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Recensione
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Recensione John Carpenter's Toxic Commando, il nuovo Left 4 Dead?

Nelle ultime settimane abbiamo combattuto le orde del male di John Carpenter's Toxic Commando, il nuovo titolo cooperativo di Saber.

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Avatar di Giacomo Todeschini

a cura di Giacomo Todeschini

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 11/03/2026 alle 18:00
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  • Pro
    • In cooperativa è davvero divertente
    • Ottima resa delle orde
    • Una lettera d'amore ai film action anni '80
  • Contro
    • Nulla di veramente nuovo
    • Le missioni sono un po' troppo simili tra di loro

Il verdetto di Tom's Hardware

8
John Carpenter’s Toxic Commando è un titolo onestissimo, che prende a piene mani dalle precedenti esperienze di Saber Interactive per dare vita a un’esperienza cooperativa solida e divertente. Un gioco che deve sicuramente molto ai Left 4 Dead, ma che riesce comunque a vivere di vita propria e ad avere anche qualche spunto niente male. Un buon passatempo in compagnia di amici e con il quale sfogarsi sparando a migliaia e migliaia di zombie.

Informazioni sul prodotto

Saber Interactive si è rivelata essere negli ultimi anni una software house a dir poco poliedrica. Oltre ai vari episodi a tema bestioni della strada appartenenti alla saga di Mudrunner, l’azienda statunitense ci ha infatti regalato anche l’ottimo Warhammmer 40.000 Space Marine 2 e il più che apprezzabile World War Z.

Delle esperienze tra di loro decisamente diverse e che hanno contribuito a plasmare il vasto known-how dello studio, oltre che confluire insieme in John Carpenter’s Toxic Commando. Un’avventura pensata soprattutto per gli amanti dei titoli cooperativi dallo stampo arcade e che abbiamo avuto l’opportunità di provare a fondo nelle scorse settimane.

Un nome pesante

Come avrete avuto modo di notare, nel titolo del gioco capeggia il nome di John Carpenter, leggendario regista dietro opere come Distretto 13, Halloween - La notte delle streghe,1997: Fuga da New York, La cosa e Grosso guaio a Chinatown. Un curriculum di tutto rispetto, insomma, al quale Saber Interactive ha chiesto supporto per la realizzazione di Toxic Commando e la resa delle sue ambientazioni e del suo tono.

Immagine id 85801

Carpenter ha infatti collaborato attivamente a dare al titolo quell’anima da film action anni ’80, in cui un cast di eroi apparentemente inscalfibili si amalgama insieme a situazioni sopra le righe e all’umorismo tipico della cinematografia action-horror di quel periodo. Una vera e propria lettera d’amore a tale epoca e alle opere di Carpenter, con svariati easter egg pensati proprio per strappare un sorriso ai fan più sfegatati del regista.

La trama alla base del gioco è in ogni caso tutto sommato semplice: un’operazione di trivellazione volta a estrarre una fonte illimitata di energia finisce per risvegliare un’entità maligna nascosta da millenni nelle profondità. Il suo ritorno getta i dintorni del caos, corrompendo il terreno e rendendo tutti gli sventurati nei paraggi dei veri e propri zombie. L’unica ancora di salvezza per l’umanità prende il nome di Toxic Commando, una compagnia di quattro eroi che non vuole e non può fermarsi davanti a nulla, con l’unico obiettivo di porre fine all'invasione di non morti, tra qualche battuta scomoda e migliaia di proiettili.

Fango e non morti

John Carpenter’s Toxic Commando è il più classico dei figli di Left 4 Dead, dove orde di non morti e amenità varie si frapporranno tra noi e l’obiettivo in una serie di differenti missioni. Non stiamo in ogni caso certo parlando di una copia spudorata, dato che l’opera di Saber si basa su alcuni capisaldi tutto sommato innovativi, come quello relativo ai mezzi di trasporto, ma è indubbio come essa debba molto alla celebre saga di Valve.

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Proprio spostandoci sugli appena citati veicoli a quattro ruote, la software house a stelle e strisce ha ripreso in questa sua ultima fatica diversi aspetti dai vari titoli di Mudrunner, riportandoli qua ovviamente in una versione più edulcorata per evitare grossi problemi meccanici ai giocatori nel bel mezzo di un’invasione zombie.

La fisica dei terreni, ad esempio, è davvero notevole e le ruote dei nostri veicoli si impantano che è un piacere nelle zone fangose, che a loro volta si adattano al passaggio dei nostri mezzi. Buona parte di essi sono poi dotati dell’oramai noto verricello, una corda collegata a un motore che può essere usata per agganciarsi a qualche punto fisso e sfruttata per rimuovere il mezzo da qualche sentiero particolarmente impervio. Non neghiamo poi di averlo di tanto in tanto utilizzato anche come un’arma impropria, per eliminare dalla media distanza qualche zombie esplosivo particolarmente pericoloso.

