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Recensione Seven: The Days Long Gone

Pagina 1: Recensione Seven: The Days Long Gone
Seven: The Days Long Gone è un RPG isometrico e fantascientifico dalla forte caratterizzazione stealth prodotto dagli ex sviluppatori di The Witcher 3.

Seven: The Days Long Gone

 

Dagli ex sviluppatori di The Witcher 3, ecco Seven: The Days Long Gone, l'RPG isometrico che punta tutto su furtività, esplorazione e libertà d'azione.

Seven: The Days Long Gone


Prendete Thief, aggiungeteci un pizzico di Borderlands, un po' di Deus Ex e infine condite il tutto con una visuale a volo d'uccello. Ecco che avete ottenuto l'RPG isometrico Seven: The Days Long Gone.

L'avventura sviluppata da IMGN.PRO e Fool's Theory, ci porta in un mondo post-apocalittico. Molte delle conoscenze del passato sono andate perdute, ma un nuovo leader è sorto dalle rovine della civiltà riuscendo a unificare i frammenti dell'umanità sotto le insegne dell'Impero Vethrall.

Non è un mondo facile in cui vivere e Teriel, abile ladro e protagonista del gioco, lo sa bene. Tuttavia, quello che in apparenza doveva essere un normale furto, si trasforma in un viaggio di sola andata per la temibile isola carceraria di Peh.

Questo è il luogo in cui sono deportati i criminali, però non ci sono sbarre che ci bloccano dall'esplorare il piccolo ma ricco di contenuti mondo di gioco. Seven offre un approccio totalmente libero all'esplorazione dell'isola a eccezione di qualche paletto, rappresentato dalla suddivisione in più aree ognuna accessibile attraverso checkpoint sempre più controllati dai Tecnomaghi, una delle due fazioni principali.

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La trama avanza con grande tranquillità e senza grossi colpi di scena, e, anche se il protagonista risulta un po' anonimo, il duo Teriel e Artanak – una curiosa conoscenza che incontreremo fin dai primi momenti della nostra avventura – funziona bene. E non preoccupatevi dei molti dialoghi: Seven è tradotto in italiano, escluso il doppiaggio solo in inglese.

Il titolo, data la propria natura intrinsecamente stealth, consente però molte soluzioni per poter avanzare sia nella storia che nell'esplorazione. La furtività è quindi l'aspetto principale di Seven: The Days Long Gone – da qui il paragone con Thief, Deus Ex e anche i videogiochi di Arkane Studio – ed è davvero ben sviluppata.

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I movimenti producono rumore più o meno intenso a seconda della nostra posizione. Introdursi in un'area controllata dai nemici e muoversi in piedi è il modo più facile per farsi notare, dobbiamo quindi stare accovacciati. Possiamo inoltre sfruttare cespugli, erba alta, cumuli di rifiuti e fumo per non essere visti dalle guardie che, in caso abbianno percepito la nostra presenza, saranno abbastanza intelligenti da controllare.

Non si tratta di un gioco semplice e neppure difficile in realtà, ma richiede una certa attenzione nei movimenti, anche se, data la visuale limitata e non particolarmente estesa, bisogna spesso agire d'impulso. A mettere più pepe ai nostri intrufolamenti in aree vietate è la presenza di telecamere e allarmi pronti ad attirare l'attenzione su di noi, assieme a serrature da scassinare e terminali da violare. Per i primi si può usare il grimaldello, che richiede tempo ma è silenzioso, oppure il trapano, che però fa molto rumore. I secondi invece presentano un semplice minigioco in cui dobbiamo raggiungere il lato opposto con il cursore evitando i numeri rossi che scorrono in alto o in basso.

La particolarità sta nel fatto che in Seven tutte queste azioni non fermano il tempo. Anche quando rubate da una cassa, depredate un cadavere o borseggiate qualcuno, potreste essere visti facendo scattare allarmi o attirando su di voi l'attenzione dei nemici. È una soluzione che abbiamo apprezzato moltissimo e che eleva il livello di sfida.

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Se invece preferite combattere a viso scoperto è meglio lasciar perdere. Uno o due nemici alla volta si possono gestire senza problemi ma, una volta scoperti, si rischia di essere inseguiti da un gran numero avversari che fanno ricorso alle armi a distanza per eliminarvi.

I combattimenti funzionano, anche se non sono particolarmente rifiniti, pur offrendo attacco speciale, schivata e qualche potere più o meno utile in battaglia. Teriel è infatti lento e tale lentezza aumenta sempre di più a seconda dell'armatura usata e del peso dell'inventario. Non si tratta di una critica, quanto di essere consapevoli che il combattimento assume un ruolo di secondaria importanza a meno di non essere particolarmente preparati. Il modo migliore per avanzare rimane sempre quello di uccidere gli avversari silenziosamente con un unico abbattimento alle spalle, sempre che le armi a disposizione siano abbastanza forti e il nemico non troppo resistente.

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Altra meccanica che accentua ancora di più il lato stealth del gioco è la possibilità di travestirsi e passare inosservati nelle zone protette. In questo modo però Seven diventa incredibilmente facile: i nemici si accorgono del trucco solo restando fermi davanti a loro troppo a lungo, quindi diventa semplice andare dove si vuole.

Considerate inoltre che le fazioni principali del gioco sono solo due e capite che con un paio semplici set di armature è possibile andare dove si vuole; con un po' di attenzione queste armature si ottengono fin dai primi momenti della partita.

Abbiamo però rilevato una scelta degli sviluppatori un po' fastidiosa: se indossiamo un travestimento dobbiamo camminare per non destare sospetti, però i nemici sentono il rumore che produciamo e si dirigono verso di noi. Non capiamo se sia un comportamento voluto, per rendere leggermente più complesso l'uso dei travestimenti, o se semplicemente agiscono come se non avessimo un travestimento, allarmandosi senza motivo.

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Bisogna ammettere che il bug dell'immortalità aiuta!

Essendo un gioco di ruolo, la crescita del personaggio è fondamentale. Gli sviluppatori non si sono affidati a esperienza e livelli, quanto a un più interessante sistema basato su chip di potenziamento che ricompensano il giocatore che esplora e completa missioni secondarie.

Abbiamo infatti a disposizione diversi chip base che possono essere sostituiti in ogni momento e che migliorano le nostre statistiche. Ad esempio, quello del cercatore aumenta lo spazio dell'inventario, mentre quello dell'assassino incrementa i danni inflitti.

Sono poi presenti dei potenziamenti che possono essere applicati agli slot liberi dei chip e che migliorano le nostre capacità offensive, con nuove mosse d'attacco, o difensive, aumentando la salute, e poteri speciali. È apprezzabile che le abilità di Teriel si possano modificare in ogni momento.

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Pur di controllarci ha ruotato il busto di 180º

Un altro elemento fondamentale di Seven è il crafting. All'inizio possiamo essere tentati di evitarlo e vendere tutto quello che troviamo ai mercanti per soldi facili, ma più la partita avanza più ci accorgiamo dell'utilità.

Per prima cosa ogni oggetto può essere smantellato nelle sue componenti base più leggere. Tali materie prime possono essere usate per migliorare il banco da lavoro e dell'alchemia e sbloccare oggetti fondamentali come i potenziamenti di trapano e grimaldello, oppure per costruire i progetti che abbiamo ottenuto. Si tratta soprattutto di miglioramenti applicabili ad armi e armature, molto utili per affinare le capacità di Teriel o pozioni temporanee. Purtroppo il tutorial iniziale dà molte cose per scontate e comunque non entra abbastanza nel dettaglio.