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Spitlings | Recensione: l’arcade platform di Google Stadia


Spitlings – Google Stadia
Genere
Platform Arcade
Piattaforma
Google Stadia
Sviluppatore
Massive Miniteam
Editore
HandyGames

Man mano che passano le settimane, Google Stadia riceve sempre nuovi giochi e amplia il proprio catalogo. Anche se in parte si tratta di titoli già noti, non mancano novità e, sopratutto, le esclusive temporale di terze parti note come “First on Stadia”. Tra queste ultime compare Spitlings, un platform arcade pensato sopratutto per la cooperativa ma che propone anche una buona quantità di livelli affrontabili in solitaria. Ecco la nostra recensione.

Spitlings | Recensione

L’idea alla base di Spitlings è molto semplice: sei un mostriciattolo quadrato all’interno di un livello composto da una singola schermata e devi distruggere tutte le sfere rimbalzanti che ti si muovono attorno. Per farlo, è necessario sputare verso l’alto o verso il basso: quest’ultima azione serve anche per attivare il salto. Ovviamente il numero di “proiettili” è limitato ed è quindi necessario evitare di sparare in modo indiscriminato, puntando piuttosto alla precisione: per la ricarica, è possibile recuperare (quasi sempre) i proiettili già lanciati che rimangono nell’ambiente, oppure fermarsi sul posto e ricaricare con una certa lentezza la propria carica di sputo.

Le sfere rimbalzanti ci elimineranno al singolo contatto, costringendoci a ricominciare la schermata. Distruggendole, inoltre, si dividono in sfere di dimensione minore, aumentando quindi i bersagli e il caos attorno a noi. È inoltre importante sapere che, se si gioca in gruppo, la morte del singolo comporta il game over per tutti: se lo volete usare come party game, quindi, preparatevi a dover ripetere il livello per colpa dell’amico o del parente meno abile. Questo tipo di situazione può essere divertente o frustrante, in realtà, a seconda di come si approccia l’opera.

Si tratta quindi di un gioco molto semplice, basato fondamentalmente su frecce direzionali e tre tasti. Ci sono però una serie di peculiarità che impreziosiscono l’azione di gioco. Ad esempio, è presente una sostanza gelatinosa all’interno della quale gli Spitlings possono nuotare, anche in verticale, ma sulla quale le sfere rimbalzano. Il nostro sputo, inoltre, si blocca per qualche secondo, permettendoci di creare in pratica delle trappole: i “proiettili”, infatti, continuano a fare danno fino a quando sono in movimento, quindi possono essere usati come arma in molti modi; un altro esempio sono le pedane rimbalzanti, i colpi continueranno a saltellare su e giù per qualche tempo creando una barriera sulla quale si distruggeranno le sfere.

Il gioco è diviso in “regioni” che introducono nuove meccaniche e rendono quindi sempre diversa l’esperienza, la quale si dimostra però sempre e comunque molto veloce. Ogni livello è diviso in tre schermate e, una volta completate, si sblocca un nuovo Spitlings. Finendo ogni schermata entro un tempo limite imposto dal gioco, si ottiene un secondo Spitlings. Si tratta, badate bene, solo di una skin, di un nuovo aspetto che non comporta alcuna differenza nel gameplay: al di là della pura volontà di completare una sfida, quindi, non c’è grande motivo per proseguire nel gioco e ripetere i livelli. Una volta completati tutti, si accede al “lato B”, con un livello di difficoltà superiore, ma la questione non cambia. La modalità Arcade, inoltre, permette di applicare una serie di modificatori, così da rendere l’esperienza un poco più particolare.

Google Stadia spitlings

In ogni caso, il problema è sempre lo stesso: il forte senso di ripetitività e la mancanza di incentivi a proseguire. Pur introducendo nuove piccole meccaniche, il gameplay è sempre uguale (spara giù e su) e i propri avversari sono solo delle sfere rimbalzanti senza vita e non nemici con un pattern di movimento da apprendere. La vittoria o la morte arrivano generalmente nell’arco di pochi secondi: superare il minuto per completare una schermata è raro e spesso conseguenza di un approccio cauto e lento, basato sull’attendere il momento giusto per eliminare la singola sfera, standosene il più possibile al sicuro. In poche parole, giocare da soli tenderà ad annoiare molti giocatori. Come già detto, infatti, è un gioco pensato principalmente per la cooperativa: per quanto riguarda l’online, manca purtroppo una funzione di matchmaking ed è quindi necessario avere amici in lista ed invitarli.

A livello tecnico non vi è nulla di cui lamentarsi: il gioco è reattivo e l’input lag minimo. Per quanto riguarda l’aspetto visivo, Spitlings non colpisce più di tanto: la semplicità è fondamentale per rendere l’azione chiara e non creare impedimenti, ma comunque parliamo di un gioco con un design limitato. Dispiace sopratutto perché propone uno stile molto più interessante tramite le sequenze d’intermezzo che raccontano la semplice (e ignorabile) storia alla base del’opera. Potete vedere con i vostri stessi occhi nelle immagini qui sotto.

Spitlings
6.5

Spitlings – Google Stadia


Spitlings è un gioco semplice, probabilmente troppo semplice. Pur non mancando di qualche finezza, a conti fatti il gameplay si risolve in un paio di azioni ripetute più e più volte. La longevità, volendo completare ogni singolo livello con tempi record, è più che discreta, ma manca un motivo per arrivare fino alla fine. La più grande mancanza è però il matchmaking online, che limita l'esperienza cooperativa alla base del gioco. Se si ha la possibilità di giocare in locale con parenti e amici, allora potrebbe essere una valida proposta per qualche sessione spensierata, ma non aspettatevi qualcosa di più.

Pro

  • Veloce e immediato
  • In cooperativa locale può divertire

Contro

  • Fin troppo semplice
  • Visivamente poco ispirato
  • Manca il matchmaking per l'online
6.5