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The Elder Scrolls Online: cosa vorremmo trovare a Skyrim

Per quanto Skyrim non ci abbia mai abbandonato, è tempo di tornarci ancora una volta passando per le terre di The Elder Scrolls Online. Come infatti annunciato durante i Video Game Awards, l’MMORPG di ZeniMax Online e Bethesda lascia i deserti di Elsweyr per dirigersi verso le fredde lande del Nord, al fine esplorare il “cuore oscuro” di Skyrim e salvare ancora una volta Tamriel. Il reveal completo è in arrivo il prossimo 16 gennaio attraverso un live stream ufficiale nel quale verranno presumibilmente annunciate le principali caratteristiche e novità della prossima grande espansione, magari anche con una data d’uscita.

Prima di ascoltare direttamente le parole del team di sviluppo, vogliamo provare a raccogliere indizi, speculazioni e desideri, tentando di indovinare dove e come il futuro di The Elder Scrolls Online verrà indirizzato sulla scia di quanto già sperimentato in uno dei giochi più famosi del decennio. Naturalmente è bene ricordare che ESO è ambientato prima di qualsiasi altro gioco del franchise, perciò non aspettatevi di trovare Belethor al suo emporio o qualsiasi riferimento a Talos, dato che dovrebbe ancora nascere.

Tra Solitudine e Whiterun

L’ultimo DLC della Stagione del Drago, Dragonhold, è stato abbastanza ricco di indizi volti a indirizzare la trama direttamente tra le braccia di Skyrim, confermati poi dall’ultimo trailer cinematografico. Senza rivelare nulla della questline principale, possiamo dire che alcuni NPC e personaggi chiave affermano direttamente di essere stati o di dover andare urgentemente a Skyrim. Mentre la maggior parte si riferisce semplicemente alla regione nella sua interezza, Cadwell in particolare parla esplicitamente di Solitude. Un indizio da non sottovalutare considerando l’importanza dell’Impero nella geopolitica, trama e attività di ESO. Oltretutto la parte più a ovest di Skyrim sarebbe quella più gettonata per una nuova terra da esplorare, considerando che il Rift e Falkreath sono già presenti nel gioco in diverse forme.

Ragionevolmente il DLC potrebbe essere quindi ambientato proprio in alcune delle città più iconiche di Skyrim, con al centro la bellissima Solitude come capitale principale. Se poi parliamo del “cuore oscuro” le possibilità si aprono ancora di più, alludendo per esempio alla storia di Markarth o ai misteri nascosti tra i ghiacciai del mare del nord. Del resto già ci siamo avvicinati molto a quelle zone grazie al DLC Orsinium, il quale si potrebbe dire essere direttamente confinante con le città menzionate.

Se davvero si rivelasse essere la regione nord/ovest di Skyrim, The Elder Scrolls Online potrebbe arricchirsi con una marea di zone interessanti: l’accademia di Winterhold, Windhelm e Dawnstar, tutte con un enorme quantitativo di storie e leggende su cui costruire una promettente campagna.

Urla e Draghi

Essendo un’espansione direttamente collegata alla fine delle avventure su Elsweyr, è lecito aspettarsi che i draghi saranno ancora un importante snodo narrativo e contenutistico del futuro di The Elder Scrolls Online. In che forma questo avverrà ancora non è dato sapere, tuttavia non ci dispiacerebbe vederli ancora girovagare per le fredde terre nordiche proprio come facevano nel deserto, unendo i giocatori in una caccia al drago sempre piacevole da svolgere.

Se parliamo di Skyrim però, soprattutto in una porzione che potrebbe coinvolgere Hrothgar Alto, non possiamo fare a meno di chiederci se gli iconici Urli saranno la prossima linea di abilità attive/passive da sbloccare. Questo significherebbe trovare un modo per utilizzare i poteri del Sangue di Drago senza esserlo a tutti gli effetti, ma di certo non ci stupirebbe se il nostro eroe potesse davvero riuscire a ottenere tale potere. Dopo aver sconfitto entità daedriche, draghi antichi e essersi unito all’ordine Psijic si meriterebbe quantomeno di apprendere una o due parole della lingua dei draghi, come minimo.

