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Recensione: The Bureau XCOM Declassified

Pagina 1: Recensione: The Bureau XCOM Declassified

Una storia lunga vent'anni

La saga X-Com ha quasi vent'anni. Il primo capitolo, UFO: Enemy Unknown, datato 1994 riuscì a catturare l'attenzione dei tanti piccoli appassionati in possesso di un PC IBM, e a creare le stesse emozioni e attaccamento consentite solo da titoli come Civilization, ovviamente con la giusta prospettiva. La serie si arricchì negli anni di diversi nuovi capitoli, alcuni tiepidi, altri freddi. Per un appassionato della serie, come il sottoscritto, il primo UFO è ancora ineguagliabile.

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Il reboot del 2012, che porta anche lo stesso nome dell'originale, è tutt'ora un gran gioco. Forse proprio perché 2K e Firaxis hanno preso l'originale Microprose e, attenendosi al copione, hanno portato nell'era moderna un gioco anni '90, limitando lo spirito d'iniziativa. Scelta che ha pagato.

L'eccellente e moderno UFO: Enemy Unknow, buono per chi non sostiene la serie, è ora seguito da un nuovo titolo: The Bureau: X-Com Decalassified. Non è uno strategico ma uno sparatutto in terza persona con elementi strategici, ambientato nell'universo X-Com, che ricalca la trama di tutti i capitoli precedenti.

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La stampa tecnica ha bistrattato questo gioco, con voti medi che non superano il 70/100. In altre parole, è stato universalmente bocciato, in un mondo digitale dove l'otto è il voto minimo per considerare un gioco decente. Mi sono preso un po' di giorni per giocarlo a fondo e capire meglio tutte le sfaccettature di questo titolo. Diciamolo subito, i difetti ci sono, sono innegabili, ma proprio un disastro non è. Più che un titolo da consigliare difficilmente, lo considero un buon inizio.