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Sonic Colours: Ultimate | Recensione, tutti i colori di Sonic

Mentre tutti aspettano con ansia nuove informazioni relative al prossimo gioco di Sonic, che secondo qualche leak circolato in rete potrebbe chiamarsi Sonic Rangers e potrebbe essere un open world, e al secondo film dedicato a riccio blu e compagni, forte del successo al botteghino del primo episodio, noi siamo qui a divertirci con la versione PlayStation 4 di Sonic Colours: Ultimate. E già perché non bisogna dimenticare che il 2021 coincide col trentennale della velocissima mascotte di Sega perciò non si poteva lasciare il pubblico a bocca asciutta.

Ecco allora che la casa di Shinagawa oltre ad annunciare, a detta sua troppo precocemente, il nuovo episodio della saga, che proprio come il film arriverà nel 2022 e di cui in realtà si sa ancora poco o nulla, decide di riproporre al pubblico quella che a detta di molti può essere considerata l’avventura più riuscita del moderno Sonic tridimensionale, ovvero Sonic Colours che per l’occasione diventa Ultimate.

Sonic Colours: Ultimate

Il gioco originale uscì per la Nintendo Wii nel 2010 coprendo il lavoro non proprio eccelso svolto da Sega con i precedenti Sonic the Hedgehog del 2006, buggato e problematico, Sonic e gli Anelli Segreti del 2007 e Sonic e il Cavaliere Nero del 2009, entrambi afflitti da sistemi di controllo imprecisi e scelte di design discutibili, e Sonic Unleashed del 2008, divertente nelle fasi di giorno, ma noioso e ripetitivo nelle ambientazioni notturne in cui Sonic diventava una sorta di lupo mannaro.

Un piano nascosto

Sonic, il riccio velocissimo che corre instancabile a caccia di anelli, torna il protagonista assoluto del gioco in compagnia dei soli Tails e Robotnik. Stavolta sembra che Eggman sia animato da buone intenzioni: il dottore ha infatti aperto un gigantesco luna park spaziale composto da pianeti ricchi di attrazioni e molto diversi tra loro. Sonic e Tails però conoscono bene i loro polli e giustamente non si fidano. È così che partono alla volta del parco con l’intento di scoprire le vere intenzioni del cattivone impenitente dai lunghi baffi arricciati.

Il loro intuito non sbagliava ed emerge così una triste realtà: il parco giochi è una copertura perché in realtà il Dottor Robotnik sta catturando dei piccoli e simpatici alieni per usare la loro energia con lo scopo di mettere a punto una pericolosissima arma. Sonic e Tails ovviamente decidono che la cosa migliore da fare è fermare ancora una volta il pericoloso scienziato ma non saranno soli perché gli alieni, i cosiddetti Wisp, aiuteranno i nostri eroi conferendo a Sonic incredibili poteri speciali utili a superare le situazioni più disparate.

Sonic Colours: Ultimate si propone come la remaster di un gioco che aveva spinto la qualità grafica della vecchia console di Nintendo al limite regalando ai giocatori una vera e propria festa di colori. La versione Ultimate prova a spingere quanto di buono fu fatto nel 2010 ancora più in alto, aggiungendo un palloncino qua e qualche coriandolo là, tanto per rimanere in tema parco giochi. Sin dalla schermata principale possiamo vedere come la presentazione del tutto sia diventata più colorata e pulita.

Sonic Colours: Ultimate

Sonic Colours: Ultimate non si perde in chiacchiere e ci lancia direttamente nell’azione lasciando introdurre gradualmente dal gioco mosse e poteri vari. Troveremo subito tanta velocità in 3D e molte piattaforme in 2,5D, modalità prediletta dal Sonic Team per questo episodio del brand e che per motivi storici rende maggiore giustizia al riccio blu. Sonic Colours: Ultimate si mostra sin dai primi momenti come un agglomerato di scelte felici capaci di deliziare ancora oggi a distanza di undici anni dall’opera originale.

