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Perché Ninja è il Cristiano Ronaldo dei videogiochi

Un'analisi del fenomeno Ninja: da pro player di Halo fino al successo mondiale con Fortnite e Apex Legends... E non è ancora finita!

Parallelismi, è questa la parola che vogliamo usare come chiave di lettura per introdurre questo articolo spiegando il significato del titolo. Parallelismi tra due realtà, tra due culture e tra due storie diverse tra loro ma che, da un certo punto di vista, vedono le loro strade incrociate in diversi punti. Potrebbe sembrare un’esagerazione ma, con le dovute proporzioni, possiamo affermare che Ninja è ormai diventato a tutti gli effetti il Cristiano Ronaldo dei videogiochi.

Videogiochi che dal canto loro stanno attraversando una fase di crescita sempre più marcata, tra innovazioni che promettono di sconvolgere il modo con cui approcciarvisi e l’avvento ormai prossimo di una nuova generazione di console. In questo processo di evoluzione, soprattutto per quanto riguarda il lato prettamente mediatico, una figura come Ninja sta giocando un ruolo davvero molto, molto importante.

ninja

Ninja – pseudonimo di Richard Tyler Blevins – è ad oggi uno degli streamer più famosi e seguiti al mondo. Ecco già, accennando una biografia del personaggio, un primo parallelismo con l’attaccante della Juventus. Un altro lo possiamo trovare nel fatto che tutto ciò che tocca Ronaldo, si trasforma in oro: tanti successi prima con la maglia del Manchester United, poi a Madrid e ora a Torino. Ninja dal canto suo ha contribuito a rendere Fortnite quel fenomeno globale che oggi tutti conosciamo, costruendo intorno a sé una community che supera le 20 milioni di persone.

Per non parlare del forte impegno umanitario, della capacità di adattarsi a vari contesti – da media di vario genere, alla pubblicità fino ad iniziative imprenditoriali – a controversie dalle quali i due sono sempre usciti a testa alta. Due carriere completamente diverse, calcio da una parte e gaming dall’altra, con il punto in comune di essersi più e più volte affermati come i migliori al mondo nel loro ruolo nonché soggetti capaci di creare tendenze. Ninja, insomma, è il CR7 dei videogiochi.

Richard Tyler Blevins, al secolo Ninja.

Il ruolo rivestito da Tyler Blevins, ventisettenne americano ormai famoso in tutto il mondo, è centrale nella diffusione del videogioco come media nel mondo contemporaneo. Nato in Illinois e sin da piccolo appassionato di gaming, Ninja inizia la sua carriera nel 2009 come giocatore professionista di Halo 3: dopo una gavetta durata tre anni, nei quali riesce comunque a ritagliarsi qualche soddisfazione non da poco nella Major League Gaming, nel 2012 arriva il suo primo grande successo alla Halo 4 Exhibition.

Un vero e proprio trampolino di lancio, che lo porterà in breve tempo ad essere conosciuto e amato dal pubblico di tutto il mondo. Certo, il percorso non sarà tutto rose e fiori: nel 2016 Tyler viene operato d’urgenza alla vista, scongiurando per tempo quella che poteva essere la fine della sua carriera negli eSports.

Halo 4 (2012)
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L’allora giocatore di Halo numero uno al mondo decide comunque di iniziare ad esplorare altri lidi: inizia così a consolidare la sua presenza su Twitch giocando a titoli come H1Z1 e PlayerUnknown’s Battlegrounds, da poco approdato sul mercato dando vita in maniera ancora più marcata al fenomeno dei battle royale. Poi all’improvviso una nuova scoperta: un titolo uscito da poco e ancora non diffuso come oggi chiamato Fortnite. Sarà una svolta, con Ninja capace di crescere insieme al titolo stesso diventandone in poco tempo una sorta di ambasciatore in tutto il mondo. Il battle royale di Epic Games diventerà il titolo più visto e trasmesso su Twitch: come detto, tutto ciò che Ninja tocca si trasforma in oro.

Oggi è lo streamer più famoso al mondo: frantumando un record dopo l’altro, stringendo partnership milionarie e lavorando sempre più duramente, è riuscito a diventare un emblema. È riuscito diventare il volto di Twitch: il volto a cui noi tutti pensiamo appena pensiamo allo streaming. Il duro lavoro insomma paga, e partendo dal basso Ninja si è costruito un personaggio e un’autorità che in pochi possono vantare nel suo settore.

