PlayStation 4

Redeemer: Enhanced Edition, meniamo le mani nella recensione


Redeemer: Enhanced Edition – PS4
Genere
Action RPG
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC, Switch
Sviluppatore
Sobaka Studio
Editore
Ravenscourt
Data di Uscita
19/07/2019

Redeemer è un picchia e sparatutto tridimensionale con visuale isometrica, primo lavoro degli sviluppatori russi di Sobaka Studio. A distanza di quasi due anni è quindi il tempo di giocarci anche su console per capire se la sete di sangue di Vasily si è placata oppure no.

L’Anti-Eroe che serviva?

Il protagonista è infatti un ex soldato addestrato a compire operazioni non propriamente legali che, quando la corporazione per cui lavorava ha iniziato a inserire protesi e impianti cibernetici nei propri mercenari, ha abbandonato quella vita nascondendosi in uno sperduto monastero. Ma il passato torna sempre e la sua nuova esistenza pacifica è bruscamente interrotta dai vecchi colleghi che tornano a fargli visita nel luogo dove ha trovato rifugio.

La trama è però un elemento di contorno che fa da semplice cornice senza pretese al gameplay, senza mettere infatti in luce nessun personaggio in particolare. Lo stesso Vasily non è certamente uno degli antieroi più riusciti di sempre: l’aspetto ricorda fin troppo quello di Kratos e il doppiaggio gli dà una sfumatura sempre infuriata, senza tuttavia farci empatizzare per il protagonista o renderci realmente partecipi delle proprie emozioni. Si potrebbe dire che è tutto muscoli e niente cervello e, in effetti, quando si tratta di picchiare lo fa in maniera davvero violenta e brutale.

Ma, alla fine, ciò che conta di più è il divertimento che Redeemer riesce a restituire una volta che abbiamo in mano il controller. La visuale a volo d’uccello, l’uso di entrambi gli stick analogici per controllare i movimenti e un po’ di sano button mashing per concatenare attacchi rapidi e forti restituiscono un discreto top down shooter totalmente incentrato sull’azione e davvero sanguinario. Muovendoci per i livelli incontriamo svariati nemici da far fuori a suon di pugni, ma anche sfruttando alcuni elementi dello scenario o arrivandogli di soppiatto alle spalle. Le idee sviluppate per Redeemer sono tante e per questo abbiamo trovato le meccaniche abbastanza complete: a partire da differenti combo a seconda di come si premono quadrato e triangolo per colpire con un pugno o un calcio, fino a un abbozzo di stealth che consente di eliminare silenziosamente e con un solo colpo gli avversari ignari, ci sono tanti modi per avanzare in questa violenta avventura. Buona inoltre la quantità di armi contundenti e affilate da raccogliere per picchiare di santa ragione i nemici finché non si rompono per il troppo uso, caratterizzate anche da animazioni differenti a seconda di cosa si ha in mano.

Purtroppo il gameplay non riesce a brillare del tutto, seppur molto godibile. Abbiamo infatti apprezzato le presenza delle uccisioni ambientali, il poter recuperare energia solo eseguendo un’esecuzione finale e le armi da fuoco, presenti in più varianti e davvero letali. Forse queste ultime sono leggermente sbilanciate ed è infatti facile preferirle al combattimento corpo a corpo, soprattutto alla massima difficoltà, quando perfino i nemici più deboli possono ridurre gran parte della nostra barra della vita con un solo colpo. Nel complesso Redeemer è comunque un gioco divertente che riesce a intrattenere, pur senza essere troppo originale. Durante le risse con soldati e mostri, Vasily è inarrestabile proprio grazie al mix di meccaniche prese in prestito da altri titoli come Hotline Miami o la serie Batman e il suo freeflow, riportato senza grosse differenze anche in Redeemer – quando un avversario diventa di colore rosso basta premere il tasto della parata per eseguire un blocco automatico. Peccato però che nulla rasenti la perfezione ma, in generale, le meccaniche sono abbastanza solide nonostante qualche piccola ingenuità: in particolare, le varianti dei nemici, dal più grosso e lento al più agile e veloce, vanno tutte buttate giù semplicemente con un po’ di pugni, calci e proiettili ma senza nessuna reale variazione sul tema.

