PlayStation

Skater XL | Recensione – Simulazione hardcore alla massima potenza


Skater XL – PlayStation 4
Genere
Skateboard Simulator
Piattaforma
PlayStation 4
Sviluppatore
Easy Day Studios
Editore
Koch Media
Data di Uscita
28 Luglio 2020

Skater XL, e ci teniamo a chiarire subito che ci riferiamo alla sola versione per console, è la più classica delle occasioni mancate. Parliamo solo della versione per PS4, Xbox One e Nintendo Switch in quanto su PC la moltitudine di mod, unita alla nutrita community che si sta avvicinando al titolo, offrono un panorama contenutistico parecchio differente. Troviamo giusto chiarire fin dalle prime battute di questa analisi che se siete alla ricerca di una produzione spiccatamente arcade, come quelle dedicate a Tony Hawk, o con una campagna articolata, simile a quella offerta da EA nei tre capitoli della sua celebre serie… Skater XL non vi offrirà nulla di tutto questo, limitandosi a proporvi una simulazione di Skate dura, pura ma poco convincente per tutta una serie di motivazioni che vi andremo a illustrare.

Go Skate!

Skater XL saluta ogni velleità narrativa e lancia il giocatore nel vivo dell’azione fin dai primi istanti di gioco, offrendo un breve tutorial utile a insegnare le basi del complesso, e appagante, sistema di controllo votato a una ricerca di una simulazione il più realistica possibile. Basandoci sul DualShock 4, periferica con la quale abbiamo testato il titolo, si potranno controllare i piedi dello skater rispettivamente con le due levette analogiche, permettendo di inclinarli e spostarli sulla tavola in ogni direzione possibile. Questo vi permetterà di usare praticamente i soli analogici per compiere Ollie, Nollie, Flip di ogni genere e avere un controllo pressoché totale del vostro Skateboard. 

Per quanto venga naturale provare a governare la tavola con le levette analogiche, lo steer è delegato ai grilletti posteriori. Una scelta peculiare ma giustificata dalla forte volontà di offrire un sistema di controllo unico, complesso da padroneggiare ma dannatamente appagante. Il push e volutamente assegnato a X, in maniera tale da riuscire a simulare al meglio la necessità, nella vita reale, di rimettere il piede sulla tavola prima di compiere qualsivoglia trick. L1 e R1, infine, vengono utilizzati per governare le mani dello skater, permettendo di afferrare la vostra tavola con la mano corrispondente. 

Non si tratta, indubbiamente, di un sistema di controllo intuitivo e immediato ma il risultato finale è quanto di più vicino a una simulazione di Skateboard vera e propria. Nelle prime ore di gioco, infatti, si cadrà numerose volte. Si proverà frustrazione per non riuscire a chiudere molti dei trick, presenti nella lunghissima lista offerta dal gioco, e si proverà un fortissimo appagamento quando, dopo svariati tentativi, si riuscirà finalmente a compiere le prime prodezze… esattamente come quando, da ragazzini, si riusciva a chiudere il primo Ollie nella stradina sotto casa. Solo per l’estremo amore riversato nel sistema di controllo, Skater XL meriterebbe di essere provato da chiunque ami veramente la tavola a quattro ruote, perché è la prima volta che si palesa sul mercato una simulazione così realistica delle difficoltà necessarie per padroneggiare “degnamente” uno skateboard.

Un passaporto in tasca e una tavola sotto i piedi

Una volta terminato i tutorial di Skater XL verremo, letteralmente, posizionati in un punto casuale del cortile dell’Easy Day High School, una delle sette aree disponibili nella versione per console. Non ci viene data nessuna informazione, a esclusione di un generico Go Skate atto a presentarci la natura totalmente sand-box dell’opera di Easy Day Studios, e verremo lasciati totalmente alla nostra creatività e al conseguente desiderio di migliorarci. Premendo triangolo potremmo decidere in quale punto dell’area trasferirci immediatamente, magari per poterci dedicare all’apprendimento di un determinato trick, e con le freccette direzionali ci viene data la possibilità di decidere un punto di spawn nel quale potremmo teletrasportarci immediatamente ogni qualvolta ne avessimo la necessità.

E, per citare il celebre Porky Pig, “Questo è tutto gente!” Perché da questo preciso momento, Skater XL si rimette nelle mani del giocatore offrendogli un parco divertimenti dal potenziale infinito, un editor di replay ricco di funzioni interessanti e nulla più. Contenutisticamente parlando, il gioco non offre altro, lasciando il fulcro dell’esperienza alla creatività dei vari giocatori sparsi per il mondo. Se su PC, come accennavamo poc’anzi, questo peculiare approccio si presenta vincente (basti pensare agli oltre 100 mila utenti presenti nel canale Discord dedicato al gioco) su console vengono a mancare tutte le mod, e le mappe, create dalla community e condivise sui vari canali ufficiali del titolo. 

Le varie ambientazioni sono tutte ispirate a luoghi realmente esistenti e offrono setting degnamente differenziati e in grado di stimolare la fantasia degli utenti. The Big Ramp, con il celebre Leap Of Faith, siamo sicuri che farà la gioia di chi si è sempre chiesto come sia lanciarsi da una delle rampe più alte al mondo, così come la Downtown, e la Courthouse, di L.A. riusciranno a restituire quel vibe che solamente la Los Angeles di metà anni 90 può trasmettere degnamente. Meno ispirato il California Skatepark che, pur essendo realizzato in copia 1:1, si limita a offrire una riproduzione del celebre skatepark già visto in altre produzioni del genere.

