemente confezionata che viene distribuita all’interno di un mondo di gioco vivo, in continua crescita e in grado di regalare costantemente al giocatore nuovi stimoli ogniqualvolta l’azione di gioco necessiti nuove soluzioni per evitare di scadere nel tedio. Il combat system, croce e delizia della serie da oramai quasi dieci anni, viene svecchiato con un sistema intelligente e appagante da padroneggiare che però si scontra con un economia di gioco ancora eccessivamente legata al passato e che non riesce a farlo brillare come meriterebbe. Si tratta comunque di un difetto che non va a minare la qualità generale di un titolo in grado di intrattenere per decine e decine di ore e che merita di essere giocato da ogni amante del genere. In poche parole, ci troviamo davanti a un’ulteriore esclusiva per Nintendo Switch che ogni possessore della console ibrida dovrebbe avere nella propria ludoteca.

Pro

- Esperienza di gioco sorprendentemente bilanciata.
- Comparto artistico ispiratissimo, come da tradizione Nintendo.
- Combat System appagante e stimolante.
- Tantissimi contenuti, sparsi in un mondo di gioco davvero vasto.
- Comparto narrativo disimpegnato, divertente e coerente nei contenuti.

Contro

- La mancanza di una progressione reale interconnessa con gli scontri.
- Le armi deprecabili sono implementate in maniera a tratti superficiale.
- Qualche sbavatura nella "quality of life"