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Nintendo Switch

Recensione The Banner Saga, con la Switch è meglio

The Banner Saga   The Banner Saga approda anche su Nintendo Switch, cercando di sfruttare appieno le risorse e le possibilità "portatili" della nuova console nipponica, riuscendo appieno nell'intento.   PRO: Il display della Switch sembra nato per la grafica artisticamente valida, ma a volte tecnicamente non ineccepibile del prodotto; Il touchscreen aiuta notevolmente l'immediatezza […]

The Banner Saga

 

The Banner Saga approda anche su Nintendo Switch, cercando di sfruttare appieno le risorse e le possibilità "portatili" della nuova console nipponica, riuscendo appieno nell'intento.

 

 

The Banner Saga è solo l'ultimo esempio di giochi degli anni passati che sono approdati sulla più recente console ibrida di casa Nintendo, attratta dal collettivo coro di "dovrebbe uscire su Switch" dei fan. Infatti, è fuor di dubbio che il discreto successo della console abbia donato nuova casa, nuova ribalta e spesso rinnovata giocabilità a titoli che il tempo aveva accompagnato gentilmente fuori dal mercato e dall'attualità.

Questa volta è il turno di The Banner Saga, il titolo degli ex-BioWare Stoic Studio uscito per la prima volta a gennaio del 2014 su PC e a cui hanno fatto seguito due capitoli (The Bannner Saga 2 nel 2016, e The Banner Saga 3 nel 2018).

Del gioco in sé è stato discusso ampiamente nel recente passato, ma ricapitoliamo per chi in questi due anni sia stato così sfortunato da non imbattersi mai in uno dei titoli indie più apprezzati di quattro anni fa. 

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Ambientato in una terra fantasy di chiara ispirazione vichinga, il giocatore si trova nei panni di due personaggi, ognuno al comando di una carovana di umani e umanoidi giganti dotati di corna chiamati Varl. Ed è proprio il concetto di comando e la sua trasposizione ludica, fatta di intuito, decisioni difficili e spietata brutalità nei risultati, a fare da colonna portante del gioco (e a coinvolgere il giocatore).

Mentre condurrete la vostra carovana in una terra in cui il Sole si è misteriosamente bloccato in un tramonto perenne, facendo attenzione alla minaccia dei classici nemici da sconfiggere (i Distruttori, riapparsi improvvisamente dopo secoli di assenza), vi troverete continuamente interrotti da eventi che richiederanno il vostro intervento.

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Siano esse scelte banali o sofferte, il risultato sarà sempre tutt'altro che scontato. A volte essere intransigenti con un ubriachezza molesta può scatenare un effetto domino disastroso pronto a colpirvi giorni dopo. Altre volte, invece, essere troppo duri può creare malcontenti che portano a diserzioni e tradimenti. L'unica bussola sarà la logica, l'attenzione e uno spiccato intuito.

Questo continuo intreccio di eventi, con le scelte del giocatore che si propagano in rivoli ed echi durante tutto l'arco narrativo, fa sì che la storia appaia organica e direttamente influenzata dalle nostre decisioni. Non ci si sente quasi mai imbrigliati in una di quelle false dicotomie tante care agli RPG moderni.

Tuttavia questo ha anche un lato negativo. Essendo i risultati delle nostre scelte quasi sempre imperscrutabili a volte monta la frustrazione di essere in balia del destino e che ogni scelta possa andare bene o male in modo del tutto casuale.

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Ma The Banner Saga non è solo narrazione, è anche combattimento. Esso si concretizza con una battaglia tattica a turni piuttosto classica ma ben realizzata (simile, per esempio, a Fire Emblem o Final Fantasy Tactics). Ognuno dei nostri combattenti principali è dotato di attacchi e mosse speciali differenti che si prestano ad una discreta scelta strategica in gioco.

Molto interessante è la scelta fra attaccare l'armatura di un nemico o la sua salute. Attaccare l'armatura non intacca gli HP dell'avversario ma renderà più efficaci (precisi e potenti) tutti i colpi successivi. Le battaglie nell'arco del gioco non sono eccessive e quasi mai forzate. Questo aiuta la naturalezza della narrazione ma potrebbe scontentare chi concentra nella componente di battaglia il proprio divertimento.

Per quanto concerne specificamente la Switch, The Banner Saga risulta migliore in questa versione che con il classico pad delle console o del PC. Il touchscreen sembra fatto apposta per la tipologia di gameplay del prodotto, che giova della più immediata responsività dei comandi su schermo e della generale velocità di immissione degli ordini.

banner saga switch

Infine, il gioco è ovviamente accompagnato da una cura grafica non indifferente. L'atmosfera è perfettamente curata. La grafica è colorata e disegnata visibilmente "a mano" in un modo che ricorda molto i film di animazione di un tempo. Le animazioni durante il combattimento sono impeccabili e varie trasmettendo con precisione l'intensità e l'effetto dei colpi sferrati.

Anche dal punto di vista tecnico la console Nintendo sembra essere un passo avanti rispetto alle controparti del recente passato. Le piccole ma visibili imperfezioni grafiche e stilistiche ben evidenti sui monitor di TV o computer spariscono sul piccolo ma efficace display, posto che si opti per la scelta "portable" della giocata.

The Banner Saga esce su Switch esattamente nell'aspetto originale. Il gioco non è stato modificato o rinnovato di per se, ma trova nella Switch il suo mezzo migliore. Come molti altri giochi fortemente incentrati sulla narrazione, la possibilità di essere giocati in piccoli sessioni sia in treno o sulla comodità del letto, esalta la piacevolezza del prodotto.

L'acquisto è sicuramente non necessario per chi ha già apprezzato il titolo su altre piattaforme, ma per chi non lo avesse fatto The Banner Saga trova nella Switch un'occasione assolutamente da non perdere.


Tom's Consiglia

In attesa di comprare la versione Switch, Amazon ha lanciato da pochi mesi la definitive edition dell'intera saga.