La gestione dei veicoli, tolte queste piacevoli varianti, è poi come quella che ci si aspetterebbe da un titolo del genere. Di tanto in tanto dovremmo infatti fermarci per fare rifornimento cercando qualche tanica di carburante nascosta per la mappa, così come dovremmo scendere a riparare i danni tramite un semplice QTE dopo qualche attacco ricevuto.

Da World War Z e Space Marine 2 Saber ha invece portato in Toxic Commando la gestione delle orde, con centinaia se non migliaia di non morti che scorrazzano contemporaneamente nello schermo nelle situazioni più concitate. Un effetto sicuramente notevole e di grande impatto, che su PC non abbiamo sofferto in quanto a framerate, e che concorre a aumentare l’immedesimazione e il senso di pericolosità della situazione.

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A onor del vero i nemici che fanno da sfondo a molte situazioni, correndo ad esempio appena fuori dalla zona di gioco, sono decisamente superiori in numero a quelli che ci troveremo effettivamente a combattere, ma state sicuri che saranno diverse le situazioni in cui vi troverete soverchiati dalle forze del male e dovrete ricorrere a qualche arma pesante o abilità speciale per aver salva la vita.

Salvare il mondo non è facile

Tutto ciò che vi abbiamo raccontato avviene in una decina circa di missioni, ognuna delle quali contraddistinta da una piccola zona open world. Oltre agli obiettivi principali, infatti, potremmo girovagare più o meno liberamente in essa e andare ad esplorare punti di interesse per ottenere risorse aggiuntive, compiere obiettivi secondari e così via.

Tolte queste possibilità, le missioni di Toxic Commando seguono più o meno sempre il medesimo leitmotiv, che consiste nel completare qualche piccolo task, come recuperare un oggetto o attivare qualche strumento, prima di dover affrontare l’orda finale. Un qualcosa di reso più vario dal fatto che, a eccezione di quello finale, gli obiettivi possono variare ogni volta che si riaffronta la stessa missione. La sensazione è in ogni caso quella di trovarsi a fare più o meno sempre le stesse cose, tranne in rari casi.

Poco male, perché alla fine il piatto forte del tutto è la mattanza indiscriminata di non morti e in tal senso il gioco mette parecchia carne al fuoco. Le schiere nemiche sono infatti contraddistinte da un buon numero di abomini, a partire dai classici zombi fino ad arrivare a enormi fiori corrotti in grado di sparare grossi laser o kamikaze esplosivi. L’unico appunto che ci sentiamo di fare è quello relativo ai boss presenti nel gioco, per i quali ci saremmo aspettati una maggiore varietà.

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Ognuno dei quattro protagonisti è poi dotato di caratteristiche e peculiarità uniche, oltre a uno skill tree dedicato tramite il quale sbloccare abilità e potenziamenti passivi. Uno di essi, ad esempio, è dotato di un letale drone capace di mietere le file nemiche, mentre un altro può attivare una cura ad area per ripristinare la salute di tutti i membri del commando. Tutte abilità tra di loro complementari e che vanno a comporre i classici archetipi delle esperienze cooperative, proponendo stili di gioco adatti ad esempio al tank, al supporto o a chi predilige invece essere più aggressivo.

Pure le varie armi di gioco sono contraddistinte da dei livelli e possono essere modificate a fondo nell’armeria. Mirino, canna, calcio e molto altro ancora possono essere infatti personalizzati, per rendere le caratteristiche e le performance della bocca da fuoco in questione sempre differenti e adatte a chi la impugna.

Immancabili, poi, le opzioni di personalizzazione a livello estetico, a partire dalle skin dei protagonisti e delle armi fino ad arrivare ai veicoli, e che possono essere acquistate tramite l’utilizzo di minerali che si trovano sparsi nelle mappe di gioco.

Aspetto tecnico

Sebbene non tocchi il cosiddetto cutting edge tecnologico, John Carpenter’s Toxic Commando è un titolo tutto sommato bello da vedere e che riesce anche a stupire per il numero di nemici sullo schermo e per le esplosioni che si vengono a creare nei momenti più concitati.

Su PC, poi, non ci siamo mai imbattuti in cali di framerate o artefatti grafici degni di nota, con i pochi bug che abbiamo trovato che sono stati relativi più che altro a qualche zombie rimasto incastrato in degli elementi dello schermo. Neanche la più popolosa delle orde ha insomma messo in difficoltà la nostra configurazione, restituendoci l'idea di un'opera degnamente ottimizzata. 

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