In termini di gioco, le vaste capacità degli Urli sarebbero un’ottima aggiunta al gameplay e si proverebbero come una skill-line interessante da ottenere se fosse davvero basata sul sistema di Skyrim: ovvero attraverso l’apprendimento tramite la lettura delle lastre di drago nei nuovi dungeon (aperti o istanziati che siano). Altresì, una nuova classe basata unicamente su questa caratteristica è un’ipotesi plausibile, anche se poco probabile per tutta una serie di ragioni, tra cui la principale è una difficoltà oggettiva nel renderla versatile quanto le altre.

Dungeon e Daedra

Veniamo invece al succo della vicenda: dungeon, trial e tematiche intorno a esse. In generale The Elder Scrolls Online ha esplorato già molto terreno, considerando che abbiamo avuto a che fare con Daedra, draghi e molte altre minacce che abbiamo ampiamente debellato. Rimangono però molti principi daedrici con cui fare i conti, altri che probabilmente vedremo perfino ritornare e che tutto sommato potrebbero essere in linea con la definizione di “cuore oscuro di Skyrim”. Chi ha giocato al titolo originale ricorderà le molte missioni dedicate alle divinità dell’universo oltre Tamriel, legate a manufatti antichi e anche abbastanza potenti che potrebbero ricomparire come ricompense all’interno dell’MMO. L’armatura daedrica, del resto, ancora ha il suo inevitabile fascino.

Ragionando in termini di trial, molto del tema che girerà intorno ai nuovi contenuti per gruppi di giocatori sarà basato sull’andamento della storia, tuttavia Skyrim ha già dimostrato di essere spesso legata a grandi battaglie tra eroi e divinità maligne. Considerando anche le dinamiche di Elsweyr e la facilità con cui si cambiano dimensioni nella trama di The Elder Scrolls Online, Sovengarde potrebbe essere un’ambientazione più che papabile per il nuovo “raid” di fine gioco. Dall’altro lato c’è anche la possibilità di veder messa al centro la cultura Dwemer, dando anche un senso più pratico alla dicitura del “cuore oscuro” inteso come celato nel sottosuolo.

Venti di cambiamento

Per quanto Skyrim sia pieno di spunti su cui costruire nuovi sistemi e avventure, l’essere un’espansione maggiore significa anche arricchire e aggiornare la già vastissima offerta dell’MMORPG. Il desiderio di vivere Skyrim come titolo multigiocatore è un po’ quello che si pensava fosse The Elder Scrolls Online al suo lancio, tanto da accostarlo spessissimo a questo paragone. Ora che tale affermazione diverrà realtà, ESO deve prepararsi all’arrivo di tanti nuovi giocatori, curiosi di vedere come sia davvero lo Skyrim Online che immaginavano anni fa.

Ne abbiamo già parlato questa estate, ma è importante in questo caso ribadire come ESO sia nel suo momento di massimo splendore da qualsiasi parte lo si voglia guardare, soprattutto grazie a un team di sviluppo in costante movimento e capace di sfornare aggiornamenti regolari. Ciò gli permette di partire da una posizione di estremo vantaggio, puntando a Skyrim come nuovo diamante dell’offerta di gioco.

Le espansioni hanno di gran lunga la magnitudine maggiore rispetto a tutti gli altri update e questo significa anche implementare modifiche o funzioni inedite raccolte dai feedback dei giocatori. Anche sotto questo aspetto ci sono quindi delle aspettative perfettamente plausibili: ulteriori miglioramenti all’HUD di gioco, percorsi preferenziali per nuovi giocatori, canalizzazione dei vecchi contenuti e aumento del level cap/livello campione, magari con nuove costellazioni in cui spendere punti. Sarebbe bello poter pensare di vedere anche una localizzazione dei testi italiana, ma a meno di sorprese questo è un punto a cui dovremo rinunciare.

A prescindere che siate veterani o semplici curiosi ancora estranei di The Elder Scrolls Online, l’invito è quello di sintonizzarvi sul canale ufficiale e godervi la presentazione del 16 gennaio alle ore 23:00, insieme a tutti gli eventi che seguiranno nelle settimane successive.

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