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Tales of Arise | Anteprima

Tales of Arise è il nuovo capitolo della celebre saga di JRPG che conta oramai tra le sue fila ben sedici capitoli rilasciati negli scorsi venticinque anni. Una serie che, al pari di esponenti più celebri in Occidente quali Final fantasy e Dragon Quest, è sempre stata un punto fermo per il genere espandendosi nel corso di oltre due decadi attraverso spin-off di varia natura e le immancabili produzioni mobile, tanto amate in terra nipponica. 

Tales of Arise però non vuole semplicemente ricoprire il ruolo del nuovo capitolo di una serie indubbiamente longeva, quanto più vuole rompere con un passato fatto di arretratezze tecniche che mal si sposano con le richieste del pubblico attuale. L’ultimo capitolo, Tales of Berseria, uscì difatti nel 2016 solamente in Giappone e si contraddistinse per la peculiarità di essere stato rilasciato sia per PlayStation 3 che per PlayStation 4. Una decisione che, al netto delle ottime qualità del titolo, mostrava chiaramente quanto la serie avesse bisogno di un restyle tecnico pressoché totale, se voleva mantenere gli obiettivi che da sempre si prefigge. 

Tales Of Arise

La serie Tales, difatti, ha da sempre proposto dei JRPG dinamici, con combattimenti in tempo reale, dal comparto artistico spiccatamente Giapponese e contraddistinti dalla peculiarità di voler essere degli anime interattivi. Una serie di obiettivi che mal si sposano con un comparto tecnico sottotono rispetto a quanto proposto attualmente sul mercato. Per questo motivo Tales Of Arise si propone come un punto di svolta per la serie. Un capitolo atto a rendere giustizia all’offerta proposta da Bandai Namco attraverso una produzione che, oltre a essere tecnicamente al passo con i tempi, sia anche localizzata in praticamente tutti gli idiomi conosciuti, per poter essere apprezzata pienamente dai fan di tutto il globo. 

Tales of Arise è stato annunciato nel 2019 ma, in virtù della volontà di renderlo il più attuale possibile, della recente pandemia e dell’arrivo delle console di nuova generazione lo scorso autunno, Bandai Namco ha deciso di posticiparne l’uscita per affinarne il comparto tecnico. Un periodo di tempo aggiuntivo che ha permesso agli sviluppatori di ottimizzare Tales of Arise per le console di nuova generazione, dove il gioco supporterà i 60 fps e una risoluzione di 4K attraverso una modalità performance dedicata. Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di provare due estratti del gioco, atti a farci saggiare l’inizio della storia, il rinnovato comparto tecnico, le meccaniche del combat system e poter saggiare l’ottima localizzazione in Italiano.

Tales Of Arise

La prima demo di Tales of Arise che abbiamo provato era in verità molto breve: un’area molto contenuta estrapolata dalla vastissima mappa di gioco nel quale poter testare il sistema di combattimento dapprima su alcuni nemici standard e infine contro a un boss.  Il combat system di Tales of Arise ci ha sorpreso positiviamente. Veloce, dinamico, frenetico e con una fortissima componente strategica che si sposa perfettamente con i canoni della serie.

Il party è composto da sei personaggi, tutti controllabili durante le battaglie e tutti dotati di un nutrito ventaglio di abilità. Andando per ordine, ogni personaggio avrà a disposizione un attacco base (associato al bumper di destra) con cui potrà inanellare semplici combo per continuare a infligggere danno mentre le abilità si andranno a caricare. I pulsanti frontali si adopereranno nel gestire tre delle numerose abilità a disposizione per ogni personaggio, ognuna delle quali disporrà di una variante aerea che si potrà effettuare in salto. 

Se già questo da vita a un corposo sistema di combo, si potranno inoltre richiamare attacchi combinati con ciascuno dei membri del party (semplicemente premendo uno dei due grilletti e selezionando il compagno di squadra scelto) oltre che permettere a questi ultimi di supportarci con una delle loro abilità durante gli scontri. Infine troviamo un sistema di target manuale che permette di concentrare gli attacchi dei vari personaggi su un nemico specifico o su una parte del corpo delle creature più grosse. 

Dove, invece, il combat system ha realmente mostrato tutto il suo potenziale è nella boss fight che abbiamo potuto affrontare. Una creatura con diversi punti deboli su cui concentrarsi per poter scagliare le giuste offensive con i personaggi corretti cercando di passare sovente da un membro del party all’altro per sfruttare attacchi su media e corta distanza, oltre alle differenti abilità, per riuscire a soverchiare rapidamente le sorti della battaglia in nostro favore.

Tutte queste meccaniche unite insieme si sono rivelate appaganti e variopinte, anche se abbiamo constata una lieve imprecisione nel sistema atto a scambiare i personaggi controllabili dal giocatore, così come un’eccessiva macchinosità nell’utilizzare gli oggetti nelle situazioni più concitate. Indubbiamente però il sistema funziona e diverte, rivelandosi strategico e frenetico al punto giusto.

