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PlayStation 4

Recensione Kona, freddo e desolazione in realtà virtuale

Kona VR Sviluppatore: Parabole  Editore: Deep Silver Data di uscita: 19/06/2018 Provato su: PS VR Disponibile su:  ps4 xbox One switch pc acquista Pubblicato lo scorso anno per PC, PlayStation 4 e Xbox One dopo uno sviluppo mitigato dall'iniziale early access, Kona è un titolo atipico, una miscela artigianale di generi e idee differenti amalgamata dalla singolare impronta dei […]

Kona VR

Kona VR packshot
Sviluppatore: Parabole 
Editore: Deep Silver
Data di uscita: 19/06/2018
Provato su: PS VR
Disponibile su:  ps4 xbox One switch pc

acquista

Pubblicato lo scorso anno per PC, PlayStation 4 e Xbox One dopo uno sviluppo mitigato dall'iniziale early access, Kona è un titolo atipico, una miscela artigianale di generi e idee differenti amalgamata dalla singolare impronta dei suoi sviluppatori, i ragazzi di Parabole. In questo titolo, gli sviluppatori canadesi sono riusciti a trasmettere al loro titolo una caratterizzazione propria, trovando di che ispirarsi nella loro stessa terra d'origine, la cui tradizione riesce a fondersi in modo piacevole alla suspense che nasconde il mistero su cui si fonda l'intreccio di questa avventura. Il risultato è un gioco di esplorazione basato su enigmi e meccaniche survival, fortemente incentrato sulla distintività della sua narrazione. 

Quest'ultima è tratteggiata da un'atmosfera sublime, profonda e coinvolgente nella sua arida desolazione, raccontata da un narratore zero e dallo stesso mondo di gioco, letteralmente congelato dalla bufera che lo affligge. Un'esperienza costituita in gran parte sulla soggettività di ogni giocatore, dalle sensazioni e dalle reazioni che immagini e suoni suscitano quando messe insieme. Con un upgrade della versione base, ma anche in un bundle completo, è ora possibile affrontare questo titolo in realtà virtuale, su PlayStation 4 e PC (HTC Vive); abbiamo messo alla prova Kona indossando il caschetto per la realtà virtuale griffato PlayStation e ne abbiamo tratto spunti alcuni contrastanti.

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Gita al Lago

La recensione della versione per Nintendo Switch, pubblicata lo scorso marzo, ci ha già dato occasione per raccontarvi ancora la vicenda di Carl Faulbert, detective privato dal passato militare che si trova indagare sul mistero del Lago Atamipek, località di fantasia situata nella regione canadese del Quebec, nei primi anni '70. Ingaggiato dal ricco industriale locale William Hamilton per fare luce su alcuni fenomeni di vandalismo, il nostro protagonista si trova presto a dover indagare sull'omicidio del suo stesso datore di lavoro e su quelle che, paiono, strane sparizioni. Tutto ciò dopo essere stato ferito in un incidente d'auto contestuale al suo arrivo nell'area e al sopraggiungere improvviso di una tempesta di neve, vera identità del più grande ostacolo di Carl nel risolvere la vicenda.

Non siamo di fronte a un gioco action in prima persona, tantomeno a un vero titolo survival. Kona, piuttosto, è un'avventura punta e clicca dove la struttura dei puzzle e delle interazioni incontra delle meccaniche survival semplici ma ben congeniate: la gelida e penetrante desolazione della piccola mappa, liberamente esplorabile, che delimita l'area di gioco impone al nostro protagonista di trovare spesso dei rifugi o dei falò da accendere con cui riscaldarsi, per mantenere salute e stress a livelli ottimali.

Queste due condizioni, insieme, determinano l'effettiva capacità di muoversi nella sua indagine per Carl. Svolgendo anche la funzioni di checkpoint, i falò e le stufe che possiamo accendere rappresentano inoltre una delle possibili interazioni con l'ambiente di gioco e un ottimo esempio per spiegare i puzzle su cui è strutturato Kona: fiammiferi e legna da ardere ci consentiranno di accendere i nostri falò come oggetti consumabili e saranno recuperabili qua e là fra le zone della mappa. Allo stesso modo potremo recuperare pinze, nastri isolanti e oggetti di diversa natura che andranno combinati insieme per risolvere il giusto enigma, con qualche sporadica situazione più dinamica in cui doversi difendere da alcuni lupi ostili, per esempio.

