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Provato Onrush, Codemasters matta da le-gare

Quando ti chiami Codemasters, con i giochi di guida puoi fare un po' quello che ti pare. Plasmarli, perfezionarli al millesimo, deformarli e addirittura farli sterzare, sempre ad alta velocità, verso un approccio nuovo, che segna un netto taglio con il tuo glorioso passato. Nasce così Unrush, ''combat racing'' in cui tagliare il traguardo non […]

Quando ti chiami Codemasters, con i giochi di guida puoi fare un po' quello che ti pare. Plasmarli, perfezionarli al millesimo, deformarli e addirittura farli sterzare, sempre ad alta velocità, verso un approccio nuovo, che segna un netto taglio con il tuo glorioso passato. Nasce così Unrush, ''combat racing'' in cui tagliare il traguardo non conta nulla, ma dove, ad essere premiati, saranno la vostra aggressività, il lavoro di squadra e la vostra determinazione nel vedere gli avversari stritolati in un groviglio di lamiere. E su cui abbiamo finalmente messo le mani in una caldissima mattinata milanese, in attesa dell'uscita su PlayStation 4, Xbox One e PC fissata al 5 giugno

Appena scesi in pista, quella che è a conti fatti una versione – quasi – definitiva del gioco ha subito messo in chiaro quale sia la vera natura di Onrush. In un contesto in cui, complice l'avanzare della tecnologia, la maggior parte delle case di sviluppo stuzzicano il palato dei ''pro sim-racer'' e spingono l'acceleratore sull'aspetto simulativo, il titolo di Codemasters punta tutto su del sano divertimento.

Complici molti membri del team che diede i natali all'incompreso DriveClub, la compagnia britannica ha scelto di cambiare rotta, dedicando la sua ultima produzione ai nostalgici della velocità, delle acrobazie e dei takedown. Onrush è, a conti fatti, l'erede spirtuale di MotorStorm, ponendosi l'obiettivo di recuperare e contemporaneamente rimodernare i pilastri ludici del genere, ispirandosi ai grandi capisaldi come Flatout e Burnout, ma anche ereditando da altre produzioni – qualcuno ha detto Rocket League? – filosofie di gioco piuttosto lontane e che sulla carta potrebbero apparire difficilmente replicabili in un racing game di stampo arcade.

Nel gioco, quindi, non dovremo correre da soli: spalleggiati da un team di sei persone, dovremo affrontare una gara assolutamente folle, dove essere in testa non significa necessariamente avere la vittoria in tasca. 

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Adrenalina, gioco di squadra e compattezza diventando così le parole chiave per avere successo. E per approcciarsi a quello che è un racer dall'animo sì ''antico'', ma che cerca anche di apportare una ventata di novità in un genere tanto popolare in passato quanto bistrattato nel gaming moderno.

Ci imbatteremo allora in tracciati che prediligono curve dall'ampio respiro e lunghi rettilinei, arricchiti da rampe da cui spiccare improbabili salti ed esibirci in trick aerei ed evoluzioni assortite. Il trittico ''acceleratore, turbo e frenata'' sarà il nostro compagno più fidato, in una gara in cui non devono mancare strenue lotte tra i corridori a colpi di speronate e sportellate.

Eliminare i propri avversari nel modo più brutale possibile è infatti il cuore pulsante di Onrush. La struttura corsistica della produzione inglese stimola allora il teamplay, basandosi di conseguenza sulla compattezza del gruppo di corridori, chiamati a rimanere costantemente vicini e a corprirsi le spalle ad ogni gara, nel tentativo di raggiungere gli obiettivi prefissati da ogni modalità.

Eliminare i propri avversari nel modo più brutale possibile è infatti il cuore pulsante di Onrush

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Una struttura alimentata dal cosiddetto Stampede System, che cerca di minimizzare i canonici tempi morti dei racing game più tradizionali. Ad ogni errore e ad ogni inizio partita verremo sempre riportati nel cuore dell'azione, senza interruzioni di sorta.

Torneremo così a sgomitare in un gruppo di giocatori assai agguerrito, soppiantanto da ''flodder'' – sì, i bot – nel caso si sia scelto di correre in solitaria. Codemasters ha voluto spostare il focus della gara proprio sul ''branco'', mettendo da parte la competizione più familiare e archiviando la bandiera a scacchi. Dimenticate classificazioni tecniche e traguardi: in Onrush gareggerete sempre in team da sei persone, nel tentativo di ricarciare il vostro Turbo ad ogni curva particolarmente stilosa, con un salto o eliminando i vostri avversari. 

Eroi e motori 

Otto le tipologie di veicoli in pista, per un impianto che – con le dovute proporzioni – va a ricordare videogame ''hero based'' come Overwatch. Prima di gettarci nella mischia, dovremo scegliere tra Blade, Outlaw, Vortex, Charger, Interceptor, Dynamo, Titan ed Enforcer, due motociclette e sei macchine, ognuna dotata di abilità attive e passive peculiari.

La prima, detta rush, permette di sprigionare per circa 10 secondi un potere immenso e in grado potenzialmente di ribaltare le sorti di una gara, mentre la seconda si attiva ogni volta che si compie una particolare azione. Non stupisce allora che, a seconda del bolide scelto, il nostro approccio alla guida e alla competizione tutta debba necessariamente variare, sfruttando in modo adeguato anche la sinergia con le skill degli altri membri della squadra.