Sonic, Tails e il dottor Eggman, sono personaggi senza tempo, su questo non ci piove, ma stavolta sono accompagnati da una leggerezza e da una simpatia che permettono di apprezzarli ancora di più, complici anche due robot pasticcioni che non ne combinano una giusta. Le ambientazioni sono caratterizzate da un design esplosivo e nascondono dietro ogni angolo sorprese sia dal punto di vista grafico che della giocabilità.

L’universo di Sonic Colours: Ultimate è composto da stupefacenti biomi assolutamente differenti tra loro che resteranno facilmente impressi nella mente dei giocatori. È impossibile non rimanere estasiati correndo tra i coriandoli di Tropical Resort così come non ci si potrà non addolcire attraversando le leccornie giganti di Sweet Mountain. Vogliamo parlare poi di come si resterà abbagliati dal turbine psichedelico di colori offerto da Starlight Carnival? Lo spettacolo è garantito sia dal design eccellente sia da inquadrature fluide ed elettrizzanti.

Sonic Colours: Ultimate

Le melodie di sottofondo poi sono una gioia per le orecchie e vi garantiamo che vi ritroverete a ripetere un determinato livello anche solo per il puro gusto di riascoltarle tanto sono ben realizzate e coinvolgenti, caratterizzate da ritmi allegri e veloci che spaziano dal funk all’elettronica. La giocabilità di Sonic Colours: Ultimate resta piuttosto piacevole tornando ad offrire il vero Sonic, veloce ed inarrestabile mentre corre in rettilineo, quando balza sui nemici o sfrutta le molle per rimbalzare da una parte all’altra dello schermo.

Anche l’utilizzo dei vari poteri donati dagli alieni convince abbastanza e garantisce una certa rigiocabilità permettendo di esplorare parti dei livelli altrimenti inaccessibili. Si va dalla trivella, che permette di scavare sottoterra nemmeno fossimo una velocissima talpa, al laser che permette di schizzare alla velocità della luce muovendosi a zig zag. Sonic Colours, a parte per qualche sezione di salto o per qualche scontro con i Boss, non è particolarmente difficile. Piuttosto risulta complicato ottenere una valutazione elevata per il livello, prendendo tutti i bonus il più rapidamente possibile. Una seconda run in un quadro vi porterà non solo a correre da una parte all’altra, ma anche ad esplorare anfratti nascosti in cerca di oggetti rimasti indietro.

Un riccio per tutte le stagioni

Resta purtoppo qualche difetto dell’originale come un livello di sfida non sempre ben calibrato che costringerà a ripetere certi passaggi più di una volta, soprattutto quelli legati ai salti sulle piattaforme, a volte compromessi da un sistema di controllo chiaramente orientato più alla velocità che alla precisione: nelle fasi 3D ad esempio è possibile notare come sia praticamente impossibile far camminare Sonic in linea retta, con un sistema di movimento che spesso si rivela fin troppo sensibile. Inoltre si ha spesso la sensazione che i salti siano troppo poco potenti e che Sonic riesca ad arrivare su una piattaforma sempre per un pelo, anzi per un aculeo.

Qualora non bastasse la campagna principale, sono disponibili anche l’Egg Shuttle che propone una veloce rassegna dei livelli di gioco e la Game Land, una modalità che può essere affrontata da uno o due giocatori dove ci si trova a controllare dei Sonic virtuali all’interno di ulteriori livelli digitali. Tutto questo comunque era già presente nella versione originale del gioco. Vediamo dunque cosa ha aggiunto il lavoro di rimasterizzazione firmato Blind Squirrel Games.

