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Road 96 | Anteprima, una strada tutt’altro che facile

Nello scoprire Road 96 durante la nostra intervista a Yoan Fanise, lo sceneggiatore pluripremiato che ci ha portato capolavori del calibro di Valiant Hearts e 11-11 Memories Retold, avevamo capito che quello di Digixart era un progetto particolareggiato come i suoi cugini più stretti. Un roadtrip dal sapore molto americano ma che in realtà parla di tensione politica, guerra e ciò che provano coloro che si ritrovano a voler fuggire dal proprio paese poiché esso non rispetta più i loro ideali e i minimi diritti umani. Una situazione che nei videogiochi è capitata poche volte di osservare, ma che negli ultimi anni ha trovato in ogni caso un terreno fertile di comunicazione.

Non si può sempre vivere di fantasia ed escapismo: i videogiochi sono diventati un mezzo per riuscire ad arrivare a un pubblico giovane e perciò è necessario utilizzarli per quantomeno invitare a riflettere su ciò che accade nel mondo fuori dai nostri confini da privilegiati, non giriamoci intorno. Road 96 però non è però un titolo che vive solo del suo lato sociale, anzi tenta di mediare l’uno e l’altro aspetto rimanendo sempre e comunque un gioco interessante da vivere esattamente come ha tentato di fare Life is Strange 2 parlandoci del Messico (fallendo). Grazie a una piccola demo privata, abbiamo saggiato Road 96 in una sua forma preliminare, la quale ci ha colpito per qualche punto molto interessante.

Road 96

Teenage Spirit

Il concetto di Road 96, tanto per continuare il parallelismo con le avventure di stampo classico, non è quello di presentarvi una storia da vivere in una volta sola, bensì di fornirvi un viaggio generato casualmente e che cambia a seconda delle scelte che farete nel corso delle varie “scene” che compongono il disperato viaggio di alcuni adolescenti (anch’essi casualmente scelti dal sistema per il ruolo di protagonista) verso il confine della fittizia Petria, che pronunciata assomiglia fin troppo all’italiano “Patria”. Il paese, come ha avuto modo di avvertirci il signor Fanise nella nostra intervista, è in tumulto e il leader attualmente in carica sta avviando una repressione senza pari, dimostrandosi un tiranno che azzittisce le voci contrastanti.

La particolarità fin da subito evidente di Road 96 è che la soluzione a questo problema, come nella realtà del resto, non arriva attraverso un’unica strada e neanche con la certezza che si possa risolvere. Starà a voi giocatori scegliere quale approccio avere nei confronti della situazione di Petria. Volete semplicemente scappare? Posto il raggiungimento del confine potrebbe essere la vostra salvezza. E se invece voleste lottare e ribellarvi, colpire il governo e far sì che senta la voce del popolo con le maniere forti? Potreste trovare degli alleati sulla strada e seguire il fuoco della rivoluzione.

Il cambiamento però non sempre arriva con le torce e i forconi, anche le elezioni con un candidato meritevole a far da alternativa potrebbero essere ciò di cui ha bisogno Petria, una strada sicuramente più difficile ma altresì presente in Road 96. Al momento non abbiamo idea di quanto e come questi percorsi possano evolversi nel corso del cammino, ma nelle due scene che abbiamo potuto provare già il selezionare un determinato tipo di approccio alla questione politica cambia il modo in cui i personaggi che incontreremo reagiranno alla nostra presenza.

A mescolare le carte, grazie a quella che sembra essere una scrittura meritevole, c’è una moralità grigia lampante da parte di ogni singolo individuo incontrato. La demo si apre con due criminali che hanno rapinato una banca, ma parlandoci si scopre che non sono affatto inclini a rivoltare il paese essendo loro in una situazione di vantaggio nel caos del fermento cittadino, oltretutto sono disposti a sacrificare i soldi rubati pur di liberarsi della polizia alle calcagna, interessata così tanto alle banconote che basterà riempiergli il parabrezza di dollaroni per scacciarli via.

Road 96

Il tono cambia rapidamente da allegra scampagnata sul sidecar a situazione fin troppo reale quando ci ritroviamo in una stazione di benzina dove veniamo coinvolti in un raid della polizia che al momento non ha di meglio da fare che abusare del suo potere per cercare chiunque stia cercando di andarsene da Petria come i diritti universali permettono. Un adolescente, come noi, viene preso dalla polizia per colpa di una soffiata di un patriota che si annoiava così tanto da dover mettersi a fare la Gestapo dei poveri. In quel contesto lì, la nostra azione, per come l’abbiamo percepita, è risultata difficile da digerire.

Ci sono diverse strade possibili, ma tutto dipende dal tono con cui decideremo di affrontare gli attori in gioco: reagiremo e metteremo in pericolo la nostra fuga perché è la cosa giusta da fare, o cercheremo un approccio diplomatico con dei diavoli in divisa? O magari ci rivolteremo contro lo stesso proprietario della stazione di benzina peggiorando la nostra situazione? Non esiste approccio giusto o sbagliato in toto, anche perché l’obiettivo del gioco è arrivare al confine a prescindere da quanto tempo o quali scelte si facciano per farlo: starà alla vostra moralità, alla capacità di immedesimazione, scegliere quale sia il percorso più giusto per farlo. E in questo, Road 96 pare già centrare il suo obiettivo abbondantemente.

Gli inciampi, come è normale che sia, arrivano dal punto di vista tecnico: per quanto sia bello da vedere in alcuni scorci che sembrano disegnati a mano e ricordano molto le cartoline delle città rurali delle montagne canadesi, animazioni ed espressività facciale sono forse fin troppo approssimativi e alle volte danno quella sensazione di amatoriale che spezza l’immersione creata dall’eccellente scrittura e dal doppiaggio ben interpretato. Chiaramente le aspettative sono comunque relativizzate essendo una produzione indipendente, ma ci auguriamo che il tempo che ci separa dal prodotto finale possa essere sufficiente a migliorare il gioco sotto quel punto di vista.

Road 96 è in arrivo quest’estate e al momento è possibile inserirlo nella propria Lista Desideri su Steam.