Tales Of Arise

La seconda prova di Tales Of Arise si è focalizzata sulla storia, più nella fattispecie nel farci testare il primo capitolo della, potenzialmente, longeva avventura realizzata da Bandai Namco. Trecento anni prima degli eventi narrati in Tales Of Arise le prosperità e le ricchezze del regno di Dahna vennero annientate nell’arco di una notte dal temibile popolo dei Renani, gli abitanti di una terra considerata da molti come “il paradiso degli Dei”.

Con le loro tecnologie all’avanguardia, i suoi soldati corazzati e i mostruosi Zeugle, i Renani soggiogarono il mondo di Dahna, suddividendolo cinque regni. Orbus Calaglia è uno di questi, governato dal tirannico Balseph, unico detentore del nucleo primario del fuoco. Da decenni delle fiamme incessanti bruciano questa landa arida, dove nulla può dare sollievo dal caldo infernale e dove il nostro protagonista, maschera di ferro, lavora come schiavo insieme a centinaia di altri Dehnani soggiogati dal popolo Renano.

Tales Of Arise

Senza anticiparvi troppi elementi sulla storia di Tales Of Arise, possiamo dirvi che nelle prime quattro ore di gioco la componente narrativa si dimostra solida e ben scritta. Maschera di ferro, così come Shionne, sono due personaggi ben caratterizzati e la serie di eventi che li porterà ad incontrarsi, e a fare fronte comune per liberare il regno di Dahna, sono narrati in maniera intelligente e galvanizzante, riuscendo a tenere incollati allo schermo per scoprire come si evolverà la storia.

Abbiamo apprezzato l’occhio di riguardo, da parte degli sviluppatori, nel non voler appesantire l’esperienza finale con un numero eccessivo di scambi di dialoghi e il semplice escamotage ideato per lasciare completa libertà ai giocatori di decidere se conoscere o meno i retroscena meno impattanti in termini di trama. Ogni qualvolta, infatti, si paleserà la possibilità di poter assistere a uno scambio di dialoghi fra i personaggi, apparirà in basso a destra la possibilità di attivare la breve cinematica tramite la pressione del bumper destro. Così facendo l’azione di gioco verrà interrotta per assistere a piccoli episodi atti ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi e del mondo circostante.

Passando alla struttura del mondo di gioco, Tales Of Arise sfrutta un sistema di mappe di dimensioni ridotte, tutte completamente esplorabili, che unite fra loro compongono l’enorme mappa del regno di Dahna. Il sistema, per quanto sulla carta possa sembrare anacronistico, funziona perfettamente nella pratica, riuscendo a far trasparire l’immensita del mondo di gioco e riuscendo a ricoprire ogni mappa di una mole di dettagli ragguardevole, non rischiando di presentare aree eccessivamente spoglie provando a proporre una struttura da open world vero e proprio.

Ogni area, oltre che ricca di dettagli, e costellata di nemici, elementi interattivi, collezionabili e, nel caso degli insediamenti, di botteghe, locande e abitanti con i quali interagire. Abbiamo apprezzato la possibilità di gestire in totale libertà le fasi di farming, scegliendo i percorsi migliori da calcare per evitare di incappare costantemente nei nemici presenti nelle vari aree, innescando inevitabilmente una battaglia. Un ottimo sistema per gestire in totale indipendenza le fasi di farming.

Tales Of Arise

Passando al versante tecnico di Tales Of Arise, la grafica in Cel-Shading unito al canonico comparto artistico di stampo anime, restituiscono un colpo d’occhio piacevole e convincente, perfettamente in grado di spazzare via ogni dubbio sulla possibile arretratezza tecnica della produzione. Le animazioni dei personaggi sono convincenti, i modelli poligonali ricchi di dettagli, li ambienti si presentano sempre vivi (anche se leggermente ripetitivi nelle aree di transizione).

Si tratta comunque di una produzione cross-gen ma ci ha sorpreso è la fluidità dell’intero impianto di gioco di Tales of Arise che, pur avendolo testato in streaming, si è mostrato stabile e senza cali di sorta. Siamo indubbiamente curiosi di vedere se si manterrà tale per tutta la durata dell’avventura.

Abbiamo trovato ottima la localizzazione in italiano che si è rivelata, nella prove che abbiamo svolto, priva di imperfezioni o di licenze troppo marcate. Ci ha fatto sorridere, inoltre, la costante ironia dei personaggi verso i canoni del genere JRPG: ogni qualvolta rinvenissimo un oggetto in un posto improbabile uno dei membri del team ci domandava come fosse possibile trovare, ad esempio, una gelatina alla mela sul fondo di una fontana, così come alcuni membri del team ci suggerivano di evitare di combattere ogni battaglia casuale perché non “avevano foglia di andare avanti così fino a domani”.

Le nostre prove di Tale of Arise si fermavano a questo: una manciata di ore per saggiare la storia, osservare la struttura del mondo di gioco e una breve sequenza per testare il combat system. Un piccolo antipasto che però ci ha fatto venire dannatamente voglia di assaporare la portata principale, sperando che i livelli qualitativi mostrati fino a ora si mantengano tali anche nella versione definitiva del gioco che, vi ricordiamo, è in uscita il prossimo 10 settembre 2021.