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Recensione Far Cry 5, guerra e religione nel Montana

Far Cry 5   Far Cry 5 è il nuovo capitolo del celebre franchise Ubisoft che ci porta a Hope County, Montana, per combattere la misteriosa e violenta setta guidata dal mitomane Joseph Seed. PRO: Caratterizzazione eccelsa dei personaggi, inseriti in un mondo vasto graficamente splendido, ricco di attività in cui il gunplay classico della […]

Far Cry 5

 

Far Cry 5 è il nuovo capitolo del celebre franchise Ubisoft che ci porta a Hope County, Montana, per combattere la misteriosa e violenta setta guidata dal mitomane Joseph Seed.

Far Cry 5


 

Raccontare un gioco non è semplice, mai; è necessario trovare il giusto equilibrio fra l'oggettivo che determina il giudizio e il soggettivo che lo influenza. Pregi e difetti non sono degli assoluti univoci, sono piuttosto quegli elementi che, insieme, creano e rendono vivo il gioco.

Ne consegue che il più evidente dei difetti non è tale se non viene coniugato al fianco del più importante dei meriti. Si tratta di un dualismo fatto di scelte di design, di scrittura e di realizzazione che puntano a costruire una determinata esperienza di gioco. Far Cry 5 rappresenta con orgoglio quest'idea. I ragazzi di Ubisoft Montreal hanno sviluppato il loro prodotto con la volontà di proporre un titolo divertente e coinvolgente, riproponendo ancora una volta il cliché inaugurato con Far Cry 3 ma rivisitandone leggermente la struttura. Il risultato è un open world dotato di una progressione più ramificata, più varia rispetto al passato ma allo stesso tempo più altisonante dal punto di vista del ritmo.

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Il Profeta e i suoi Apostoli

Hope County, verdeggiante e vasto pezzo di Montana dove irte montagne e lussureggianti vallate si incontrano in una natura incontaminata. Da diversi anni un culto estremista e apocrifo si è insediato nella contea, arrivando a posizionarsi come una dittatura violenta e incontrollabile a cui autorità e istituzioni stesse non riescono minimamente a tenere testa. Il Progetto Eden's Gate e il suo profeta, Joseph Seed, tengono in scacco l'intera comunità, definendo un regime di "con noi o contro di noi" scritto con pallottole e rapimenti. Come da tradizione per il brand Far Cry, la partenza dell'avventura è un mix di tritolo e dinamite che ci scoppia fra le mani, letteralmente: ultimi arrivati nella squadra dello Sceriffo, ci troviamo a fare da supporto a un Marshall federale nell'intento di arrestare Seed e di mettere fine alle follie della Setta insieme allo stesso Sceriffo e altri due Vice; senza scendere troppo nei dettagli vi diciamo che la situazione precipita da subito in modo drastico, vedendoci scampare il nostro funerale per un soffio e separandoci dai nostri alleati. In nostro soccorso arriva però Dutch, un vecchio solitario che si oppone al culto della setta e che è disposto a tutto per estirparne il Seme da quella terra una volta pacifica.

Come da tradizione per il brand Far Cry, la partenza dell'avventura è un mix di tritolo e dinamite che ci scoppia fra le mani

Le tre regioni, e le attività che contengono, portano in dote differenze riconducibili al ruolo che il membro della famiglia Seed al comando ha nelle dinamiche della Setta: John, Jacob e Faith rispecchiano tre differenti risultati della folle influenza di Joseph e la loro presenza non sarà solo una costante nell'evoluzione dell'intreccio, sarà il metro per misurare la lucidità e il pragmatismo deviato della prosa religiosa del culto dall'inizio alla fine dell'avventura. Joseph Seed non è un pazzo armato con un seguito di scagnozzi. È una guida, un Profeta che porta un messaggio attraverso i suoi tre Apostoli e tramite loro lo conosceremo: quello che percepiremo di Joseph durante il gioco non sarà la sua presenza fisica, bensì il frutto del suo messaggio, declinato nella paura e nella violenza esercitata dei suoi adepti. A controbilanciare la perversione della Setta troveremo decine di personaggi pronti a tutto per non cedere alla volontà di Joseph Seed, ognuno con una propria back story e identità ben definita. Fra questi spiccano in particolare i membri della Resistenza e 9 mercenari specialisti (fra cui anche degli animali), companions con abilità e caratteristiche uniche, sbloccabili grazie a missioni dedicate per essere utilizzati come supporto durante la campagna in singolo.
 

