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The Elder Scrolls 6 potrebbe essere creato con un’IA, ecco perché

I videogiocatori di giochi di ruolo vogliono due cose: giochi sempre più grandi, con contenuti al limite dell’infinito, e giochi di altissima qualità, sopratutto in termini di varietà e profondità. Come fare a raggiungere tale obbiettivo? Investendo tempo, denaro e mettendo al posto giusto persone creative e abili nel proprio lavoro. The Witcher 3, ad esempio, ha dimostrato che è possibile creare un gioco di tal tipo. The Elder Scrolls 6 riuscirà a superare tale livello? Forse sì e potrebbe farlo tramite una IA.

Come spiegato dal sito medium.com, infatti, oltre ad aver comprato Zenimax e tutte le IP legate (The Elder Scrolls 6, DOOM, Wolfenstein…), Microsoft sta espandendo la sua partnership con OpenAI, una società di ricerca sulle intelligenze artificiali con sede a San Francisco. Non si tratta di una novità, visto che la partnership va avanti da più di un anno. Il punto è che ora Microsoft ha la licenza esclusiva del modello di linguaggio GPT-3.

The Elder Scrolls Online Greymoor

GPT-3 è attualmente il modello di linguaggio più avanzato al mondo, allenato da un supercomputer potenziato tramite Azure di Microsoft. GPT-3 è in grado di generare testi indistinguibili da quelli scritti dagli umani e perfettamente basati sul contesto del discorso in corso.

Gli utilizzi di questo modello di linguaggio IA sono molteplici ma, ragionando in termini ludici, potrebbe creare innumerevoli quest secondarie (lasciamo le principali agli esseri umani, per il momento) elaborate, credibili e interessanti. Un esempio di quello che si può fare con questa tecnologia è esemplificato dal gioco testuale AI Dungeon che offre campagne dove il gioco crea un contesto iniziale e poi reagisce ai nostri comandi, senza imporci soluzioni predefinite da uno sviluppatore/scrittore, evolvendo l’avventura di azione in azione.

L’IA potrebbe generare all’interno di un gioco missioni procedurali all’infinito, ad esempio. Ammettendo però che si preferisca un tocco umano in ogni elemento, sarebbe possibile creare in poco tempo centinaia di missioni secondarie, che sarebbero poi ritoccate dagli sviluppatori per perfezionarle o renderle più coerenti con il mondo narrativo specifico del gioco. Sarebbe un modo per risparmiare moltissimo tempo, ottenendo comunque contenuto di qualità.

The Elder Scrolls 6 è ovviamente un candidato ideale per questo tipo di procedimento, ora che è sotto l’ala di Microsoft. Non crediamo sia veramente giunto il momento di approcciare il mondo dei videogiochi con una IA, ma potrebbe essere un futuro interessante. Voi cosa ne pensate? Una IA sarebbe un vantaggio, o toglierebbe valore al videogioco?

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