Già perché se Ninja deve molto al mondo del gaming, lo stesso vale facendo il percorso inverso. Titoli come Fortnite o, da qualche tempo, Apex Legends devono molta della loro popolarità a figure come la sua: creatori di contenuti che riescono a spingere i nuovi media verso frontiere fino a pochi anni fa inimmaginabili. In Italia, va detto, questo fenomeno non è (ancora) esploso come oltreoceano, dov’è invece molto più comune imbattersi in riviste e notiziari generalisti che trattano la tematica del gaming ricorrendo a figure di spicco del settore.

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A Ninja, come a CR7 se vogliamo continuare con il paragone, va inoltre dato atto dell’enorme capacità di rinnovarsi. Seguire i trend non per adattarsi alla moda, ma per plasmarli a proprio piacimento e impossessarsene. Basti pensare, per quanto possa sembrare un esempio banale, alla diffusione negli Stati Uniti del taglio di capelli “alla Ninja”: si va oltre il semplice personaggio, si crea una sorta di idolo.

Cosa differenzierebbe lo streamer più famoso del mondo da altri personaggi di punta di altri settori? La capacità, al netto dei mezzi a disposizione nel 2019, di uscire dal proprio ambito costruendosi un’immagine anche fuori dai confini del gaming. Ninja non è soltanto un gamer, e siamo certi che proseguendo nel tempo lo vedremo inserito in contesti sempre più disparati: sarà la capacità di intrattenere, quella di “vendere” un personaggio o chissà cosa d’altro, ma il percorso che ha compiuto finora parla forte e chiaro.

Oltre la soglia dell’influencer.

Primo al mondo, nonché primo in grado di ottenere una risonanza mediatica così importante. Una risonanza che gli permette di dire la propria su argomenti su cui i fan attendono una sua parola: pensiamo ad esempio a quanto sta succedendo con Fortnite.

Dopo averne decretato il successo, lo streamer dai capelli blu potrebbe arrivare a sancirne la fine. Un processo ovviamente non così immediato, dato che bisogna comunque tenere conto dei milioni di giocatori che ancora si divertono tutti i giorni con il titolo di Epic Games. Il tutto è cominciato a inizio aprile, quando la stessa Epic ha rilasciato un update che ha portato a qualche accorgimento che ha fatto storcere il naso a diverse migliaia di utenti in tutto il mondo.

Fortnite (2017)
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Ninja, da ambasciatore e sostanziale leader della community, ha dunque iniziato a criticare aspramente l’operato della software house del Maryland decidendo inoltre di abbandonare il gioco. “Tutto questo deve in qualche modo avere un senso perché se Epic non sta ottenendo risultato, non ho idea di quello che stia facendo.”, ha affermato in un tweet al veleno lamentandosi delle novità introdotte.

Tyler ha poi rincarato la dose pochi giorni dopo, affermando come il battle royale più famoso al mondo si trovi oggi in una posizione molto pericolosa e arrivando a paragonarlo a H1Z1: titolo di fattura simile ma che ormai da tempo attraversa un lento quanto inesorabile declino. A lui si sono poi uniti tanti altri colleghi, tutti tesi a bollare Fortnite come un fenomeno ormai destinato a finire stigmatizzando l’operato di Epic Games.

Non mancano qui spunti di riflessione interessanti, per comprendere cosa può voler dire tutto questo all’interno del mondo del gaming. Ciò che sta succedendo è, fondamentalmente, una forte presa di posizione da persone che ricoprono un ruolo centrale nel panorama videoludico odierno: guidati da Ninja streamer e giocatori da tutto il mondo hanno espresso il loro malcontento, mettendo una delle software house più potenti al mondo in una situazione fino a poco fa inattesa.

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Se interessata a mantenere il suo primato, Epic dovrà infatti correre ai ripari adattando il suo prodotto a ciò che la community richiede: in caso contrario, lo scenario predetto da Tyler potrebbe rivelarsi più reale di quel che possiamo immaginare. Ci troviamo dunque al punto in cui uno streamer, capace di dare voce ad una schiera pressoché infinita di appassionati, ha preso in mano la situazione orientando con le sue parole le logiche di un intero mercato.

Fortnite appare oggi come uno dei titoli che più di tutti hanno fagocitato il suo mercato di appartenenza: Ninja dal canto suo può andare contro ogni strategia pubblicitaria, ogni campagna di marketing e ogni iniziativa del genere ottenendo l’appoggio della community. Questo, a conti fatti, significa essere il numero uno: essere in grado di influenzare le azioni altrui anche scontrandosi con fattori quali logica e abitudini.

Non vi viene in mente nessun altro in grado, con le sue parole, di orientare un’intera schiera di appassionati verso una parte o un’altra? Provate a rileggere il titolo dell’articolo, la risposta è ancora lì.

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