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Teenager sessisti, tutta “colpa” dei videogiochi

Uno studio mette in luce una correlazione tra sessismo e videogiochi. Colpa di personaggi femminili secondari e stereotipati, ma è davvero così?

Uno studio condotto da ricercatori provenienti da Francia e Stati Uniti mette in luce una correlazione tra sessismo e videogiochi, specie nei ragazzi in fascia d'età compresa tra gli 11 e i 19 anni.

Il campione selezionato è piuttosto abbondante: sono stati intervistati ben 13,520 ragazzi francesi riguardo le loro abitudini videoludiche ed il loro atteggiamento verso il genere femminile. Secondo la ricerca, i soggetti che spendono più tempo giocando presentano maggiore attitudine al sessismo, fatto emerso in particolar modo nei soggetti maschili.

Life is strange chloe pointing gun at max

I responsabili dello studio ammettono che questi risultati potrebbero anche solamente indicare che gli individui sessisti siano più dediti all'attività videoludica, del resto una correlazione non implica causalità.

Secondo lo studio le donne nei videogiochi sarebbero rappresentate poco e male, venendo relegate a ruoli secondari con il solo scopo di essere salvate o addirittura come "oggetti sessuali da vincere". Avevamo già parlato di studi simili, e di come questa tendenza – innegabile nel passato – sia andata via via scemando. 

Horizon Zero Dawn   029

Stereotipi di genere, damigelle in pericolo, ruoli secondari… È davvero così che le donne sono rappresentate nei videogiochi? Sicuramente in alcuni casi accade, siamo però veramente sicuri che l'industria videoludica sia sessista?

Recentemente il caso NieR Automata ha fatto discutere: un personaggio femminile dalle forme generose, modellato in maniera iper-realistica e mostrato con inquadrature piuttosto audaci.

Un personaggio dipinto in maniera erotica è però per forza di cose simbolo di un atteggiamento sessita? Non ci siamo scandalizzati o arrabbiati per Raiden nel secondo capitolo di  Metal Gear Solid, dovremmo farlo per 2B?