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RDR2, God of War, Assassin’s Creed Odyssey: i dati dei trofei svelano quanti finiscono veramente i giochi

La longevità di un videogame è un argomento che sta sempre a cuore. Si spera che un gioco, oltre a essere divertente, abbia contenuto sufficiente a tenerci impegnati per molte ore: dopotutto, vogliamo che i soldi spesi siano giustificati e di certo non ci accontenteremmo di poco. Ma è veramente così?

Grazie ad alcuni dati raccolti da GameRevolution, possiamo scoprire che i numeri sono spesso più bassi di quel che ci si potrebbe aspettare. Pare infatti che molti non sentano il desiderio di completare i giochi. Attenzione, però: queste percentuali non fanno riferimento a chi ha ottenuto il platino, ma solo a coloro che hanno finito la trama (o ciò che più vi si avvicina). Vediamo i dati (raccolti a partire da PlayStation 4):

  • Red Dead Redemption 2 – 22%
  • Marvel’s Spider-Man – 50.3%
  • God of War – 53.6%
  • Far Cry 5 – 35.8%
  • Dead Cells – 15%
  • Assassin’s Creed Odyssey – 24.6%
  • Persona 5 – 34.8%
  • Yakuza Kiwami 2 – 49.1%
  • Uncharted 4: La Fine di un Ladro – 41.7%
  • Detroit: Become Human – 61.7%
  • Darksiders 3 – 37.9%
  • Crash Bandicoot – 12.6%

Iniziamo parlando di due estremi, Crash Bandicoot e Detroit: Become Human. Il primo segna i numeri più bassi di questa classifica. La causa, probabilmente, va ricercata nelle motivazioni che hanno spinto gli acquirenti a comprare il remake: la nostalgia. In cerca di quelle sensazioni che sono relegate ai ricordi dell’infanzia, molti potrebbero aver solo provato il titolo, passando poi al secondo e al terzo, oppure ad altro.

Detroit, invece, riporta la percentuale più alta tra i titoli presenti in lista. Trattandosi di un’opera che punta tutto sulla trama, non ci si potrebbe aspettare di meno: forse, addirittura, si poteva sperare in qualcosa di più; rimane in ogni caso un ottimo risultato, sopratutto confrontandolo con altri giochi, come ad esempio Uncharted 4. Anche l’opera Naughty Dog, pur essendo parte di un genere completamente diverso rispetto al titolo di David Cage, ha sempre messo al centro i propri personaggi e quel 41.7% (numero che indica il completamento alla difficoltà più bassa, tra l’altro) sorprende in negativo.

La lista propone poi molti titoli open-world o sand-box, opere che fanno della sovrabbondanza del contenuto un punto di forza. Red Dead Redemption 2, su tutti, è diventato uno dei giochi più venduti e apprezzati da critica e pubblico, eppure, dopo mesi dall’uscita, solo il 22% dei giocatori hanno completato la trama: forse, tra Red Dead Online e la stessa modalità single-player, molti si accontentano di girovagare nel mondo di gioco, senza inseguire le missioni principali. Lo stesso pare essere successo ad Assassin’s Creed Odyssey (24.6%); Far Cry 5, invece, raggiunge risultati leggermente superiori con un 35.8%.

Subito dietro i titoli Rockstar e Ubisoft, abbiamo Darksiders 3 (37.9%), un seguito atteso dai fan dei precedenti capitoli ma che non ha saputo convincere: è possibile che molti, delusi, abbiano preferito passare ad altro. In cima alla classifica troviamo invece due esclusive PlayStation: Marvel’s Spider-Man (50.3%) e God of War (53.6%). Il risultato dell’opera Insomniac è convincente ma bisogna considerare anche la minore durata dell’avventura principale dell’Arrampicamuri rispetto agli altri nomi presenti in classifica. Consideriamo inoltre che il gioco propone vari elementi secondari, tra missioni e collezionabili, ma di natura ripetitiva. Questi due fattori potrebbero aver spinto i giocatori a dare priorità alla trama, per poi abbandonare gli extra. A sorprendere, invece, è God of War: il ritorno di Kratos ha convinto (non è diventato gioco dell’anno ai The Game Awards 2018 per caso), ma vista la longevità complessiva (e risultati di altri videogame) il fatto che un giocatore su due abbia visto il finale è inaspettato.

Completano poi la lista alcuni titoli particolari, come Dead Cells (15%): l’indie rogue-like non ha una vera e propria fine e il valore è basato sul numero di giocatori che hanno sconfitto l’ultimo boss (azione che non comporta il completamento del gioco). Anche senza raggiungere tale risultato è possibile giocare per molte ore, quindi è il dato della classifica di più difficile interpretazione. Per concludere, abbiamo Persona 5 (34.8%) e Yakuza Kiwami 2 (49.1%): due giochi giapponesi, di nicchia, ma con percentuali abbastanza diverse. Il primo ha ottenuto un discreto successo e potrebbe aver attirato molti giocatori incuriositi che però non sono riusciti a completare le 60-100 ore necessarie per vedere il finale. Yakuza, invece, è probabilmente stato preso in considerazione perlopiù dai fan, raggiungendo una percentuale interessante, forse in parte aiutata dal fatto che in circa venti ore è possibile finire la trama (ignorando tutto ciò che è non obbligatorio).

Ovviamente non è possibile trarre delle conclusioni definitive, ma in termini generali si può affermare che il completamente della parte principale di un gioco non è da dare per scontato. Tra i vari medium d’intrattenimento, quello videoludico richiede più tempo: un film, in media, non si avvicina nemmeno alle tre ore ed è un’esperienza che tendenzialmente si vive senza interruzioni. I videogame, invece, richiedono di fermarsi e poi tornare: più volte lo si deve fare, più è facile che non accada. Diteci, cosa ne pensate? Voi completate tutti i giochi che vi piacciono, oppure alle volte perdete interesse e passate ad altro?

Se dovessimo fidarci delle percentuali, Detroit: Become Human è uno dei giochi che più hanno convinto.