Eliminando tutto quello che ci si para davanti possiamo inoltre ottenere punti abilità e perk per migliorare Vasily. È stato un po’ confusionario capire come rendere ancora più forte il protagonista, proprio per colpa della suddivisione fra potenziamenti e perk. Principalmente, più si usa una certa tipologia di attacco o arma da fuoco e più si può migliorarne l’efficacia. Mentre si esplorano gli scenari è inoltre possibile raccogliere pergamene e tablet da usare per sbloccare nuove utili abilità come poter disarmare i nemici, incrementare la penetrazione dei proiettili, recuperare più vitalità da ogni uccisione e così via. In breve il protagonista può diventare una vera e propria macchina da guerra mentre la difficoltà tende ad aumentare sempre più. Non abbiamo però avuto grandi problemi a completare, anche rapidamente, un livello dopo l’altro sfruttando tutto quello che lo scenario ha da offrire e ogni singolo proiettile con attenzione. Qualche checkpoint in più sarebbe stato gradito ma non siamo mai stati costretti a ripetere lunghe sessioni in caso di morte. Redeemer ha anche la coop locale per combattere in compagnia di un’altra persona; un secondo personaggio si affianca a Vasily e la telecamera riduce lo zoom per far si che si vedano sempre entrambi – un po’ scomodo se i due sono alla massima distanza possibile.

Quando la bellezza non è tutto

Sul versante puramente tecnico, Redeemer non se la cava egregiamente su PlayStation 4. È infatti un titolo piuttosto pesante e l’hardware della nostra PlayStation 4 ha riscontrato qualche difficoltà di troppo soprattutto per quanto riguarda il framerate. È sempre sufficientemente da alto da essere giocabile ma ci saremmo aspettati una migliore ottimizzazione, soprattutto vista la bassissima qualità di rendering. Dalle opzioni è infatti possibile disattivare l’antialiasing per guadagnare qualche fotogramma in più ma la scalettatura diventa spaventosa, tanto che la risoluzione interna sembra essere inferiore ai 720p.

Possiamo inoltre rimuovere gli effetti post processing con un risultato che non ci ha pienamente convinto in entrambi i casi: se lo si spegne, l’immagine ne guadagna in luminosità e nitidezza ma al tempo stesso si perdono molti dettagli. Infine si può scegliere la qualità delle ombre; scelta abbastanza inutile dato che cambia solo l’intensità delle ombre statiche. Modelli tridimensionali e texture non sono tra l’altro di altissima qualità e per questo mascherati da una pesante e onnipresente sfocatura. Il design dei livelli è comunque buono ma il passaggio su console non ha giovato al titolo, anzi ha portato a dei risultati a volte piuttosto scarsi. Per di più, è capitato che la nostra console andasse in crash, costringendoci al riavvio dell’applicazione.

Nel complesso ci siamo però divertiti a giocare Redeemer, un gioco indie – non dimentichiamolo – senza troppe pretese e totalmente incentrato sulla rapidità dei nostri riflessi e delle nostre dita. C’è qualche bug, come nemici che dopo un calcio ben dato spariscono al di fuori dello scenario e qualche compenetrazione poligonale qua e là, e graficamente è appena passabile ma Vasily è un protagonista davvero “ignorante” in grado di lasciarsi alle spalle una grandissima scia di morte spettacolarizzata da animazioni di buona fattura, che spesso assumono un taglio cinematografico e al rallentatore proprio per sottolineare la violenza di un’uccisione.

Redeemer: Enhanced Edition è disponibile per PS4 su PlayStation Store.

Redeemer: Enhanced Edition – PS4

Redeemer ritorna su console in versione Enhanced. È nuovamente tempo di fare a pugni e sparare a chiunque provi a bloccare il nostro cammino, lasciando una scia di sangue alle nostre spalle.

6.6
6.6

Verdetto

Redeemer: Enhanced Edition fa il proprio dovere: portare su console un veloce e violento brawler 3D. Il gioco in sé non è perfetto e ha tanti difetti più o meno gravi. Passi la trama poco avvincente e abbastanza anonima ma il motore di gioco risulta particolarmente in sofferenza su console, specialmente su PS4. In ogni caso, chi vuole picchiaduro/sparatutto con visuale dall'alto non potrà che apprezzare questo modesto e brutale indie.

Pro

- Combattimenti cinematografici.
- È appagante eliminare un folto gruppo di nemici passando istantaneamente dal corpo a corpo alle bocche da fuoco.

Contro

- Tecnicamente problematico.
- Il gameplay è un "misto" di meccaniche fortemente ispirate da altri giochi.
- Più di un crash su PS4.