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Quantic Dream: il futuro della software house di David Cage

L’industria del videogioco è piena di personaggi che, per i motivi più disparati, riescono sempre a far parlare di sé. Un grande estro creativo, la capacità di portare davvero qualcosa di nuovo o l’avere una personalità fin troppo eccentrica: sono tante le ragioni che contribuiscono a rendere celebri alcune figure del mondo del gaming.

Pensiamo a Yoko Taro, a Hideo Kojima o a Sam Lake, ma anche a Ken Levine, John Romero e tanti, tantissimi altri. Ognuno è riuscito a modo suo a (ri)scrivere pagine fondamentali della storia di questo medium, portandolo passo dopo passo a ciò che è oggi: uno strumento di comunicazione dall’incredibile potenza, il cui impatto diventa ogni giorno sempre più impressionante. Tra questi è doveroso citare senza ombra di dubbio David De Gruttola, meglio conosciuto come David Cage, che con Quantic Dream ha certamente sperimentato più volte l’introduzione di nuovi standard nel mondo del videogioco. A volte riuscendoci e a volte fallendo, ma con il fermo e costante desiderio di provare sempre qualcosa di nuovo. La domanda che ci voglia porre oggi è molto semplice: cosa riserverà il futuro a Quantic Dream? Vediamolo insieme, cominciando con un piccolo passo indietro di qualche anno…

Quantic Dream e Sony: la fine di un’era?

Con l’uscita di Detroit: Become Human nell’aprile 2018 si è chiuso un cerchio per la software house francese: si è infatti trattato dell’ultimo titolo prodotto in esclusiva per Sony, dopo i buoni risultati ottenuti con Heavy Rain prima e Beyond: Two Souls in seguito. Un rapporto decennale che le due parti hanno deciso di non rinnovare, e che ha prima di tutto portato i titoli Quantic Dream ad approdare finalmente anche su altre piattaforme… E poi?

In molti hanno interpretato il termine di questo contratto come la fine di un’era, e qui va fatta una prima precisazione. Al contrario di quanto pensato da alcuni no, questo non significa che i nuovi prodotti Quantic Dream non approderanno mai più su console PlayStation. Semplicemente non esiste più il vincolo di esclusività, fattore che renderà i nuovi lavori di Cage e soci disponibili a un pubblico ancora più ampio.

Detroit: Become Human (2018)
Foto generiche

A fare notizia è stata l’acquisizione, un paio di anni fa, di alcune quote della società parigina da parte del colosso cinese NetEase: una multinazionale nota per essere una delle più grandi aziende dell’industria di internet al mondo, con un fatturato che sfiora i 60 miliardi di dollari l’anno. Da allora si è parlato sempre meno di Quantic Dream, e non figurano (almeno in via ufficiale) nuovi progetti in cantiere per la nuova generazione.

New gen che, così come accaduto per le precedenti, può e deve essere invece un’opportunità per continuare sulla strada già percorsa negli scorsi anni: quella della sperimentazione, per portare qualcosa di realmente innovativo nel panorama del gaming. Senza più Sony e con l’ingresso di NetEase le dinamiche vanno senza dubbio a cambiare e non di poco, con una ristrutturazione di società e progetti i cui effetti non sono ancora ben chiari al grande pubblico.

Certo è che, a seguito di questi grossi cambiamenti, Cage e soci dovranno intraprendere una nuova direzione. Quale? Per capirlo dobbiamo provare a rispondere a questi tre quesiti:

  • Quanto ha pesato la presenza di Sony in passato?
  • Quali sono i piani che NetEase ha in serbo per Quantic Dream?
  • In che modo questi cambiamenti influiranno sulla nuova generazione di console?

Risposte certe purtroppo non ne abbiamo, ma si tratta in ogni caso di tre spunti di riflessione da non sottovalutare. Prendiamo ad esempio il primo: Sony avrà certamente imposto in passato tempistiche, budget e scadenze di un certo tipo, cosa perfettamente normale nella gestione di progetti di questa portata. Una gestione che potrebbe da certi punti di vista aver limitato Quantic Dream – non è intenzione nostra stabilire per colpa di chi – nella realizzazione di alcuni titoli. Heavy Rain per citarne uno presenta lacune non da poco a livello di trama, e la cancellazione di tre dei quattro DLC previsti non ha certo aiutato in questo senso.

Heavy Rain (2010)
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Negli anni diverse voci di corridoio hanno sollevato dubbi su un rapporto incrinatosi a causa di divergenze a vari livelli, e qui passiamo direttamente al secondo punto. NetEase avrà o vorrà avere lo stesso peso di Sony all’interno di Quantic Dream? Di certo porterà qualcosa di nuovo, quella “ristrutturazione” di cui abbiamo parlato poco fa e della quale vedremo gli effetti soltanto con l’uscita di nuovi prodotti. Il dubbio è che possa però arrivare una vera e propria inversione di rotta con scenari finora inaspettati: e se i nuovi investitori spingessero Quantic Dream a lavorare su progetti ben diversi da quelli che abbiamo conosciuto e apprezzato negli ultimi anni?

Quantic Dream, e adesso?

L’arrivo di una nuova generazione di console potrebbe essere un ulteriore incentivo ad alzare l’asticella fissata in passato, testando nuovi formati e nuove tecnologie a cui peraltro Cage aveva già accennato in una sua intervista alla Milan Games Week 2018. Nella stessa occasione si era anche parlato, sempre in una fase molto preliminare, di come ci fosse già qualcosa in cantiere: non sappiamo se solo sotto forma di idea o se già come progetto ben avviato, ma una conferma del tipo è un segnale più forte di quel che si potrebbe pensare.

Quantic Dream insomma non ha certo smesso di lavorare, anzi. Sulla natura di questa misteriosa novità c’è ben poco da dire, praticamente nulla di realmente concreto. Si potrebbe trattare di un sequel di una delle opere passate – opzione che lo stesso Cage ha sempre affermato di non disdegnare – oppure qualcosa di totalmente nuovo e, soprattutto, innovativo. Si potrebbe anche trattare di un’opera realizzata a partire da The Dark Sorcerer o da una delle altre tech demo prodotto dallo studio, ma in ogni caso l’obiettivo dovrà essere il medesimo: portare qualcosa di nuovo, magari coinvolgendo le già citate “nuove tecnologie”.

Un’avventura Quantic Dream in VR? O magari qualche integrazione addirittura con la realtà aumentata? Lo studio francese non sarebbe nuovo a sperimentazioni di questo tipo: già nel 2005 con Fahrenheit l’intento era quello, con un titolo che sfruttava il Motion Capture in un modo che per i tempi aveva davvero del rivoluzionario.

Da non sottovalutare, inoltre, ci sarebbe un altro medium di cui lo stesso David Cage si è sempre dichiarato un grandissimo appassionato: il cinema. E anche qui, in pochi lo sanno, Quantic Dream ha già delle esperienza passate. Nello specifico con Immortal, film diretto da Enki Bilal uscito nel 2004, del quale lo studio francese curò parte della produzione: e se il nuovo progetto virasse verso questa direzione?

Immortal (2004)
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Difficile rispondere con sicurezza, quello che sappiamo è che Quantic Dream non rimarrà in silenzio ancora per molto. Qualcosa di nuovo bolle in pentola e, secondo diverse voci di corridoio, dovremo aspettare molto poco prima di assistere, finalmente, all’annuncio che tutti stiamo aspettando. La nuova generazione è appena cominciata, e state sicuri che David Cage e soci non staranno certo a guardare. La parola passa ora ai giocatori: anche voi siete in attesa del nuovo progetto dello studio francese?

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