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RIOT alla prova, la guerriglia in piazza nei videogiochi

L'idea originale di uno sviluppatore italiano che mira a voler simulare in tutto e per tutto una guerriglia urbana.

RIOT – Civil Unrest

 

RIOT – Civil Unrest è una simulazione strategica che porta sui nostri schermi le manifestazioni dei più importanti eventi socio-politici dei nostri giorni. Volete manifestare o mantenere l'ordine nelle fila della polizia?

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La guerra, le manifestazioni nelle piazze e tutto ciò che storicamente abbiamo vissuto non sono mai un gioco. Eppure gli scaffali dei negozi abbondano di simulazioni che si rifanno ai conflitti bellici realmente accaduti e, siamo convinti che questa sia in ogni caso un'importante forma di somministrazione dei fatti storici. RIOT – Civil Unrest è la simulazione della guerriglia urbana che mancava sui nostri schermi.

L'idea nata da Leonard Menchiari è un videogioco che, senza mai schierarsi, vuole raccontare cosa avviene nelle proteste civili in ogni parte del mondo con tutto ciò che ne consegue in questi eventi, dagli assembramenti organizzati degli attivisti fino a giungere agli scontri con le Forze dell'Ordine.

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Il titolo è stato supportato da una raccolta fondi su Indiegogo suscitando subito grande interesse nei giocatori, superando di gran lunga la cifra richiesta per la sua realizzazione raggiungendo il budget di 36.139 dollari.

L'obiettivo di RIOT è principalmente la "fedeltà" nella riproduzione di questi fatti, mettendo quasi in secondo piano l'aspetto giocoso del titolo. Avrà centrato il bersaglio?

Via, via la Polizia…

Occorre precisare che, dopo un lungo periodo di gestazione durato circa tre anni, il gioco è finalmente disponibile su Steam su Early Access, quindi non stiamo prendendo in analisi una versione definitiva del progetto, seppur si presenti in una forma piuttosto completa.

La campagna single player offre ben 4 scenari di cui uno ancora da sbloccare (dedicato agli Indignados): Primavera Araba (Egitto), Keratea (Grecia) e No TAV (Italia), con altrettante 4 missioni per concludere l'intero evento. La particolarità di questa simulazione risiede nella possibilità di poter giocare sia nei panni dei rivoltosi che in quelli delle Forze dell'Ordine, dando una visione degli eventi duplice e con un'esperienza diversa. 

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Una volta scelto l'evento e la fazione, una fase preparatoria concede di scegliere ogni dettaglio che caratterizzerà la manifestazione. Nel caso dei 'Rebels' ossia i manifestanti, si può scegliere il numero dei partecipanti, i manifesti, striscioni e bandiere per il presidio; ma anche altri oggetti di tipo offensivo come pietre, petardi, molotov, puntatori laser; strumenti di raccolta come il megafono, appelli sui social network e cieligina sulla torta… perfino il Malox per resistere ai lacrimogeni.

Per quanto riguarda il contingente delle Forze di Polizia, è suddiviso in unità d'assalto, unità balistiche e infine unità di tipo tattico, sezioni che nella realtà non trovano molto riscontro in tutte le forze di polizia rappresentate nel gioco, soprattutto in quella nostrana. Nello specifico, ogni agente può imbracciare scudi protettivi, maschere antigas, lanciatore GL per lacrimogeni, equipaggiarsi di una radio per impartire meglio gli ordini e far rispettare la disciplina delle formazioni comandate e, ovviamente, lo sfollagente.

Abbiamo trovato nell'inventario anche altri oggetti che hanno ben poco a che vedere con gli agenti di polizia… o almeno nella realtà, tenendo sempre presente la ricercata fedeltà di questo titolo. Per esempio, dopo aver appurato con alcuni appartenenti delle Forze dell'Ordine, non risultano in dotazione bastoni di legno 'wooden stick', fucili di precisione come lo Sniper Rifle M25 (soprattutto nel corso di un ordine pubblico), granate stordenti e, addirittura, delle "sostanze stimolanti" (rappresentate con due "strisce") per stimolare l'adrenalina e l'aggressività. Quest'ultima aggiunta ci è sembrata una trovata davvero fuorviante e di cattivo gusto nei confronti degli organi di polizia. Ma passiamo oltre.

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Sia nel caso dei manifestanti (rioters nel gioco), che nel comandare la Polizia, ogni volta che l'assetto sarà incrementato, aumenterà anche il grado di ostilità dell'assembramento, il numero delle unità e in definitiva il costo complessivo dell'evento.

La manifestazione inizia con un piccolo preludio storico, per spiegarvi chi siete e dove state andando, snocciolando alcune notizie sull'evento preso in oggetto. La partita si svolge come un vero e proprio strategico in tempo reale: se avete scelto di impersonare i rioters dovrete mantenere la posizione del presidio, mentre se la vostra scelta sarà ricaduta sulla polizia dovrete sgomberare il campo rimuovendo elementi fissi quali tende da campeggio, tavolini e quant'altro sia stato piazzato dagli antagonisti.

