Il settore del gaming è nuovamente scosso dalle conseguenze delle cancellazioni in casa Ubisoft, ma questa volta a parlare è una delle persone che più direttamente hanno pagato il prezzo di queste decisioni aziendali. Un'attrice che avrebbe lavorato al remake di Prince of Persia: The Sands of Time ha raccontato pubblicamente il momento in cui ha scoperto la cancellazione del progetto dopo tre anni di lavoro, definendolo "il momento più devastante della mia carriera".
Eman Ayaz, l'attrice in questione, ha pubblicato un video sui social media in cui racconta la sua esperienza senza mai nominare direttamente il titolo Ubisoft, vincolata da un accordo di riservatezza ancora in vigore. Tuttavia, ha successivamente ricondiviso messaggi di fan che identificavano esplicitamente il remake di Prince of Persia: The Sands of Time come il progetto al quale si riferiva. Nel suo racconto, Ayaz descrive un processo di casting durato mesi, che includeva provini registrati, callback dal vivo e una prova di chimica che l'ha portata a viaggiare fuori città.
La storia diventa particolarmente amara quando l'attrice spiega di aver scoperto la cancellazione attraverso un messaggio WhatsApp di suo fratello, che le chiedeva se stesse bene dopo aver letto la notizia online. Nessuna comunicazione ufficiale da parte del team di sviluppo l'aveva raggiunta prima che l'annuncio diventasse pubblico. Secondo quanto riportato nel video, Ayaz aveva registrato materiale promozionale per il gioco soltanto due mesi prima della cancellazione, e tutto il processo di produzione sembrava procedere senza intoppi.
La settimana scorsa Ubisoft aveva confermato ufficialmente la cancellazione del remake attraverso un messaggio pubblicato sull'account X ufficiale di Prince of Persia. Il comunicato spiegava che, nonostante il progetto avesse "un reale potenziale", il team non era riuscito a raggiungere il livello qualitativo atteso e che proseguire avrebbe richiesto ulteriori investimenti di tempo e risorse che l'azienda non poteva impegnare responsabilmente. Il remake di The Sands of Time è stato uno dei sei giochi cancellati da Ubisoft nella stessa ondata di tagli.
Ciò che rende la situazione di Ayaz particolarmente problematica dal punto di vista professionale è l'impossibilità legale di confermare pubblicamente il suo coinvolgimento nel progetto. Gli accordi di non divulgazione, standard nell'industria per proteggere informazioni sensibili durante lo sviluppo, significano che tre anni di lavoro dell'attrice sono stati di fatto cancellati dalla sua carriera documentabile. Il materiale non può apparire in showreel futuri, né può essere utilizzato come referenza per altri progetti, un danno enorme per un'attrice che aveva rifiutato altri lavori per concentrarsi su quello che definiva "un ruolo che avrebbe cambiato la vita".
Il video di Ayaz ha rapidamente guadagnato trazione nella community videoludica, raccogliendo oltre 7.000 visualizzazioni su YouTube e più di 200.000 impressioni su X al momento della scrittura. La testimonianza ha riacceso il dibattito sulle condizioni lavorative nell'industria del gaming, tema già ampiamente discusso in relazione al crunch degli sviluppatori ma che raramente si estende agli attori e ai performer di motion capture che contribuiscono alla creazione dei personaggi.
L'attrice aveva anche pianificato di utilizzare il suo contributo al progetto come base per richiedere un visto di lavoro negli Stati Uniti, un percorso ora completamente compromesso dall'impossibilità di dimostrare formalmente il suo ruolo. La vicenda evidenzia come le cancellazioni di progetti AAA non colpiscano solo gli studi di sviluppo e le finanze delle major, ma abbiano ripercussioni concrete sulle carriere individuali di centinaia di professionisti che lavorano nell'ombra per dare vita ai videogiochi.
Il remake di Prince of Persia: The Sands of Time aveva attraversato uno sviluppo particolarmente travagliato sin dal suo annuncio, passando attraverso diversi cambi di direzione e ritardi. Originariamente previsto per il 2021, il progetto era stato rinviato più volte mentre Ubisoft cercava di raggiungere gli standard qualitativi attesi dai fan della serie. La cancellazione definitiva rappresenta l'ennesimo capitolo difficile per il franchise persiano, che dopo il successo della trilogia originale non è riuscito a riconquistare lo stesso impatto nel mercato moderno, nonostante il recente Prince of Persia: The Lost Crown abbia ricevuto riscontri positivi dalla critica.