Negli ultimi anni, specialmente nel suolo americano, le Teenage Mutant Ninja Turtles (ovvero le nostre Tartarughe Ninja) sono tornate alla ribalta.
In parte grazie alla prolifica run di fumetti targata IDW, in parte per via del meraviglioso The Last Ronin e in parte grazie al recente film "Caos Mutante" (che vedrà presto l'arrivo non solo di un sequel ma anche di una serie animata dedicata a questo nuovo corso), le Tartarughe Ninja sono letteralmente tornate celebri sia fra i giovanissimi che fra gli "over 40"... e non voglio raccontarvi in ambito collezionistico come siano ricercate le diverse linee di action figures targate NECA e Super7.
Non stupisce, quindi, che anche le produzioni videoludiche dedicate alla Tartarughe Ninja stiano proliferando tanto quanto negli anni 90 e nel primo decennio del 2000.
Fra tante produzioni mediocri, però, Teenage Mutant Ninja Turtles: Splintered Fate è riuscita a convincere pubblico e critica, vista l'ottima mescola fra il genere rogue-like (in particolare l'immortale Hades di Supergiatn Games) e le run di fumetti targate IDW.
Lanciato su Apple Arcade lo scorso anno, Splintered Fate si sviluppa attraverso i tentativi del giocatore di completare i quattro livelli e salvare il maestro Splinter, scomparso a causa di un'anomalia spaziotemporale, espediente narrativo che giustifica il costante ciclo di gameplay.
Per ulteriori dettagli in merito al titolo vi consiglio di leggere la nostra recensione, se invece volete sapere qualcosa di più in merito alla creazione del gioco, continuate a leggere visto che ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Tom Westall, Director of Product Management, per chiedergli qualche dettaglio maggiore in merito a Spilntered Fate.