Le tre mappe realizzate dalla community: Hudland, Streets e il Grant Park di Chicago, mostrano ancora una volta come la nutrita community presente su PC possa diventare la “reale linfa vitale” di Skater XL. Si tratta infatti di mappe ben strutturate, ricche di spot interessanti e stimolanti e votate alla realizzazione di video atti a mostrare la propria padronanza del sistema di controllo della produzione di Easy Day Studios. Purtroppo, ci tocca ribadirlo ancora una volta, l’assenza di un supporto alle mod sulle varie console confina ai futuri update, che – si spera regolarmente – gli sviluppatori rilasceranno, la fruizione delle nuove mappe che verranno realizzate dai giocatori per il titolo.

La totale mancanza di obiettivi, unita all’assenza di una campagna in singolo e alla peculiare gestione delle varie trick challenge (che vi teletrasporteranno in un’area specifica, e ben delimitata, del gioco nel quale dovrete compiere le acrobazie richieste), tendono rapidamente a far perdere di mordente l’effetto wow delle aree di gioco, confinandole, per l’appunto, a meravigliosi parchi divertimento per sperimentare e migliorarsi. Una buona gestione dei trofei, o degli obiettivi per la versione Xbox del titolo, viene in soccorso del giocatore, offrendo una serie di obiettivi “a lungo termine” che potrebbero smuovere la volontà dei completisti, offrendo una progressione virtuale che spinge l’utente a migliorarsi, partita dopo partita. 

Skater XL e i suoi tecnicismi

Addentrandoci sul versante puramente tecnico di Skater XL, purtroppo dobbiamo constatare che il titolo è molto indietro rispetto alle produzioni attuali. I modelli poligonali dei dodici skater: 4 ragazze, 4 ragazzi e 4 atleti professionisti, si assomigliano tutti fra loro, mostrano poche differenze e sono vani gli sforzi dei numerosi elementi cosmetici a disposizione nel variegare a sufficienza l’offerta proposta da Easy Day Studios. Gli skater mostrano tutti animazioni molto rigide, con annesse cadute dalla tavola poco reali e numerosi effetti ragdoll che necessiterebbero di essere sistemati al più presto.

Discorso analogo va fatto per le varie location presenti in Skater XL, tutte molto evocative ma allo stesso tempo spoglie, prive di animazioni e di elementi “vivi” di qualsivoglia natura. Per quanto sia soddisfacente, e impegnativo, cimentarsi nei vari trick disponibili nel gioco… la sensazione di ritrovarsi a fare skateboard su strade vuote, o skatepark totalmente deserti, fanno venire meno tutta l’immedesimazione garantita dall’ottimo sistema di controllo. 

Nulla da eccepire, invece, in merito al comparto audio composto da una serie di campionamenti, realizzati durante delle reali sessioni di skateboarding, e una soundtrack di tutto rispetto, composta da numerosi brani su licenza perfetti per ricreare le atmosfere soleggiate della Venice Beach di metà anni 90. Skater XL, infine, è completamente localizzato in Italiano in ogni suo menù, tutorial e spiegazione su come eseguire i vari trick.

Skater XL – PlayStation 4

Skater XL è l‘evoluzione del gameplay di skateboard. Con il suo sistema di controllo indipendente del piede e un gameplay unico basato sulla fisica, i giocatori di skate hanno finalmente i controlli espressivi che hanno sempre sognato.

5.5
5.5

Verdetto

Se siete degli appassionati di skateboard alla ricerca di una simulazione dura e pura, aggiungete tranquillamente un voto e mezzo alla nostra valutazione, prendete coscienza degli attuali limiti di Skater XL e preparate i vostri polpastrelli a lunghe sessioni di trial and error per padroneggiare l’ottimo sistema di controllo realizzato da Easy Day Studios. Se invece siete alla ricerca di un’esperienza analoga ai titoli dedicati a Tony Hawk, o alla celebre saga di EA, Skater XL non vi offrirà nulla di tutto questo. Per tutti gli altri, invece, la nuova produzione di Easy Day Studios, esclusivamente nella sua versione per console, si propone troppo marcatamente come un Early Access dall’elevato prezzo d’entrata. Tutto il bello dell’atipico concept ideato dagli sviluppatori viene meno nell’esatto momento in cui vengono rimosse le possibilità di aggiungere mod o di condividere le creazioni della community, vincolando Skater XL a una costante necessità di aggiornamenti ufficiali e mostrando totalmente il fianco a una serie di lacune che, su altri lidi, si sarebbero potute perdonare maggiormente.

Pro

- Sistema di controllo stimolante, originale e soddisfacente da padroneggiare.
- Editor di replay ricco di funzionalità ben confezionate.

Contro

- Comparto tecnico eccessivamente arretrato.
- Pochissimi contenuti raffrontati al prezzo richiesto.
- L’assenza di mod e di possibilità di creare e condividere nuove aree di gioco, riduce l’appeal del concept originale.
- Il solo sand-box, privo di obiettivi specifici, fa perdere facilmente l’interesse sulla distanza.