Troveremo decine di personaggi pronti a tutto per non cedere alla volontà di Joseph Seed, ognuno con una propria back story e identità ben definita

Nel complesso, le linee della storyline scorrono come una corsa a ostacoli fra colpi di scena un po' telefonati e qualche esitazione di troppo. Tuttavia, la grande caratterizzazione data ai singoli personaggi, dalla distorta famiglia Seed ai comprimari della Resistenza, riesce ad accendere anche i momenti più scontati, con alcuni passaggi che paiono veri fuochi d'artificio e la possibilità di compiere alcune scelte che influenzeranno gli sviluppi finali della vicenda.

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Gunplay d'eccezione e panorami mozzafiato

A livello tecnico Far Cry 5 si conferma un titolo sapientemente realizzato sul fronte artistico, con texture dettagliate e una buona resa del HDR; su Ps4 PRO l'impatto visivo in 4k (dinamico) di Hope County è sconfinato, con un orizzonte visivo sontuoso e dettagliato, dove viene valorizzato con cura uno scenario naturale che crea un percepibile senso di conflitto con il contesto anarchico e violento dei fatti che vi prendono luogo. Ottimo il dettaglio e la cura certosina dei modelli dei personaggi principali, davvero ben realizzati e caratterizzati anche nella loro estetica; neppure il comparto audio non sfigura, con temi incalzanti e una buona dose di licenze musicali "country" a dare ulteriore colore all'atmosfera. Peccato per alcuni problemi pop-up e caricamento delle texture che si avvertono in movimento, nulla di grave o che possa compromettere la fluidità dell'esperienza ma comunque da segnalare.

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Sin dal primo episodio, la serie Far Cry si è distinta per essere un FPS aperto, con una metodologia di approccio al gameplay action piuttosto varia e appagante. Il quinto episodio non fa eccezione, riprendendo di peso tutte le meccaniche già viste a partire dal terzo capitolo in poi e declinandole nel contesto country di Hope County. Resta vincente l'accoppiata di dinamiche action e stealth che sposano alla grande la conformazione a tratti verticale di questo sand box: combinare infiltrazioni furtive e un utilizzo più aggressivo della discreta armeria a nostra disposizione dà sempre grande soddisfazione. Il merito è anche di un gunplay davvero pregevole, dove ogni arma può essere customizzata con diversi mirini o accessori e trova il giusto equilibrio nel feeling di oscillazione, potere d'arresto e portata.

Resta vincente l'accoppiata di dinamiche action e stealth che sposano alla grande la conformazione a tratti verticale di questo sand box

Ad ampliare le nostre possibilità di gameplay avremo anche molti mezzi di trasporto, dai quod alle motrici di camion passando per elicotteri e aerei, che in alcuni casi saranno persino equipaggiati di mitragliatrici e cannoni che, come le armi e gli abiti del nostro Vice Sceriffo, saranno completamente personalizzabili nell'estetica. Viene leggermente rivisto il sistema di crescita del nostro personaggio, legato ora a delle caratteristiche (i "tratti") sbloccabili usando dei punti dedicati che acquisiremo tramite il completamento di sfide legate al gameplay, come l'utilizzo di una determinata arma o l'esecuzione di un certo numero di colpi alla testa, oppure raccogliendo alcune riviste speciali sparse qua e là fra le zone dei bottini segreti. Oltre che a migliorare il nostro alter ego nei parametri più comuni come salute, capienza dell'inventario o silenziosità dei passi, i tratti potranno essere usati anche per gli specialisti, sbloccando un bonus che riduce il tempo di ricarica di ciascuno per essere nuovamente disponibili dopo il k.o. o di poter essere affiancati simultaneamente da due di loro. Più fuori di testa dei membri della Setta, questi compagni di avventura hanno qualità differenti per diversi approcci al gioco ma, in concreto, nel loro utilizzo abbiamo rilevato un certo sbilanciamento, notando come decisamente troppo efficaci rispetto agli altri il pilota dell'elicottero e Hurk (si, proprio quel Hurk) con il suo lanciarazzi.

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Dal punto di vista della varietà missioni è notevole la quantità di icone che popolano la mappa: attività legate alla Setta, missioni secondarie, bottini segreti, zone di caccia e pesca e prove da stunt man spuntano come fiori insieme alle missioni secondarie, più varie fra loro rispetto al passato della serie ma, comunque, ancora portatrici di un certo senso di déjà-vu dopo le prime ore di gioco. A minare la solidità del gameplay è, purtroppo, un'intelligenza artificiale rimasta indietro di qualche anno, rea di portare nemici facilmente prevedibili, che si lasciano raggirare fin troppo facilmente, e alleati della stessa pasta, rigidi nei movimenti poco reattivi rispetto alle dinamiche di gioco. A poco serve aumentare la difficoltà del gioco da questo lato: cambierà semplicemente la precisione e il danno dei loro colpi o la distanza visiva da cui ci individueranno.