Sicuramente la prima cosa che si nota è la grafica, decisamente più pulita grazie al notevole aumento di risoluzione rispetto alla Wii. Erano stati promessi i sessanta fotogrammi al secondo, a nostro parere importantissimi in un gioco di Sonic, ma purtroppo il traguardo non è stato raggiunto e fa specie invece notare come sia a 1080p sia a 720p, nei punti più affollati, permangano cali di fluidità e problemi di micro lag.

Sonic Colours: Ultimate

Sicuramente è apprezzabile il lavoro di sistemazione a livello di poligoni e texture che ora conferisce al tutto una qualità decisamente più HD, ma infastidisce un po’ il nuovo sistema di illuminazione HDR che a volte dona all’immagine un aspetto troppo ovattato ed impastato rendendo più difficile, soprattutto con le inquadrature lontane, distinguere in maniera chiara gli elementi presenti su schermo, in primis Sonic. Inoltre abbiamo notato un glitch che fa apparire una texture nera al posto dei particellari della polvere quando il protagonista scivola su una parete. Dispiace constatare poi che i vari filmati di intermezzo sono rimasti inalterati presentandosi sgranati come quelli dell’epoca.

Niente da ridire invece sull’audio che come affermavamo prima presenta melodie eccellenti, qui ulteriormente remixate per fornire maggiore varietà. Piacevoli ed azzeccati gli effetti sonori, peccato solo che con la remastered si sia perso per strada l’effetto audio del movimento supersonico durante gli scatti turbo di Sonic, elemento che a nostro parere garantiva ulteriore adrenalina a livello di gioco. Molto apprezzabile la scelta di introdurre un doppiaggio italiano, che tutto sommato riesce a conferire simpatia e personalità ai vari personaggi pur senza mai raggiungere picchi di eccellenza.

Sonic Colours: Ultimate

A livello di giocabilità va detto inoltre che sono stati aggiunti un nuovo alieno, il fantasma di giada che permette di attraversare le pareti sfruttando determinati sistemi di ancoraggio, i punti di salvataggio di Tails, che si andranno ad aggiungere ai normali checkpoint, avvertimenti specifici, che metteranno in guardia il giocatore in punti del livello particolarmente ostici, e controlli personalizzabili, per adattare il tutto allo stile del giocatore. Sono stati introdotti inoltre un menù di personalizzazione dove agghindare Sonic con nuovi vestiti sgargianti grazie ad appositi gettoni rintracciabili in giro per i livelli e una nuova modalità dove ci si potrà confrontare in specifici testa a testa contro Metal Sonic. Sono inoltre presenti l’invincibilità temporanea e la forma speciale di Super Sonic.

Sonic Colours: Ultimate, a parte qualche difetto storico e qualche problema visivo introdotto dalla remastered, anche se basato su un titolo con undici anni sulle spalle, resta un ottimo esempio di ciò che dovrebbe essere un moderno gioco di Sonic: veloce, divertente, leggero, accattivante e rigiocabile. Speriamo proprio che il futuro Sonic in arrivo nel 2022 segua l’esempio del suo antenato riprendendo ciò che di buono fu fatto all’epoca e riproponendolo in una formula ancora più aggiornata ed estesa.

8

Sonic Colours: Ultimate – PS4


Sonic Colours: Ultimate ripropone tutto ciò che di buono si era visto nel gioco originale del 2010 per Nintendo Wii. Anche se rimangono alcuni difetti storici relativi al sistema di controllo e la remastered presenta delle incertezze a livello visivo, tornare a correre insieme a Sonic e ai suoi compagni resta ancora oggi una piacevolissima esperienza. Sonic Colours: Ultimate in definitiva rappresenta ciò che un gioco moderno dedicato alla famosa mascotte di Sega dovrebbe essere.

Pro

  • Design coloratissimo
  • Musiche accattivanti
  • Veloce, vario e rigiocabile
  • Atmosfera leggera e divertente

Contro

  • Sistema di controllo a volte impreciso
  • Remastered con qualche problema audiovisivo
  • Qualcuno potrebbe preferire il "super idraulico"
8