Prima di gettarci nella mischia, dovremo scegliere tra Blade, Outlaw, Vortex, Charger, Interceptor, Dynamo, Titan ed Enforcer

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Interceptor riempie ad esempio la barra del rush ad ogni takedown in sequenza, guadagna rush sfiorando le altre vetture e ha un boost iniziale più potente, ma assai più esoso nel consumare la barra. Dynamo svolge un ruolo di supporto, capace di guadagnare rush affiancando gli alleati, droppando contemporaneamente utili potenziamenti. Titan è invece il difensore, con le sue barricate in grado di rallentare gli avversari e la capacità di fornire uno scudo aggiuntivo ai compagni di team. 

Enforcer, poi, acceca gli avversari e disabilita il loro boost, mentre Charger è la classe da mischia che guadagna rush stando in mezzo ai nemici ed ha un attacco "fisico" più potente. Vortez ha il compito di lasciare una scia di turbolenza, Outlaw risucchia il boost dagli avversari e crea un'onda d'urto all'atterraggio e Blade, in chiusura, lascia una scia di fuoco sul percorso e guadagna rush dai front e backflip. Nel caso in cui si volesse variare il proprio compito, è naturalmente possibile eseguire un cambio di classe, ma solo nella schermata precedente a un respawn.

BOOM!

Lo Stamped System e la strutturazione a classi hanno costretto gli sviluppatori ad introdurre nel loro ultimo, rombante gioiellino delle regole del tutto nuove, che potessero adattarsi ad un approccio corsistico tanto originale. E che si traducono in modalità assai interessanti, mai viste in altri titoli su due o quattro ruote. Modalità in cui, soprattutto in multiplayer locale – e online, quando Onrush sarà disponibile nei negozi – la competizione parte fiacca, ma riceverà una severa impennata una volta appreso che il gioco di squadra, l'attivazione del boost e del rush al momento giusto e la combinazione delle abilità dei vari mezzi fanno realmente la differenza.

Nonostante sia presente una modalità per giocatore singolo – detta Superstar e giocabile anche con un amico in co-op -, il vero cuore pulsante di Onrush risiede quindi nel comparto multiplayer. Non troveremo infatti delle classiche gare a giri, bensì quattro modalità che puntano tutto sulla competizione a squadre.

In Overdrive ogni giocatore dovrà cercare di portare punti al proprio team tendendo attivo il più a lungo possibile il suo turbo, occupandosi contemporaneamente di tenere a bada la squadra nemica e di segnare qualche micidiale takedown; in Countdown bisogna invece centrare dei classici checkpoint per aggiungere un preziosissimo secondo di tempo alla propria squadra e impedire che il timer raggiunga lo zero prima di quello degli avversari; in Switch si è costretti a cambiare classe a ogni respawn – il rimando è ancora ad Overwatch -, mentre in Lockdown i due team combattono per il controllo di alcune zone di cattura che appaiono randomicamente lungo il tracciato.

Le modalità appaiono quasi tutte stimolanti e capaci di stuzzicare i palati di chi vorrebbe testare almeno una volta un gioco di corse dalla personalità estrosa. Certo, a poco meno di un mese dal lancio nei negozi fisici e digitali, i dubbi rimagono. E in alcuni casi ''rombano'' potenti. Prima di tutto sulla leggibilità non sempre ottimale del tracciato, per via dell'impostazione più caciarona di un titolo di questo tipo.

Poi sul sistema di guida, che, seppur differenziandosi grazie alla presenza di diverse classi, restituisce una spiacevole sensazione di eccessiva stabilità. Nonostante balzi, sbandate e violente sportellate, le vetture rimangono quasi sempre ben ancorate al terreno, impedendoci in molti casi di lasciarci andare al divertimento e di controllare a dovere il nostro veicolo, con i giusti tempi di risposta. La situazione va comunque a migliorare cavalcando una moto, anche grazie alla possibilità di esibirsi in spericolati trick aerei.

Non stupisce neppure il comparto grafico, fatto di veicoli non troppo dettagliati, di effetti di luce spesso fallaci e di texture un po' sottotono a livello di risoluzione. Fortunatamente, le prestazioni si mantengono più che buone, grazie ai 60fps – quasi – sempre costanti e al pieno supporto alla risoluzione 4K su PS4 Pro e Xbox One X.

Verdetto

La filosofia abbracciata da Codemasters con Onrush ci piace. E parecchio. Abbiamo apprezzato la voglia di rilanciare il genere dei racing di stampo arcade, così come l'evidente passione del team di sviluppo infusa in ogni derapata, in ogni curva ad altissima velocità. L'esperienza rimane comunque agrodolce. Da un lato c'è quel pizzico di strategia che va ben oltre la copertina, in cui conta saper vivere la velocità sulla propria pelle, schiantare gli avversari e collaborare con i compagni. Dall'altro pesa una tecnica non all'altezza delle produzioni attuali e la mancanza di una personalità più incisiva dei bolidi su pista. Senza dimenticare lo Stampede, croce e delizia dell'intero videogame Codemasters, capace sì di focalizzare le corse sul loro profilo più spettacolare e adrenalinico, ma anche di neutralizzare in parte i rapporti di forza tra i corridori. La speranza di un affinamento di Onrush è comunque solidissima: il team di sviluppo ci ha infatti promesso un massiccio supporto post-lancio gratuito, con DLC e aggiornamenti che non fanno altro che confermare l'intenzione di mantenere viva e attiva la community di giocatori online. E, perché no, anche di proiettare il titolo tra le stelle dell'eSport.


Tom's Consiglia

Se amate i racing game sopra le righe, Forza Horizon 3 è il titolo che fa per voi.