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Sabaku no Maiku, il cantastorie dei videogiochi su YouTube

Ci sono youtuber e youtuber. Michele Poggi, alias Mike of the Desert alias Sabaku no Maiku, è seguito con passione da più di centomila appassionati di videogiochi, soprattutto giovanissimi. Lo abbiamo intervistato.

Michele Poggi è un moderno menestrello, un affabulatore digitale molto amato su YouTube dagli appassionati di videogiochi. In rete si fa chiamare Mike of the Desert, animatore dei canali Sabaku no Maiku e Sabaku no Pureeyaa e amico di Tom's Hardware. Michele è un ragazzo sensibile, mostra anche un po' di timidezza quando per intervistarlo lo rapiamo per qualche minuto alle centinaia di fan che lo circondano per gli autografi e i selfie al WonderCon di Bari. Il suo successo come youtuber è indiscusso – ha più di centomila follower – ma, a differenza di altri, non sembra che gli abbia dato alla testa.

Sabaku no Maiku con due fan
Sabaku no Maiku con due fan

L'approccio di Mike of the Desert ai videogiochi è singolare. Nella maggior parte dei suoi video non c'è soltanto recensione o "gameplay". Chi fa clic sul player di YouTube parte per un lungo viaggio all'interno della trama. Un racconto condito di aneddoti, storie, metafore, battute all'impronta. Lui è quasi sempre lì, in un riquadro in un angolo, per non rubare la scena all'azione. Michele non ha fretta, non urla, e la sua voce ammaliante non stanca, anche se alla fine scopri di essere stato lì ad ascoltarlo per quaranta minuti e passa. Già, perché i video di Mike of the Desert sono lunghissimi. Nella televisione tradizionale farebbero flop ma anche su YouTube sono un bell'azzardo. Eppure la sfida sembra vincente.    

Cosa ti distingue dagli altri Youtuber?

Non ho deciso di essere diverso. Ho vissuto in campagna, luogo in cui non esisteva alcuna connessione a Internet. La mia passione era raccontare storie a mia sorellina. Per lavoro montavo video e realizzavo effetti visivi (Visual F/X). Sono quindi arrivato su YouTube senza esserne mai stato uno spettatore, ma avendo una buona tecnica. Ho cominciato a produrre e pubblicare video senza avere coscienza di quello che volesse il pubblico e nemmeno dei dettagli della piattaforma. Mi sono trovato "diversificato" senza averlo scelto; ho fatto quello che mi piaceva e che mi permetteva di fare un lavoro completo per la mia forma mentis. Non l'ho deciso a tavolino, è stata una conseguenza. 

Mi sembri una persona colta, che formazione hai?

In realtà più che cultura letteraria, ho molta cultura generale perché ho viaggiato molto. Non ho studiato all'università ma ho fatto master di lavoro di Visual F/X, effetti visivi. Una volta diplomato al liceo i miei maestri, ma anche colleghi e registi importanti, mi hanno confidato che l'università, in questo specifico settore, non avrebbe fatto che rallentarmi. Ho dunque cominciato a lavorare. Come in altri campi, anche in quello televisivo e della post produzione si fa una gavetta che assomiglia molto a uno sfruttamento giovanile. Ho poi lavorato da Technicolor, ma questa ha chiuso e, tra una vicissitudine e l'altra sono finito su YouTube. Vengo da una famiglia particolare. Mio padre era comandante di volo e mi portava spesso con sé, quindi da bambino ho viaggiato per tutto il pianeta. Mi sono incuriosito di tante cose; chi mi segue pensa che sia molto colto, la mia curiosità mi porta a informarmi e sapere, ma senza una cultura classica derivata da studi universitari. 

Ti senti una sorta di cantastorie dell'era digitale?

Questo sì, mi stanno portando a personificarmi in questo ruolo di bardo moderno. Perché il pubblico è molto simile a quello di un tempo, manca l'interazione faccia a faccia ma YouTube permette di averla digitalmente con commenti e altre forme d'interazione.

Per quanti anni pensi di farlo ancora?

Ho un piano molto serio; come lei diceva io sono partito come cantastorie, però in realtà il mio obiettivo è fare informazione. Parlo di videogiochi e della narrazione che sta dietro a essi. Ma in realtà parlo anche del soggetto. Il mercato, l'uso del prodotto industriale videogioco. L'obiettivo è passare a fare critica sul videogioco, sia scritta che su Youtube.

Sabaku no Maiku in azione su YouTube
Sabaku no Maiku in azione su YouTube

L'intervista è finita, restituiamo Michele Poggi alias Mike of the Desert ai suoi fan ma continueremo a seguirlo in rete. Questo ragazzo ha la stoffa giusta per fare strada.