Editoriale

PlayStation festeggia 25 anni di storia, ricordiamone nascita ed evoluzione

Oggi sono 25 anni dall’uscita della prima PlayStation in suolo Giapponese, un compleanno importante non solo per Sony ma anche per tutti i videogiocatori di ieri e di oggi. Il motivo? Semplice. La prima PlayStation è stata fautrice di una vera e propria rivoluzione. Provo a spiegarvi meglio come mai ho scelto proprio un termine esasperato come rivoluzione: anni fa chi vi scrive lavorava in un negozio di videogiochi, fino a qui niente di strano, se nonché fu la prima volta che riuscii a vivere in prima persona cosa rappresentasse il nome Playstation all’interno della società. Una moltitudine di madri, padri, nonni e persone di una generazione precedente alla mia, utilizzavano il nome PlayStation per indicare qualsiasi modello di console avesse il proprio figlio o nipote. La PlayStation bianca di Nintendo, quella verde trasparente, quella piccola e viola… qualsivoglia console domestica veniva ribattezzata con il nome di quella proprietaria di Sony. Negli anni ho notato una raffigurazione di questo tipo solo nella mia infanzia, quando ogni gioco elettronico portatile diventava magicamente un Game Boy, e dopo il 2007 quando ogni smartphone, per qualche anno, veniva chiamato semplicemente iPhone.

So benissimo che non sto parlando di addetti ai lavori, videogiocatori abituali, conoscitori del media o semplici appassionati… ma è proprio questo il punto che voglio sottolineare. Quando una qualsivoglia tipologia di prodotto riesce a diventare così iconico nell’immaginario collettivo della nostra società, da identificare un’intera categoria… siamo, indubbiamente, di fronte a una rivoluzione. Ed è proprio con questo pensiero fisso in testa che ho deciso di scrivere un articolo per ricordare come nacque la prima, celebre, PlayStation, l’impatto che ebbe sul suolo Italiano e come il brand è cresciuto in maniera impressionante in questi primi venticinque anni di vita.

La nascita della rivoluzione

Chiunque sia appassionato del settore sicuramente conosce la peculiare storia dietro alla nascita della prima, iconica, PlayStation. Senza andare a ripercorrere nuovamente l’intera genesi della prima console Sony, ma dando qualche spunto atto a muovere la curiosità di chi non ne avesse mai sentito parlare prima, sappiate che si tratta di uno degli scivoloni più clamorosi fatti da Nintendo che, inebriata dalla posizione dominante nel settore che aveva in quegli anni, fu la fautrice involontaria della rivoluzione del media videoludico. Nei primi anni 90, infatti, Nintendo e Sony stavano lavorando assieme a un progetto chiamato, per l’appunto, PlayStation che altro non era che un CD-Drive per Super Nintendo da far evolvere, in seguito, in una piattaforma in grado di ospitare sia un lettore CD che un alloggiamento per le cartucce. 

Le classiche motivazioni di stampo “puramente economico”, però, portarono Nintendo a vagliare anche altri produttori di supporti ottici fino a rompere, in gran segreto, l’accordo con Sony a favore di un sodalizio maggiormente vantaggioso con la celebre Phillips. Offesi per l’onta subita, i vertici di Sony, diedero carta bianca a Ken Kutaragi, il papà della prima PlayStation, per sviluppare una console proprietaria che permettesse al colosso nipponico di entrare a gamba tesa nel settore, con una piattaforma futuristica in grado di detronizzare l’iconica Nintendo. Fu così che nel Novembre del 1993 venne fondata la Sony Computer Entertainment e che il 3 Dicembre di un anno più tardi arrivò sugli scaffali la prima PlayStation, dando il via a una delle più grandi rivoluzioni del settore videoludico.

Considerando lo scetticismo che, ovviamente, gravitava attorno al progetto di Sony, il colosso nipponico decise di puntare tutto sull’avanzamento tecnologico, sopperendo all’assenza di personaggi iconici rispetto alle rivali, con la mera forza bruta raggiungibile graficamente dalla sua nuova console. Il celebre “You’re not ready” che capeggiava in ogni spot commerciale della neonata PlayStation, difatti, non poteva essere maggiormente azzeccato per identificare la sensazione di futuro che la nuova console riusciva a trasmettere. CD Rom che prendevano il posto di “plasticose” cartucce, avveniristiche Memory Card per poter salvare e trasferire i salvataggi, un controller ricolmo di pulsanti e dalla forma avveniristica e, soprattutto, quei poligoni che si muovevano a schermo. Era, indubbiamente, il momento storico giusto ma le emozioni che l’iconico modello del T-Rex in tre dimensioni, attorniato solo da uno sfondo nero, riuscì a spazzare via in un instante anni di cultura videoludica in due dimensioni. La prima PlayStation, pur non avendo ancora un portafoglio di icone videoludiche di spessore, era chiaramente la rappresentazione del “futuro in salotto”, nonché la fautrice di una rivoluzione che travolse tutto e tutti. Un anno dopo la sua uscita in Giappone PlayStation sarebbe arrivata anche in Europa… e come molti di voi ricorderanno, anche in Italia fu un vero e proprio fenomeno generazionale.