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Le unità si comandano in gruppo e si muovono con i classici comandi del mouse, con i tasti numerici è possibile impartire alcuni ordini ben precisi, mentre in alto a destra sullo schermo sono presenti alcuni comandi come le formazioni da utilizzare nel corso dell'avanzata.

Purtroppo già nei primissimi minuti di gioco ci si rende conto che le unità controllate rispondono poco e male ai nostri comandi (anche usando la radio, i risultati non sono il massimo se siete abituati ad altri strategici), e riportare la situazione alla normalità è davvero difficile dopo aver iniziato le varie azioni di attacco, con l'unico risultato del caos. Ma non è forse questo ciò che avviene solitamente nelle piazze? Se la fedeltà del titolo puntava a questo tipo di realismo, possiamo dire che l'obiettivo è stato centrato.

Gioco o esperienza ludica?

RIOT è un titolo che vuole somministrare una sorta di esperienza ludica, dove la parte giocosa viene pesantemente sacrificata da un'intelligenza artificiale che fa per voi quasi tutto il lavoro facendovi assistere come se foste poco più che semplici spettatori.

I match durano pochi minuti e si esauriscono col raggiungimento di semplici obiettivi, come sfondare il cordone della polizia, mantenere un presidio o evitare il raggiungimento di punti sensibili. Se poi aggiungiamo il fatto che essere meno offensivi vi faciliterà ogni compito, passa il lodevole messaggio della via della pace. Alla fine dell'evento, vedrete un tabellone riassuntivo con le perdite avute, i prigionieri, costi di danneggiamento pubblico, feriti e morti di entrambe le due fazioni, il tutto raccontato dalla pagina di un quotidiano, una chicca che vi piacerà sicuramente.

RIOT offre una modalità multiplayer, che supporta fino a quattro giocatori e un editor per creare un evento completamente ex novo. Un'aggiunta che potrebbe avere un buon seguito in futuro se sarà supportato dalla community.

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Il tutorial si svolge nella Scuola A. Diaz di Genova nel corso del G8 del 2001

Per iniziare, un buon tutorial potrebbe rendere l'esperienza sicuramente meno caotica e in un recente aggiornamento del 18 dicembre, gli sviluppatori hanno pensato bene di introdurre un altro scenario veramente poco esemplare per far una buona pratica: la scuola Armando Diaz di Genova, nell'occasione del tristemente noto G8 del 2001, dove si sono consumati gli episodi di violenza tra le Forze dell'Ordine e i partecipanti del Genoa Social Forum.  Sicuramente non si tratta di uno scenario adeguato per fare un buon addestramento, ma dell'ennesimo mal di pancia per le Istituzioni.

La Pixel Art che ci piace

Nonostante la controversa esperienza di gioco di RIOT, dal punto di vista visivo siamo di fronte a un piccolo e autentico capolavoro della pixel art. RIOT raggiunge un livello di dettaglio degli scenari, degli oggetti e degli uomini sul campo davvero impressionante, grazie a una ricercatissima cura degli elementi originali delle ambientazioni, frutto di una probabile conoscenza di alcuni luoghi rappresentati (lo stesso Leonard Menchiari ha dichiarato di aver partecipato in prima persona ad alcuni degli eventi trattati).

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Quindi non fatevi ingannare dallo stile grafico scelto: RIOT – Civil Unrest riproduce fedelmente la guerriglia urbana con un dettaglio come probabilmente nessun altro titolo strategico ha mai fatto con le sue puntate storiche.

Il sonoro del gioco è composto da musiche rock in linea con la situazione caotica che spesso si viene a generare, mentre colpisce la presenza dei cori, dei canti e di tutti i toni di protesta che sembrano essere stati campionati proprio dalle manifestazioni.

Fedeltà a tutti i costi

Dobbiamo ammettere che non è facile giudicare fino in fondo un gioco come RIOT, e cercheremo di prenderlo per ciò che attualmente rappresenta: un esperimento ludico.

RIOT vuole ricreare fedelmente ciò che avviene nelle piazze, ovvero una situazione di caos dove il controllo delle masse è una chimera. Bene, obiettivo centrato. L'utente attraverso il videogioco si rende conto più o meno di cosa può accadere nel contesto di una guerriglia urbana. In ogni caso, se si vuol essere certosini, avremmo gradito una maggior fedeltà anche negli assetti della Polizia, che volutamente prevede delle dotazioni false e talvolta di cattivo gusto.

Tuttavia, noi siamo anche giocatori e, come detto in precedenza, al momento il gameplay di RIOT è fin troppo limitato e poco interattivo nonostante le numerose azioni possibili sul campo. Un vero peccato, ma dobbiamo pur sempre consideralo come un titolo in accesso anticipato, che potrebbe migliorare col tempo dando giustizia al meraviglioso comparto artistico che già sfodera in questa acerba versione.