CO(IN) OP

L'idea di affiancare al giocatore uno o due spalle per affrontare il Verbo di Joseph Seed e dei suoi seguaci è senz'altro ottima. Ancora meglio farlo in compagnia di un amico: dopo aver già visto una prima forma di Co op per la parte di esplorazione in Far Cry 4, Ubisoft ha deciso di puntare forte su questo aspetto per l'ultima iterazione della serie: con Far Cry 5 è ora possibile affrontare tutta la campagna (una volta superato il prologo) in compagnia di un amico. Grazie alla grande libertà d'azione di cui vi abbiamo parlato sopra, la cooperativa in Far Cry 5 consente di sbizzarrirsi in azioni coordinate spettacolari e dinamiche. Approcciare un avamposto della setta con il fuoco di copertura di un alleato nascosto su una collina, o scegliere di sfondarne le linee nemiche con un doppio attacco da terra e dal cielo sfruttando i mezzi a disposizione regala grandi soddisfazioni e aggiunge freschezza all'impianto di gioco; a farci storcere un po' il naso è l'assenza di condivisione del progresso nel completamento delle missioni, che viene attribuito solo all'host della sessione.

L'idea di affiancare al giocatore uno o due spalle per affrontare il Verbo di Joseph Seed e dei suoi seguaci è senz'altro ottima

Infinite, invece, sono le possibilità che scaturiscono dalla modalità Arcade, l'evoluzione dell'editor di mappe multigiocatore visto nei precedenti titoli. Si tratta di una modalità inedita che consente di affrontare le sfide partorite dalla sempreverde communty in singolo, co op e pvp fino a sei vs sei. Una volta terminato il prologo e lasciata la prima sezione dedicata al tutorial, questa modalità diventa accessibile sia dal menù principale che dalla campagna, dove una serie di cabinati da sala giochi ci permettono di lanciarla: da apprezzare il gusto retrò di menù e interfacce, in tema con lo stile sala giochi di una volta. In Arcade il nostro personaggio avrà le stesse fattezze e gli stessi bonus sviluppati attraverso i tratti nella campagna, il denaro e i punti tratto che otterremo livellando in Arcade invece saranno condivisi nella campagna stessa.

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Pensato come una piattaforma slegata dal gioco originale, Far Cry Arcade propone un editor di mappe e modalità completo e ricco di opzioni: con un po' di fantasia è possibile realizzare dei layout alternativi complessi e particolareggiati, con aperti a infinite possibilità. L'elaborazione del nostro modello di mappa parte dalla scelta di affrontarla in solitaria, in co op o in multiplayer pvp, e si spinge fino all'inserimento di modificatori per alterare il gameplay, come la possibilità di evidenziare i bersagli sulla mappa o le uccisioni istantanee. Con la possibilità di sfruttare oltre 9000 oggetti nel processo di creazione, fra cui asset di titoli come AC Unity e Watch Dogs, ci aspettiamo di vedere realizzati da parte della community esperimenti e idee di ogni genere per quella che è un' aggiunta al pacchetto valida e di prospettiva in termini di vita del titolo.

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Conclusioni

Far Cry 5 è un more of the same riuscito ed estremamente godibile, che farà la felicità di tutti coloro che hanno amato i precedenti capitoli e che saprà senz'altro farsi apprezzare da tutti dagli amanti degli action in prima persona; con un comparto grafico e artistico brillante ma non esente da difetti, e dei personaggi tanto fuori di testa quanto credibili, la contea di Hope County ci racconta una storia piacevole, che alterna momenti di grande adrenalina a sezioni in cui la narrazione si perde fra i crismi della vasta struttura open world su cui poggia un gameplay che diverte ma che non stupisce più. Quella che è stata una formula vincente con Far Cry 3 nel 2012 oggi è un modo di essere che funziona, ma che va rinnovato più radicalmente perché possa restare attuale. L'introduzione delle regioni e dei companions, insieme alla più completa modalità co op e alla piattaforma Arcade, garantiscono una rigiocabilità importante e sfumata attraverso una mole di attività degna di nota. Ciononostante, tutto questo ancora non è sufficiente a far compiere alla serie quel passo necessario verso il rinnovamento del brand, fondamentale affinché la serie possa puntare all'eccellenza.


Tom's Consiglia

Se ti piace la serie Far Cry, ti consigliamo di recuperare il quarto capitolo e il primitivo Primal.