PlayStation in Italia

Chiunque abbia un’età che si attesta attorno ai 35 anni sicuramente ricorderà cosa rappresentò la PlayStation in Italia e quale fenomeno andò a muovere rispetto alle console precedenti. Dal suo apparire nelle videoteche locali, mesi prima della sua release ufficiale, con quel prezzo così tanto rappresentativo, per noi giovincelli, di un qualcosa “al di fuori della nostra portata”, a quella pletora di poligoni, che andavano a comporre la storica Demo One, che si stagliavano sotto forma di grezzi modelli 3D in grado di rapirci per ore di fronte ai monitor a tubo catodico posizionati in strategiche posizioni sopraelevate e attorniate dai tipici cartelli “non toccare”.

Una rivoluzione, quella generata dalla prima PlayStation, arrivata come un fiume in piena. Nata dal desiderio di ogni bambino, del voler provare quei giochi che gridavano “futuro” a gran voce e migrata nei salotti dei primi acquirenti (che di norma erano sempre i nostri compagni di classe con l’iconico “Zio D’America”) fino a diventare un fenomeno di massa che occupò gli alberi di Natale di migliaia di italiani diventando la compagna di giochi preferita, nonché quel costante argomento di conversazione, che riusciva ad accomunare tutti nei cortili scolastici. Grazie al suo saper creare nuove icone della cultura Pop, e raccontare fiabe digitali dai toni maggiormente allineati con il periodo adolescenziale, la PlayStation divenne la console perfetta per quel determinato periodo storico, in grado di elevare il concetto di semplice “gioco elettronico” a un fenomeno sociale che avrebbe cambiato per sempre il concetto del nostro amato media.

Chiunque abbia vissuto in prima persona quel periodo, ricorderà sicuramente il tempo speso in edicola a rovistare fra le varie riviste alla ricerca di qualche nuova demo con cui passare il pomeriggio. Così come il fenomeno “Lara Croft” che, pur non essendo una creazione esclusiva per la console SONY, veniva continuamente associata alla prima PlayStation rappresentando come l’impatto che la console ebbe sulla società riusciva a distorcere la verità stessa. Snake, Crash Bandicoot, Gex, Cloud… erano solo alcuni delle decine di personaggi, che riuscirono in poco tempo ad adombrare icone storiche come Sonic, Link e Super Mario che, pur offrendo esperienze di elevatissima qualità sulle loro rispettive piattaforme, rimasero confinati in un ostracismo sociale che li poneva alla stessa stregua dei prodotti per i più piccini. 

Dal 2000 a oggi.

Sempre rimanendo nella nostra penisola, molti di voi ricorderanno il rinnovato “Effetto WOW” che Fantavision, uno dei titoli disponibili al lancio di PlayStation 2, era in grado di instillare quando, soffermandosi sulle televisioni all’interno dei centri commerciali, si poteva assistere a quella rinnovato scorcio di futuro generato da un misterioso monolite nero. Era Novembre del 2000 e la successore della prima PlayStation era finalmente giunta in Europa. La line-up iniziale non era delle più solide, ma trainata dal successo incredibile del precedente modello e accompagnata dalle impressionanti “nuove tecnologie” di cui disponeva, PlayStation 2 divenne il più celebre “must-have” natalizio. Il prezzo proibitivo, e la scarsa disponibilità nei primi mesi dal lancio, non furono un deterrente sufficiente a placare gli acquirenti. Un lettore DVD (assoluta novità per l’epoca), la possibilità di posizionarla anche verticalmente per salvare spazio, un controller dalle forme classiche ma rinnovato nella sua componentistica e la possibilità di connettersi a Internet, erano solo alcuni dei fattori in grado di bissare le stesse emozioni generate dalla prima, immortale, PlayStation sei anni prima. 

Oramai il nome PlayStation era così insidiato nel concetto stesso di videogioco casalingo, che non bastarono i futuristici tecnicismi proposti dalla nuova Xbox, o la maggior potenza del peculiare Game Cube di Nintendo, oramai SONY aveva conquistato tutti e la sua popolarità era destinata solo che a crescere negli anni. Titoli imprescindibili come i due seguiti di Metal Gear Solid, Final Fantasy X e XII, God Of War e moltissimi altri offrirono nuove icone nell’immaginario videoludico e conscacrarono, definitivamente, il brand PlayStation come uno dei più importanti della storia del medium videoludico. Un successo che vacillò in qualche occasione, a causa di scelte poco sensate ed eccessivamente guidate dall’estrema sicurezza di non fallire mai, ma che negli ultimi vent’anni non rivelò mai veri e propri segni di cedimento, per lo meno nell’immaginario collettivo. Non bastarono il prezzo eccessivamente alto di Playstation 3, il progetto Vita o le più recenti diatribe sulla potenza dell’attuale console di SONY a far vacillare un nome che in pochi anni, se raffrontato con la celebre concorrenza di Nintendo, è riuscita a diventare la raffigurazione di un media e il punto focale di un’espansione che oggi ha reso il videogioco quello che è. Quindi che siate Boxari, Nintendari o Sonari, oggi seppellite l’ascia di guerra e fate gli auguri a PlayStation, la macchina nata per ripicca e fautrice di una rivoluzione.

Se volete fare un tuffo nel passato, potete dare una possibilità alla piccola PlayStation Classic.