Bufera sotto il casco

Declinata in VR questa formula prende vita risaltando la componente esplorativa di cui è carica, grazie a un'immedesimazione ottima, che moltiplica esponenzialmente il senso di solitudine e insicurezza dato dalla particolare ambientazione. Allo stesso tempo viene anche sottolineata la limitatezza e la basilarità delle interazioni, che non superano la soglia del trova l'oggetto A e usalo nel punto B. In tutto questo troviamo uno schema comandi semplice ma comunque funzionale, con la possibilità di optare per un sistema di movimento libero o di un teletrasporto vincolato a dei nodi fissi in ciascun'area, sulla falsa riga di quanto già visto in titoli come (l'ottimo) Batman: Arkham VR. Nonostante la compatibilità dei controller di movimento Move, non sarà possibile interagire con gli oggetti che ci circondano in modo naturale, afferrandoli direttamente allungando la mano. Rimarrà attivo lo stesso sistema punta e clicca pensato per il tradizionale Dualschock 4. Vista la struttura del titolo e il focus verso l'immedesimazione da questo punto di vista ci saremmo aspettati qualcosa in più da questo upgrade VR.

kona vr

Discorso analogo per la componente grafica e sonora: la prima, affetta da un aliasing consistente che solo parzialmente viene mascherato dalla tempesta di neve in cui avversa il mondo di gioco, porta la qualità visiva globale a essere ridotta all'osso del funzionale. Nulla di nuovo né di eccessivamente influente sulla valutazione per un titolo Playstation VR, nonostante diversi elementi che dovrebbero beneficiare del punto di vista della VR, come la mappa che Carl può impugnare per orientarsi sulla mappa o i documenti da leggere, tendano perdere definizione tanto da essere difficile da interpretare. Sul fronte audio risultano invece apprezzabili suoni ed effetti ambientali delle aree esterne, localizzati con una buona direzionalità.

In conclusione, ad accendersi come lampadine con il visore indosso sono le situazioni clue del mistero del Lago Atamipek, quelle in cui il mistico e il profano trovano il loro personale spazio e danno modo a Carl di "percepire" l'unicità di quegli strani eventi, che in realtà virtuale si fanno portatori di una consistenza decisamente più marcata. Insomma, Kona in VR è un'esperienza piacevole ma controversa, dove il punto di vista privilegiato permette di "sentire" la difficoltà di Carl che si muove in quella tormenta senza fine ma anche di sbattere la faccia contro alcuni "muri" di gameplay che strozzavano già il gioco originale.

Kona VR PS4

PROEsplorazione e analisi della mappa ottengono nuova linfa grazie alla realtà virtuale; la desolazione e lo sconforto che caratterizzano il setting generale diventano palpabili grazie alla VR; la suspense dell'intreccio viene resa ancora meglio indossando il caschetto..
CONTROLa qualità visiva della componente grafica è ridotta all'osso; interazioni con oggetti e ambienti limitate a dei punta e clicca piuttosto sterili per un'esperienza VR.
VERDETTOKona VR è un titolo che saprà certamente regalare alcuni momenti di grande emozione a chi vorrà avventurarsi fra le insidie di questa particolare avventura; nonostante qualche sbavatura del comparto visivo e le troppo limitate possibilità di interazione con oggetti e ambientazione non permettano al titolo di imporsi come un'esperienza indimenticabile, il punto di vista privilegiato dato dalla realtà virtuale gioca il ruolo dell'amplificatore a tutto raggio, dando maggiore spessore al senso di dispersione che avvolge l'intera avventura e rafforzandone l'impatto narrativo.
6,7

Tom's Consiglia

Per giocare a Kona Bundle VR, dovrete "armarvi" di PlayStation VR o un visore per PC come HTC Vive. Li trovate entrambi su Amazon.