PlayStation

Scarlet Nexus | Recensione

La direzione intrapresa da Bandai Namco con le sue recenti produzioni è indubbiamente da tenere d’occhio. Sembrano lontani, oramai, gli anni della generazione PS3/Xbox 360 dove molteplici produzioni di stampo nipponico mostravano un comparto tecnico, e un’ispirazione generale, al di sotto delle proposte occidentali. Da qualche anno a questa parte sembra che gli sviluppatori giapponesi abbiano ripreso le redini in mano, sciorinando una serie di nuove IP di indubbio valore… e Scarlet Nexus è una di queste.

Fin dalla prima presentazione, Scarlet Nexus per qualche motivo ci ha riportato alla mente le atmosfere del “mai troppo apprezzato” Astral Chains, vuoi per il comparto artistico, vuoi per quella vena un po’ shonen o vuoi per il character design ispirato a quanto fatto da Katsura con l’esclusiva per Nintendo Switch datata 2019. Una prova a porte chiuse e la demo pubblica rilasciata il 21 Maggio scorso, ci confermarono le altissime potenzialità del progetto che, al netto di qualche imperfezione nella sua versione finale, si è rivelato essere una delle sorprese di questi primi mesi del 2021.

Scarlet Nexus

Vita da cadetti

La matrice di Scarlet Nexus è prettamente di stampo nipponico: cinematica introduttiva animata, musiche degli Oral Cigarettes, una storia che vede la maturazione di due adolescenti, un nutrito gruppo di comprimari caratterizzati in maniera quasi esasperata, alcuni colpi di scena ben assestati e, soprattutto, tanta azione e combattimenti altamente coreografici. Quello che rende però convincente l’impianto narrativo di Scarlet Nexus è il suo voler andare dritto al punto.

Sarà stata una scelta dettata dal voler raccontare due storie leggermente diversificate in alcuni aspetti ma, a discapito delle sue molteplici licenze verso il genere ruolistico, la trama di Scarlet Nexus va dritta al punto senza perdersi in eccessive lungaggini e mostrando il fianco esclusivamente nelle missioni secondarie, che si presenteranno qua e la durante l’avventura, e nelle parti finali dell’avventura.

Scarlet Nexus

Che decidiate di affrontare l’avventura con Yuito o con Kasane, il cuore pulsante del comparto narrativo di Scarlet Nexus sarà il medesimo. Quello che varierà saranno le storie personali dei due protagonisti, le motivazioni che li hanno portati a diventare cadetti della FSE e le loro relazioni con i vari comprimari. Potrebbe sembrarvi poco, specialmente spiegatovi evitando anticipazioni di sorta, ma vi assicuriamo che Bandai Namco è riuscita a realizzare una storia davvero solida e pregna di intrecci narrativi che richiederanno di completare l’avventura con entrambi i personaggi per avere un quadro completo di tutte le vicende.

Per chi non avesse avuto modo di leggere nulla in merito a Scarlet Nexus, la storia tratta di due cadetti della FSE una squadra scelta di combattenti che, attraverso l’utilizzo del SAS, viene dotata di poteri paranormali con i quali difendere la popolazione mondiale dalla minaccia degli Estranei, delle creature misteriose, e inquietanti, che si nutrono di cervelli umani. Un incipit molto semplice ma che si espande in una ragnatela di avvenimenti che spaziano dal teen drama, alla brama di potere fino a sfociare nella fantapolitica che andranno a comporre una storia che, pur non brillando per eccessiva originalità, non si rivelerà mai banale, riuscendo a intrattenere il giocatore nelle circa 40 ore richieste per completare tutto ciò che Scarlet Nexus avrà da offrire.

Scarlet Nexus

Quello che ci è piaciuto particolarmente di Scarlet Nexus è la semplicità con la quale riesce a raccontare le storie dei comprimari di Yuito e Kasane attraverso alcuni stratagemmi semplici ma efficaci, che ci hanno riportato alla mente la gestione dei membri del party tipica dei JRPG, oltre che rammentarci, seppur in maniera molto blanda, il focus sulle relazioni tra i personaggi vista nella serie di Fire Emblem.

Con il progredire dell’avventura, infatti, il quartier generale della FSE si adopererà nel ricoprire il ruolo di un HUB dove poter organizzare il proprio party di personaggi. In questi frangenti potrete prodigarvi nel fare dei regali ai vostri compagni, aumentandone l’affetto nei vostri confronti e aprendo a nuove meccaniche di gioco che vi illustreremo a breve. Alla stessa stregua un sistema di messaggistica che sarà costantemente presente all’interno delle fasi esplorative, vi permetterà di ricevere messaggi da tutti i personaggi legati a voi e rispondere, o meno, a queste missive per conoscere ulteriori aspetti della loro personalità.

