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Recensione RAID: World War II, la guerra in compagnia

RAID: World War II, l'ultima fatica di Starbreeze Studios, ci mette nei panni di uno sparuto gruppo di soldati pronto a scombinare i piani di Hitler.

RAID: World War II

 

Starbreeze Studios ci mette contro i nazisti in pericolose missioni cooperative dietro le linee nemiche.

RAID: World War II


Gli sviluppatori di Starbreeze Studios, già autori della serie Payday, ci propongono RAID: World War II, il nuovo sparatutto cooperativo ambientato durante la seconda guerra mondiale in cui dobbiamo mettere i bastoni fra le ruote a Hitler.

L'idea dietro questo nuovo titolo è semplice ma interessante: quattro giocatori devono collaborare per completare pericolose missioni dietro le linee nemiche e intaccare la forza nazista in Europa. La piccola compagnia è composta da soldati di diverse nazionalità ed è quanto di più stereotipato ci si possa aspettare. Abbiamo l'americano tutto d'un pezzo, il folle russo, l'impassibile inglese e il vendicativo tedesco.

Ognuno ha a disposizione una particolare abilità speciale da usare in combattimento ma tolto ciò e l'aspetto estetico, ci sono ben poche differenze fra i vari membri del gruppo. Per rendere più marcate le caratteristiche di ogni personaggio è necessario salire di livello completando più e più volte le 11 missioni disponbili.

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Affiancati dall'intelligenza artificiale o da altri giocatori, dobbiamo completare gli obiettivi che ci vengono affidati direttamente da John Cleese nei panni di supervisore della nostra particolare squadra.

I "siparietti" in live action all'inizio e termine di ogni missione sono particolarmente divertenti, con Hitler sull'orlo di una crisi di nervi e l'impeccabile recitazione in inglese di uno dei più famosi comici dei Monty Python. Purtroppo, questo è anche l'elemento migliore del gioco e una volta avviata la partita non tutto è più rose e fiori.

Le missioni disponibili sono varie e cercano di essere spettacolari. Spesso ci riescono permettendoci di far saltare per aria zeppelin, rapinare treni e in generale offrendo una valida unicità di situazioni, anche se piuttosto rapide da completare. Inoltre è possibile incrementare la difficoltà utilizzando delle speciali carte. Si tratta di modificatori che rendono i nemici più tenaci o noi meno forti così da ottenere migliori ricompense alla fine della partita.

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Delle bombe che cadono su un vagone sollevato da un gru? Nessun problema, tutto è indistruttibile.

Le meccaniche di gioco non sono però all'altezza. RAID eredita infatti lo stesso motore di gioco di Payday è la scelta non si può definire azzeccata. Innanzitutto la fase stealth è praticamente assente: si può avanzare senza farsi notare ma alla fine si finisce per sparare all'impazzata a orde di nazisti. Non che dispiaccia far fuori qualche crucco ma, così come in Payday le sparatorie non sono la parte più riuscita, in RAID manca quella complessità necessaria a completare una missione silenziosamente e che avrebbe offerto un maggiore spirito collaborativo e di apprendimento fra i giocatori.

È quindi sempre bene avere un'arma a portata di mano o meglio quattro. Tra arma primaria, secondaria, bianca e granate c'è tutto il necessario per sopravvivere tuttavia la scelta non è elevata. Non manca l'iconico M1 Garand ma nel complesso una ventina di armi, seppur personalizzabili, non sono molte.

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Ogni bocca da fuoco può essere migliorata con diversi accessori, purtroppo questa è l'anticamera del "grinding". RAID non offre un gran numero di contenuti e per sbloccare tutto occorre eseguire sempre la stessa azione. Potenziare un'arma? Colpite tot nemici, poi sempre di più e così via finché non si cambia equipaggiamento.

Non sarebbe divertente ottenere tutto e subito ma l'impressione è che gli sviluppatori abbiano cercato di "allungare il brodo" il più possibile in modo troppo forzato. Anche i miglioramenti del personaggio non sembrano pesare realmente sulle statistiche. Quando abbiamo guadagnato abbastanza esperienza possiamo scegliere una fra tre diverse abilità che incrementano velocità, forza d'attacco, munizioni trasportabili e altro ancora.

Perfino la personalizzazione del covo, che funge da hub in cui prepararsi alle missioni, richiede una grande quantità di oro per ottenere qualche nuova decorazione. Almeno in tutto ciò non c'è l'ombra di microtransazioni.

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Queste cataste di nemici sono molto comuni, specie se fanno il trenino in mezzo alle pallottole senza cercare riparo.

A dare il colpo di grazia a RAID: World War II è il versante tecnico. L'intelligenza artificale di alleati e nemici è pessima. I primi non fanno altro che seguirci e all'occorenza rianimarci, mentre i nazisti sono semplicemente carne da macello che arriva da ogni direzione in grande quantità.

Non seguono nessuna tattica in particolare e non aspettano altro che essere colpiti. Giocando con mouse e tastiera siamo rimasti relativamente soddisfatti da mira e hitbox. Forse queste ultime non sono sempre precise, ma trattandosi perlopiù di sparatorie ravicinate si nota ben poco.

Una piccola sottigliezza che abbiamo apprezzato è lo smembramento dei nemici con un colpo ben piazzato, che può far volare via testa e arti.

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Un combattimento da perdere la testa.

Peccato che graficamente RAID sia scarso. La densità poligonale e il livello di dettaglio di strutture, personaggi e tutto il resto è molto basso così come le texture applicate sono slavate e poco definite. Aggiungiamoci poi animazioni orribili e capite come questo titolo appaia arretrato con addirittura i fotogrammi che in alcune situazioni molto esplosive tendono inspiegabilmente a non restare stabili.

Conclusioni

36,99 euro è il prezzo richiesto per accedere a RAID: World War II su Steam ed è esagerato rispetto alle qualità del gioco. Sembra di essere davanti a un gioco ancora in Accesso Anticipato e che necessita di molto lavoro prima di poter essere definito completo.

Anche Payday 2 ha avuto bisogno di anni e nuovi contenuti per raggiungere l'attuale valutazione positiva e Starbreeze Studios sembra voler ripercorrere lo stesso processo anche con RAID. Peccato che le basi poste siano al momento mediocri e il gameplay, seppur salvabile per chi gioca con amici, è molto ripetivo e porta velocemente a noia.


Tom's Consiglia

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