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The Elder Scrolls Blades, abbiamo provato il nuovo titolo di Bethesda!

Il mercato videoludico sta crescendo negli ultimi anni e lo testimoniano i continui investimenti dei moltissimi attori – produttori, editori etc – in gioco. Silenziosamente, il segmento degli smartphone sta iniziando a generare grossi introiti per una serie di fattori, motivo per cui moltissime società stanno scommettendo su questi dispositivi. Bethesda – insieme a Blizzard, Ubisoft e Square Enix – ha pubblicato The Elder Scrolls Blades, un nuovo spin-off della pluriennale saga che ha incantato milioni di videogiocatori di tutto il mondo.

Come tutti i titoli che compiono il passaggio da console a smartphone, Blades è stato accolto dallo scetticismo più totale degli appassionati più accaniti della saga. Di conseguenza, questo gioco si merita davvero questa accoglienza? Scopriamolo nella nostra anteprima.

The Elder Scrolls Blades, un mistero…

Dopo la sequenza introduttiva, che permette agli utenti di capire il contesto storico su cui si basa Blades, veniamo catapultati nel villaggio natale del nostro alter-ego, appena distrutto da una regina alquanto misteriosa. Sta a noi ricostruirlo per consentire a tutti gli abitanti di ritornare a vivere con la stessa serenità di un tempo.

Per completare la ricostruzione del villaggio, bisogna completare una serie di missioni poste sul cammino del nostro personaggio, raccogliendo quindi denaro e materie prime per rimettere in piedi il municipio (indispensabile per edificare un villeggio di tutto rispetto ndR), il fabbro e i restanti edifici distrutti dall’esercito nemico. Una volta ripristinata – anche se parzialmente – la piccola città, le strutture permetteranno agli utenti di acquistare, vendere e persino potenziare l’equipaggiamento.

Durante le attività è consuetudine imbattersi in nuove armature e armi, che possono essere indossati dal nostro eroe attraverso il menù di gioco. Il sistema di progressione riesce a garantire – almeno nella sua versione non definitiva – un’esperienza piuttosto lineare e al contempo profonda per le molteplici skill incluse nel cosiddetto “albero delle abilità”. I giocatori possono infatti iniziare la propria avventura sbloccando la palla di fuoco oppure altre skill “corpo a corpo”, per esempio.

Esplorando i dungeon di questo titolo è possibile raccogliere degli scrigni che, rispetto ai capitoli canonici della saga, possono essere aperti in due modi: attendere un ammontare variabile di minuti (dipende dal tipo di baule) oppure sfruttare la valuta reale. Al momento non possiamo giudicare al meglio questa meccanica di gioco perché essa può notevolmente cambiare nelle prossime settimane.

Gameplay e comparto grafico…

The Elder Scrolls Blades può essere giocato in due modalità differenti: orizzontalmente e/o verticalmente. Quando si posiziona il dispositivo (che può essere uno smartphone o un tablet), il giocatore ha la possibilità di muovere il proprio alter-ego con un pad virtuale e girare la visuale attraverso i classici swipe sulla parte restante dello schermo. Invece, posizionando il dispositivo in verticale, è possibile spostare il personaggio attraverso dei tap sullo schermo.

I combattimenti richiedono uno sforzo notevolmente minore rispetto agli altri capitoli della saga perché passiamo da un combattimento da uno-a-molti a uno-a-uno. Ingaggiare una battaglia, quindi, è semplice, ma bisogna padroneggiare al meglio il timing delle parate e degli attacchi. Per attaccare è necessario attendere il momento opportuno, vale a dire quando l’indicatore a forma di cerchio diventa di colore giallo; per parare, invece, basta soltanto cliccare sul simbolo dello scudo un attimo prima dell’attacco nemico. Sembrerebbe facile, ma non lo è affatto.

Passiamo al comparto grafico che, al netto delle nostre ore passate su questo titolo, ci pare altalenante. Ci sono zone in cui gli scenari sono caratterizzati da texture di ottima fattura e altre che fanno letteralmente storcere il naso. Discorso completamente diverso con il comparto tecnico perché non abbiamo notato cali di frame-rate e altre problematiche. Per dovere di cronaca, la nostra prova è stata svolta su un Xiaomi Mi 8.

Verdetto preliminare

The Elder Scrolls Blades ha le carte in regola per ottenere un gran successo perché rappresenta una valida alternativa a tutti i videogiochi già presenti su Play Store e App Store. Momentaneamente le uniche incertezze sono i controlli touch (lenti e a volte macchinosi) e un sistema di progressione tutto da vedere. Insomma, Bethesda ha ancora tempo per migliorare questo titolo e renderlo davvero uno dei pochi “capolavori palmari”.

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