Ambo le soluzioni si sono rivelate delle digressioni molto piacevoli al ciclo fatto da esplorazione e combattimento con il quale Scarlet Nexus vi avvolgerà, anche se forse il sistema di messaggistica a tratti ci è sembrato eccessivamente invadente. Molto interessante, invece, come gli sviluppatori si siano prodigati nella cura dei dettagli mostrando il reale apprezzamento dei vari personaggi nei confronti dei vostri doni, che andranno a utilizzarli ogni qual volta gli si riveli possibile.

Scarlet Nexus

Fra spade e telecinesi

In termini di gameplay, Scarlet Nexus si è rivelato davvero solido e convincente, proponendoci un combat system facile da apprendere, complesso da padroneggiare e vario come pochi altri esponenti del genere. Yuito e Kasane avranno a disposizione il classico ventaglio di abilità composte da attacchi di differente potenza, schivata e salto, il tutto al soldo della creazione delle combo più varie ed efficaci. L’unica sostanziale differenza risiede nel fatto che Yuito privilegia gli attacchi melee, mentre lo stile di Kasane si rivela più improntato alle offensive sulla media distanza.

L’elemento distintivo, però, nasce dalla possibilità di sfruttare i poteri telecinetici dei protagonisti che, grazie a un ragionato sistema di ricarica, innesta nel combat system di Scarlet Nexus tutta una serie di componenti strategiche davvero interessanti. Colpire un nemico con attacchi corpo a corpo, difatti, caricherà costantemente una barra viola, la quale permetterà di sfruttare i poteri di Yuito e Kasane, per scagliare gli oggetti presenti nelle aree di gioco contro ai nemici. 

Scarlet Nexus

Padroneggiare al meglio questa meccanica permetterà a Yuito e Kasane di prendere immediatamente le distanze dagli avversari aggiungendo un elemento difensivo da non sottovalutare. Oltre a poter scagliare contro gli Estranei quasi tutti gli oggetti presenti nelle aree di gioco, si potrà interagire con degli elementi particolari, generalmente più pesanti, che innescheranno un breve quick time event che, se portato a termine in maniera positiva, permetterà di infliggere un ingente quantitativo di danni ai nemici.

Se tutto questo non bastasse, Scarlet Nexus espande il suo combat system ulteriormente nel momento in cui si formerà un party con gli altri personaggi. Yuito e Kasane potranno infatti assorbire temporaneamente i poteri dei vari compagni presenti in squadra, ottenendo gli effetti più disparati. Che sia l’acquisizione di attacchi elementali di varia natura, la possibilità di diventare invisibili per un breve periodo o individuare i nemici nascosti nell’area. Aumentando l’affinità fra i personaggi, inoltre, si potrà espandere ulteriormente il numero delle abilità offerte dai vostri alleati, fino ad arrivare a scenografici attacchi combinati dall’enorme potenza.

Scarlet Nexus

La possibilità di utilizzare o assorbire i poteri dei compagni, apre le porte alla componente maggiormente ruolistica di Scarlet Nexus che, con il progredire dell’avventura, vi richiederà di formare dei party eterogenei e che abbiano al loro interno gli elementi e le abilità, necessari a colpire le differenti debolezze degli avversari che vi si pareranno di fronte.

Infine troviamo il canonico albero delle abilità, che permetterà a Yuito e Kasane di espandere il loro potenziale attraverso tre rami differenti (difensivo, offensivo e quello dedicato al potere psicocinetico) che andranno ad ampliare maggiormente il moveset dei protagonisti e la loro efficienza in battaglia, e la classica gestione dell’equipaggiamento, con tutto quel seguito di oggetti e vestiti atti a personalizzare i protagonisti e a fornirgli bonus specifici. Il combat system di Scarlet Nexus, al netto di risultare l’elemento più convincente dell’intera esperienza, risulta comunque difficile da valutare perfettamente.

Da un lato, infatti, sembra ispirarsi a molteplici elementi del mondo Action-RPG, con tutto il suo corollario di forze, debolezze, resistenze e punti deboli, mentre dall’altro sembra non riuscire a valorizzare appieno tutte le componenti del suo combat system, rischiando di vacillare sotto al peso di un eccessivo numero di combinazioni che potrebbero far optare il giocatore nell’utilizzarne solo alcune, rendendo lievemente più piatta l’esperienza di gioco.

Scarlet Nexus

Questo lieve sbilanciamento del combat system di Scarlet Nexus si scontra con un’altro dei punti deboli dell’opera di Bandai Namco: la ridondanza dei combattimenti. Voler creare un’esperienza di gioco maggiormente lineare ma che riprenda molteplici aspetti del genere JRPG, richiede una giusta amalgama fra le fasi di grind e quelle spiccatamente narrative, dove è la dinamicità a farla da padrone. Purtroppo gli sviluppatori non sono riusciti a bilanciare perfettamente questi due elementi, incrementando notevolmente il numero di scontri da affrontare nella seconda metà dell’avventura.

