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Provato Quake Champions: non chiamatelo Overwatch

Pagina 1: Provato Quake Champions: non chiamatelo Overwatch
I videogiochi sono in continua evoluzione: si allarga il ventaglio delle scelte possibili, nascono nuovi generi o rivisitazioni di giochi già sul mercato prendono piede. Ad allargarsi sono anche i numeri dei fruitori e le loro preferenze, oggi sempre più vaste e difficili da accontentare se il pubblico è chiuso in nicchie estremamente definite. Chi […]

I videogiochi sono in continua evoluzione: si allarga il ventaglio delle scelte possibili, nascono nuovi generi o rivisitazioni di giochi già sul mercato prendono piede. Ad allargarsi sono anche i numeri dei fruitori e le loro preferenze, oggi sempre più vaste e difficili da accontentare se il pubblico è chiuso in nicchie estremamente definite.

Chi è cresciuto giocando sparatutto negli anni novanta e i primi del 2000 non potrà non ricordare i lan party di Quake e Unreal Tournament. Due istituzioni del genere Arena Shooter, dove precisione chirurgica, memoria muscolare allenata e conoscenza approfondita della mappa di gioco facevano la differenza.

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Negli ultimi 10 anni la competizione online a base di pallottole si è spostata verso Call of Duty e gli hero shooter alla Overwatch, dove un numero sempre maggiore di personaggi va a comporre un roster dotato di armi e abilità fuori dal comune. Nerf, rework e continui aggiustamenti sono diventati i nuovi imperativi per mantenere l'ordine in un mondo caotico.

Born to frag?

Quake Champions si pone esattamente tra queste due visioni. Quake è un nome pesante, figlio di un passato che i primi ricordano e che i secondi, forse, non conoscono così tanto bene. Nel gioco di id Software e Saber Interactive si ritrova però l'anima che da sempre lo contraddistingue.

Le mappe sono delle grandi arene con passaggi nascosti, scorciatoie, grandi piazzali. Lo sviluppo è sia orizzontale che verticale su più piani da raggiungere sia con le dedicate piattaforme che con il rocket jump. Tutti partono con un set limitato di armi e la scelta è uguale per tutti, mentre l'arsenale migliore è disposto in punti specifici della mappa che per un ottima gestione dell'area è fondamentale conoscere.

I power-up come corazze e medikit hanno anch'essi la loro posizione strategica e un tempo di respawn. Insomma, fino a qui tutto si conferma adrenalinico e calibrato affinché skill e conoscenza profonda dell'arena facciano la differenza.

Quake Champions 2

Le novità, più accattivanti per i nuovi giocatori, sono le abilità passive e attive di cui i Campioni dispongono. Blazko può impugnare qualsiasi arma del gioco in ogni mano, moltiplicando ancora di più il potere di attacco quando l'abilità è in uso, mentre Clutch ha un gran vantaggio in difesa utilizzando uno scudo che blocca i proiettili e si disattiva quando riprende a far fuoco.

Ogni personaggio ha i suoi livelli di salute e armatura, velocità di movimento e le abilità speciali, nell'equazione finale, a volte sembrano del tutto trascurabili o non necessarie nella composizione della squadra. 

A differenza di Overwatch, dove alcuni eroi si combinano meglio con le abilità degli altri e dove gli obiettivi di squadra rendono inevitabile la collaborazione, in Quake non c'è questa effettiva necessità, non c'è il blocco della selezione. Il ritmo è sempre tanto elevato che il tempo per pensare a una strategia è sostituito da riflessi e colpo d'occhio. Le capacità del singolo, tra cui l'abilità nel guadagnare velocità tramite strafe jump e mantenere salda la mira sono ancora oggi le skill da premiare. 

Abilità come quella di Galena che posiziona sul campo dei totem capaci di offendere i nemici o di curare gli alleati per quanto possa essere gradita, non dà certo il supporto in campo che una Moira o una Brigitte forniscono, anzi doversi arrestare all'interno dell'area del totem non è una di quelle tipiche azioni che uno farebbe in Quake.

Qualche impostazione da hero shooter, ma senza reali ruoli in gioco, si traduce il più delle volte in nient'altro che preferenze personali. La scelta del proprio Campione, da ciò che abbiamo provato, non si indirizza a contrastare un campione nemico o a sfruttare una mal composizione del team nemico. Tutti sembrano scegliere il Campione con cui si trovano meglio, o quello che sembra essere il più forte a seconda del meta, e via di corsa verso il lanciamissili o il cannone a rotaia.

Quake Champions

L'acquisto di un Campione non avviene con la valuta di gioco, la quale è invece utilizzata per affittare un campione e provarlo. Se volete acquistare un personaggio dovrete pagare con moneta reale, scambiandola per la valuta platino, a meno che non disponiate del Champions Pack da 29,99 euro che li rende disponibili.

Non essendoci una modalità pratica con bot o una qualche sorta di modalità allenamento – c'è però un tutorial attualmente incompleto che spiega le basi – potete provare il vostro campione solo lanciandovi direttamente nella mischia. I tempi di attesa non sono sempre ottimali e manca un assortimento in base alla propria abilità, motivi che potrebbero spingere i novizi ad abbandonare ben presto il campo di combattimento.