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PS4 trascina Sony, altro che TV e computer portatili

PlayStation 4 fa sorridere Sony, che nel trimestre conclusosi il 31 dicembre 2013 è riuscita a raggiungere buoni risultati finanziari proprio grazie alla divisione gaming. Si parla di un fatturato di 4,2 miliardi di dollari, con una crescita del 64% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

PlayStation "illumina" Sony e il suo presidente Kaz Hirai

Il dato più eclatante riguarda l'utile netto, che aumentano del 292% raggiungendo quota 172 milioni di dollari. Sony non ha fornito cifre separate per il comparto hardware e software e ha raggruppato le unità vendute di PS2, PS3 e PS4 in un unico dato.

Le console vendute dall'azienda ammontano a 7,8 milioni di unità, in crescita rispetto ai 6,8 milioni dell'anno precedente. Considerando che PS4 al 28 dicembre ha raggiunto 4,2 milioni di unità vendute si stima che PS2 e PS3 abbiano venduto un massimo di 3,6 milioni di console, in calo rispetto ai 6,8 milioni dello stesso trimestre del 2012.

Meno incoraggianti le vendite di console portatili, che vedono PS Vita e PSP raggiungere 2 milioni di unità, 700.000 in meno rispetto all'anno precedente.

Complessivamente le vendite del settore gaming sono riuscite a trascinare tutta l'azienda, che nell'ultimo trimestre ha totalizzato un fatturato di 22,9 miliardi di dollari, con una crescita del 23,9% anno su anno. Tuttavia i costi d'esercizio restano alti, un dato che riduce l'utile netto a "soli" 257 milioni di dollari. Sempre meglio rispetto alla perdita di 106 milioni ottenuta nello stesso periodo del 2012.

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Per cercare di ridurre i costi Sony ha deciso di ristrutturare alcuni settori dell'azienda, vendendo il segmento dei computer portatili Vaio a Japan Industrial Partners Inc. e concentrandosi su smartphone e tablet. In difficoltà anche il business delle TV, che a luglio di quest'anno diventerà di una sussidiaria controllata completamente da Sony che si focalizzerà sugli schermi 4K di fascia alta, un settore dove l'azienda per ora fa la voce grossa con il 75% delle quote di mercato.

Cambiamenti che tuttavia non saranno indolori per circa 5000 dipendenti, che entro la fine dell'anno fiscale 2014 resteranno senza lavoro