Se nelle prime ore questo elemento non viene a noia, in quanto si è concentrati nel guadagnare esperienza per potenziare Yuito e Kasane o si vuole sperimentare i vari poteri dei compagni di squadra, una volta che si supera la metà dell’avventura, si tenderà a evitare ogni scontro possibile per non incappare nel tedio di doversi confrontare costantemente con nemici di basso livello, andando a diluire sia il ritmo generale della narrazione che l’esperienza finale.

Non fraintendeteci non stiamo dicendo che Scarlet Nexus si riveli un titolo marcatamente sbilanciato, solamente che gli sviluppatori potevano equilibrare meglio gli elementi presi dai due generi di appartenenza per rendere maggiormente scorrevole l’esperienza di gioco nella sua totalità. Si tratta per lo più di sbavature da “prima volta” che più che inficiare concretamente il risultato finale, lo rendono solo meno appagante sotto alcuni aspetti. Resta comunque una solida, e stabile, base di partenza per una serie che merita sicuramente un seguito che ne espanda i molteplici punti di forza.

Scarlet Nexus

Scarlet Nexus su PlayStation 5

Tecnicamente parlando, al netto di un’ottimo comparto grafico renderizzato in cel shading che restituisce un colpo d’occhio notevole, si percepisce costantemente la natura “cross-gen” di Scarlet Nexus. Gli ambienti sono ricchi di dettagli, piacevoli da attraversare ma allo stesso tempo eccessivamente spogli in termini di popolazione, oltre che molto contenuti nelle dimensioni. Tutte le aree sono collegate fra loro da una World Map che permette di spostarsi rapidamente fra di esse, sopperendo all’assenza di una reale struttura Open World con uno stratagemma funzionale ma allo stesso tempo troppo anacronistico.

Le aree, inoltre, accusano sovente il pop-up degli elementi accessori, così come le animazioni degli NPC risulteranno innaturali e ridondanti. Il level design, inoltre, si rivela forse essere il punto meno riuscito dell’intera esperienza con aree riciclate in più fasi dell’avventura e architetture che pur cambiano esteticamente si rivelano molto simili fra loro.

Discorso diametralmente opposto per le animazioni dei personaggi principali e degli antagonisti, tutte molto curate e convincenti. Abbiamo trovato eccessivamente anacronistica, invece, la scelta di lasciare la gestione della quasi totalità delle cutscene, a un sistema di immagini statiche accompagnate da un risicato numero di animazioni facciali dei personaggi e da un’infinità di linee di dialogo.

La traduzione in Italiano è stata realizzata con cura, anche se abbiamo notato alcune licenze di troppo e qualche frase trasposta in maniera non accuratissima. In compenso il comparto sonoro ci ha convinto appieno, con un doppiaggio (in inglese o in giapponese) ben recitato e una colonna sonora, come da tradizione, ricca di chitarre distorte, riff taglienti, suoni elettronici e brani dalla chiara matrice nipponica.

In termini di performance, la versione PlayStation 5 di Scarlet Nexus, si comporta come tutti i titoli cross gen visti fino a oggi, mantenendo un frame rate ancorato a 60fps, risoluzione dinamica a 4K e l’implementazione delle funzionalità offerte dal DualSense di Sony. Proprio in merito all’utilizzo di queste ultime ritroviamo le solite, timide, aggiunte già viste in altre produzioni multipiattaforma: grilletti che restituiscono una resistenza quando si utilizzano i poteri telecinetici e un feedback aptico che prova a riprodurre al meglio tute le situazioni offerte da Scarlet Nexus.

8.3

Scarlet Nexus – PlayStation 5


Scarlet Nexus è una produzione solida, divertente e ben confezionata. Una nuova IP che, pur non reinventando niente, punta tutto sull'immediatezza sia del suo comparto narrativo che, sopratutto, del suo gameplay. Pur soffrendo di alcuni problemi di gioventù, e mostrando il fianco a un comparto tecnico non sempre attualissimo, Bandai Namco è riuscita a proporre un titolo fresco, divertente e che farà la gioia di tutti gli amanti degli Action/RPG. Che siate o meno fan delle produzioni di stampo spiccatamente nipponico, il nostro consiglio è quello di dare una calorosa possibilità a Scarlet Nexus, siamo sicuri che non ne rimarrete delusi.

Pro

  • Comparto narrativo scritto bene, poco dispersivo e ricco di intrecci interessanti.
  • Gameplay dinamico, divertente e ricco di variabili.
  • Longevo senza diventare ridondante.
  • Comparto artistico ispirato.

Contro

  • Level design non sempre ispirato
  • La frequenza degli scontri diventa eccessiva nelle parti finali dell'avventura.
  • Il combat system a volte si perde nel suo eccedere nelle combinazioni.
8.3